PAOLETTI, CCIAA VENEZIA GIULIA: ‘IL FVG, LUOGO DI RIFERIMENTO PER LA SOCIETA’ DEL FUTURO’

Intervista di Luigi Putignano

Un territorio, quello della Venezia Giulia che appare sempre più una moderna area metropolitana che custodisce identità ben distinte ma che dialogano in maniera più smart ed efficiente. Questi in breve in numeri dell’area in questione: in rapporto alla popolazione, le imprese della Venezia Giulia generano un fatturato superiore del 31% alla media regionale, con investimenti in crescita del 62% negli ultimi 5 anni; la logistica e il trasporto navale sono un asset strategico, con Gorizia e Trieste prime Province d’Italia per export della cantieristica navale (45% del totale nazionale) e Trieste primo porto per movimentazione merci e “Città della Scienza”, con centri di ricerca e formazione di eccellenza e 37 ricercatori ogni 1.000 abitanti.

Uno degli esempi più performanti di questo territorio è certamente la Camera di commercio della Venezia Giulia, diventata pienamente operativa il 28 ottobre 2016, e nata dall’accorpamento tra le Camere di Commercio di Trieste e di Gorizia; “Ma la sua gestazione – ha spiegato il presidente dell’ente camerale, Antonio Paoletti – ha un trascorso decennale”. “Per scelta, con volontà collaborativa e progettualità – ha proseguito – abbiamo voluto unire due territori geo-economicamente unici quanto omogenei, fondendo le istituzioni e le imprese. Abbiamo inteso ratificare con l’ufficialità figlia della fusione delle Camere di Commercio una collaborazione intensa che è sempre esistita, ma che trova ora in un unico coordinamento operativo e di indirizzo l’efficacia delle azioni”. A Paoletti abbiamo rivolto alcune domande che spaziano dalla crisi politica del Paese alle prospettive dell’area giuliano al 2025.

Cosa ne pensa della crisi politica di queste settimane? E della soluzione Draghi?

La politica deve fare sistema nell’interesse del Paese. Con una figura dello spessore di Mario Draghi questo fare sistema trova una legittimazione che diventa  programma e obiettivi da raggiungere. Siamo stati messi in ginocchio da una emergenza sanitaria che ha una data di inizio, ma non una di fine, quindi vanno messe in atto tutte le azioni indispensabili a sostenere i vari settori economici, con una concreta attenzione a quei settori che si sono fermati completamente per mesi, ovvero il terziario, il turismo e la ristorazione. Comparti che danno lavoro a moltissime persone che viste le chiusure hanno subito un duro e immediato stop alle entrate familiari. Serve una pace sociale fondata sul lavoro, sugli investimenti per generare produzione e servizi, per sostenere chi è in difficoltà ma ha possibilità di ripresa. Ragionamenti che una persona come Draghi ha la forza di concretizzare.

Parco del Mare: perché é importante per Trieste e il Fvg?

Dopo 15 anni abbiamo inteso far parlare i fatti, ovvero gli investitori che hanno presentato un progetto e una proposta concreta di partenariato pubblico-privato per la realizzazione del Parco del Mare di Trieste. Finalmente Trieste avrà il suo grande attrattore collegato al mare, grazie a una condivisione unica di intenti tra il privato e il pubblico, in un momento storico in cui si intende dare speranza e tracciare il futuro socio-economico di questi territori, con ricadute di indotto turistico per tutto il Friuli Venezia Giulia.

Una visione per la costruzione del futuro che ha ricevuto la piena condivisione della Regione Fvg, del Comune di Trieste e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, affiancate alle tre imprese promotrici del progetto, ovvero Icop Spa, Costa Edutainment Spa e Iccrea BancaImpresa.

A concludere definitivamente l’architettura finanziaria mista pubblico-privato, è il contributo di 8 milioni di euro confermato e inserito a bilancio dalla Regione che va ad affiancare la quota di finanziamento della Camera di Commercio Venezia Giulia. Il Parco del Mare andrà a riqualificare urbanisticamente un’area abbandonata a poche centina di metri da piazza dell’Unità d’Italia e che ora costituisce un pessimo biglietto da visita per le centinaia di migliaia di crocieristi che attraccano alla Stazione Marittima.

