TOSOLINI: UNA GRANDE FAMIGLIA DI DISTILLATORI. LO SPOT SU MEDIASET: UN REGALO AL FVG

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«L’inizio della stagione fredda è la premessa per gustare appieno l’Amaro Tosolini, prodotto ininterrottamente dal 1918 con una ricetta che prevede erbe mediterranee e un invecchiamento nell’aria marina della Laguna di Marano», afferma il presidente della storica Distilleria friulana Bepi Tosolini, Giovanni Tosolini Temperature più basse, giornate più corte e voglia di un elisir che porti con sé quella miscela di erbe segrete che continua a convincere da 102 anni, richiamando il profumo marino dell’ambiente in cui invecchia.

Insomma, voglia di Amaro Tosolini. La notissima Distilleria Bepi Tosolini di Povoletto (Ud), in Friuli Venezia Giulia, da oltre un secolo continua a tenere in produzione questa «pietra miliare del nostro brand», afferma il presidente Giovanni Tosolini, e si appresta a ricordarne storia e caratteristiche ai consumatori con una campagna informativa che viene trasmessa da ieri, sulle reti televisive Mediaset, con uno spot che onora il Fvg. Non solo. Quest’anno la Distilleria sarà sponsor della Barcolana, la regata velica più grande del mondo che l’11 ottobre porterà nel Golfo di Trieste migliaia e migliaia di vele per la sua 52esima edizione. Tosolini ha già solcato questo mare per diversi anni con il brand abbinato a una barca, ma quest’anno ha voluto fare di più, legando il proprio nome a quello della manifestazione nel suo complesso e arrivando nella sacca di ogni skipper iscritto all’evento. «In ogni sacca ci sarà una bottiglia del nostro Amaro Tosolini – conferma il presidente della Distilleria -, per una degustazione condivisa con tutto l’equipaggio». In barca o sulle Rive, l’Amaro troverà così uno dei luoghi più appropriati per la sua degustazione. «È un amaro fatto con erbe mediterranee – sottolinea il presidente – e la sua stagionatura avviene in botti di una barriqueria che si trova nella Laguna di Marano. L’aria marina gli conferisce caratteristiche uniche che ben si sposano con una manifestazione regina del mare».

SICUREZZA SUL LAVORO: Alla MEP il cambio di passo sostenibile determinato dall’emergenza Covid: i vademecum della MEP Business School preziosi per ogni cittadino

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La sicurezza sul Lavoro in azienda ha fatto un ulteriore salto di qualità a seguito della pandemia, perché la responsabilità per i comportamenti corretti è stata consapevolmente compresa come trasversale da ciascun operatore. Le aziende, inoltre, sono diventate luogo “di istruzione” a tutto tondo, oltre che di formazione obbligatoria. Non da ultimo, i principi basilari di contrasto del virus hanno permesso anche una nuova organizzazione strutturale all’interno dei locali, con il recupero di spazi tanto essenziali quanto funzionali.

Sono tutti aspetti che, sperimentati direttamente in MEP, Macchine Elettroniche Piegatrici di Reana del Rojale, Udine, sono sostenibili, per la sicurezza in Azienda, a giudizio del Perito Industriale Paolo Querini, alla guida da un trentennio della società, puntualmente (…è il caso di dirlo) Punto Sicurezza. Tra le ultime novità riguardo alle certificazioni in tema proprio di sicurezza, «la ISO 45001 – spiega Querini – ha definito come “rischio” il risultato dell’incertezza. Ne consegue che le aziende debbano rimuovere tale incertezza in tutte le sue forme. I principi, i precetti e le procedure sono perciò fondamentali, tanto quanto la comunità d’intenti per l’intera Organizzazione, perché si vince o si perde insieme». L’azienda diventa, quindi, luogo di grandissima responsabilità personale, e ad essa compete un compito che ha sempre più ripercussioni importanti al di fuori dei locali aziendali. «Stiamo assistendo a un profondo cambiamento di mentalità riguardo alla Sicurezza – prosegue l’esperto -: poiché è il singolo lavoratore chiamato a prendersi cura della propria salute e l’impresa per questo svolge un ruolo d’istruzione, oltre a quello obbligatorio di informazione e formazione». L’atteggiamento acquisito in questo contesto, in sostanza, diventa un «modus operandi» che il soggetto mette in pratica nella propria quotidianità. Lo ha sperimentato in questi mesi la stessa MEP. «Può sembrare un paradosso, ma non lo è: l’emergenza Covid ha avuto anche un effetto positivo, perché ha permesso all’azienda di riorganizzarsi, di operare al meglio sotto ogni aspetto e di estendere forte consapevolezza a tutti i Lavoratori», spiega Claudio Miconi, RSPP di MEP. Insieme alle regole fondamentali di comportamento, l’igienizzazione meticolosa che è stata effettuata negli ambienti ha consentito il recupero di spazi da tempo sottoutilizzati, ha inoltre attivato anche la creatività editoriale della MEP Business School, che ha pubblicato diversi volumi. Tra questi non ultimo il “Manuale COVID-19 per il Viaggiatore”, rivolto non unicamente a chi viaggia bensì «ai cittadini che lavorano in azienda (e in trasferta appena consentito), svolgendo così contemporaneamente una formazione aziendale e sociale», conclude Claudio Miconi.

