PANDEMIA, CRISI ECONOMICA, CAMBIAMENTI CLIMATICI: SERVE RESPONSABILITA’ POLITICA

Un elzeviro. Tensione. Fra le mura dei palazzi, sedi delle istituzione pubbliche, romani. Un certo scollamento fra il reale stato delle cose – costa sta accadendo in Italia – e la politica, lo si avverte di per certo. Forse non per tutti, e non di tutti: ma la sensazione è palese e palpabile. Roma: glaciale e deserta. In tuti i sensi. Che si debba discutere nell’agone politico, con cinismo, arroganza e superbia, oggi come oggi, non ha senso: con una crisi economica pronta a spalancarsi alle finestre di quasi tutti, in una situazione planetaria difficile, in cui i cambiamenti climatici conducono ad un cambiamento epocale della nostra quotidianità, oltre che del fare business. Insieme ad una pandemia in corso, ed a conseguenze economiche realistiche. Non carpisce somma intelligenza un atteggiamento di questo tipo. Non ci sono sicuramente più statisti al governo. E forse, è il caso, di iniziare a dirle le cose. Ed a manifestare, in modo pacifico e con raziocinio. Ognuno che si debba fare, nel proprio piccolo, ciò che può e bene. Dove è finito il buon senso? Quando ci sono limiti oggettivi, è bene forse affidarsi al buon senso comune che, dovrebbe essere instillato nella media cultura italiana, anche di chi ci governa. Non ci si rende conto di quanto è pericoloso muoversi nelle maglie del potere con arroganza: ‘Tanto non capiterà nulla’. E no. Capita: come la pandemia. Il ‘Cigno Nero’ è sempre alle porte. Superficialità della politica? Crisi economica, cambiamenti climatici, pestilenze: sono una dura realtà. E poi c’è la compassione. Ognun sa quando non fa bene, per sé e per gli altri. Ma il bene pubblico vien ora prima di tutto. Chiese ce ne sono tante a Roma: un luogo per riflettere. E capire. E cambiare, subito però. Questo è un invito. Firmato: una italiana, una giornalista.

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