RENZO GUERRA: “ACCETTIAMO LE SFIDE DELLO SVILUPPO TECNOLOGICO CON POSITIVITA'”

Renzo Guerra. Uomo del fare e poco del dire. Low profile. Accetta con ottimismo le sfide che il mercato, delle nuove tecnologie digitali applicate, propone. 

‘Preferisco, finito il lavoro, fare due tiri a basket, piuttosto che partecipare ad un convegno. Frequento poco Confindustria. Insomma, sono concentrato a lavorare ed a godermi a mia famiglia e il mio tempo libero. Leggo tutte le mattine diversi quotidiani, fra cui la Gazzetta dello Sport’. 

Classe 1958, fonda la sua Asem (con sede ad Artegna (Udine), di cui è presidente ed amministratore delegato) quando aveva appena 21 anni. Il core business è, sin dall’inizio, nell’automazione industriale. 

‘Arrivammo a 100 miliardi di lire di fatturato partendo da zero. In un tempo relativamente breve. Oggi fatturiamo 40 milioni, e lavorano per noi 200 persone’. Unici nel loro settore: Asem (Automazione sistemi elettronici microcomputer) – nasce come azienda di engineering specializzata nella progettazione e produzione di sistemi di automazione industriale con tecnologia a microprocessore.

L’azienda entra poi nel mercato dell’information technology progettando e producendo interfacce ed accessori per personal computer. E’ stata l’unica impresa italiana, oltre all’Olivetti, a progettare e produrre Pc Ms/Dos compatibili, raggiungendo alla fine degli anni Ottanta una quota del 6% del mercato italiano dei Pc. 

Nella prima metà degli anni Novanta, per prima in Italia, Asem ha progettato e prodotto Pc industriali, orientati in particolare al mercato dell’automazione industriale. 

‘Siamo unici – spiega Guerra – e non lo dico tanto per dire. Produciamo tutto al nostro interno. Con una attenzione alla qualità ed al dettaglio davvero notevole. Il mercato offre opportunità crescenti: automatizzare i processi crea competitività. In special modo nel settore manifatturiero, ma come in ogni ambito’. Grado di innovazione, prezzo e flessibilità: ecco gli ingredienti di Asem. 

EFFEDI AUTOMATION I JOINT VENTURE IN SVEZIA PER LO SVILUPPO DELL ROBOTICA


Un’isola robotizzatasull’asse italo-svedese, con soluzioni flessibili che la rendono interessante per molte applicazioni industriali. È la novità alla quale sta lavorando Effedi Automation, società di Tavagnacco (Udine) specializzata nella robotica. In questo contesto, l’impresa friulana sta puntando su isole robotizzate flessibiliin grado di instaurare vari livelli di collaboratività con l’operatore umano. «L’idea – commenta Federico Nardone, amministratore delegato di Effedi Automation – è chiara: realizzare un prodotto che possa rivelarsi utile in diverse fasi di un processo produttivo industriale. Il progetto, come lo stiamo concependo, potrebbe coprire diverse esigenze: dall’asservimento di macchine esistenti impiegate nelle lavorazioni meccaniche e nel controllo numerico, a torni e frese, passando per carico e scarico di macchine che fanno assemblaggi di componenti. Un altro utilizzo possibile è legato alla pallettizzazione di fine linea». Una applicazione adatta alle necessità di imprese di varie dimensioni, dalle Pmi a quelle più grandi: «Andando a riconfigurare velocemente l’isola robotizzata – aggiunge l’amministratore delegato – si potrebbe procedere con l’automatizzazione di piccole soluzioni e lavorare per lotti ridotti, rendendo la soluzione ideale anche per le piccole aziendeche, in questo modo, potrebbero rientrare più velocemente dell’investimento».

