VENICA&VENICA: «dal 27 giugno si ricomincia con le degustazioni e le visite in cantina su prenotazione. Serve però un’azione di sistema per riattirare i turismi in Friuli Venezia Giulia e in Italia»

Ornella Venica

La natura non si è fermata. Anzi, i suoi colori quest’anno sono straordinari, «i vigneti sono rigogliosi, bellissimi». Proprio per questo è ora di «tornare a gioire di questa bellezza e di tornare a condividere libertà e qualità della vita».

Venica&Venica di Dolegna del Collio quest’anno celebra un importante anniversario, i 90 anni di vitivinicoltura a presidiare un territorio di confine, il Collio, e Ornella Venica presenta con entusiasmo la riapertura della Cantina alle degustazioni, dopo lo stop imposto dal virus. Si ricomincia dal 27 giugno su prenotazione, un assaggio di una ripartenza completa a partire da luglio, anche con il Wine Resort.

Per un’azienda che ha la sua forza nei vini bianchi – l’85% della produzione – la perdita della stagione primaverile per il fermo del canale Horeca e la chiusura delle frontiere che non ha consentito l’arrivo degli ospiti stranieri nelle tradizionali feste di maggio e giugno è ormai un capitolo doloroso ma alle spalle, perché occorre guardare all’estate. L’altra stagione che invita a mescere un buon bianco. «Nelle ultime due settimane c’è un po’ più di movimento, i ristoranti stanno ripartendo e i confidiamo che con la riapertura dei confini i turisti d’oltre frontiera riprendano la via del Friuli”, afferma la vignaiola.

La ripresa non è facile, sui ristoratori pesano per esempio i mancati incassi e i tempi per i saldi delle fatture rischiano di essere più lunghi ma Venica&Venica sta guardando oltre ciò che è stato. Perciò è pronta a ridare a tutti il benvenuto pur con un’accoglienza rivisitata, per rispettare i protocolli anti-Covid e garantire all’ospite ogni sicurezza. «Cercheremo di confermare la degustazione come esperienza d’emozioni, nonostante la distanza sociale e le altre regole che oggi s’impongono», sottolinea Ornella, che agli ospiti continuerà a mettere in evidenza la biodiversità di cui le vigne di proprietà sono espressione e il trascorrere del tempo in una famiglia quasi centenaria, raccontato soffermandosi su alcuni particolari lungo il percorso in Cantina.

«In questo momento è fondamentale che tutti, aziende e istituzioni, facciano squadra per riaffermare la qualità e la sicurezza del nostro territorio e dei nostri prodotti – sottolinea l’imprenditrice. Dobbiamo fare sistema perché, soprattutto all’estero, si rendano conto che il Friuli Venezia Giulia e l’Italia sono belli, sicuri e con una grande attenzione all’ambiente». Un aspetto, quest’ultimo, particolarmente caro al turismo verde e ai giovani che, sempre di più «sono interessati a un vino buono da bere e bello da pensare».

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