Modublok, faro produttivo: innovare premia e paga

Modulblok Spa è uno dei “Fari produttivi del Friuli Venezia Giulia”. Questo il nome del riconoscimento assegnato da Industry Platform 4 Fvg (Ip4Fvg), digital innovation hub regionale, unico e integrato, alle aziende che si sono distinte per aver introdotto o perché stanno introducendo interventi di digitalizzazione nei loro processi produttivi. La consegna del premio, che ha analizzato 89 realtà partecipanti al percorso Fari Manifatturieri IP4FVG, si è tenuta il 21 gennaio a Udine.

Modulblok Spa, società con sedi a Pagnacco e Amaro, è una realtà di riferimento nella progettazione e realizzazione di scaffalature industriali per impianti logistici di varie tipologie e dimensioni. È un player di primo piano su scala internazionale e conta su 150 addetti. Questa la motivazione del riconoscimento di Ip4Fvg: “Per aver implementato un sistema totalmente integrato e in real time per l’acquisizione, lo scheduling e la gestione completa degli ordini”, a riprova di come il processo di modernizzazione intrapreso dall’azienda con vigore negli ultimi anni stia assicurando frutti importanti. «Siamo molto felici di questo riconoscimento – sottolinea Mauro Savio, amministratore unico di Modulblok – perché testimoniano la bontà del percorso da noi intrapreso. Per rimanere competitivi bisogna essere sempre pronti a carpire le tendenze del mercato, utilizzando gli strumenti più moderni a disposizione. Senza investimenti non si possono raggiungere obiettivi a lungo termine».A riprova di questo ragionamento, il fatto che Modulbok ha da poco completato il potenziamento del suo stabilimento di Amaro, incrementando lo spazio di ulteriori 4.000 metri quadrati. Qui trovano posto una nuova linea di verniciatura e un’area attrezzata con robot per la saldatura. A testimonianza dell’impegno, non da oggi, per l’ambiente, lo stabilimento è stato dotato anche di un impianto fotovoltaico da 500 Kilowatt per la produzione di energia elettrica.

Ip4Fvg (Industry platform 4 Fvg), presieduto dall’imprenditore Dino Feragotto, è il digital hub del Friuli Venezia Giulia nato dall’impegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Miur e Mise ed è uno degli asset strategici di Argo, il sistema industriale basato sull’innovazione di processi e prodotti per aumentare la competitività del territorio. 

INNOVAZIONE SIGNIFICA ANCHE MEDICINA RIGENERATIVA, APPLICATA ALL’ODONTOIATRIA

La medicina rigenerativa una nuovissima frontiera che per Odontosalute: il network di presìdi odontoiatrici fondato a Gemona del Friuli (Udine). Si tratta di una nuova metodologia legata alla tendenza odierna: utilizzare  i propri tessuti per curare. Se a un paziente, per esempio, viene diagnosticata la mancanza di tessuto osseo per impianti, il metodo PRF aiuta la ricostruzione ossea con le cellule derivanti dal medesimo organismo.

«Guardiamo avanti- sottolinea  Fabio Boscolo, fondatore dell’azienda e oggi amministratore delegato – perché segue con attenzione quanto offre la medicina rigenerativa. Grazie all’utilizzo di cellule prelevate dall’individuo e coltivate in laboratorio, è possibile ripristinare dal punto di vista strutturale e funzionale i tessuti danneggiati».

Fondamentali, anche in ambito odontoiatrico, sono le cellule staminali: «Quelle della polpa dentale – precisa Boscolo – possono essere facilmente prelevate, processate e oggetto di crioconservazione, tanto nei denti decidui da latte quanto post estrazione di un dente sano adulto, in particolare di quelli del giudizio. Se privi di carie e infezioni, sono un prezioso “serbatoio” di cellule staminali mesenchimali simili a quelle rinvenibili nei denti da latte di un bambino. La loro conservazione potrebbe consentire in futuro di curare malattie parodontali e di rigenerare la polpa dentaria. Alcuni studi – aggiunge il fondatore di Odontosalute – hanno dimostrato che le staminali sanno riparare il tessuto periodontale, rigenerare un osso a seguito di un danno osteo-necrotico, recuperare lesioni cutanee, epatiche, neuronali, del tessuto muscolo-scheletrico e dei vasi sanguigni. Ciò vuol dire anche una qualità della vita molto più elevata per i pazienti che si sottopongono a trattamenti utilizzando questo sistema».

Odontosalute, che ha mantenuto la sua sede legale a Gemona del Friuli (Udine), realtà panaeuropea che genera un fatturato di circa 40 milioni di euro. Dal 2017 nella compagine societaria ha fatto il suo ingresso: Colosseum Dental Group, società controllata dalla svizzera Jacobs Holding AG, detenuta a sua volta dalla Jacobs Foundation. Una realtà, quella della nuova proprietà, con un giro di affari superiore a 250 milioni di euro e che gestisce oltre 150 cliniche in Norvegia, Svezia, Regno Unito, Svizzera, Italia e Danimarca.  

