Dalla Silicon Valley, il sogno americano, per tutti coloro che vogliono provarci

Palo Alto, in California, a pochi chilometri da San Francisco, è una cittadina tranquillissima, immersa nel verde, senza grattacieli. Si respira un particolare odore di vaniglia, tipico della terra, tendente al rosso, della vegetazione, sempre lussureggiante, per il famoso clima mite. Le persone sono molto cordiali, rilassate. La vita sembra scorrere con grandissima semplicità. Eppure, siamo nel cuore della Silicon Valley, dove le aziende super tecnologiche più famose sul pianeta hanno almeno un ufficio, se non la loro sede.

Non servono grandi stimoli territoriali, legati ad un luogo geografico specifico, per eccellere, soprattutto in tema tecnologico: serve solo un sogno, e fare di tutto per realizzarlo. Sono necessari: apertura mentale ed investimenti. Ecco cosa ha di differente la Silicon Valley americana, da quella che si vorrebbe realizzare nel Nordest: la comunione degli intenti, la possibilità che viene data a tutti, per merito. E negli Usa, quando si vuole dare a qualcuno una chance si intende anche e soprattutto concedere denari – pubblici, e privati – per progredire nella ricerca, per migliorare il mondo, per offrire opportunità migliori a chi verrà dopo, per far partire start up super innovative che, magari, con le loro scoperte, ci cambieranno la vita, in meglio. La libertà di sbagliare e di riprovarci, ecco di cosa si nutre il sogno americano. Lo si capisce subito dall’aria frizzante che si respira alla ben nota Stanford University, dove, per il Forum su Innovazione Usa-Italia, ha presenziato anche il nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per l’occasione l’aeroporto internazionale di San Francisco, ed il Golden Gate, sono stati illuminati dei colori della nostra bandiera. Da brividi. L’America fa sognare con i suoi simboli. E di più con le sue istituzioni: nel centro ricerche della Nasa, in Silicon Valley, sempre per l’occasione della venuta in California, del Capo di Stato italiano, si parla di missioni spaziali e di Luna. Trump nel 2020 vuole tornare sulla luna. Perché? La luna è già esplorata. Dalla Nasa rispondono: ‘Perché rimane e rimarrà sempre un sogno. Anche se la giornalista italiana Oriana Fallaci, disse che: ‘La Luna è un sogno per chi non ha sogni. Continuiamo a credere nei nostri sogni e si realizzeranno’’.

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