LA VENDEMMIA? SI FA ANCHE IN VIA MONTENAPOLEONE

Condizioni climatiche ottimali hanno contribuito a una vendemmia 2020 di ottima qualità, premessa per un vino di altrettanto pregio: le piogge regolari hanno impedito alle viti di subire stress idrico, la buona escursione termica ha calibrato perfettamente carica aromatica e acidità, rendendo le uve di quest’anno molto simili a quelle degli anni Novanta, quando la gradazione era leggermente inferiore a quella delle ultime stagioni, accentuata dall’innalzamento delle temperature. Venica&Venica www.venica.it la storica Cantina di Dolegna del Collio, racconta così la sua 90esima vendemmia, praticata in un anno in cui il Covid-19 ha messo in crisi molti aspetti della vita socio-economica ma non è riuscito a piegare la natura, che sta “regalando” raccolti da mettere in memoria. In attesa di staccare i grappoli a bacca rossa, tra gli ultimi giorni di settembre e inizi ottobre. La vendemmia dell’uva bianca quest’anno è iniziata il 25 agosto per concludersi il 18 settembre. Un periodo in cui la famiglia Venica&Venica e i suoi collaboratori sono entrati ogni giorno in vigna per cogliere il momento migliore in cui tagliare il frutto della vite rigorosamente a mano, perché ciò consente un controllo puntuale e immediato dello stato di salute dell’uva. «Se le condizioni climatiche sono importanti, è altrettanto determinante saper individuare la giusta curva di maturazione dell’uva», racconta infatti Ornella Venica, elencando le azioni fondamentali che portano a un vino d’eccellenza. Sono 40 gli ettari che l’azienda coltiva da 90 anni nella zona più a Nord del Collio, dove quest’anno la produzione della famiglia dei Pinot è stata leggermente inferiore alle precedenti annate, come è successo per altro nel resto d’Italia. «C’è stata una produzione inferiore di circa l’8-10% – conferma la vignaiola – il che è un vantaggio per la qualità dell’uva raccolta». Dalla vendemmia in vigna a quella glamour nel centro di una city come Milano, per Venica&Venica il passo è breve, poiché sarà protagonista dall’8 al 10 ottobre della “Vendemmia in via Montenapoleone”, l’ormai tradizionale appuntamento promosso da MonteNapoleone District, in collaborazione con il Comitato Grandi Cru d’Italia, per unire la produzione d’eccellenza italiana, contraddistinta dai brand del lusso e dalle più prestigiose cantine del made in Italy. Venica&Venica l’8 ottobre, dalle 19.30, e fino alle 22, sarà protagonista del “Cocktail in boutique” nello spazio Pinko. «Tre le nostre proposte per la ‘vendemmia’ in città – illustra Ornella Venica -: ”Talis”Pinot Bianco, simbolo dell’eleganza produttiva del Collio e delle aree alpine della Mitteleuropa; il “Ronco delle Cime” Friulano, l’autoctono che racconta al meglio il legame della famiglia Venica con la propria terra; “Ronco delle Mele” Sauvignon, il vitigno internazionale che nel Collio si impreziosisce dello spirito del luogo. E per gli amanti del ‘nero’, ci sarà il Merlot Doc Collio 2017, dove la percezione della freschezza della frutta rossa di sottobosco inebria l’olfatto. Nei giorni precedenti, il 6 ottobre, Venica&Venica parteciperà all’asta benefica, organizzata in questa occasione, con il Magnum Ronco delle Cime Friulano che celebra i 90 anni della Cantina. Infine, venerdì 9 ottobre, la Cantina di Dolegna parteciperà al testing che coinvolge tutte le aziende presenti alla “Vendemmia in Via Montenapoleone”, in programma al salone delle feste dell’hotel Four Season di Milano.