AKUIS, LA START UP CHE CE LA FA

Nuovi investitori per Akuis Srl. La Start Up carnica fondata nel 2018, insediata all’interno del Carnia Industrial Park e che ha ideato l’innovativa macchina per l’allenamento muscolare Sintesi, può contare su nuove forze fresche che hanno immesso nel capitale sociale 700.000 euro. A fare il loro ingresso nella compagine sono Mario Gollino, tramite la società Ondulati ed Imballaggi del Friuli, l’imprenditore Mario Zearo, presidente di Advan Srl, l’ingegner Andrea Englaro, Max e Alessandro Candoni della PDM di Tolmezzo, Alexis Trerè, responsabile commerciale dell’azienda, e la società NablaWave Srl di Padova che già supporta Akuis Srl nel reparto ricerca e sviluppo. Alessandro Englaro, co-fondatore dell’impresa, è stato confermato quale Amministratore Delegato anche dopo la variazione della compagine societaria; con lui nel Cda siederanno l’altro socio fondatore Mattiarmando Chiavegato e un altro membro ancora da nominare a rappresentanza degli altri soci. «I nuovi investitori – raccontano Englaro e Chiavegato – hanno riconosciuto la validità del progetto e credono molto nel team, appassionato e altamente motivato a raggiungere gli obiettivi prefissati. Akuis ha seguito un percorso non convenzionale per una Startup, merito anche di Mario Gollino, che fin dall’inizio ha cercato di trasmetterci la sua cultura imprenditoriale, incoraggiandoci a rischiare e partire con le nostre forze. Abbiamo quindi avuto l’opportunità di portare il nostro prodotto sul mercato prima di cercare importanti investimenti, mantenendo così la leadership sull’Azienda. Ora era il momento giusto, data la velocità con cui dobbiamo crescere, e per noi questo risultato è una grande soddisfazione; del resto i risultati positivi, in termini commerciali, stanno arrivando. Il nuovo capitale servirà a strutturare l’azienda, investire ulteriormente in Ricerca e Sviluppo e ad avviare il reparto Marketing». E non è finita perché «stiamo valutando l’ingresso di ulteriori forze», annunciano i due soci fondatori, con l’obiettivo dichiarato di arrivare al milione di euro. Si è chiuso dunque nel migliore dei modi il 2019 di Akuis Srl che oltre al mercato italiano, dove le vendite sono in crescita, ha cominciato ad aprire nuovi sbocchi all’estero, nella fattispecie in Austria, Germania e Grecia. Tutto merito di Sintesi, inventata e brevettata da Akuis Srl. Un macchinario robotizzato per l’allenamento muscolare, nel quale i pesi sono stati sostituiti con una serie di motori elettrici in grado di generare la resistenza adatta per un training efficace e su misura. Ma questa tecnologia è pensata non soltanto per i professionisti del fitness, ma può avere riflessi anche in ambito riabilitativo. Tramite una app, installata su tablet offerto in dotazione assieme all’apparecchiatura, Sintesi offre la massima personalizzazione del percorso di allenamento: così facendo, si crea una nuova concezione di fitness, rendendo molto più efficace il prezioso lavoro del personal trainer in carne e ossa in un connubio uomo-macchina che offre risultati di alto livello. Evoluzione di tecnologie emergenti combinate all’innovativo sistema di “vettorizzazione del carico”, il prodotto consente di sintetizzare le possibilità di un’intera palestra in un unico strumento, in grado di configurarsi automaticamente per far svolgere all’utente diversi esercizi: dal classico sollevamento pesi, alla simulazione della remata in acqua, fino a consentire la totale libertà di movimento tipica dell’allenamento funzionale.

Dalla Silicon Valley, il sogno americano, per tutti coloro che vogliono provarci

Palo Alto, in California, a pochi chilometri da San Francisco, è una cittadina tranquillissima, immersa nel verde, senza grattacieli. Si respira un particolare odore di vaniglia, tipico della terra, tendente al rosso, della vegetazione, sempre lussureggiante, per il famoso clima mite. Le persone sono molto cordiali, rilassate. La vita sembra scorrere con grandissima semplicità. Eppure, siamo nel cuore della Silicon Valley, dove le aziende super tecnologiche più famose sul pianeta hanno almeno un ufficio, se non la loro sede.

Non servono grandi stimoli territoriali, legati ad un luogo geografico specifico, per eccellere, soprattutto in tema tecnologico: serve solo un sogno, e fare di tutto per realizzarlo. Sono necessari: apertura mentale ed investimenti. Ecco cosa ha di differente la Silicon Valley americana, da quella che si vorrebbe realizzare nel Nordest: la comunione degli intenti, la possibilità che viene data a tutti, per merito. E negli Usa, quando si vuole dare a qualcuno una chance si intende anche e soprattutto concedere denari – pubblici, e privati – per progredire nella ricerca, per migliorare il mondo, per offrire opportunità migliori a chi verrà dopo, per far partire start up super innovative che, magari, con le loro scoperte, ci cambieranno la vita, in meglio. La libertà di sbagliare e di riprovarci, ecco di cosa si nutre il sogno americano. Lo si capisce subito dall’aria frizzante che si respira alla ben nota Stanford University, dove, per il Forum su Innovazione Usa-Italia, ha presenziato anche il nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per l’occasione l’aeroporto internazionale di San Francisco, ed il Golden Gate, sono stati illuminati dei colori della nostra bandiera. Da brividi. L’America fa sognare con i suoi simboli. E di più con le sue istituzioni: nel centro ricerche della Nasa, in Silicon Valley, sempre per l’occasione della venuta in California, del Capo di Stato italiano, si parla di missioni spaziali e di Luna. Trump nel 2020 vuole tornare sulla luna. Perché? La luna è già esplorata. Dalla Nasa rispondono: ‘Perché rimane e rimarrà sempre un sogno. Anche se la giornalista italiana Oriana Fallaci, disse che: ‘La Luna è un sogno per chi non ha sogni. Continuiamo a credere nei nostri sogni e si realizzeranno’’.