TILANCIO E’ AGENZIA DI STAMPA QUOTIDIANA

Ti Lancio è, ufficialmente, dal 21 ottobre 2020, agenzia di stampa quotidiana: testata giornalistica, con autorizzazione del Tribunale di Udine numero 2660/2020.

Il piano editoriale si riassume nel dar voce alle Pmi italiane, anche alle piccole e piccolissime imprese, in Italia e nel mondo, a partire dal Nordest, dove si trova la nostra sede.

EUROTECH INVENTA MASKLIP, IL DEVICE CHE RENDE LA MASCHERINA INTELLIGENTE

Si chiama MaskLip il nuovo dispositivo realizzato dal Centro ricerche di Eurotech; oggi giunto al termine della sua fase progettuale: si tratta di un piccolo device, simile, per dimensioni e fattura ad un fermacravatta. Ricchissimo di sensori, dotato di intelligenza artificiale ed in grado di capire come viene utilizzata la mascherina, principale mezzo di contrasto alla trasmissione del Covid19.
Il sistema applicato sulla mascherina riesce a fornire numerose informazioni relative al suo utilizzo: ma soprattutto, indica, se la mascherina viene indossata in modo corretto oppure no. Si assiste infatti, di frequente, al fatto che la mascherina non venga posizionata su naso e bocca, ma tenuta abbassata o addirittura portata al braccio o al polso. Inoltre, fornisce indicazioni su quando sia necessario cambiare la mascherina. MaskLip monitora l’utilizzo della mascherina. Una notevole quantità di raffinati sensori è presente sul device.
Sono altri i prodotti creati da Eurotech in epoca di pandemia. Non ultimo: il portale munito di contapersone, controllo della temperatura e di un dispositivo che riconosce se il soggetto indossa o meno la mascherina. Un prodotto che può essere posizionato in qualsiasi luogo d’ingresso ad alta frequenza di passaggio, dove è necessario misurare questi parametri. Uno di questi portali è già stato installato a Trieste: al PalaTrieste, Allianz Dome. Mentre, Revid19 il nuovissimo device, sempre messo a punto da Eurotech, in corso di utilizzo per la ricerca in via sperimentale, della presenza del Covid19, nel respiro, è stato arricchito di 8 nuovi sensori, che “moltiplicano” i dati necessari per l’addestramento delle reti neurali. Si tratta di uno strumento dotato di intelligenza artificiale e tecnologia Iot (Internet of things): una serie di sensori raccoglie le informazioni provenienti dal respiro. Ovvero, riconosce le anomalie dell’aria eliminata dai bronchi, il cosiddetto esalato. Al momento e da qualche tempo, Revid 19 è in uso dall’associazione Allergie e Pneumopatie infantile Alpi Odv di Udine, e da Mario Canciani, pneumologo di fama internazionale e presidente dell’Alpi Odv.
‘Ci siamo messi a disposizione della collettività – spiega Roberto Siagri, amministratore delegato di Eurotech – in un momento di grande necessità di tipo sanitario e sociale. Il nostro segmento dedicato alla Ricerca, si è dato da fare per sviluppare dispositivi utili alla comunità globale. Fra i nostri scopi vi è l’uso della tecnologia applicata anche al settore medicale. È parte della nostra mission il miglioramento della qualità di vita, in special modo in epoca di pandemia, dove appunto la qualità del nostro vivere quotidiano è messa a dura prova’.