ARRIVA REVID19, SCOPRE IL COVID DAL RESPIRO IN TEMPO REALE, AVVIATA LA SPERIMENTAZIONE DA UN LUMINARE UDINESE

Si chiama Revid 19 il nuovissimo device messo a punto da Eurotech in corso di utilizzo per la ricerca in via sperimentale, della presenza del Covid-19, nel respiro. La sperimentazione è già in corso. Si tratta di uno strumento dotato di intelligenza artificiale e tecnologia Iot (Internet of things): una serie di sensori raccoglie le informazioni provenienti dal respiro. Ovvero, riconosce le anomalie dell’aria eliminata dai bronchi, il cosiddetto esalato. Al momento e da qualche tempo, Revid 19 è in uso dall’associazione Allergie e Pneumopatie infantile Alpi Odv di Udine, e da Mario Canciani, pneumologo di fama internazionale e presidente dell’Alpi Odv. E’ stato analizzato, in via sperimentale, dalla macchina il respiro di 30 persone fino ad ora. ‘Siamo a disposizione della comunità: la campionatura dei risultati è per noi fondamentale. Per questo, ci rivolgiamo ai nosocomi della regione perché possano utilizzare lo strumento in pazienti sia ambulatoriali che ospedalizzati. La manovra necessaria è molto semplice: si basa sull’espirazione per 20 secondi in uno strumento che invia i dati successivamente processati da un algoritmo di intelligenza artificiale, e poi letti da un medico competente in materia. Non vi sono rischi di contagio, né per la salute dei pazienti’ spiega Canciani. ‘Ci è piaciuta l’idea di Canciani, partendo dal nostro know-how sull’analisi dell’aria e sul calcolo ad alte prestazioni – afferma Ugo Padulosi, a capo della R&D di Eurotech – siamo fieri di aver messo a disposizione la tecnologia di Eurotech, per questo progetto di tutela della salute pubblica, in un momento così complicato di pandemia. Sono necessari però, ai fini della sperimentazione, più pazienti da sottoporre al test del respiro, per far apprendere alla rete neurale con un maggior numero di dati ’. Mario Canciani si occupa da sempre di patologie dell’apparato respiratorio, dapprima all’Ospedale Burlo Garofolo di Trieste e poi alla clinica pediatrica dell’Università di Udine. Per 12 anni nel comitato direttivo della maggiore associazione medica europea, l’European Respiratory Society, è stato il fondatore dell’ Alpi, l’associazione dei bambini asmatici, allergici e con problemi respiratori, e del Grap: Gruppo regionale di allergo-pneumologia. Attualmente è presidente del Fvg di Isde (Medici per l’ambiente) e coordinatore per il Fvg della Siaip (Società italiana allergie e immunopatologie pediatriche) e si occupa in particolare degli effetti dell’inquinamento sulla salute dei bambini e sulle patologie allergiche e pneumologiche di bambini e adulti. È autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche e di una trentina di libri.

ARTENI SI ALLEA CON INFOSTAR E L’E COMMERCE VOLA

Tecnologia e prodotti di qualità: un binomio vincente, in grado di attraversare da protagonisti una pandemia che ha pesato significativamente anche sul settore del commercio. È quanto conferma l’esperienza di questi mesi di un baluardo della moda come il Gruppo Arteni di Tavagnacco (Ud) che, nei mesi di lockdown, ha quadruplicato le vendite online, grazie a un servizio estremamente curato nei contenuti e un’infrastruttura tecnologica efficiente e appositamente studiata da un’altra azienda friulana, la Infostar di Tarcento, capace di garantire sistemi informatici-business continuity, salvaguardando dati e reti. «Da tempo Arteni è attento a coniugare le tecnologie digitale con il proprio core business – afferma Matteo Arteni uno degli amministratori di Arteni-. Siamo sempre stati all’avanguardia su questo fronte e il momento storico ci ha dato ragione». In questi mesi particolari del 2020 «il nostro fatturato da vendita online è quadruplicato», prosegue l’imprenditore, ai vertici di un Gruppo che conta 10 punti vendita, impiega 150 persone e ha un fatturato di 32 milioni l’anno. «Infostar ci ha aiutato ad implementare le nostre dotazioni informatiche, anche e soprattutto per un obiettivo importante: la sicurezza dei dati, a salvaguardia del consumatore. Guardiamo avanti consapevoli che le scelte sui consumi sono cambiate: anche per ciò che riguarda il metodo di acquisto. Il lockdown ha incrementato, come ovvio, l’e-commerce, e questo nuovo trend ci ha trovati pronti e competitivi’. «Lavorare con aziende come Arteni è un piacere – sottolinea l’amministratore delegato di Infostar, Cristian Feregotto -, poiché si rende evidente che, quando i sistemi informativi aziendali sono progettati con professionalità, mantenuti efficienti e aggiornati nel tempo, le aziende beneficiano di un miglioramento dell’operatività, che si traduce in efficienza e competitività. Oltre che in efficacia: il consumatore si trova sicuro nell’affrontare gli acquisti on line e per noi questo, è un vantaggio competitivo enorme. Veniamo incontro al cliente in due modi: fornendo al nostro partner, in questo caso Arteni, le dotazioni informatiche per accontentare il consumatore finale, ovvero tutti noi. Ritengo che in questo momento storico la qualità dei servizi sia essenziale a parole e nei fatti».