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TILANCIO E’ AGENZIA DI STAMPA QUOTIDIANA

Ti Lancio è, ufficialmente, dal 21 ottobre 2020, agenzia di stampa quotidiana: testata giornalistica, con autorizzazione del Tribunale di Udine numero 2660/2020.

Il piano editoriale si riassume nel dar voce alle Pmi italiane, anche alle piccole e piccolissime imprese, in Italia e nel mondo, a partire dal Nordest, dove si trova la nostra sede.

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EUROTECH INVENTA MASKLIP, IL DEVICE CHE RENDE LA MASCHERINA INTELLIGENTE

Si chiama MaskLip il nuovo dispositivo realizzato dal Centro ricerche di Eurotech; oggi giunto al termine della sua fase progettuale: si tratta di un piccolo device, simile, per dimensioni e fattura ad un fermacravatta. Ricchissimo di sensori, dotato di intelligenza artificiale ed in grado di capire come viene utilizzata la mascherina, principale mezzo di contrasto alla trasmissione del Covid19.
Il sistema applicato sulla mascherina riesce a fornire numerose informazioni relative al suo utilizzo: ma soprattutto, indica, se la mascherina viene indossata in modo corretto oppure no. Si assiste infatti, di frequente, al fatto che la mascherina non venga posizionata su naso e bocca, ma tenuta abbassata o addirittura portata al braccio o al polso. Inoltre, fornisce indicazioni su quando sia necessario cambiare la mascherina. MaskLip monitora l’utilizzo della mascherina. Una notevole quantità di raffinati sensori è presente sul device.
Sono altri i prodotti creati da Eurotech in epoca di pandemia. Non ultimo: il portale munito di contapersone, controllo della temperatura e di un dispositivo che riconosce se il soggetto indossa o meno la mascherina. Un prodotto che può essere posizionato in qualsiasi luogo d’ingresso ad alta frequenza di passaggio, dove è necessario misurare questi parametri. Uno di questi portali è già stato installato a Trieste: al PalaTrieste, Allianz Dome. Mentre, Revid19 il nuovissimo device, sempre messo a punto da Eurotech, in corso di utilizzo per la ricerca in via sperimentale, della presenza del Covid19, nel respiro, è stato arricchito di 8 nuovi sensori, che “moltiplicano” i dati necessari per l’addestramento delle reti neurali. Si tratta di uno strumento dotato di intelligenza artificiale e tecnologia Iot (Internet of things): una serie di sensori raccoglie le informazioni provenienti dal respiro. Ovvero, riconosce le anomalie dell’aria eliminata dai bronchi, il cosiddetto esalato. Al momento e da qualche tempo, Revid 19 è in uso dall’associazione Allergie e Pneumopatie infantile Alpi Odv di Udine, e da Mario Canciani, pneumologo di fama internazionale e presidente dell’Alpi Odv.
‘Ci siamo messi a disposizione della collettività – spiega Roberto Siagri, amministratore delegato di Eurotech – in un momento di grande necessità di tipo sanitario e sociale. Il nostro segmento dedicato alla Ricerca, si è dato da fare per sviluppare dispositivi utili alla comunità globale. Fra i nostri scopi vi è l’uso della tecnologia applicata anche al settore medicale. È parte della nostra mission il miglioramento della qualità di vita, in special modo in epoca di pandemia, dove appunto la qualità del nostro vivere quotidiano è messa a dura prova’.

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LAVORAZIONE LEGNAMI OTTIENE CERTIFICAZIONI PEFC E FSC, SVOLTA GREEN PER L’AZIENDA CHE CREA PACKAGING DI LUSSO

Legno, vetro, vino: tre materiali che racchiudono l’essenza di un’economia sostenibile. Naturali, rispettosi dell’ambiente, parte strategica dell’economia circolare che comincia a segnare il presente e caratterizzerà il futuro. Lavorazione Legnami crea la filiera della sostenibilità, ottenendo le certificazioni ambientali: Pefc e Fsc, sulla provenienza della materia prima utilizzata, il legno. Sono 2 milioni e 500mila le confezioni di legno per vini di pregio prodotte in un anno da Lavorazione Legnami.
Una storia che sta già scrivendo Lavorazione Legnami, l’azienda che con gli stabilimenti di Asti e Tolmezzo (Ud) “veste” le migliori bottiglie di vino con packaging in legno su misura e brand della casa vitivinicola marchiato a fuoco. L’impresa, infatti, ha spinto ai massimi livelli la sua attenzione per la sostenibilità di tutta la filiera in cui è coinvolta, ottenendo le certificazioni ambientali Pefc ed Fsc, che attestano la cura e l’attenzione per l’ambiente lungo tutto il sistema produttivo, a partire dalla gestione dei boschi dai quali proviene il legno utilizzato per il packaging.
È a cominciare da un corretto utilizzo del bosco, infatti, che si costruisce una storia di rispetto, qualità, bellezza e armonia adatta a sposarsi perfettamente con bottiglie di vino di gran classe e cantine vitivinicole votate all’eccellenza.
La certificazione Pefc è un sistema mondiale di certificazione della gestione delle foreste del legno: la coltivazione degli alberi si svolge in modo corretto dal punto di vista ecologico, economico e sociale.
Oggi Lavorazione Legnami utilizza solo materia prima certificata Pefc e Fsc. Con essa realizza confezioni di legno personalizzate a seconda delle necessità e anche lo standard qui è customizzato. Il processo termina con la marchiatura a fuoco del brand appartenente alla casa vitivinicola. ‘Da sempre, proprio per la materia prima che utilizziamo per le nostre confezioni, ovvero: il legno, siamo vocati alla sostenibilità – afferma Michele Ianich, amministratore delegato di Lavorazione Legnami – con le due certificazioni ottenute, mettiamo un sigillo ad un valore già imprescindibile per la nostra impresa’.
L’azienda, nata a Tolmezzo e recentemente ampliatasi anche in Bulgaria con l’acquisizione di una locale concorrente, sviluppa la sua sede friulana su 16mila metri quadri, di cui 8mila di stabilimento. Occupa 70 dipendenti, con 12 milioni di fatturato.

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BENG, FARI A FANALI PER L’AUTO A IDROGENO

L’auto super elettrica, la green senza compromessi, quella che sfonda la porta più avanzata verso il futuro, parla friulano. L’automobile ad idrogeno, realizzata in prototipo, con due esemplari, a Torino: “indossa” i fanali realizzati dalla Beng di Tolmezzo, un’autorità internazionale in fatto di fanaleria d’avanguardia. L’auto è già stata presentata a Detroit, la culla americana dell’automotive; poi, complice la mancanza di fondi ed in seguito la crisi generata dal Covid, il progetto si è arenato.
Beng accende le luci sull’innovazione green, che punta ad una alimentazione dei veicoli a tutela dell’ambiente e per la sostenibilità. Ora si è andati oltre, pensando anche ad auto alimentate a fuel cell a metanolo – il metanolo alimenta cioè le celle che producono energia elettrica per far funzionare l’auto – e Beng non si è sottratta a un’ulteriore sfida, che sta portando avanti in Germania, un Paese estremamente attento ad innovazione anche nel settore automotive. «Siamo molto attenti al mondo dell’innovazione in ambito automotive – afferma il fondatore e presidente di Beng, Giovannino Bearzi –. Le cose stanno cambiando e il Covid-19 ha impresso un’accelerazione».
Il momento è davvero epocale: sono stati cancellati gli eventi fieristici più importanti al mondo in cui si presentavano nuovi modelli e tecnologie, eppure il mondo non si ferma, va avanti. «Ora conta più l’innovazione che la ‘vetrina’ – analizza infatti l’imprenditore –, tanto che i pezzi unici, cui forniamo fari e fanali, continuano a essere prodotti. Si tratta di un mercato di nicchia, che non conosce crisi. Sta solo cambiando pelle e l’innovazione nell’automotive oggi significa innanzitutto innovative modalità di alimentazione». Prosegue a gonfie vele, dunque, l’attività della società carnica anche e soprattutto nel settore delle luxury car. «Siamo felici che, ancora una volta, la scelta per la realizzazione di fanali per queste importanti tipologie di auto sia caduta su di noi – afferma Matteo Bearzi, uno dei tre soci assieme al padre Giovannino e al fratello Elvis -. La qualità dei nostri fari e fanali, il know-how consolidato e la ricerca costante del nostro reparto sviluppo stanno facendo la differenza su scala internazionale».
B.Eng (acronimo di Bearzi Engineering) è nata nel 2004, forte dell’esperienza nel settore automotive, che si è snodata per diversi decenni, del capostipite Giovannino Bearzi. Oggi, conta 15 addetti, vanta un portafoglio clienti di una quindicina di aziende, che comprende, tra gli altri, nomi di prestigio quali Ferrari, Apollo IE, Italdesign Zerouno, Pagani Huayra BC e Lamborghini Sesto Elemento. Genera un fatturato di 2 milioni e mezzo di euro.

