NASCERANNO IN SICILIA I CHIP DI NUOVA GENERAZIONE. UE INVESTE 730 MILIONI DI EURO. PRIVITERA (CNR): ‘SCELTA STRATEGICA’

NASCERANNO IN SICILIA I CHIP DI NUOVA GENERAZIONE. UE INVESTE 730 MILIONI DI EURO. PRIVITERA (CNR): ‘SCELTA STRATEGICA’

(Ti Lancio dalla Sicilia) Catania 24 ottobre 2022 – Poche settimane fa la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, al Digital Summit a Tallin, lo ha confermato: l’Europa (ri)avrà la sua industria di semiconduttori e la Sicilia ne sarà protagonista.
L’investimento è importante: 730 milioni di euro, l’obiettivo: aumentare la quota comunitaria del mercato globale dei cosiddetti wafer di carburo di silicio, il più innovativo dei materiali per la realizzazione di chip con larghissime possibilità di applicazioni nell’industria. Le risorse di conoscenza e saperi accumulate in decenni di ricerca scientifica, soprattutto in Italia, sono finalmente valorizzate anche sul piano economico e saranno la chiave di volta per la transizione digitale indispensabile per competere globalmente. 

L’impianto che sorgerà a Catania sarà il primo di questo genere in Europa; da lì usciranno su larga scala le nuove generazioni di semiconduttori che potremmo un giorno ritrovare nei circuiti delle prime auto a guida autonoma o nel cuore della nuova stazione spaziale internazionale di prossima realizzazione. 

Vittorio Privitera

“L’iniziativa – spiega Vittorio Privitera, direttore dell’Istituto per la Microelettronica e Microsistemi (IMM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Catania  – è sicuramente opportuna in questo momento storico. Di più, è strategica. C’è stata una forte diminuzione della produzione europea di chip che dal 40% del mercato mondiale degli anni 90 era sceso fino al 10% attuale”.
Negli ultimi anni, infatti, si è dovuto ricorrere alle forniture provenienti da Cina e Corea. Ma perché è così importante produrre semiconduttori in UE? “La Commissione Europea ha scelto di supportare l’industria dei semiconduttori per renderci autonomi in un mercato in cui abbiamo già dimostrato di essere eccellenti, rilanciare questo settore è un’idea ottima e che ha ricadute molto vaste”.

A Catania accadrà dunque qualcosa di importante. STMicroelectronics (che oggi è italo-francese) ha annunciato la realizzazione di un nuovo sito produttivo, e adesso sappiamo che i sostegni pubblici daranno manforte al progetto. “Sarà l’occasione per tanti giovani qualificati di rimanere a lavorare in Sicilia. Al CNR – prosegue Privitera – abbiamo forti legami con università, altri enti di ricerca e industrie. I giovani talenti formati al CNR trovano sbocchi occupazionali nell’industria e le occasioni di sviluppo professionale aumenteranno con questi nuovi investimenti, anche per quei laureati e dottorati che dopo gli assegni di ricerca al CNR si sono trasferiti all’estero e desiderano riportare le loro conoscenze in Sicilia; la microelettronica è un settore che sfocia necessariamente nella produzione”. 

L’Istituto per la microelettronica e microsistemi ha suoi laboratori anche all’interno delle strutture STMicroelectronics, ma non solo. “Collaboriamo con Enel Green Power e LPE  rispettivamente per applicazioni nella produzione di energia dal fotovoltaico e per ricerche nel campo del carburo di Silicio. I risultati delle nostre ricerche sono spesso trasferiti all’industria. Il carburo di silicio, base della nuova elettronica di potenza, adesso è un segmento fondamentale di mercato e si basa su di esso una notevole produzione di componenti elettronici”. 

Dagli smartphone alle centrali di energia alternativa, dalla robotica alle comunicazioni satellitari, la nostra vita è pervasa dalla microelettronica. In futuro ce ne sarà ancora bisogno o si avvistano all’orizzonte strumenti che possono fare a meno del silicio?
“Sarà sempre più indispensabile produrre chip, perché è una tecnologia fondamentale che resterà fondamentale. Dobbiamo adesso provvedere a rifornirci di materie prime e componenti elettronici che, per i noti e recenti motivi geopolitici, stanno scarseggiando o subiscono ritardi nelle consegne. Non è un problema solo dell’industria, anche nella ricerca fatichiamo nei rifornimenti di materiali. Con il PNRR abbiamo avviato con successo più progetti di sviluppo, già selezionati e finanziati: la carenza di materie prime ha un impatto importante. Finora tutto procede regolarmente ma non potremmo attutire i ritardi molto a lungo”. 

Ecco perché le connessioni fra scienza e industria, che già sono consolidate, nel quadro geopolitico attuale diventano strategiche: “La ricerca crea. Crea conoscenza, occupazione, sviluppo economico”.

I nuovi progetti con i fondi PNRR prevedono una intensa attività di reclutamento al CNR-IMM nei prossimi anni ed è in corso anche la realizzazione, con fondi della Regione Siciliana e del CNR, della nuova sede da 3000 mq dell’Istituto a Catania. “E’ un impegno che vale diverse decine di milioni di euro – aggiunge il direttore dell’IMM – e punta a farci diventare più attrattivi in Europa: vogliamo attrarre ricercatori dall’estero e aumentare i rientri degli italiani”.
(MARIFRE)

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