LAVORAZIONE LEGNAMI OTTIENE CERTIFICAZIONI PEFC E FSC, SVOLTA GREEN PER L’AZIENDA CHE CREA PACKAGING DI LUSSO

Legno, vetro, vino: tre materiali che racchiudono l’essenza di un’economia sostenibile. Naturali, rispettosi dell’ambiente, parte strategica dell’economia circolare che comincia a segnare il presente e caratterizzerà il futuro. Lavorazione Legnami crea la filiera della sostenibilità, ottenendo le certificazioni ambientali: Pefc e Fsc, sulla provenienza della materia prima utilizzata, il legno. Sono 2 milioni e 500mila le confezioni di legno per vini di pregio prodotte in un anno da Lavorazione Legnami.
Una storia che sta già scrivendo Lavorazione Legnami, l’azienda che con gli stabilimenti di Asti e Tolmezzo (Ud) “veste” le migliori bottiglie di vino con packaging in legno su misura e brand della casa vitivinicola marchiato a fuoco. L’impresa, infatti, ha spinto ai massimi livelli la sua attenzione per la sostenibilità di tutta la filiera in cui è coinvolta, ottenendo le certificazioni ambientali Pefc ed Fsc, che attestano la cura e l’attenzione per l’ambiente lungo tutto il sistema produttivo, a partire dalla gestione dei boschi dai quali proviene il legno utilizzato per il packaging.
È a cominciare da un corretto utilizzo del bosco, infatti, che si costruisce una storia di rispetto, qualità, bellezza e armonia adatta a sposarsi perfettamente con bottiglie di vino di gran classe e cantine vitivinicole votate all’eccellenza.
La certificazione Pefc è un sistema mondiale di certificazione della gestione delle foreste del legno: la coltivazione degli alberi si svolge in modo corretto dal punto di vista ecologico, economico e sociale.
Oggi Lavorazione Legnami utilizza solo materia prima certificata Pefc e Fsc. Con essa realizza confezioni di legno personalizzate a seconda delle necessità e anche lo standard qui è customizzato. Il processo termina con la marchiatura a fuoco del brand appartenente alla casa vitivinicola. ‘Da sempre, proprio per la materia prima che utilizziamo per le nostre confezioni, ovvero: il legno, siamo vocati alla sostenibilità – afferma Michele Ianich, amministratore delegato di Lavorazione Legnami – con le due certificazioni ottenute, mettiamo un sigillo ad un valore già imprescindibile per la nostra impresa’.
L’azienda, nata a Tolmezzo e recentemente ampliatasi anche in Bulgaria con l’acquisizione di una locale concorrente, sviluppa la sua sede friulana su 16mila metri quadri, di cui 8mila di stabilimento. Occupa 70 dipendenti, con 12 milioni di fatturato.

BENG, FARI A FANALI PER L’AUTO A IDROGENO

L’auto super elettrica, la green senza compromessi, quella che sfonda la porta più avanzata verso il futuro, parla friulano. L’automobile ad idrogeno, realizzata in prototipo, con due esemplari, a Torino: “indossa” i fanali realizzati dalla Beng di Tolmezzo, un’autorità internazionale in fatto di fanaleria d’avanguardia. L’auto è già stata presentata a Detroit, la culla americana dell’automotive; poi, complice la mancanza di fondi ed in seguito la crisi generata dal Covid, il progetto si è arenato.
Beng accende le luci sull’innovazione green, che punta ad una alimentazione dei veicoli a tutela dell’ambiente e per la sostenibilità. Ora si è andati oltre, pensando anche ad auto alimentate a fuel cell a metanolo – il metanolo alimenta cioè le celle che producono energia elettrica per far funzionare l’auto – e Beng non si è sottratta a un’ulteriore sfida, che sta portando avanti in Germania, un Paese estremamente attento ad innovazione anche nel settore automotive. «Siamo molto attenti al mondo dell’innovazione in ambito automotive – afferma il fondatore e presidente di Beng, Giovannino Bearzi –. Le cose stanno cambiando e il Covid-19 ha impresso un’accelerazione».
Il momento è davvero epocale: sono stati cancellati gli eventi fieristici più importanti al mondo in cui si presentavano nuovi modelli e tecnologie, eppure il mondo non si ferma, va avanti. «Ora conta più l’innovazione che la ‘vetrina’ – analizza infatti l’imprenditore –, tanto che i pezzi unici, cui forniamo fari e fanali, continuano a essere prodotti. Si tratta di un mercato di nicchia, che non conosce crisi. Sta solo cambiando pelle e l’innovazione nell’automotive oggi significa innanzitutto innovative modalità di alimentazione». Prosegue a gonfie vele, dunque, l’attività della società carnica anche e soprattutto nel settore delle luxury car. «Siamo felici che, ancora una volta, la scelta per la realizzazione di fanali per queste importanti tipologie di auto sia caduta su di noi – afferma Matteo Bearzi, uno dei tre soci assieme al padre Giovannino e al fratello Elvis -. La qualità dei nostri fari e fanali, il know-how consolidato e la ricerca costante del nostro reparto sviluppo stanno facendo la differenza su scala internazionale».
B.Eng (acronimo di Bearzi Engineering) è nata nel 2004, forte dell’esperienza nel settore automotive, che si è snodata per diversi decenni, del capostipite Giovannino Bearzi. Oggi, conta 15 addetti, vanta un portafoglio clienti di una quindicina di aziende, che comprende, tra gli altri, nomi di prestigio quali Ferrari, Apollo IE, Italdesign Zerouno, Pagani Huayra BC e Lamborghini Sesto Elemento. Genera un fatturato di 2 milioni e mezzo di euro.