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OVERLOG, PER IL MONDO VEG: UN MAGAZZINO DIGITALE

Overlog, azienda specializzata nella realizzazione di soluzioni Ict (software, hardware e servizi) per la gestione della logistica, ha ottenuto una commessa dalla storica The Bridge, impresa con sede a San Pietro Mussolino (Vi), produttrice di alimenti vegani, per la creazione di un software in grado di garantire la corretta gestione dei flussi di magazzino: dall’ingresso delle materie prime, alle movimentazioni in area di produzione, alla gestione del prodotto finito anche tramite dispositivi mobili con lettori di codice a barre.
Sono sempre maggiori le esigenze di stoccaggio della merce per le aziende produttrici di alimenti vegetariani e vegani. L’8,9% degli italiani mangia “verde”. Di questi il 6,7% è vegetariano mentre il 2,2% vegano. Secondo il 32esimo rapporto Eurispes, vegetariani e vegani sono in aumento rispetto agli scorsi due anni quando la percentuale era rispettivamente del 7,1% e del 7,3%. Tra le motivazioni alla base della scelta soprattutto la salute, il benessere (23,2%) e l’amore e il rispetto nei confronti del mondo animale (22,2%). ‘Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto – spiega Marco Crasnich, amministratore delegato di Overlog (nella foto) – la sostenibilità è un nostro fiore all’occhiello, ovvero, garantire, con i nostri prodotti una filiera di gestione del magazzino che ottimizzi i processi, in un globale sistema virtuoso di digitalizzazione’. Esistono ad oggi, due scelte strategiche che possono assicurare futuro alle proprie attività: la digitalizzazione spinta e una produzione ambientalmente sostenibile. S’innesta esattamente in questi valori, la vocazione storica di The Bridge, dedita all’alimentazione vegana, e la sua scelta di affidarsi a Overlog di Buttrio in provincia di Udine, per ottimizzare secondo le più evolute strategie 4.0 i sistemi per la gestione dei flussi logistici interni delle materie prime in produzione e dei prodotti finiti. Scelte di automazione e tracciabilità strettamente connesse ad una ricerca di assoluta qualità nella gestione di ogni settore aziendale, in linea con l’eccellenza di una produzione di bevande al 100% biologiche e vegetali, con dessert e creme per cucinare realizzate con ingredienti selezionati e certificati. Una digitalizzazione, in sostanza, che accresce la sostenibilità dei processi, alimentando un percorso virtuoso. Nel moderno stabilimento logistico a San Pietro Mussolino (Vi) è stato implementato un sistema software in grado di garantire la corretta gestione dei flussi di magazzino, garantendo le logiche Fifo (first-in, first-out), metodo di gestione dei flussi delle merci secondo cui gli articoli che entrano per primi in magazzino sono i primi ad uscire, dall’ingresso delle materie prime, alle movimentazioni in area di produzione, alla gestione del prodotto finito anche tramite dispositivi mobili con lettori di codice a barre. La soluzione sviluppata da Overlog consente di migliorare l’accettazione della merce sia nel controllo fisico che qualitativo, di eliminare errori durante il trasferimento di materie prime a lotto in zona di produzione (WIP) e ottenere dati certi di disponibilità della merce. Diversi i benefici ottenuti: giacenze dei magazzini in tempo reale con lotto e scadenza associate, gestione in Slim2k delle regole commerciali per la spedizione ai clienti, avanzamento puntuale dei documenti di carico e delle liste di spedizione sulle dashboard messe a disposizione della logistica. ‘Il percorso fatto con Overlog per l’inserimento di Slim2K è stato fondamentale per tracciare completamente la merce presente nei nostri tre magazzini e avere una visione reale di quanto effettivamente presente – sottolinea Marco Negro Marcigaglia, amministratore delegato di The Bridge –. Riteniamo di aver centrato gli obiettivi che ci eravamo prefissati, così da consolidarci e prepararci per i prossimi progetti’.

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MEP: PRESIDIO DI SICUREZZA E BENESSERE SOCIALE

https://youtu.be/ZOi-pLVmpHw

L’azienda può diventare un importante presidio per la sicurezza sanitaria e il benessere dei lavoratori, delle loro famiglie e di una porzione della comunità. Ne è un esempio MEP, Macchine Elettroniche Piegatrici di Reana del Rojale, Udine, la società che ha posto la formazione ben oltre le necessità di legge quale impegno etico, attraverso la sua MEP Business School, convinta del pensiero: «ogni lavoratore è un cittadino e la sua consapevolezza e le sue responsabilità sono cruciali per la società e per l’impresa stessa».

Due gli esempi dell’impegno aziendale per la prevenzione e la salvaguardia della salute. Il primo riguarda il contrasto alla diffusione del Covid-19 in generale nella popolazione. «L’impennata di casi di questi giorni non mi meraviglia, perché nelle ultime settimane caratterizzate dalle ferie, complice l’allentarsi delle misure, abbiamo abbassato un po’ la guardia – afferma il medico competente di MEP, Vincenzo Allegra – al contempo, però, l’aumento del numero dei casi non mi spaventa se ci impegniamo a mantenere un alto livello di attenzione e a rispettare con scrupolo protocolli e regole. Non possiamo vivere per lungo tempo con la paura di essere colpiti, dobbiamo invece assumere tutti i comportamenti atti a mantenere la sua diffusione bassissima, finché non saremo usciti dall’emergenza». Per questo MEP, spiega il suo HSE Manager Claudio Miconi, ha programmato per la continuazione delle attività in autunno, così come per la trascorsa estate, un’azione costante di sensibilizzazione perché siano mantenuti alti l’attenzione e il senso di responsabilità nel rispetto di tutti, comportamenti e procedure sistematizzate nei mesi precedenti. Un’operazione che MEP ha condotto nella convinzione che «le regole di prevenzione e cura di sé apprese in azienda divengano parte della vita dei nostri Lavoratori che, come xittadini, continueranno a comportarsi correttamente anche fuori da qui». Un altro fronte, di soddisfazione culturale per MEP è stato il «Progetto Ippocrate», nato a seguito della prescrizione di legge che richiede l’accertamento nelle mansioni pericolose della salute dei lavoratori. «Non ci siamo limitati ad applicare la norma ma, dopo alcuni esami di verifica, abbiamo avviato percorsi formativi – di concerto con l’HSE e i rappresentanti dei lavoratori – riguardo al concetto fondamentale e a come si può prevenire tale stato di benessere – spiega Allegra -. I risultati degli ultimi tre anni sono molto positivi, perché siamo riusciti a ottenere in tutti i soggetti rilevati un netto miglioramento». Con i suoi percorsi e la disponibilità dimostrata dagli esperti coinvolti, MEP è riuscita dunque a «incidere su una dimensione culturale, facendo prendere coscienza del proprio benessere.

https://www.mepgroup.com/it/

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TOSOLINI, IN ARRIVO L’AMARO PER OGNI SKIPPER DELLA BARCOLANA A TRIESTE

La notissima Distilleria Bepi Tosolini di Povoletto (Ud), in Friuli Venezia Giulia, da oltre un secolo continua a tenere in produzione questa «pietra miliare del nostro brand», afferma il presidente Giovanni Tosolini, e quest’anno sarà sponsor della Barcolana, la regata velica più grande del mondo che l’11 ottobre porterà nel Golfo di Trieste migliaia e migliaia di vele per la sua 52esima edizione. Tosolini ha già solcato questo mare per diversi anni con il brand abbinato a una barca, ma quest’anno ha voluto fare di più, legando il proprio nome a quello della manifestazione nel suo complesso e arrivando nella sacca di ogni skipper iscritto all’evento. 

www.bepitosolini.it

Un autunno ricco, per dare valore al territorio: per ricordarne storia e caratteristiche ai consumatori anche con una campagna informativa sulle reti televisive Mediaset, con uno spot che onora il Fvg. «In ogni sacca ci sarà una bottiglia del nostro Amaro Tosolini – conferma il presidente della Distilleria -, per una degustazione condivisa con tutto l’equipaggio». In barca o sulle rive, l’Amaro troverà così uno dei luoghi più appropriati per la sua degustazione. «È un amaro fatto con erbe mediterranee – sottolinea il presidente – e la sua stagionatura avviene in botti di una barriqueria che si trova nella Laguna di Marano. L’aria marina gli conferisce caratteristiche uniche che ben si sposano con una manifestazione regina del mare». 

