TECNEST CHIUDE UN INIMMAGINABILE 2020. PETTARIN: ‘MOMENTO EPOCALE DI MUTAMENTI’

Tecnest, azienda tecnologica con sedi a Tavagnacco (Ud) e Milano, si avvia a chiudere un inimmaginabile 2020: con 7 nuove assunzioni, inserimenti avvenuti in periodo di piena pandemia e conseguenti al lockdown. L’impresa, guidata dal presidente, Fabio Pettarin (nella foto), non ha fatto ricorso alla cassa integrazione per i suoi oltre 60 collaboratori, adottando politiche di welfare, a livello trasversale aziendale, oltre che con azioni ad personam. Nuove commesse per quasi 1 milione di euro. «Abbiamo vissuto e stiamo continuando a vivere un periodo a dir poco eccezionale: per imprevedibilità, durata e ripercussioni della pandemia in corso. In Tecnest, sono state prese decisioni cruciali, in modo veloce ed al contempo tenendo in  considerazione le situazioni familiari dei nostri dipendenti, a causa dei vari lockdown. Quasi ogni singola persona, oltre alla necessità di adattare gli strumenti operativi per lo smart working, si è trovata nella necessità di organizzarsi con disponibilità e flessibilità di orari per l’attività da remoto, ed allo stesso tempo garantire, qualora necessario, le seppur minime presenze di azienda. È stato gestito il tutto con estrema ratio, umanità e disciplina, per uscire dall’empasse creata da questa situazione estrema e particolare. Come sempre accade, nelle difficoltà ci sono opportunità che vanno però individuate, rese evidenti e se possibile colte» ha affermato Pettarin.  Lo dimostra il fatto che l’azienda chiuderà l’anno con l’acquisizione di nuove commesse: «Il settore legato alla tecnologia, seppur rallentato in alcune filiere, non si è fermato. Anzi, si sono accelerate ed accentuate le esigenze di riorganizzazione dei processi logistici-produttivi, tematiche sulle quali la Tecnest può offrire un concreto contributo di soluzioni e competenze. Nuove necessità sono emerse anche in termini di prodotti e nella digitalizzazione dei servizi ad essi legati. Ciò a cui avremmo assistito in anni, si è concretizzato in meno di 12 mesi. In generale, non penso che le cose potranno tornare come prima: lo smart working, seppur in una modalità intelligente e quantitativamente ridotta, continuerà ad essere utilizzato; le visite presso i clienti saranno ridotte, purtroppo, forse a scapito della qualità umana dei rapporti e del vivere delle relazioni. Dobbiamo comunque adeguarci a questo nuovo trend, con perspicacia ed intelligenza. I valori intangibili legati alla persona quali il senso di responsabilità, fiducia, generosità, coraggio, diventeranno ancora più preziosi. Il desiderio di incontrarsi, non solo con i propri collaboratori ma anche con clienti e fornitori, sarà ancora più forte ed importante, anche se meno frequente.»

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