FABIO PETTARIN, QUANDO A DISTINGUERSI E’ L’ETICA: PROPRIA ED AZIENDALE

Etica, sostenibilità, rapporti umani. Elementi che un tempo, nella conduzione di un’impresa, potevano sembrare quasi “immateriali”. Oggi, invece, investire in tre ambiti quali capitale umano, relazionale e fiduciario sono diventati una parola d’ordine per molti. In particolare, per 24 realtà di successo immortalate in “Storie di ordinaria economia”, il libro di Massimo Folador al centro di una partecipata presentazione lo scorso giugno nella sede di Confindustria Udine. Casi che hanno dimostrato che le imprese capaci di impiegare risorse anche sul capitale umano sono state, alla lunga, ripagate. «Dal pubblico ci sono state tante domande – afferma Folador, l’imprenditore autore di questo bestseller -. Per prima cosa, bisogna evitare di parlare di “sostenibilità” soltanto in relazione all’ambiente: quella in azienda, per esempio, è ambientale, sociale ed economica. È una tematica ampia, sempre più rilevante, da affrontare in modo puntuale». Che cosa intende? «Per ottenere risultati migliori – prosegue Folador – è necessario mettere in pratica prassi, attività e comportamenti che rendano sostenibile l’ambiente verso gli stakeholder. È ovvio che bisogna declinare riflessioni e attinenze per aziende che hanno settori e dinamiche particolari. Ci vogliono comportamenti specifici». Molti i casi di imprese che, sotto questo profilo, hanno investito per migliorare l’aspetto di etica e solidarietà sociale. Durante l’appuntamento in Confindustria Udine, parecchi gli esempi virtuosi su scala locale portati all’attenzione: per esempio, è stato così per l’intervento di Vito Rotondi, Ceo di Mep Group, azienda friulana che ha fatto della formazione e della ritenzione di talenti uno dei propri cavalli di battaglia. La Mep Business School è solo l’ultima dimostrazione di questa avanguardia in termini umani e valoriali. Fondamentale, durante l’incontro, anche la sempre puntuale mediazione del professor Francesco Marangon, del DIES di Udine, abile a tenere le fila di un incontro ad alto contenuto di digressioni filosofiche, intensamente arricchenti per il variegato pubblico in sala, ma difficili da ordinare e strutturare. Durante l’appuntamento si è parlato del “caso” di Cda, l’azienda di distributori automatici di bevande e snack con sede a Talmassons che della responsabilità sociale ha fatto un cavallo di battaglia, tanto da essere al centro di un articolo scritto dallo stesso Folador sulla sua rubrica “Che bella impresa!” pubblicata sul quotidiano L’Avvenire: «Quello di Fabrizio Cattelan e della sua società è un grande esempio di sostenibilità. La sua case history finirà in un mio futuro libro? Potrebbe essere» conclude Folador. Tra i coordinatori della presentazione, Fabio Pettarin, presidente di Animaimpresa e presidente di Tecnest Srl di Tavagnacco, società specializzata da 30 anni in soluzioni software e consulenza per la produzione dei processi di impresa. «Temi quali sostenibilità sociale ed etica nelle imprese sono sempre più rilevanti e non devono essere visti con “buonismo”, ma come parte di una crescita che porta risultati tangibili anche in termini di fatturato – sottolinea -. Con l’Industria 4.0 le macchine svolgeranno alcuni compiti dell’uomo, ma non ci sarà una vera e propria sostituzione. Io parlerei di un cambiamento di ruoli e di crescita, ma le risorse umane rimarranno fondamentali». Parole di un imprenditore al timone di Animaimpresa, realtà che è un punto di riferimento per la Responsabilità Sociale d’Impresa in Friuli Venezia Giulia. «Le case history citate da Folador – conclude Pettarin – fanno riferimento ad aziende di grande spessore e importanza: possono essere uno stimolo ulteriore anche per quelle di casa nostra. Tecnest, non da oggi, investe molto sulle buone pratiche per il bene comune».

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