Nella foto: Lisa Tosolini

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VENICA&VENICA, VENDEMMIA SUPERLATIVA

Condizioni climatiche ottimali hanno contribuito a una vendemmia 2020 di ottima qualità (nelle foto), premessa per un vino di altrettanto pregio: le piogge regolari hanno impedito alle viti di subire stress idrico, la buona escursione termica ha calibrato perfettamente carica aromatica e acidità, rendendo le uve di quest’anno molto simili a quelle degli anni Novanta, quando la gradazione era leggermente inferiore a quella delle ultime stagioni, accentuata dall’innalzamento delle temperature. Venica&Venica, la storica Cantina di Dolegna del Collio, racconta così la sua 90esima vendemmia, praticata in un anno in cui il Covid-19 ha messo in crisi molti aspetti della vita socio-economica ma non è riuscito a piegare la natura, che sta “regalando” raccolti da mettere in memoria.

È iniziata in questi giorni la vendemmia dell’uva a bacca rossa. Un periodo in cui la famiglia Venica&Venica e i suoi collaboratori sono entrati ogni giorno in vigna per cogliere il momento migliore in cui tagliare il frutto della vite rigorosamente a mano, perché ciò consente un controllo puntuale e immediato dello stato di salute dell’uva. «Se le condizioni climatiche sono importanti, è altrettanto determinante saper individuare la giusta curva di maturazione dell’uva», racconta infatti Ornella Venica, elencando le azioni fondamentali che portano a un vino d’eccellenza. Sono 40 gli ettari che l’azienda coltiva da 90 anni nella zona più a Nord del Collio, dove quest’anno la produzione della famiglia dei Pinot è stata leggermente inferiore alle precedenti annate, come è successo per altro nel resto d’Italia. «C’è stata una produzione inferiore di circa l’8-10% – conferma la vignaiola – il che è un vantaggio per la qualità dell’uva raccolta». Dalla vendemmia in vigna a quella glamour nel centro di una city come Milano, per Venica&Venica il passo è breve, poiché sarà protagonista fino al10 ottobre della “Vendemmia in via Montenapoleone”, l’ormai tradizionale appuntamento promosso da MonteNapoleone District, in collaborazione con il Comitato Grandi Cru d’Italia, per unire la produzione d’eccellenza italiana, contraddistinta dai brand del lusso e dalle più prestigiose cantine del made in Italy. Domani, venerdì 9 ottobre, la Cantina di Dolegna parteciperà al testing che coinvolge tutte le aziende presenti alla “Vendemmia in Via Montenapoleone”, in programma al salone delle feste dell’hotel Four Season di Milano.

www.venica.it

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OVERLOG AL SERVIZIO DEL MONDO VEG – sviluppata una soluzione software per rendere completamente tracciabile la merce presente in 3 magazzini di The Bridge, produttore di alimenti vegani

Per gli imprenditori più avveduti ci sono due scelte strategiche che possono assicurare futuro alle proprie attività: la digitalizzazione spinta e una produzione ambientalmente sostenibile. S’innesta esattamente in questo solco la vocazione storica di The Bridge, dedita all’alimentazione vegana, e la sua scelta di affidarsi a un big del settore, Overlog di Buttrio in provincia di Udine – nella foto Marco Crasnich, Ceo di Overlog, per ottimizzare secondo le più evolute strategie 4.0 i sistemi per la gestione dei flussi logistici interni delle materie prime in produzione e dei prodotti finiti ai clienti finali. Scelte di automazione e tracciabilità strettamente connesse ad una ricerca di assoluta qualità nella gestione di ogni settore aziendale, in linea con l’eccellenza di una produzione di bevande al 100% biologiche e vegetali, con dessert e creme per cucinare realizzate con ingredienti selezionati e certificati. Una digitalizzazione, in sostanza, che accresce al sostenibilità dei processi, alimentando un percorso virtuoso. Nel moderno stabilimento logistico a San Pietro Mussolino (Vi) è stato implementato un sistema software in grado di garantire la corretta gestione dei flussi di magazzino, garantendo le logiche FIFO, dall’ingresso delle materie prime, alle movimentazioni in area di produzione, alla gestione del prodotto finito anche tramite dispositivi mobili con lettori di codice a barre. La soluzione sviluppata da Overlog consente di migliorare l’accettazione della merce sia nel controllo fisico che qualitativo, di eliminare errori durante il trasferimento di materie prime a lotto in zona di produzione (WIP) e ottenere dati certi di disponibilità della merce. Diversi i benefici ottenuti: giacenze dei magazzini in tempo reale con lotto e scadenza associate, gestione in Slim2k delle regole commerciali per la spedizione ai clienti, avanzamento puntuale dei documenti di carico e delle liste di spedizione sulle dashboard messe a disposizione della logistica. “Il percorso fatto con Overlog per l’inserimento di Slim2K è stato fondamentale per tracciare completamente la merce presente nei nostri tre magazzini e avere una visione reale di quanto effettivamente presente – sottolinea il Ceo e Co-owner di The Bridge, Marco Negro Marcigaglia -. Riteniamo di aver centrato gli obiettivi che ci eravamo prefissati, così da consolidarci e prepararci per i prossimi progetti”.

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GRUPPO GATTO: LA SOSTENIBILITÀ GENERA UN NUOVO MODELLO DI BUSINESS

L’amministratore delegato Cristian Paravano racconta un processo in tre fasi avviato nel 2013 «Sostenibilità», un termine tanto evocato quanto complesso. Essenziale per poter essere competitivi oggi, ancor di più dopo Covid-19, eppure capace di esplicare la sua forza innovativa attraverso una programmazione di lungo periodo. È ciò che ha compreso, da pioniera, Sarno Display – Gruppo Gatto, l’azienda presente a livello internazionale primariamente nel visual display per occhialeria, cosmesi e gioielleria, che ha cominciato nel 2013 a organizzarsi in un’ottica sostenibile e ora sta gestendo la seconda di tre fasi. Cristian Paravano è entrato recentemente nel consiglio di amministratore della società stessa, mantenendo anche i precedenti ruoli a livello di capogruppo ed ha avviato i processi, sta guidando il presente e ha già chiare le prossime tappe.

Paravano, se qualcuno non conoscesse il significato di «sostenibilità», come la racconterebbe abbinando all’attività di un’impresa? «La spiegherei come l’ha interpretata il nostro Gruppo. Nell’accezione, cioè, che comprende una performance economica in grado di bilanciare benessere delle persone, salvaguardia dell’ambiente e delle risorse».

Possibile tutto e subito? «Noi siamo partiti nel 2013 e abbiamo una progettualità al riguardo che prevede il 2022 e oltre. Nel 2013 il Gruppo usciva da un periodo complesso e doveva trovare una nuova strada. Capimmo che tutto ciò che ruotava attorno alla sostenibilità sarebbe stato il futuro e abbiamo avviato un processo perché il tema diventasse sistemico in azienda, non occasionale».

Quale fu, in concreto il primo passo? «L’ottenimento delle certificazioni che oggettivavano i nostri traguardi: abbiamo così ottenuto la 9001 la qualità e l’efficienza di processo; la Sa 8000 per la responsabilità sociale d’impresa, la 14000 che riguarda la sicurezza sul lavoro e la 18000 che attiene al rapporto con l’ambiente. È stato un lavoro che ha interessato tutti gli stabilimenti del Gruppo nel mondo. Stiamo completando gli accreditamenti anche in Cina. Nel 2019 siamo arrivati al Bilancio di sostenibilità. Sono stati anni in cui, in parallelo, abbiamo molto investito nel rinnovamento dei macchinari, per automatizzare diversi processi e liberare risorse umane e da impiegare in lavori meno ripetitivi».

