I BRILLANTI COLORI DELLA FRIULANA MEP. GABRIEL AUBRY SUI CIRCUITI DELL’INTERNATIONAL MOTOR SPORT ASSOCIATION CON MEP!

Una partnership coinvolgente che si fonda su una visione del lavoro condiviso – all’insegna della preparazione, della disciplina, dell’entusiasmo, della passione, della determinazione – e sulla volontà di essere sempre un passo avanti, in virtù di un efficace gioco di squadra. È quella che MEP ha costruito con il pilota Gabriel Aubry, protagonista della classe Daytona Prototype nella serie International Motor Sport Association. Al volante di una splendida Cadillac, Aubry sta portando i colori di MEP Group sui circuiti internazionali, in una stagione che, già iniziata, si prefigura come stimolante ed impegnativa.

L’intervista video al link sopra –

«MEP Group è fiera di poter condividere con Aubry i suoi grandi risultati sportivi: proprio come in MEP, le ottime performance sono il frutto di impegno, valori e strategie nell’affrontare quotidianamente il proprio lavoro: preparazione, determinazione, attenzione ai dettagli ed emozioni opportunamente gestite. Anche il contesto è fondamentale» – aggiunge – «e come in un team che prepara una gara, anche nella nostra Azienda cooperazione e coesione fanno la differenza». Aubry, ventiduenne con determinazione da vendere, è convinto che per raggiungere alte prestazioni e mantenerle nel tempo, «la preparazione sia importantissima, anche rispetto al talento naturale. Il talento ci deve essere, ma a noi piace dire che» – sottolinea – «la preparazione vince sempre sul talento». Per gareggiare ai più alti livelli, «devi lavorare ogni giorno», confida, e «nella mia preparazione cerco di prendere in considerazione tutti gli scenari possibili». Nella vita di un pilota del suo calibro, insieme a tanto esercizio fisico e preparazione al volante, c’è molto allenamento a livello psicologico. «Ho lavorato un paio d’anni con gli psicologi dello sport e ciò ha contribuito a cambiare molto il mio approccio e la mia preparazione, come persona e come sportivo», spiega. Questo rapporto ha fatto la differenza anche nel gestire le emozioni e lo stress da prestazione, inevitabile quando gli spettatori si attendono risultati una gara dopo l’altra. «Se non sai come reagire e come lavorare con le tue emozioni, tutto può diventare molto difficile – osserva il pilota -. Era un mio problema, ma lavorando con gli psicologi dello sport è diventato chiaro che le emozioni possono essere una grande debolezza o una grande forza. Se le sai controllare, non ti porteranno al fallimento». Nel suo percorso umano e professionale, Aubry ha maturato inoltre la convinzione che «entusiasmo, positività ed ottimismo» sono «importantissimi» e ancora di più «credere in sé stessi» ed «essere determinati». Le vittorie, inoltre, sono il risultato di un lavoro d’insieme che spesso non traspare nell’immediato, ma che si costruisce giorno per giorno. «Negli sport come il mio, attorno a un pilota c’è una squadra composta da 16-17 persone, con le quali non si lavora direttamente ogni giorno, ma delle quali ci si deve interessare, trovando il tempo per rivolgere loro anche solo un saluto» – racconta Gabriel Aubry -. «Sono piccoli gesti che non si notano dall’esterno, ma che contribuiscono a creare un buon ambiente in cui ciascuno darà il meglio di sé, riuscendo a far fare a tutti quello sforzo in più che fa la differenza». I piloti, conclude il campione, «non vincono da soli».

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