MARPOSS, DA BOLOGNA ALLA SILICON VALLEY, PRONTI DOPO IL COVID

Matteo Zoin

Come stanno affrontando questo momento multinazionali, come Marposs, impresa presente in più di 30 Paesi nel mondo, con cuore pulsante italiano e quartier generale a Bologna.

Impegnata dal 1952, nella metrologia industriale, Marposs ha un fatturato 2019 di oltre 485 milioni di euro, conta più di 3600 addetti, e un export superiore al 90 per cento.

L’azienda ha sedi multiple negli US, una delle quali nella Silicon Valley.

Negli Stati Uniti, come sta procedendo il lavoro all’interno e fuori dalle aziende, in epoca di pandemia?

Ne abbiamo parlato con Matteo Zoin, Head of Marketing e New Market Development di Marposs USA:

Da quanto tempo siete negli Stati Uniti?

Marposs e’ presente negli US dal 1963.

Lei oggi dove si trova?

Attualmente mi trovo nella San Francisco Bay Area: sono appena arrivato da Detroit. Mi sono imbarcato da un aeroporto deserto. Una situazione che ha del surreale.

Cosa sta accadendo nelle aziende?

Come accade in Italia, negli US e nel resto del mondo, in Marposs siamo ricorsi allo smart working, con pianificazioni intelligenti delle risorse per rispettare le nuove regole di distanziamento sociale e permettere ai nostri dipendenti di lavorare in sicurezza, grazie all’obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione. Qui in Silicon Valley, lo smart working era già molto diffuso, per via della tipologia di prodotti finali e l’alto costo degli immobili.

Gli Stati Uniti, sono probabilmente più pronti a questo tipo di modalità di lavoro più flessibile?

Diciamo di sì. Le video-conference/meeting sono, negli US, un modo comune di comunicare, viste anche le distanze fra uno stato e l’altro, e la confidenza di utilizzo di mezzi SW come WebEx, Vidyo, Zoom o Microsoft Teams, è certamente molto più elevata.

Cosa sta accadendo a livello economico negli Stati Uniti, oggi con la pandemia in corso?

Stiamo tutti affrontando questa nuova ed imprevedibile situazione, aumentando necessariamente l’attenzione al contenimento dei costi attingendo alla flessibilità e adeguandoci quindi alle contingenze. In Italia esistono ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, mentre qui negli US, si fa riferimento ad uno strumento simile (furlough), che permette di evitare licenziamenti. Da un punto di vista del mercato, in Marposs abbiamo rapidamente orientato il nostro focus e produzione su soluzioni per il settore medicale ed alimentare.

Nell’approccio al cliente cosa sta cambiando?

La pandemia ha accelerato un processo di digitalizzazione già in corso. In Marposs utilizziamo regolarmente strumenti virtuali per promozione e formazione a distanza come ad esempio i webinar.  La cancellazione di eventi importanti sta facendo nascere numerose piattaforme digitali per la creazione di eventi virtuali.

Quindi potrebbe apportare anche dei vantaggi la situazione che stiamo vivendo?

Assolutamente sì. La situazione attuale rappresenta una sfida, ed allo stesso tempo un’opportunita’ per migliorarsi. Tutto ciò che sta accadendo sta dando impulso a nuovi paradigmi, anche di tipo culturale, già avviati, da tempo, alla cui base vi è lo sviluppo delle tecnologie digitali e il miglioramento continuo dei processi, proprio come stiamo facendo in Marposs.

Come giudica i rapporti commerciali Italia-Usa?

Li giudico molto buoni, anche se c’è un margine di miglioramento, come sempre del resto. Per Marposs gli US rappresentano un mercato di riferimento. Diciamo che, per le piccole-medie imprese italiane, gli US sono molto difficili da approcciare, talvolta quasi impossibile. Per le difficoltà oggettive all’ingresso e le risorse richieste. Ma anche per questione di cultura. E’ raro trovare un piccolo-medio imprenditore che riesca a scalare il mercato americano a patto di focalizzarsi completamente su di esso. A mio parere, è necessario offrire maggior supporto, da questo punto di vista.