OVERLOG, PER IL MONDO VEG: UN MAGAZZINO DIGITALE

Overlog, azienda specializzata nella realizzazione di soluzioni Ict (software, hardware e servizi) per la gestione della logistica, ha ottenuto una commessa dalla storica The Bridge, impresa con sede a San Pietro Mussolino (Vi), produttrice di alimenti vegani, per la creazione di un software in grado di garantire la corretta gestione dei flussi di magazzino: dall’ingresso delle materie prime, alle movimentazioni in area di produzione, alla gestione del prodotto finito anche tramite dispositivi mobili con lettori di codice a barre.
Sono sempre maggiori le esigenze di stoccaggio della merce per le aziende produttrici di alimenti vegetariani e vegani. L’8,9% degli italiani mangia “verde”. Di questi il 6,7% è vegetariano mentre il 2,2% vegano. Secondo il 32esimo rapporto Eurispes, vegetariani e vegani sono in aumento rispetto agli scorsi due anni quando la percentuale era rispettivamente del 7,1% e del 7,3%. Tra le motivazioni alla base della scelta soprattutto la salute, il benessere (23,2%) e l’amore e il rispetto nei confronti del mondo animale (22,2%). ‘Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto – spiega Marco Crasnich, amministratore delegato di Overlog (nella foto) – la sostenibilità è un nostro fiore all’occhiello, ovvero, garantire, con i nostri prodotti una filiera di gestione del magazzino che ottimizzi i processi, in un globale sistema virtuoso di digitalizzazione’. Esistono ad oggi, due scelte strategiche che possono assicurare futuro alle proprie attività: la digitalizzazione spinta e una produzione ambientalmente sostenibile. S’innesta esattamente in questi valori, la vocazione storica di The Bridge, dedita all’alimentazione vegana, e la sua scelta di affidarsi a Overlog di Buttrio in provincia di Udine, per ottimizzare secondo le più evolute strategie 4.0 i sistemi per la gestione dei flussi logistici interni delle materie prime in produzione e dei prodotti finiti. Scelte di automazione e tracciabilità strettamente connesse ad una ricerca di assoluta qualità nella gestione di ogni settore aziendale, in linea con l’eccellenza di una produzione di bevande al 100% biologiche e vegetali, con dessert e creme per cucinare realizzate con ingredienti selezionati e certificati. Una digitalizzazione, in sostanza, che accresce la sostenibilità dei processi, alimentando un percorso virtuoso. Nel moderno stabilimento logistico a San Pietro Mussolino (Vi) è stato implementato un sistema software in grado di garantire la corretta gestione dei flussi di magazzino, garantendo le logiche Fifo (first-in, first-out), metodo di gestione dei flussi delle merci secondo cui gli articoli che entrano per primi in magazzino sono i primi ad uscire, dall’ingresso delle materie prime, alle movimentazioni in area di produzione, alla gestione del prodotto finito anche tramite dispositivi mobili con lettori di codice a barre. La soluzione sviluppata da Overlog consente di migliorare l’accettazione della merce sia nel controllo fisico che qualitativo, di eliminare errori durante il trasferimento di materie prime a lotto in zona di produzione (WIP) e ottenere dati certi di disponibilità della merce. Diversi i benefici ottenuti: giacenze dei magazzini in tempo reale con lotto e scadenza associate, gestione in Slim2k delle regole commerciali per la spedizione ai clienti, avanzamento puntuale dei documenti di carico e delle liste di spedizione sulle dashboard messe a disposizione della logistica. ‘Il percorso fatto con Overlog per l’inserimento di Slim2K è stato fondamentale per tracciare completamente la merce presente nei nostri tre magazzini e avere una visione reale di quanto effettivamente presente – sottolinea Marco Negro Marcigaglia, amministratore delegato di The Bridge –. Riteniamo di aver centrato gli obiettivi che ci eravamo prefissati, così da consolidarci e prepararci per i prossimi progetti’.

