TURISMO, CHIAVEGATO: ‘SERVONO INTERVENTI FORTI PER FAR TORNARE TURISTI IN ITALIA’

«Il comparto turistico ha bisogno che si adottino politiche statali e regionali estremamente aggressive per riportare gli ospiti stranieri in Italia. Continuare a puntare solo sul turismo interno e locale, infatti, significa passarci la palla all’interno di un sistema chiuso e lasciare ad altri affari per 44,3 miliardi. Appena sarà possibile viaggiare con maggiore libertà dobbiamo essere pronti con politiche forti ad hoc». È la proposta-appello che mette in campo Mattiarmando Chiavegato, attivo nel settore dell’ospitalità in Fvg ed a Venezia (Hotel Messner ****), preoccupato che, per effetto delle conseguenze Covid-19, l’Italia sia tagliata fuori dalle mete del turismo internazionale, una voce cruciale per i bilanci delle attività dedicate all’ospitalità e a tutti i servizi connessi. Secondo dati di Bankitalia, nel 2019 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è stata di 44,3 miliardi e secondo i numeri di Unioncamere la spesa turistica complessiva è arrivata a 84 miliardi, con il 45,3% generato dal turismo straniero. «Si tratta dei turisti che hanno una maggiore propensione alla spesa – prosegue Chiavegato -: a seconda della nazionalità, la spesa media giornaliera varia dai 102 ai 149 euro, con una permanenza media di 4 giorni, esclusi i costi aerei». Sono cifre che indicano come «questi turisti lascino nei nostri hotel, ristoranti, negozi e servizi un importo simmetrico a quello del bonus vacanze da 500 euro ideato dallo Stato quest’anno per incentivare il turismo interno. La sostanziale differenza – evidenza l’imprenditore – sta nel fatto che per il bonus le risorse sono messe dallo Stato, quindi sono sempre soldi nostri e l’iniziativa è a debito». In sostanza, se il “bonus vacanza” 2020 «è stato meglio di niente, ma ha prodotto effetti positivi limitati perché i beneficiari sono soggetti con poca o scarsa capacità di spesa», per Chiavegato urge ritornare ad essere molto attrattivi sul fronte estero. «È da lì che arriverà l’ossigeno per una ripartenza vera ovunque e in particolare nelle città d’arte, motore trainante di una lunga filiera», aggiunge, indicando anche una misura attrattiva possibile. «Dobbiamo catalizzare il turismo straniero con iniziative dirompenti – ribadisce -. Penso a incentivi simili a quello della “continuità territoriale” Ue, cioè lo strumento legislativo che garantisce i servizi di trasporto nelle regioni più disagiate all’interno di una nazione. In questo momento è l’Italia a essere una delle regioni più disagiate in Europa e merita un supporto dedicato – continua Chiavegato -. In deroga al principio di libero mercato – pensa -, ci potrebbero essere incentivi statali che abbassino drasticamente il costo dei biglietti aerei per tutto il traffico inbound. Una formula applicabile innanzitutto attraverso le compagnie aeree nazionali, senza limitarsi a esse».

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