Eppure. Cosa offrono a lei e alla sua impresa, gli US?

Opportunità! Basta soffermarsi, capire e vedere intorno a noi: una possibilità di fare business qui, c’è sempre. Si usa spesso dire: “today is another day to do better”. In Marposs stiamo espandendo le nostre quote di mercato, diversificando giorno per giorno, in maniera progressiva e continua. E come ci sta insegnando la lezione attuale, in maniera flessibile, cioè orientando rapidamente e correttamente il proprio focus.

Le manca l’Italia?

In questo momento storico ancora di più. Vedere da lontano, il mio Paese soffrire, mi fa sentire, ancora di più la mancanza. Per alcuni americani il sogno è l’Italia, non solo per cibo e vacanze. Molti conoscono la nostra storia, dai romani al nostro rinascimento, e per fare un esempio personaggi come Enrico Fermi hanno lasciato un impronta indelebile. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra patria.

L’INTERVISTA, CICHETTI, DG CONSORZIO SAN DANIELE: ‘STIAMO PENSANDO A NUOVE TRANCIATURE, PER GUSTARSI SAN DANIELE A CASA, TAGLIATO AL COLTELLO’

Mario Emilio Cichetti

‘La nostra produzione è calata, negli ultimi 4 mesi, del 10 per cento’ , esordisce così, Mario Emilio Cichetti, direttore generale del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, che conta 31 consorziati: il totale dei produttori Dop di San Daniele, per un valore di fatturato di 320 milioni di euro, con il 18% di export. ‘Al contempo, le vendite, in generale, nella grande distribuzione organizzata, sono salite del 30-35 per cento. Sul futuro però pendono grosse incertezze economiche. Questa pandemia potrebbe avere modificato le abitudini del consumatore che si è abituato a mangiare a casa. Inizialmente, sono stati presi d’assalto i supermercati, poi, calmierandosi la situazione a livello psicologico, gli acquisti sono per così dire, tornati alla normalità. Non possiamo ad oggi sapere quali saranno le reali ripercussioni nel settore Horeca: cosa accadrà per bar e ristoranti è difficile prevederlo. Sicuramente le vendite on line hanno avuto una accelerazione. Nel nostro caso specifico del preaffettato in vaschetta, per un consumatore predisposto ad un prodotto di alta gamma. Stiamo ora pensando a prodotti ‘nuovi’, che vengano incontro alle più recenti esigenze, di consumare il prosciutto di San Daniele a casa, tagliato al coltello. Per questo, stiamo pensando a nuove tranciature di prodotto, diverse dalle consuete da 1,5 kg. di alta qualità, dotate di una particolare stagionatura. I bisogni stanno cambiando, ed in sinergia con i nostri consorziati, stiamo prendendo le decisioni opportune, per andare incontro ad una nuova domanda’. Aria di Festa, la nota manifestazione che si tiene ogni anno a giugno, a San Daniele, è stata rimandata, per la prima volta dalla prima edizione del 1985, all’anno prossimo: ‘Come tutti gli eventi che prevedono assembramenti anche noi, abbiamo dovuto annullare la nostra festa. Per recuperare: stiamo già pensando a come rendere speciale l’edizione del prossimo anno’. Sul nuovo Disciplinare di produzione della Dop, con parametri più stringenti per tutelare la qualità di uno dei prodotti simbolo del nostro Made in Italy: ‘In modo ottimistico pensiamo che entro l’anno dovrebbe passare in Commissione Europea per l’approvazione’ ha concluso Cichetti.

GATTO ASTUCCI RINCONVERTE PRODUZIONE: realizzati separatori da tavolo, colonne per thermoscan fino ai sanificatori mobili

Cristian Paravano

Soluzioni per la sicurezza personale e collettiva, rispettose delle norme anti Covid-19, ma anche funzionali, belle e di qualità, capaci di accompagnare armonicamente una “nuova” normalità. 