Nell’ambito della specializzazione nella flessibilità si colloca la nuova collaborazione con OpiFlex, società impegnata nella robotica con sede a Västerås, in Svezia, e che si è appena formalizzata. Entro fine estate – questo l’obiettivo di Effedi Automation – il macchinario OpiFlex, integrato in varie applicazioni grazie al know how messo a disposizione dalla azienda di Tavagnacco, sarà immesso sul mercato. «Il partner scandinavo – prosegue Nardone – è legato al marchio di robot ABB. In futuro si punta a realizzare un supporto tecnologico compatibile anche con altri prodotti, in maniera tale da renderlo più versatile sotto il profilo commerciale. Anche per questo, miriamo a incrementare il nostro reparto di sviluppo interno». Una volta chiuso il cerchio, Effedi Automation diventerebbe anche integratore dei prodotti OpiFlex in Italia, oltre naturalmente a lanciare commercialmente il nuovo prodotto nel nostro Paese.

Effedi Automation conta attualmente su due soci – oltre a Federico Nardone, anche il papà e cofondatoreGiacomo– e tre dipendenti, anche se nel corso dell’anno lo staff potrebbe allargarsi. L’obiettivo 2019, sotto il profilo della performance economica, è raggiungere gli 800.000 euro di fatturato. Di recente, nel capitale sociale è entrata beanTech, azienda informatica di Reana del Rojale guidata dal Ceo Fabiano Benedetti, che ha acquisito una partecipazione pari al 20%. Dall’unione delle forze assicurato dai rispettivi know how si aprono nuovi orizzonti, anche a livello di servizi.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE, FORNASIER: ‘LA SUA APPLICAZIONE MIGLIORERA’ LA QUALITA’ DEL LAVORO’

Daniele Fornasier, AI (Artificial Intelligence) Chief presso beanTech, azienda super tecnologica di Udine, ha di recente partecipato ad una tavola rotonda, a Udine, sul tema “Intelligenza artificiale e Industria4.0: oltre l’Hype”, organizzata nell’ambito della AI Summer School. “L’Intelligenza Artificiale troverà, nell’immediato, un ampio campo di applicazioni nell’ambito delle tecnologie industriali rivolte alla classificazione delle immagini: in particolare nel controllo qualità applicato ai processi produttivi” ha affermato Fornasier. “In queste scenario, l’occhio artificiale dotato di AI sarà efficacemente integrato con la robotica in applicazioni più o meno collaborative. Queste applicazioni integrate consentiranno inoltre una netta riqualificazione del lavoro tradizionale: infatti, fino ad oggi, era l’occhio umano a svolgere tutti questi compiti di verifica, attraverso azioni ripetitive e poco stimolanti. In questo senso, quindi, l’AI promuove un deciso miglioramento della qualità stessa del lavoro tradizionale, divenendo strumento di supporto per gli operatori. L’introduzione di queste tecnologie, in special modo all’interno dell’industria manifatturiera, sarà abilitata anche attraverso l’adozione di nuovi modelli di business e, nel prossimo futuro, attraverso l’AI, sarà possibile operare un controllo sull’intero processo produttivo” conclude Fornasier.

BENEDETTI -BEANTECH- PREMIATO ALLA CARRIERA DALL’UNIVERSITA’ DI UDINE: ‘UNIUD MI HA DATO NOZIONI ED ELASTICITA”

“L’Università di Udine mi ha dato le basi fondamentali per diventare ciò che sono oggi. Non soltanto nozioni di qualità, ma anche la giusta elasticità”. Fabiano Benedetti, 49 anni, questa sera riceverà il Premio alla carriera durante la Reunion Alumni Uniud, a partire dalle 20.30 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Il Ceo di beanTech, azienda informatica di Reana del Rojale che oggi dà lavoro a oltre 100 persone, si è laureato nel 1996 all’ateneo friulano in Scienze dell’Informazione (l’attuale Informatica) e, dopo aver lavorato dapprima in Insiel e poi come consulente, dal 2001 ha dato vita a beanTech assieme al socio e amico Massimiliano Anziutti. “Ricordo ancora quando ci siamo iscritti all’Università: eravamo in fila, io poi avrei ottenuto la matricola 25021, lui la 25022. beanTech è nata proprio in quelle aule. Metà del premio che mi consegneranno questa sera è idealmente suo”, ricorda con un sorriso Fabiano. Oggi, i suoi risultati nel campo del lavoro gli hanno consentito di ricevere il riconoscimento.

Benedetti, come è cambiato il suo percorso professionale dalla laurea a oggi?