MEP: PRESIDIO DI SICUREZZA E BENESSERE SOCIALE

https://youtu.be/ZOi-pLVmpHw

L’azienda può diventare un importante presidio per la sicurezza sanitaria e il benessere dei lavoratori, delle loro famiglie e di una porzione della comunità. Ne è un esempio MEP, Macchine Elettroniche Piegatrici di Reana del Rojale, Udine, la società che ha posto la formazione ben oltre le necessità di legge quale impegno etico, attraverso la sua MEP Business School, convinta del pensiero: «ogni lavoratore è un cittadino e la sua consapevolezza e le sue responsabilità sono cruciali per la società e per l’impresa stessa».

Due gli esempi dell’impegno aziendale per la prevenzione e la salvaguardia della salute. Il primo riguarda il contrasto alla diffusione del Covid-19 in generale nella popolazione. «L’impennata di casi di questi giorni non mi meraviglia, perché nelle ultime settimane caratterizzate dalle ferie, complice l’allentarsi delle misure, abbiamo abbassato un po’ la guardia – afferma il medico competente di MEP, Vincenzo Allegra – al contempo, però, l’aumento del numero dei casi non mi spaventa se ci impegniamo a mantenere un alto livello di attenzione e a rispettare con scrupolo protocolli e regole. Non possiamo vivere per lungo tempo con la paura di essere colpiti, dobbiamo invece assumere tutti i comportamenti atti a mantenere la sua diffusione bassissima, finché non saremo usciti dall’emergenza». Per questo MEP, spiega il suo HSE Manager Claudio Miconi, ha programmato per la continuazione delle attività in autunno, così come per la trascorsa estate, un’azione costante di sensibilizzazione perché siano mantenuti alti l’attenzione e il senso di responsabilità nel rispetto di tutti, comportamenti e procedure sistematizzate nei mesi precedenti. Un’operazione che MEP ha condotto nella convinzione che «le regole di prevenzione e cura di sé apprese in azienda divengano parte della vita dei nostri Lavoratori che, come xittadini, continueranno a comportarsi correttamente anche fuori da qui». Un altro fronte, di soddisfazione culturale per MEP è stato il «Progetto Ippocrate», nato a seguito della prescrizione di legge che richiede l’accertamento nelle mansioni pericolose della salute dei lavoratori. «Non ci siamo limitati ad applicare la norma ma, dopo alcuni esami di verifica, abbiamo avviato percorsi formativi – di concerto con l’HSE e i rappresentanti dei lavoratori – riguardo al concetto fondamentale e a come si può prevenire tale stato di benessere – spiega Allegra -. I risultati degli ultimi tre anni sono molto positivi, perché siamo riusciti a ottenere in tutti i soggetti rilevati un netto miglioramento». Con i suoi percorsi e la disponibilità dimostrata dagli esperti coinvolti, MEP è riuscita dunque a «incidere su una dimensione culturale, facendo prendere coscienza del proprio benessere.