Le ha sviluppate Gatto Astucci, l’azienda internazionale, sul mercato da 83 anni che, nell’arco di pochissime settimane, ha saputo riconvertire parte del proprio business dedicato al packaging primario e secondario e visual display per occhialeria, beauty e gioielleria in display protettivi, prodotti igienizzanti e tessuti per la pulizia di oggetti personali, pochette funzionali a contenere tutti i prodotti anti Covid 19 che occorre avere sempre con sé, dalla mascherina ai guanti e all’igienizzante, fino ai sanificatori mobili.

Nuove e innumerevoli sono inoltre le esigenze di tutti gli spazi pubblici e altrettante sono le soluzioni già realizzate: dalle colonne per posizionare le soluzioni igienizzanti alle stazioni di monitoraggio della temperatura, per esempio sui luoghi di lavoro, fino a tutte le tipologie di separatori che caratterizzeranno la nuova vita sociale: da tavolo, per ufficio o fast food, per disporre oggetti e materiali. 

Idee di un team composito per competenze, cultura e visione e una governace aziendale concreta sono riusciti a rendere Gatto Astucci una realtà capace di dare risposte immediate a nuove esigenze e di anticipare le soluzioni che la Fase 2 richiede in forma sempre più massiccia. Un’evoluzione imprenditoriale che, pur dovendo fare i conti con l’emergenza epidemiologica, non ha derogato alla sostenibilità di processi e prodotti, in linea con la filosofia che già nel 2018 ha portato l’impresa alla certificazione in questo ambito. 

«Non potevamo rimanere passivi in una situazione di tale emergenza – spiega Cristian Paravano, direttore generale -. Infatti, collaboratori e stakeholders si sono messi a disposizione, sfruttando le proprie capacità creative, al fine di convertire parte dei processi produttivi e organizzativi. Questa volta – aggiunge il manager -, la nostra “mission” non sarà quella di preservare i prodotti dei nostri clienti o di esaltarne la bellezza, bensì di consentire loro di tornare il più velocemente possibile al “new normal”, con fiducia e soprattutto in sicurezza».  

Le soluzioni sono prodotte negli stabilimenti aziendali europei e asiatici o acquisite dai partner strategici, cercando di offrire delle alternative di prossimità, per ridurre tempi di fornitura e footprint. 

beanTech certificata Titanium Sol.Provider Dell

Luca Degano, manager di beanTech

La beanTech, ha ottenuto la certificazione Titanium Solution Provider da parte di Dell Technologies, attestazione in vigore per il 2020 e che fa salire di livello il rapporto ultraventennale che l”azienda friulana di informatica di alta tecnologia ha con la Dell, di cui è l’interfaccia in Italia.

beanTech si pone al fianco delle aziende, per aiutarle a superare le sfide della Digital Transformation, fornendo soluzioni affidabili, scalabili e spinte dall’innovazione. Conta 130 dipendenti e oltre 400 clienti di 15 paesi e si pone sul mercato come “partner unico per la filiera del dato”, forte della gamma di soluzioni sviluppate in collaborazione con il mondo accademico e basate sulle migliori tecnologie a disposizione fornite da Dell Technologies, VMware, NVIDIA e Microsoft. 

EUROTECH, SANDRO BARAZZA RICONFERMATO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI

Sandro Barazza è stato riconfermato, nell’ultimo Cda di Eurotech, il dirigente preposto a redigere i documenti contabili, il bilancio della società e consolidato, garantendone la conformità e l’affidabilità. Lo annuncia una nota della società. Barazza ricopre il ruolo di Cfo (Chief Financial Officer) di Eurotech oltre ad essere amministratore di diverse società del Gruppo. “E’ una grande soddisfazione per me poter continuare a profondere la mia professionalità in Eurotech – spiega Barazza – un’azienda quotata, presente in diversi Paesi nel mondo. Dalle medie dimensioni, ma con una grande visione. E’ una professione che mi sento di consigliare anche ai giovani, purché siano dotati di passione e di un carattere deciso ma che inviti anche alla riflessione'” Barazza, nato a Udine, 52 anni, è laureato in Economia e Commercio all’Università di Trieste. E’ in Eurotech in qualità di dirigente dal 2008.