La fase 2 quando è scattata? «È quella in corso, possiamo dire che si sviluppa tra il 2020 e il 2021, per attuare una trasformazione organizzativa e di filiera. Abbiamo cambiato le abitudini delle persone per fare in modo che la sostenibilità diventi una forma mentis, un modo di essere, il modo con cui approcciare ogni aspetto della vita. Per esemplificare: chi progetta non può che partire dall’idea di impiegare materiali da riciclo e di disassemblare gli oggetti. Inoltre, è necessario ‘fertilizzare’ la filiera, perché in tema di sostenibilità non ha senso un anello senza la catena. In questa fase 2, inoltre, dovremo affinare e arricchire gli indicatori per misurare i progressi aziendali. Il concetto di economia circolare è uno degli indicatori da recepire, sarà dirimente nei prossimi anni».

E dal 2022, la sostenibilità come sarà vissuta dalla Divisione Display e, soprattutto, che cosa avranno generato 8 anni d’attività in questa direzione? «Sarà il periodo della maturità, in cui il connubio di sostenibilità e innovazione porterà al cambio del modello di business al fine di avere una progettualità competitiva sul lungo periodo. Le tantissime tecnologie mature e disponibili a valori economici “normali” coniugati ad una crescente sensibilità in materia Green dovrebbe poter modificare il mercato del PoP/Visual in modo disruptive dove servitization e circolarità saranno protagonisti.»

Possibile tanto cambiamento in un momento di così grande incertezza generata da Covid-19 e dalle sue conseguenze? «Non solo possibile, ma necessario. Se ci sono idee, ora bisogna metterle in campo. È il momento in cui il sistema ha meno resistenze e l’immobilità crea maggiori paure».

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TURISMO, CHIAVEGATO: ‘SERVONO INTERVENTI FORTI PER FAR TORNARE TURISTI IN ITALIA’

«Il comparto turistico ha bisogno che si adottino politiche statali e regionali estremamente aggressive per riportare gli ospiti stranieri in Italia. Continuare a puntare solo sul turismo interno e locale, infatti, significa passarci la palla all’interno di un sistema chiuso e lasciare ad altri affari per 44,3 miliardi. Appena sarà possibile viaggiare con maggiore libertà dobbiamo essere pronti con politiche forti ad hoc». È la proposta-appello che mette in campo Mattiarmando Chiavegato, attivo nel settore dell’ospitalità in Fvg ed a Venezia (Hotel Messner ****), preoccupato che, per effetto delle conseguenze Covid-19, l’Italia sia tagliata fuori dalle mete del turismo internazionale, una voce cruciale per i bilanci delle attività dedicate all’ospitalità e a tutti i servizi connessi. Secondo dati di Bankitalia, nel 2019 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è stata di 44,3 miliardi e secondo i numeri di Unioncamere la spesa turistica complessiva è arrivata a 84 miliardi, con il 45,3% generato dal turismo straniero. «Si tratta dei turisti che hanno una maggiore propensione alla spesa – prosegue Chiavegato -: a seconda della nazionalità, la spesa media giornaliera varia dai 102 ai 149 euro, con una permanenza media di 4 giorni, esclusi i costi aerei». Sono cifre che indicano come «questi turisti lascino nei nostri hotel, ristoranti, negozi e servizi un importo simmetrico a quello del bonus vacanze da 500 euro ideato dallo Stato quest’anno per incentivare il turismo interno. La sostanziale differenza – evidenza l’imprenditore – sta nel fatto che per il bonus le risorse sono messe dallo Stato, quindi sono sempre soldi nostri e l’iniziativa è a debito». In sostanza, se il “bonus vacanza” 2020 «è stato meglio di niente, ma ha prodotto effetti positivi limitati perché i beneficiari sono soggetti con poca o scarsa capacità di spesa», per Chiavegato urge ritornare ad essere molto attrattivi sul fronte estero. «È da lì che arriverà l’ossigeno per una ripartenza vera ovunque e in particolare nelle città d’arte, motore trainante di una lunga filiera», aggiunge, indicando anche una misura attrattiva possibile. «Dobbiamo catalizzare il turismo straniero con iniziative dirompenti – ribadisce -. Penso a incentivi simili a quello della “continuità territoriale” Ue, cioè lo strumento legislativo che garantisce i servizi di trasporto nelle regioni più disagiate all’interno di una nazione. In questo momento è l’Italia a essere una delle regioni più disagiate in Europa e merita un supporto dedicato – continua Chiavegato -. In deroga al principio di libero mercato – pensa -, ci potrebbero essere incentivi statali che abbassino drasticamente il costo dei biglietti aerei per tutto il traffico inbound. Una formula applicabile innanzitutto attraverso le compagnie aeree nazionali, senza limitarsi a esse».

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COVID, CAMBIO ANCHE SUI CONSUMI DI VINI PREGIATI. IANICH: ‘SI SPENDE PER LA QUALITÀ’

‘Il consumo di vini pregiati italiani, in special modo rossi, ha tenuto: nel periodo di lockdown ed anche successivamente. Il bere consapevole fra le mura domestiche ha reso il consumatore più attento alla qualità di ciò che sceglie per la sua tavola, facendolo propendere per vini eccellenti italiani. In calo, i consumi, in generale nel settore Horeca, nelle grandi città o città d’arte. Mentre, in ripresa nel medesimo ambito, nelle località meno centrali. Anche l’export di vini eccellenti italiani nel mondo, ha tenuto’. A confermare questi trend, Michele Ianich, presidente di Lavorazione Legnami, con core business nella creazione di confezioni di legno per vini pregiati, in particolar modo rossi, italiani, con sede in Carnia. ‘Diversa la situazione in Francia dove, si è registrato un calo dell’export di vini d’Oltralpe solo negli Stati Uniti, del 30 per cento. Inevitabilmente, il settore Horeca italiano ha risentito della situazione legata alla pandemia, e noi con loro. Molte delle nostre confezioni, finiscono, in hotel, ristoranti o bar, a racchiudere vini importanti. Il calo fisiologico dei consumi nei locali pubblici, ha subito però una compensazione, su due fronti: il consumatore ha aumentato gli acquisti nella Gdo, ed ha continuato a bere a casa, con una maggiore attenzione alla qualità. Questo potrebbe diventare un vero e proprio trend anche per il futuro. Assistiamo ad una maggiore consapevolezza negli acquisti: si spende meno e meglio, nell’ottica soggettiva di ognuno – afferma Ianich che continua – I vini italiani pregiati tengono ed hanno tenuto sui consumi pre-pandemia: con uno spiraglio anche nel settore Horeca. Tranne che nelle grandi città, il settore è in ripresa’. ‘Sì questo mese di settembre, che ancora deve chiudersi, registra un aumento dei consumi di vini nei locali pubblici, anche rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si registra una ripresa. Il cammino è ancora lungo. Sicuramente un settore di nicchia, come quello dei vini di pregio, non subisce flessioni, tendenzialmente. Stante, l’accelerazione di un fenomeno già in essere: la maggiore attenzione alla qualità ed ai consumi. Il consumatore ha deciso di spendere meglio i suoi denari. Anche a tavola – conferma Ianich, che prosegue – ci attendiamo un calo del fatturato di circa il 15%, da qui alla fine dell’anno. Una diminuzione fisiologica che, confidiamo, possa essere neutralizzata da un incremento a partire dal 2021’.