https://www.mepgroup.com/it/

TOSOLINI, IN ARRIVO L’AMARO PER OGNI SKIPPER DELLA BARCOLANA A TRIESTE

La notissima Distilleria Bepi Tosolini di Povoletto (Ud), in Friuli Venezia Giulia, da oltre un secolo continua a tenere in produzione questa «pietra miliare del nostro brand», afferma il presidente Giovanni Tosolini, e quest’anno sarà sponsor della Barcolana, la regata velica più grande del mondo che l’11 ottobre porterà nel Golfo di Trieste migliaia e migliaia di vele per la sua 52esima edizione. Tosolini ha già solcato questo mare per diversi anni con il brand abbinato a una barca, ma quest’anno ha voluto fare di più, legando il proprio nome a quello della manifestazione nel suo complesso e arrivando nella sacca di ogni skipper iscritto all’evento. 

www.bepitosolini.it

Un autunno ricco, per dare valore al territorio: per ricordarne storia e caratteristiche ai consumatori anche con una campagna informativa sulle reti televisive Mediaset, con uno spot che onora il Fvg. «In ogni sacca ci sarà una bottiglia del nostro Amaro Tosolini – conferma il presidente della Distilleria -, per una degustazione condivisa con tutto l’equipaggio». In barca o sulle rive, l’Amaro troverà così uno dei luoghi più appropriati per la sua degustazione. «È un amaro fatto con erbe mediterranee – sottolinea il presidente – e la sua stagionatura avviene in botti di una barriqueria che si trova nella Laguna di Marano. L’aria marina gli conferisce caratteristiche uniche che ben si sposano con una manifestazione regina del mare». 

Nella foto: Lisa Tosolini

VENICA&VENICA, VENDEMMIA SUPERLATIVA

Condizioni climatiche ottimali hanno contribuito a una vendemmia 2020 di ottima qualità (nelle foto), premessa per un vino di altrettanto pregio: le piogge regolari hanno impedito alle viti di subire stress idrico, la buona escursione termica ha calibrato perfettamente carica aromatica e acidità, rendendo le uve di quest’anno molto simili a quelle degli anni Novanta, quando la gradazione era leggermente inferiore a quella delle ultime stagioni, accentuata dall’innalzamento delle temperature. Venica&Venica, la storica Cantina di Dolegna del Collio, racconta così la sua 90esima vendemmia, praticata in un anno in cui il Covid-19 ha messo in crisi molti aspetti della vita socio-economica ma non è riuscito a piegare la natura, che sta “regalando” raccolti da mettere in memoria.

