(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Kennedy Space Center (Florida) 29 gennaio 2026 – Il ritorno dell’umanità verso la Luna non è mai stato così vicino. Il 23 gennaio 2026, la NASA ha ufficialmente annunciato l’inizio della fase di quarantena per i quattro astronauti della missione Artemis II. Si tratta dell’ultimo, cruciale protocollo di sicurezza prima del lancio, previsto per il mese di febbraio.
Nonostante l’immagine romantica dell’esplorazione spaziale, la biologia gioca un ruolo fondamentale. La “stabilizzazione dell’equipaggio” (nome tecnico della quarantena) serve a garantire che gli astronauti non portino a bordo malattie infettive che potrebbero manifestarsi durante la missione.
In un ambiente isolato e confinato come la capsula Orion, anche un semplice raffreddore o un’influenza potrebbero compromettere la capacità dell’equipaggio di gestire operazioni critiche e trasformare il viaggio in un incubo logistico e medico.
L’equipaggio, che segnerà il primo volo con equipaggio verso la Luna in oltre 50 anni, è composto da: Reid Wiseman (NASA), comandante; Victor Glover (NASA): pilota (il primo afroamericano su una missione lunare); Christina Koch (NASA): specialista di missione (la prima donna verso la Luna); Jeremy Hansen (CSA): specialista di missione (il primo canadese a lasciare l’orbita terrestre).
Durante queste ultime settimane, gli astronauti rimarranno all’interno delle strutture della NASA tra Houston e la Florida, limitando i contatti fisici solo al personale essenziale, anch’esso sottoposto a rigidi controlli sanitari.
Artemis II non atterrerà sulla Luna, ma aprirà la strada ad Artemis III (prevista per il 2027). La missione utilizzerà il gigantesco razzo SLS (Space Launch System) per spingere Orion in una traiettoria di “ritorno libero”.
Mentre l’equipaggio affina gli ultimi dettagli procedurali in isolamento, al Kennedy Space Center i tecnici stanno completando i test finali sul vettore SLS. Il mondo intero guarda ora a febbraio, quando il rombo dei motori segnerà ufficialmente l’inizio di una nuova era di esplorazione spaziale.
“Siamo pronti,” è il messaggio che filtra dai corridoi della NASA. La strada per la Luna è di nuovo aperta.


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