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MECCANICA QUANTISTICA: ‘IL FUTURO È LÌ, ANCHE IN CAMPO INDUSTRIALE’

‘Questo è il secolo della meccanica quantistica, anche in campo industriale’ è quanto afferma Roberto Siagri (nella foto), amministratore delegato di Eurotech che non esclude un coinvolgimento aziendale sul tema: ‘Ci impegneremo sul computer quantistico quando questo raggiungerà uno stadio di industrializzazione che lo renderà commerciabile, a temperatura ambiente e dunque basato su tecnologia fotonica’. ‘È una opportunità per tutti e sicuramente Trieste è ben posizionata per quanto riguarda la parte di teoria dello sviluppo della meccanica quantistica: ora si tratta di far partire iniziative che coinvolgano anche le imprese. Questa nuova frontiera richiede investimenti importanti e soprattutto uno stretto collegamento con le imprese. Suggerisco di guardare a cosa sta facendo la qui vicina Austria e magari provare ad adottare un modello di collaborazione simile a quello adottato da ‘Silicon Austria’, con dotazioni finanziare simili. Richard Feynman aveva tracciato la strada già 60 anni fa durante il discorso all’accademia delle scienze americana, si Mr. Feynman rimane sempre vero che c’è tanto spazio nel molto piccolo. La combinazione delle tecnologie digitali e di dispositivi che possano sfruttare in maniera prevalente la meccanica quantistica possono portare allo sviluppo di una economia intrinsecamente sostenibile. Confermando quello che scriveva Orio Giarini commentando le conclusioni del libro del Club di Roma “i Limiti alla crescita”, che non dimostravano la fine della crescita economica in quanto tale, ma i limiti di un certo tipo di crescita. I cambi dei modelli di business introdotti dal digitale e l’ulteriore riduzione degli sprechi e dei consumi che le tecnologie quantistiche porteranno dentro il mondo industriale potranno garantirci una crescita economica senza praticamente fine. La produzione digitale abbinata alla produzione quantistica porterà un’enormità di benefici confermando che si potrà fare sempre di più con sempre meno materia, energia, spazio e tempo. Non c’è settore che non ne possa beneficiare, dai calcolatori quantistici, a nuovi materiali, nuovi sensori e nuovi metodi di produzione. Nel mondo dell’informazione e della comunicazione si stanno già ottenendo i primi risultati per quanto riguarda il trasporto sicuro dei dati e mi aspetto che entro 5 anni si incominci a diffondere l’uso di computer quantistici. Mi aspetto anche il drastico miglioramento dei computer attuali grazie a dispositivi che pur essendo costruiti sfruttando la meccanica quantistica operino in modalità di calcolo classica. Non solo, dunque, il settore dell’ICT potrà trarre grandi benefici ma anche altri settori come la robotica e la produzione grazie a nuovi sensori e alle nano macchine potranno trarre grandi benefici.Servono importanti investimenti per poter rendere fruibile a livello industriale i sorprendenti paradigmi , per non dire paradossi, che derivano dall’uso delle leggi quantistiche. Serve però crederci e servono importanti investimenti, l’Europa infatti ha messo a disposizione un miliardo di euro per le iniziative collegate alle tecnologie quantistiche. Se questo è l’importo messo a disposizione dell’Europa si fa presto a capire che non si entra in questo nuovo mondo con ticket da qualche milione di Euro’. Eurotech (ETH:IM) è una multinazionale che progetta, sviluppa e fornisce soluzioni per l’Internet of Things complete di servizi, software e hardware ai maggiori system integrator e ad aziende grandi e piccole. Adottando le soluzioni di Eurotech, i clienti hanno accesso alle pile di software (stack) open-source e standard più recenti, a gateway multiservizi flessibili e robusti e a sensori sofisticati, allo scopo di raccogliere dati dal campo e renderli fruibili per i processi aziendali. In collaborazione con numerosi partner di un ecosistema mondiale, Eurotech contribuisce a realizzare la visione dell’Internet delle Cose, fornendo soluzioni complete oppure singoli blocchi “best-in-class”, dalla gestione dei dispositivi e dei dati alla piattaforma di connettività e comunicazione, dai dispositivi periferici intelligenti agli oggetti “smart”, con modelli di business idonei al mondo dell’impresa moderna. Per maggiori informazioni su Eurotech, www.eurotech.com.

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beanTech inarrestabile, nuovo PREMIO

Fabiano Benedetti, CEO e presidente di BeanTech

Nuovo prestigioso riconoscimento per beanTech: l’azienda tecnologica friulana si è aggiudicata il Global Most Outstanding National Winner e potrà competere a livello globale per il titolo di “Global MIKE”. Innovative Knowledge Enterprise (MIKE) Award nasce nel 1998 a Londra con l’obiettivo di unire accademia e mondo manageriale in uno sforzo volto ad identificare le migliori pratiche manageriali utilizzate per coltivare e convertire la conoscenza aziendale in innovazione. Nel corso degli anni, hanno partecipato e vinto il prestigioso riconoscimento aziende riconosciute leader dell’innovazione a livello mondiale, come Google e Microsoft. Il riconoscimento viene assegnato prima a livello nazionale, poi beanTech sarà invitata alla cerimonia di premiazione a livello globale. Il premio viene assegnato previo un processo di valutazione condotto da un comitato scientifico che analizza le imprese che intendono sottoporsi all’audit ed è composto da professori provenienti da 14 Paesi diversi. Per l’Italia, il premio è coordinato da Maurizio Massaro dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e gestito dallo spin-off Universitario Strategy Innovation sotto la direzione di Carlo Bagnoli. beanTech si è distinta per la propria capacità di convertire la conoscenza in innovazione. La cerimonia di consegna si è tenuta sulla piattaforma webex ed in rappresentanza di beanTech ha ritirato virtualmente il premio Fabiano Benedetti, CEO & President. “Intelligenza collettiva d’impianto, questa è la nostra sfida quotidiana – afferma Benedetti durante il suo intervento legato al tema “produzione” – vogliamo continuare a portare intelligenza negli impianti, rendere le macchine sempre più capaci di analizzare dati e parametri dai noi forniti per arrivare a risultati analoghi a quelli previsti in ambito automotive: macchine intelligenti capaci di apprendere e perfezionare le proprie decisioni. Non si parla più di mero Internet of Things, ma di Intelligence of Things, un mix di dati, IoT, Analytics ed Intelligenza Artificiale, che riassume nel modo più chiaro possibile cosa facciamo per supportare le aziende manifatturiere lungo il percorso di Digital Transformation. Il dato rimane al centro del successo: un’azienda in grado di interpretare le informazioni è sempre un passo in avanti rispetto alla concorrenza. Siamo convinti che il “success factor” di un’azienda siano i talenti desiderosi di continuare a formarsi e crescere. beanTech ne è sempre alla ricerca, con l’obiettivo di ripopolare i nostri territori e creare grandi opportunità: la Manufacturing Valley può essere fucina di know how e fonte di crescita per tutti.”

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TURISMO ESTATE 2020 IN FVG: HA TENUTO NONOSTANTE IL COVID

«Non si è certo colmato tutto ciò che si è perso, ma da metà luglio a settembre inoltrato la stagione estiva in montagna e al mare in Friuli Venezia Giulia è stata decisamente meglio di ciò che ci si aspettasse. Per il 90% i clienti sono stati italiani, austriaci e tedeschi sono arrivati solo a settembre. A soffrire maggiormente sono state le città d’arte e i capoluoghi: lì le strutture ricettive non sono ancora riuscite a recuperare l’assenza degli stranieri e la riduzione del turismo business». La presidente di Federalberghi Paola Schneider tratteggia così la stagione estiva delle strutture ricettive nell’anno in cui il Covid-19 ha stravolto ogni piano e annullato gli affari della primavera e d’inizio stagione, lasciando tutti gli operatori in un grande stato di incertezza riguardo all’evoluzione del periodo estivo. Tuttavia, il virus non ha annullato né la determinazione degli imprenditori a reagire – trovando soluzioni a molti dei problemi generati dalla necessità di rispettare le regole anti pandemia – né la voglia di vacanza, in particolare degli italiani e dei locali, che hanno animato lidi e cime. «In montagna è andata bene, ad agosto i numeri ci sono stati e la stagione si è prolungata a settembre, soprattutto nei weekend, grazie a un tempo atmosferico favorevole – spiega la presidente -. Gli italiani si sono mossi e sono stati loro a connotare gli ospiti quest’estate. Gli stranieri, austriaci e tedeschi, si sono visti solo a settembre. Certo, non tutto il perduto si è recuperato ma, rispetto alle premesse di questa stagione, possiamo permetterci anche di vedere il bicchiere mezzo pieno». Per gli alberghi, la stessa dinamica si è registrata al mare, «con una stagione partita attorno al 10 luglio, buon agosto e una prosecuzione a settembre». Il Friuli Venezia Giulia è fatto però anche di città d’arte e dai capoluoghi in cui la ricettività alberghiera è un importante aspetto dell’economia. In questo contesto i risvolti della pandemia sono più accentuati. «Sono i centri che hanno subito di più le conseguenze del lockdown e delle limitazioni negli spostamenti – spiega Schneider -. Hanno risentito molto dell’assenza degli stranieri, potendo recuperare poco con gli italiani. Il calo dei pernottamenti per business ha fatto il resto. Certo, un po’ si è lavorato, ma si è lontani dai numeri pre Covid». Tuttavia, per ora «non abbiamo evidenza di chiusure definitive – sottolinea la presidente -. Ci sono realtà che hanno deciso di riaprire nel 2021 e dovremo verificare se ciò accadrà realmente. Gli investimenti attorno a un albergo, comunque, sono notevoli e credo che per ora permanga la volontà di resistere». Quanto alla stagione invernale, Scheneider non si sbilancia in previsioni. «Per ora navighiamo a vista, credo che chi terrà aperto a ottobre potrà avere qualche soddisfazione, ma proiettarsi oltre è difficile. Si respira un certo attendismo – rileva -, soprattutto in riferimento all’andamento del Covid-19».