È iniziata in questi giorni la vendemmia dell’uva a bacca rossa. Un periodo in cui la famiglia Venica&Venica e i suoi collaboratori sono entrati ogni giorno in vigna per cogliere il momento migliore in cui tagliare il frutto della vite rigorosamente a mano, perché ciò consente un controllo puntuale e immediato dello stato di salute dell’uva. «Se le condizioni climatiche sono importanti, è altrettanto determinante saper individuare la giusta curva di maturazione dell’uva», racconta infatti Ornella Venica, elencando le azioni fondamentali che portano a un vino d’eccellenza. Sono 40 gli ettari che l’azienda coltiva da 90 anni nella zona più a Nord del Collio, dove quest’anno la produzione della famiglia dei Pinot è stata leggermente inferiore alle precedenti annate, come è successo per altro nel resto d’Italia. «C’è stata una produzione inferiore di circa l’8-10% – conferma la vignaiola – il che è un vantaggio per la qualità dell’uva raccolta». Dalla vendemmia in vigna a quella glamour nel centro di una city come Milano, per Venica&Venica il passo è breve, poiché sarà protagonista fino al10 ottobre della “Vendemmia in via Montenapoleone”, l’ormai tradizionale appuntamento promosso da MonteNapoleone District, in collaborazione con il Comitato Grandi Cru d’Italia, per unire la produzione d’eccellenza italiana, contraddistinta dai brand del lusso e dalle più prestigiose cantine del made in Italy. Domani, venerdì 9 ottobre, la Cantina di Dolegna parteciperà al testing che coinvolge tutte le aziende presenti alla “Vendemmia in Via Montenapoleone”, in programma al salone delle feste dell’hotel Four Season di Milano.

www.venica.it

OVERLOG AL SERVIZIO DEL MONDO VEG – sviluppata una soluzione software per rendere completamente tracciabile la merce presente in 3 magazzini di The Bridge, produttore di alimenti vegani

Per gli imprenditori più avveduti ci sono due scelte strategiche che possono assicurare futuro alle proprie attività: la digitalizzazione spinta e una produzione ambientalmente sostenibile. S’innesta esattamente in questo solco la vocazione storica di The Bridge, dedita all’alimentazione vegana, e la sua scelta di affidarsi a un big del settore, Overlog di Buttrio in provincia di Udine – nella foto Marco Crasnich, Ceo di Overlog, per ottimizzare secondo le più evolute strategie 4.0 i sistemi per la gestione dei flussi logistici interni delle materie prime in produzione e dei prodotti finiti ai clienti finali. Scelte di automazione e tracciabilità strettamente connesse ad una ricerca di assoluta qualità nella gestione di ogni settore aziendale, in linea con l’eccellenza di una produzione di bevande al 100% biologiche e vegetali, con dessert e creme per cucinare realizzate con ingredienti selezionati e certificati. Una digitalizzazione, in sostanza, che accresce al sostenibilità dei processi, alimentando un percorso virtuoso. Nel moderno stabilimento logistico a San Pietro Mussolino (Vi) è stato implementato un sistema software in grado di garantire la corretta gestione dei flussi di magazzino, garantendo le logiche FIFO, dall’ingresso delle materie prime, alle movimentazioni in area di produzione, alla gestione del prodotto finito anche tramite dispositivi mobili con lettori di codice a barre. La soluzione sviluppata da Overlog consente di migliorare l’accettazione della merce sia nel controllo fisico che qualitativo, di eliminare errori durante il trasferimento di materie prime a lotto in zona di produzione (WIP) e ottenere dati certi di disponibilità della merce. Diversi i benefici ottenuti: giacenze dei magazzini in tempo reale con lotto e scadenza associate, gestione in Slim2k delle regole commerciali per la spedizione ai clienti, avanzamento puntuale dei documenti di carico e delle liste di spedizione sulle dashboard messe a disposizione della logistica. “Il percorso fatto con Overlog per l’inserimento di Slim2K è stato fondamentale per tracciare completamente la merce presente nei nostri tre magazzini e avere una visione reale di quanto effettivamente presente – sottolinea il Ceo e Co-owner di The Bridge, Marco Negro Marcigaglia -. Riteniamo di aver centrato gli obiettivi che ci eravamo prefissati, così da consolidarci e prepararci per i prossimi progetti”.

