beanTech, ANZIUTTI: ‘IL SUCCESSO DI UNA IMPRESA DERIVA ANCHE DAL BUON AMALGAMA CON I SOCI’

«Il successo di una compagine societaria passa anche, e soprattutto, dall’alchimia fra i soci». Massimiliano Anziutti, socio storico di beanTech di cui oggi è Cto e board member, individua così uno degli ingredienti fondamentali che gli ha permesso, con il cofondatore e amico Fabiano Benedetti, di costruire in vent’anni una realtà da 120 dipendenti e 14,8 milioni di ricavi nel 2019, costantemente un passo avanti rispetto all’evoluzione informatico-tecnologica e alle sue applicazioni. Originario di Forni di Sopra, l’imprenditore vive a Campoformido con la moglie Giulia e i figli Giacomo e Davide. Anziutti, con Benedetti condividete addirittura la formazione universitaria – Informatica all’Università di Udine e il massimo dei voti -, da quando vi conoscete? «Da sempre! I nostri numeri di matricola all’ateneo friulano erano uno di seguito all’altro». La laurea nel 1996, poi ognuno matura le proprie esperienze e, all’inizio del nuovo Millennio, l’unione delle carriere professionali. In che consiste «l’alchimia» che caratterizza il vostro rapporto in azienda? «Fra me e Fabiano le cose sono sempre andate bene perché di compensiamo. Non facciamo le stesse cose e perciò il rapporto è sempre stato positivo». beanTech nasce nel 2000 e poi? «Abbiamo lavorato sodo per 15 anni. Nel 2015 è entrata nella compagine societaria Friulia, la finanziaria della Regione Fvg, e da quel momento c’è stata la svolta per l’ulteriore crescita e affermazione sul mercato». Quali altri elementi sono stati fondamentali, dal suo punto di vista, per il successo aziendale? «Ho capito sin da subito quanto contino le relazioni: tanto quanto le competenze. Fabiano è molto bravo in questa dimensione». In vent’anni ci sono stati momenti complicati? «È stata dura nel 2008, all’inizio della grande crisi di inizio Millennio. Anche il post Covid presenta le sue complessità». Il lavoro per lei è….? «La mia passione, perciò non mi pesa per nulla». E la felicità? «La trovo nelle piccole cose e nella mia famiglia, da cui mi sento molto sostenuto».

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