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TOSOLINI: UNA GRANDE FAMIGLIA DI DISTILLATORI. LO SPOT SU MEDIASET: UN REGALO AL FVG

https://assodistil.it/amaro-tosolini-lamaro-che-viene-dal-mare-tradizione-e-territorio-nel-backstage-del-nuovo-spot-tv/

«L’inizio della stagione fredda è la premessa per gustare appieno l’Amaro Tosolini, prodotto ininterrottamente dal 1918 con una ricetta che prevede erbe mediterranee e un invecchiamento nell’aria marina della Laguna di Marano», afferma il presidente della storica Distilleria friulana Bepi Tosolini, Giovanni Tosolini Temperature più basse, giornate più corte e voglia di un elisir che porti con sé quella miscela di erbe segrete che continua a convincere da 102 anni, richiamando il profumo marino dell’ambiente in cui invecchia.

Insomma, voglia di Amaro Tosolini. La notissima Distilleria Bepi Tosolini di Povoletto (Ud), in Friuli Venezia Giulia, da oltre un secolo continua a tenere in produzione questa «pietra miliare del nostro brand», afferma il presidente Giovanni Tosolini, e si appresta a ricordarne storia e caratteristiche ai consumatori con una campagna informativa che viene trasmessa da ieri, sulle reti televisive Mediaset, con uno spot che onora il Fvg. Non solo. Quest’anno la Distilleria sarà sponsor della Barcolana, la regata velica più grande del mondo che l’11 ottobre porterà nel Golfo di Trieste migliaia e migliaia di vele per la sua 52esima edizione. Tosolini ha già solcato questo mare per diversi anni con il brand abbinato a una barca, ma quest’anno ha voluto fare di più, legando il proprio nome a quello della manifestazione nel suo complesso e arrivando nella sacca di ogni skipper iscritto all’evento. «In ogni sacca ci sarà una bottiglia del nostro Amaro Tosolini – conferma il presidente della Distilleria -, per una degustazione condivisa con tutto l’equipaggio». In barca o sulle Rive, l’Amaro troverà così uno dei luoghi più appropriati per la sua degustazione. «È un amaro fatto con erbe mediterranee – sottolinea il presidente – e la sua stagionatura avviene in botti di una barriqueria che si trova nella Laguna di Marano. L’aria marina gli conferisce caratteristiche uniche che ben si sposano con una manifestazione regina del mare».

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SICUREZZA SUL LAVORO: Alla MEP il cambio di passo sostenibile determinato dall’emergenza Covid: i vademecum della MEP Business School preziosi per ogni cittadino

https://youtu.be/G2S7kVPXkoc

La sicurezza sul Lavoro in azienda ha fatto un ulteriore salto di qualità a seguito della pandemia, perché la responsabilità per i comportamenti corretti è stata consapevolmente compresa come trasversale da ciascun operatore. Le aziende, inoltre, sono diventate luogo “di istruzione” a tutto tondo, oltre che di formazione obbligatoria. Non da ultimo, i principi basilari di contrasto del virus hanno permesso anche una nuova organizzazione strutturale all’interno dei locali, con il recupero di spazi tanto essenziali quanto funzionali.

Sono tutti aspetti che, sperimentati direttamente in MEP, Macchine Elettroniche Piegatrici di Reana del Rojale, Udine, sono sostenibili, per la sicurezza in Azienda, a giudizio del Perito Industriale Paolo Querini, alla guida da un trentennio della società, puntualmente (…è il caso di dirlo) Punto Sicurezza. Tra le ultime novità riguardo alle certificazioni in tema proprio di sicurezza, «la ISO 45001 – spiega Querini – ha definito come “rischio” il risultato dell’incertezza. Ne consegue che le aziende debbano rimuovere tale incertezza in tutte le sue forme. I principi, i precetti e le procedure sono perciò fondamentali, tanto quanto la comunità d’intenti per l’intera Organizzazione, perché si vince o si perde insieme». L’azienda diventa, quindi, luogo di grandissima responsabilità personale, e ad essa compete un compito che ha sempre più ripercussioni importanti al di fuori dei locali aziendali. «Stiamo assistendo a un profondo cambiamento di mentalità riguardo alla Sicurezza – prosegue l’esperto -: poiché è il singolo lavoratore chiamato a prendersi cura della propria salute e l’impresa per questo svolge un ruolo d’istruzione, oltre a quello obbligatorio di informazione e formazione». L’atteggiamento acquisito in questo contesto, in sostanza, diventa un «modus operandi» che il soggetto mette in pratica nella propria quotidianità. Lo ha sperimentato in questi mesi la stessa MEP. «Può sembrare un paradosso, ma non lo è: l’emergenza Covid ha avuto anche un effetto positivo, perché ha permesso all’azienda di riorganizzarsi, di operare al meglio sotto ogni aspetto e di estendere forte consapevolezza a tutti i Lavoratori», spiega Claudio Miconi, RSPP di MEP. Insieme alle regole fondamentali di comportamento, l’igienizzazione meticolosa che è stata effettuata negli ambienti ha consentito il recupero di spazi da tempo sottoutilizzati, ha inoltre attivato anche la creatività editoriale della MEP Business School, che ha pubblicato diversi volumi. Tra questi non ultimo il “Manuale COVID-19 per il Viaggiatore”, rivolto non unicamente a chi viaggia bensì «ai cittadini che lavorano in azienda (e in trasferta appena consentito), svolgendo così contemporaneamente una formazione aziendale e sociale», conclude Claudio Miconi.