“Non c’è una scuola per diventare imprenditore: l’esperienza la fai sul campo, ti aiutano anche gli sbagli e le scelte errate. Tutto ti offre una visione diversa delle cose, anche ciò che non ti riesce. Ho compiuto tanti errori per arrivare alla consapevolezza di oggi, ci è voluto un po’ prima di imparare. Ma sono contento del mio percorso”.

Un tragitto che, soprattutto negli ultimi anni, l’ha fatta arrivare alla compiuta maturità.

“Esattamente. Nel mentre è successo un po’ di tutto: mi sono impegnato in politica come vicesindaco e assessore del Comune di Colloredo di Monte Albano. Diciotto anni fa ho cominciato l’avventura di beanTech: nel 2007 abbiamo cominciato ad allargare il nostro giro di affari e l’anno seguente è scoppiata la crisi economica mondiale. Siamo dovuti ripartire da zero. Ma non ci siamo spaventati e da 4-5 anni, grazie alle nostre capacità e al mercato di riferimento, le cose stanno andando al meglio. Vietato, però, abbassare la guardia: oggi avverto la responsabilità di avere uno staff di oltre 100 persone alle quali, ogni mese, va garantito lo stipendio. Sono loro che mi offrono ulteriori spunti per dare il meglio”.

Le persone, appunto: quanto contano i rapporti umani nella salute di un’azienda?

“Moltissimo, per me i collaboratori sono un asset fondante e la spina dorsale senza la quale crollerebbe il palco. Noi valorizziamo il lato umano, ma anche professionale. Non possiamo competere, in un mondo globalizzato, con aziende mondiali che vengono ad attingere al nostro serbatoio locale e possono offrire, per esempio, un’opportunità all’estero, che ha sempre il suo appeal. È difficile essere attraenti, qui in Friuli, c’è una competizione folle con chi viene da altre latitudini. Come fare, allora? Semplice: creare le migliori condizioni affinché i nostri dipendenti siano felici di essere a lavorare in beanTech, un appagamento che vada oltre lo stipendio. Il clima di sinergia ed empatia è fondamentale per la crescita”.

Che cosa le ha offerto, in tutto questo, il percorso universitario?

“Quello che, all’inizio, poteva sembrare un limite, alla lunga si è rivelato un punto di forza. Appena terminata l’Università avevo molte nozioni teoriche, ma nessuna esperienza pratica. Ma questo, che in un primo momento sembrava una zavorra, è stata la mia fortuna: la base che mi ha fornito Uniud mi ha aiutato a cogliere i tanti cambiamenti attraversati negli anni dal mondo dell’informatica. Il tutto, con la giusta duttilità”.

Come vede il suo futuro Fabiano Benedetti?

“Credo molto nel mio lavoro e mi vedo al timone di beanTech ancora per molto tempo. Sono concentrato sul far crescere la mia azienda, sul migliorarci ogni giorno e trasmettere questa ottica anche ai miei collaboratori. È questo il nostro segreto, essere una squadra che rema dalla stessa parte”.


IL VENETO TECNOLOGICO SI ALLEA PER LO SVILUPPO DELL’INDUSTRY 4.0

Si uniscono per dar vita a Digital For Industry: nasce a Padova una società costituita da dieci imprese locali (FiloBlu, Gruppo Euris, MadLab, Econ Energy, ItReview, Contec Industry, Accelway, Qantica, Pluriconsult , 4F) allo scopo di “accompagnare le aziende verso le sfide poste dall’industry 4.0. Promotore dell’iniziativa è Luigi De Mitri (nella foto), general manager di Tfm Automotive&Industry, società automotive e industry 4.0 che si appresta a festeggiare i 50 anni e che è presente in Repubblica Ceca e Romania (bilancio 2018 a 62 milioni di fatturato). Digital for Industry per Di Mitri ha l’obiettivo preciso di “aggregare competenze specifiche per progetti integrati di digitalizzazione. Quando ho capito che sul mercato non avrei mai trovato una società in grado di avere una visione complessiva di un progetto 4.0, ho pensato di crearla, raggruppando dieci partner altamente specializzati che hanno creduto in questa avventura”.