GRUPPO GATTO: LA SOSTENIBILITÀ GENERA UN NUOVO MODELLO DI BUSINESS

L’amministratore delegato Cristian Paravano racconta un processo in tre fasi avviato nel 2013 «Sostenibilità», un termine tanto evocato quanto complesso. Essenziale per poter essere competitivi oggi, ancor di più dopo Covid-19, eppure capace di esplicare la sua forza innovativa attraverso una programmazione di lungo periodo. È ciò che ha compreso, da pioniera, Sarno Display – Gruppo Gatto, l’azienda presente a livello internazionale primariamente nel visual display per occhialeria, cosmesi e gioielleria, che ha cominciato nel 2013 a organizzarsi in un’ottica sostenibile e ora sta gestendo la seconda di tre fasi. Cristian Paravano è entrato recentemente nel consiglio di amministratore della società stessa, mantenendo anche i precedenti ruoli a livello di capogruppo ed ha avviato i processi, sta guidando il presente e ha già chiare le prossime tappe.

Paravano, se qualcuno non conoscesse il significato di «sostenibilità», come la racconterebbe abbinando all’attività di un’impresa? «La spiegherei come l’ha interpretata il nostro Gruppo. Nell’accezione, cioè, che comprende una performance economica in grado di bilanciare benessere delle persone, salvaguardia dell’ambiente e delle risorse».

Possibile tutto e subito? «Noi siamo partiti nel 2013 e abbiamo una progettualità al riguardo che prevede il 2022 e oltre. Nel 2013 il Gruppo usciva da un periodo complesso e doveva trovare una nuova strada. Capimmo che tutto ciò che ruotava attorno alla sostenibilità sarebbe stato il futuro e abbiamo avviato un processo perché il tema diventasse sistemico in azienda, non occasionale».

Quale fu, in concreto il primo passo? «L’ottenimento delle certificazioni che oggettivavano i nostri traguardi: abbiamo così ottenuto la 9001 la qualità e l’efficienza di processo; la Sa 8000 per la responsabilità sociale d’impresa, la 14000 che riguarda la sicurezza sul lavoro e la 18000 che attiene al rapporto con l’ambiente. È stato un lavoro che ha interessato tutti gli stabilimenti del Gruppo nel mondo. Stiamo completando gli accreditamenti anche in Cina. Nel 2019 siamo arrivati al Bilancio di sostenibilità. Sono stati anni in cui, in parallelo, abbiamo molto investito nel rinnovamento dei macchinari, per automatizzare diversi processi e liberare risorse umane e da impiegare in lavori meno ripetitivi».

La fase 2 quando è scattata? «È quella in corso, possiamo dire che si sviluppa tra il 2020 e il 2021, per attuare una trasformazione organizzativa e di filiera. Abbiamo cambiato le abitudini delle persone per fare in modo che la sostenibilità diventi una forma mentis, un modo di essere, il modo con cui approcciare ogni aspetto della vita. Per esemplificare: chi progetta non può che partire dall’idea di impiegare materiali da riciclo e di disassemblare gli oggetti. Inoltre, è necessario ‘fertilizzare’ la filiera, perché in tema di sostenibilità non ha senso un anello senza la catena. In questa fase 2, inoltre, dovremo affinare e arricchire gli indicatori per misurare i progressi aziendali. Il concetto di economia circolare è uno degli indicatori da recepire, sarà dirimente nei prossimi anni».

E dal 2022, la sostenibilità come sarà vissuta dalla Divisione Display e, soprattutto, che cosa avranno generato 8 anni d’attività in questa direzione? «Sarà il periodo della maturità, in cui il connubio di sostenibilità e innovazione porterà al cambio del modello di business al fine di avere una progettualità competitiva sul lungo periodo. Le tantissime tecnologie mature e disponibili a valori economici “normali” coniugati ad una crescente sensibilità in materia Green dovrebbe poter modificare il mercato del PoP/Visual in modo disruptive dove servitization e circolarità saranno protagonisti.»

Possibile tanto cambiamento in un momento di così grande incertezza generata da Covid-19 e dalle sue conseguenze? «Non solo possibile, ma necessario. Se ci sono idee, ora bisogna metterle in campo. È il momento in cui il sistema ha meno resistenze e l’immobilità crea maggiori paure».