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LA VENDEMMIA? SI FA ANCHE IN VIA MONTENAPOLEONE

Condizioni climatiche ottimali hanno contribuito a una vendemmia 2020 di ottima qualità, premessa per un vino di altrettanto pregio: le piogge regolari hanno impedito alle viti di subire stress idrico, la buona escursione termica ha calibrato perfettamente carica aromatica e acidità, rendendo le uve di quest’anno molto simili a quelle degli anni Novanta, quando la gradazione era leggermente inferiore a quella delle ultime stagioni, accentuata dall’innalzamento delle temperature. Venica&Venica www.venica.it la storica Cantina di Dolegna del Collio, racconta così la sua 90esima vendemmia, praticata in un anno in cui il Covid-19 ha messo in crisi molti aspetti della vita socio-economica ma non è riuscito a piegare la natura, che sta “regalando” raccolti da mettere in memoria. In attesa di staccare i grappoli a bacca rossa, tra gli ultimi giorni di settembre e inizi ottobre. La vendemmia dell’uva bianca quest’anno è iniziata il 25 agosto per concludersi il 18 settembre. Un periodo in cui la famiglia Venica&Venica e i suoi collaboratori sono entrati ogni giorno in vigna per cogliere il momento migliore in cui tagliare il frutto della vite rigorosamente a mano, perché ciò consente un controllo puntuale e immediato dello stato di salute dell’uva. «Se le condizioni climatiche sono importanti, è altrettanto determinante saper individuare la giusta curva di maturazione dell’uva», racconta infatti Ornella Venica, elencando le azioni fondamentali che portano a un vino d’eccellenza. Sono 40 gli ettari che l’azienda coltiva da 90 anni nella zona più a Nord del Collio, dove quest’anno la produzione della famiglia dei Pinot è stata leggermente inferiore alle precedenti annate, come è successo per altro nel resto d’Italia. «C’è stata una produzione inferiore di circa l’8-10% – conferma la vignaiola – il che è un vantaggio per la qualità dell’uva raccolta». Dalla vendemmia in vigna a quella glamour nel centro di una city come Milano, per Venica&Venica il passo è breve, poiché sarà protagonista dall’8 al 10 ottobre della “Vendemmia in via Montenapoleone”, l’ormai tradizionale appuntamento promosso da MonteNapoleone District, in collaborazione con il Comitato Grandi Cru d’Italia, per unire la produzione d’eccellenza italiana, contraddistinta dai brand del lusso e dalle più prestigiose cantine del made in Italy. Venica&Venica l’8 ottobre, dalle 19.30, e fino alle 22, sarà protagonista del “Cocktail in boutique” nello spazio Pinko. «Tre le nostre proposte per la ‘vendemmia’ in città – illustra Ornella Venica -: ”Talis”Pinot Bianco, simbolo dell’eleganza produttiva del Collio e delle aree alpine della Mitteleuropa; il “Ronco delle Cime” Friulano, l’autoctono che racconta al meglio il legame della famiglia Venica con la propria terra; “Ronco delle Mele” Sauvignon, il vitigno internazionale che nel Collio si impreziosisce dello spirito del luogo. E per gli amanti del ‘nero’, ci sarà il Merlot Doc Collio 2017, dove la percezione della freschezza della frutta rossa di sottobosco inebria l’olfatto. Nei giorni precedenti, il 6 ottobre, Venica&Venica parteciperà all’asta benefica, organizzata in questa occasione, con il Magnum Ronco delle Cime Friulano che celebra i 90 anni della Cantina. Infine, venerdì 9 ottobre, la Cantina di Dolegna parteciperà al testing che coinvolge tutte le aziende presenti alla “Vendemmia in Via Montenapoleone”, in programma al salone delle feste dell’hotel Four Season di Milano.

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ARRIVA REVID19, SCOPRE IL COVID DAL RESPIRO IN TEMPO REALE, AVVIATA LA SPERIMENTAZIONE DA UN LUMINARE UDINESE

Si chiama Revid 19 il nuovissimo device messo a punto da Eurotech in corso di utilizzo per la ricerca in via sperimentale, della presenza del Covid-19, nel respiro. La sperimentazione è già in corso. Si tratta di uno strumento dotato di intelligenza artificiale e tecnologia Iot (Internet of things): una serie di sensori raccoglie le informazioni provenienti dal respiro. Ovvero, riconosce le anomalie dell’aria eliminata dai bronchi, il cosiddetto esalato. Al momento e da qualche tempo, Revid 19 è in uso dall’associazione Allergie e Pneumopatie infantile Alpi Odv di Udine, e da Mario Canciani, pneumologo di fama internazionale e presidente dell’Alpi Odv. E’ stato analizzato, in via sperimentale, dalla macchina il respiro di 30 persone fino ad ora. ‘Siamo a disposizione della comunità: la campionatura dei risultati è per noi fondamentale. Per questo, ci rivolgiamo ai nosocomi della regione perché possano utilizzare lo strumento in pazienti sia ambulatoriali che ospedalizzati. La manovra necessaria è molto semplice: si basa sull’espirazione per 20 secondi in uno strumento che invia i dati successivamente processati da un algoritmo di intelligenza artificiale, e poi letti da un medico competente in materia. Non vi sono rischi di contagio, né per la salute dei pazienti’ spiega Canciani. ‘Ci è piaciuta l’idea di Canciani, partendo dal nostro know-how sull’analisi dell’aria e sul calcolo ad alte prestazioni – afferma Ugo Padulosi, a capo della R&D di Eurotech – siamo fieri di aver messo a disposizione la tecnologia di Eurotech, per questo progetto di tutela della salute pubblica, in un momento così complicato di pandemia. Sono necessari però, ai fini della sperimentazione, più pazienti da sottoporre al test del respiro, per far apprendere alla rete neurale con un maggior numero di dati ’. Mario Canciani si occupa da sempre di patologie dell’apparato respiratorio, dapprima all’Ospedale Burlo Garofolo di Trieste e poi alla clinica pediatrica dell’Università di Udine. Per 12 anni nel comitato direttivo della maggiore associazione medica europea, l’European Respiratory Society, è stato il fondatore dell’ Alpi, l’associazione dei bambini asmatici, allergici e con problemi respiratori, e del Grap: Gruppo regionale di allergo-pneumologia. Attualmente è presidente del Fvg di Isde (Medici per l’ambiente) e coordinatore per il Fvg della Siaip (Società italiana allergie e immunopatologie pediatriche) e si occupa in particolare degli effetti dell’inquinamento sulla salute dei bambini e sulle patologie allergiche e pneumologiche di bambini e adulti. È autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche e di una trentina di libri.

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ARTENI SI ALLEA CON INFOSTAR E L’E COMMERCE VOLA

Tecnologia e prodotti di qualità: un binomio vincente, in grado di attraversare da protagonisti una pandemia che ha pesato significativamente anche sul settore del commercio. È quanto conferma l’esperienza di questi mesi di un baluardo della moda come il Gruppo Arteni di Tavagnacco (Ud) che, nei mesi di lockdown, ha quadruplicato le vendite online, grazie a un servizio estremamente curato nei contenuti e un’infrastruttura tecnologica efficiente e appositamente studiata da un’altra azienda friulana, la Infostar di Tarcento, capace di garantire sistemi informatici-business continuity, salvaguardando dati e reti. «Da tempo Arteni è attento a coniugare le tecnologie digitale con il proprio core business – afferma Matteo Arteni uno degli amministratori di Arteni-. Siamo sempre stati all’avanguardia su questo fronte e il momento storico ci ha dato ragione». In questi mesi particolari del 2020 «il nostro fatturato da vendita online è quadruplicato», prosegue l’imprenditore, ai vertici di un Gruppo che conta 10 punti vendita, impiega 150 persone e ha un fatturato di 32 milioni l’anno. «Infostar ci ha aiutato ad implementare le nostre dotazioni informatiche, anche e soprattutto per un obiettivo importante: la sicurezza dei dati, a salvaguardia del consumatore. Guardiamo avanti consapevoli che le scelte sui consumi sono cambiate: anche per ciò che riguarda il metodo di acquisto. Il lockdown ha incrementato, come ovvio, l’e-commerce, e questo nuovo trend ci ha trovati pronti e competitivi’. «Lavorare con aziende come Arteni è un piacere – sottolinea l’amministratore delegato di Infostar, Cristian Feregotto -, poiché si rende evidente che, quando i sistemi informativi aziendali sono progettati con professionalità, mantenuti efficienti e aggiornati nel tempo, le aziende beneficiano di un miglioramento dell’operatività, che si traduce in efficienza e competitività. Oltre che in efficacia: il consumatore si trova sicuro nell’affrontare gli acquisti on line e per noi questo, è un vantaggio competitivo enorme. Veniamo incontro al cliente in due modi: fornendo al nostro partner, in questo caso Arteni, le dotazioni informatiche per accontentare il consumatore finale, ovvero tutti noi. Ritengo che in questo momento storico la qualità dei servizi sia essenziale a parole e nei fatti».

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I BRILLANTI COLORI DELLA FRIULANA MEP. GABRIEL AUBRY SUI CIRCUITI DELL’INTERNATIONAL MOTOR SPORT ASSOCIATION CON MEP!

Una partnership coinvolgente che si fonda su una visione del lavoro condiviso – all’insegna della preparazione, della disciplina, dell’entusiasmo, della passione, della determinazione – e sulla volontà di essere sempre un passo avanti, in virtù di un efficace gioco di squadra. È quella che MEP ha costruito con il pilota Gabriel Aubry, protagonista della classe Daytona Prototype nella serie International Motor Sport Association. Al volante di una splendida Cadillac, Aubry sta portando i colori di MEP Group sui circuiti internazionali, in una stagione che, già iniziata, si prefigura come stimolante ed impegnativa.