Tessuto commerciale in sofferenza per la pandemia: quali le ricette da mettere in campo da subito e dopo la buriana?

Occorre intervenire subito per mettere in sicurezza le imprese in maniera che possano ripartire e lavorare. Per far questo bisogna dilazionare nel tempo tutti i pagamenti che finora sono stati soltanto rimandati, dalle bollette alle tasse comunali, regionali e statali. E anche per le scadenze relative ai muti e ai prestiti avuti non si possono rimandare di tre mesi in tre mesi. Bisogna dare alle imprese un lasso di tempo sufficiente per potersi riprendere. E così facendo si metteranno in sicurezza anche i posti di lavoro. Allora si che potremo salvare l’economia. Altrimenti sarà dura.

Porto di Trieste sempre più in sinergia con Monfalcone e collegato all’interporto di Cervignano (Udine) e a quello di  Pordenone, spinta per il 2021 allo sviluppo della zona franca retroportuale di FREEeste: quali sono gli scenari prossimo futuri in Venezia Giulia? Se n’è parlato da poco con autorevoli esperti che ne hanno delineato gli scenari nel 2025: una sua considerazione.

Sul fronte della logistica, lo scorso 29 ottobre c’è stato il passaggio delle aree di proprietà dello scalo e dell’Azienda speciale per il porto di Monfalcone dall’Ente camerale all’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Orientale. Un risultato direi fondamentale per aumentare la competitività del territorio e la sua interconnessione logistica.

Su FREEste, la Camera di commercio c’è sempre stata fin dalla partecipazione con 1 milione di euro all’aumento di capitale di Interporto Trieste utilizzato per dar vita al sito. Ora serve però che venga definitivamente risolta la questione della piena attivazione dei vantaggi del punto franco.

Sempre sul fronte della logistica, va ricordato l’ingresso del Comune di Gorizia, proprietario al 100% dell’Interporto di Gorizia-Sdag, in Interporto Trieste. Si tratta, certamente, di una piccola quota azionaria, ma di grande significato.

Infine, l’Ente camerale ha sostenuto l’integrazione dei Consorzi di garanzia fidi, strumenti fondamentali in questo periodo pandemico al sostegno delle imprese. Abbiamo sempre pensato che una economia in cresciuta deve fornire adeguati sistemi di sostegno finanziario alle imprese. Per tale ragione, sempre in questo difficile 2020, siamo arrivati alla fusione dei Consorzi di garanzia fidi di Gorizia e di Trieste in quello della Venezia Giulia.

Per quel che concerne il futuro, è emerso dalla presentazione nelle scorse settimane dello studio “Venezia Giulia 2025. Strategie e azioni per la competitività della Venezia Giulia” realizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia in collaborazione con The European House – Ambrosetti, una visione della Venezia Giulia intesa come laboratorio del cambiamento.

L’analisi ha permesso di identificare quattro competenze distintive su cui incentrare la strategia competitiva del territorio: logistica e navalmeccanica, commercio, scienza e innovazione, turismo. A queste competenze corrispondono nove linee di indirizzo per lo sviluppo della Venezia Giulia, tra cui: integrare la specializzazione sulla Logistica e Navalmeccanica; consolidare il ruolo strategico del territorio come piattaforma logistica integrata del centro Europa, potenziando il ruolo del Porto di Trieste; rafforzare l’attrattività verso i turisti (anche grazie alla leva del futuro Parco del Mare a Trieste) e i giovani talenti; valorizzare le vocazioni di Gorizia e Monfalcone rispettivamente su commercio e su nautica di lusso e refitting; ottimizzare e monitorare la capacità di innovazione delle eccellenze presenti; organizzare un innovativo «Festival del Cambiamento» a cadenza annuale per affermare la Venezia Giulia come luogo di riferimento dello studio e discussione delle trasformazioni dei territori e delle società del futuro.

Infine, stiamo lavorando concretamente alla possibilità di creare nel nostro territorio una “zona logistica speciale rafforzata” di carattere regionale, possibile grazie al fatto che l’infrastruttura logistica ed economica è ormai matura per questo ulteriore salto. Un balzo che la Camera di Commercio intende sostenere sotto tutti i punti di vista”.

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