L’intervista video al link sopra –

«MEP Group è fiera di poter condividere con Aubry i suoi grandi risultati sportivi: proprio come in MEP, le ottime performance sono il frutto di impegno, valori e strategie nell’affrontare quotidianamente il proprio lavoro: preparazione, determinazione, attenzione ai dettagli ed emozioni opportunamente gestite. Anche il contesto è fondamentale» – aggiunge – «e come in un team che prepara una gara, anche nella nostra Azienda cooperazione e coesione fanno la differenza». Aubry, ventiduenne con determinazione da vendere, è convinto che per raggiungere alte prestazioni e mantenerle nel tempo, «la preparazione sia importantissima, anche rispetto al talento naturale. Il talento ci deve essere, ma a noi piace dire che» – sottolinea – «la preparazione vince sempre sul talento». Per gareggiare ai più alti livelli, «devi lavorare ogni giorno», confida, e «nella mia preparazione cerco di prendere in considerazione tutti gli scenari possibili». Nella vita di un pilota del suo calibro, insieme a tanto esercizio fisico e preparazione al volante, c’è molto allenamento a livello psicologico. «Ho lavorato un paio d’anni con gli psicologi dello sport e ciò ha contribuito a cambiare molto il mio approccio e la mia preparazione, come persona e come sportivo», spiega. Questo rapporto ha fatto la differenza anche nel gestire le emozioni e lo stress da prestazione, inevitabile quando gli spettatori si attendono risultati una gara dopo l’altra. «Se non sai come reagire e come lavorare con le tue emozioni, tutto può diventare molto difficile – osserva il pilota -. Era un mio problema, ma lavorando con gli psicologi dello sport è diventato chiaro che le emozioni possono essere una grande debolezza o una grande forza. Se le sai controllare, non ti porteranno al fallimento». Nel suo percorso umano e professionale, Aubry ha maturato inoltre la convinzione che «entusiasmo, positività ed ottimismo» sono «importantissimi» e ancora di più «credere in sé stessi» ed «essere determinati». Le vittorie, inoltre, sono il risultato di un lavoro d’insieme che spesso non traspare nell’immediato, ma che si costruisce giorno per giorno. «Negli sport come il mio, attorno a un pilota c’è una squadra composta da 16-17 persone, con le quali non si lavora direttamente ogni giorno, ma delle quali ci si deve interessare, trovando il tempo per rivolgere loro anche solo un saluto» – racconta Gabriel Aubry -. «Sono piccoli gesti che non si notano dall’esterno, ma che contribuiscono a creare un buon ambiente in cui ciascuno darà il meglio di sé, riuscendo a far fare a tutti quello sforzo in più che fa la differenza». I piloti, conclude il campione, «non vincono da soli».

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‘NEBRODOK’ QUANDO LA SICILIA INCONTRA IL FVG, IN UN PROSCIUTTO UNICO

Sono pronti per il consumatore gli 8mila prosciutti siciliani stagionati nel cuore del Friuli dall’imprenditore Carlo Dall’Ava. Un’iniziativa che intende esaltare le prelibatezze italiane, mettendo insieme l’alta qualità dei suini neri dei Nebrodi siciliani e l’aria unica delle colline di San Daniele. Il microclima di San Daniele del Friuli, straordinario per la stagionatura, si allea con l’arte siciliana di allevare maiali, per offrire al consumatore “Nebrodok”: il prosciutto nato dal suino nero dei Nebrodi, i monti tra le province di Messina, Enna e Catania. Qui, sono allevati allo stato semibrado questi suini dal manto scuro, di taglia piccola, caratteristica delle razze suine autoctone italiane. La carne è di altissima qualità. Esprime un’intensità aromatica importante ed è adatta alla lunga stagionatura. A dimostrare questa particolarità oro sono gli 8mila “Nebrodok” che hanno appena terminato la stagionatura a San Daniele, su iniziativa dell’imprenditore Carlo Dall’Ava, e che sono pronti a incontrare il palato dei consumatori garantendo «una sapore incredibile per un prosciutto che si soglie in bocca», afferma l’imprenditore con una lunga esperienza nella produzione e stagionatura di prosciutti. I suini che si trasformano in Nebrodok sono allevati nella zona di Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina, dove, la tipicità dell’aria contribuisce a fissare nella carne «il gusto peculiare ispirato dal mare di Sicilia e tipico della terra sicula», continua Dall’Ava, che non esita a definire la degustazione di Nebrodok «una vera e propria esperienza».

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NEL NOSTRO FUTURO I RISULTATI DELLA RICERCA SULLA MECCANICA QUANTISTICA. LO SCIENZIATO CALARCO: ‘CIÒ CHE NON SERVE A NULLA HA TANTISSIMO VALORE’

‘Tutto ciò che non serve a niente: ha un valore altissimo’. Sono le parole di Tommaso Calarco, professore di fisica teorica all’Università di Colonia – dove lo abbiamo incontrato – direttore dell’istituto di Controllo Quantistico presso il laboratorio nazionale Julich, in Germania, oltre che presidente del Community network, organo governativo della Quantum Flagship europea.

‘Decisi di occuparmi di fisica quantistica in seguito ad un incontro con Claudio Magris, per puro caso quindi’ spiega Calarco. Il caso: tanto caro alla meccanica quantistica. Secondo la concezione soggettivistica quello che noi chiamiamo caso è in realtà il frutto della lacunosità della conoscenza umana. Se noi avessimo una conoscenza più elevata, nulla ci sembrerebbe casuale, ma tutto sarebbe riconducibile a un quadro deterministico in cui ogni evento ha una sua causa. Secondo la concezione oggettivistica invece il caso sarebbe intrinseco alla realtà. Esisterebbero cioè eventi privi di causa o che, dipendendo dall’intrecciarsi di differenti serie di cause, seguono un’evoluzione assolutamente imprevedibile non solo all’intelletto umano, ma anche a qualsiasi eventuale intelligenza superiore. Il dibattito sull’interpretazione della meccanica quantistica è tuttora abbastanza aperto. Tuttavia, allo stato attuale: la maggior parte dei fisici accetta una concezione sostanzialmente oggettivistica del caso. Quindi, imprevedibile. ‘Scrissi una tesi – continua Calarco, che è laureato in fisica a Padova – con l’obiettivo di dimostrare se la fisica è in grado di spiegare la realtà. Arrivai alla conclusione: le leggi della fisica non sono in grado di spiegare la realtà’. Ovvero. Venne spiegato un qualcosa che solo apparentemente non serve a nulla. ‘Perché proprio da lì, e dall’incontro con Magris decisi di proseguire sulla scia della quantistica’.

Su cosa avete lavorato in questi anni? Abbiamo riproposto il paradosso del gatto di Schrödinger a 20 stati quantistici. ‘ll lavoro recentemente pubblicato dimostra come sia possibile preparare e caratterizzare uno stato altamente intrecciato con ben 20 qubit in una piattaforma di atomi intrappolati tramite dei fasci laser detti optical tweezers’.

Il paradosso del gatto di Schrödinger è un esperimento mentaleideato nel 1935 da Erwin Schrödinger, con lo scopo di illustrare come la meccanica quantistica fornisca risultati paradossali se applicata ad un sistema fisico macroscopico. Andando decisamente contro il senso comune: presenta un gatto che, in uno stato noto come sovrapposizione quantistica, può essere contemporaneamente sia vivo che morto, come conseguenza dell’essere collegato a un evento subatomico casuale che può verificarsi o meno.

Quali saranno, a tuo avviso, le applicazioni nella vita quotidiana di tutti i giorni, delle ricerche che state conducendo? Serve essere piuttosto realistici e come uno dei primi impieghi utili vedo l’applicazione nella crittografia. ‘La crittografia quantistica consiste in un approccio alla crittografia che utilizza proprietà della meccanica quantistica nella fase dello scambio della chiave per evitare che questa possa essere intercettata da un attaccante senza che le due parti in gioco se ne accorgano’. Si utilizza questo principio per realizzare un cifrario perfetto.

Quindi per la sicurezza informatica? Direi proprio di sì.

Eri uno degli ospiti presenti ad Esof 2020, a Trieste. Nel suo intervento, il premier Giuseppe Conte ha affermato di voler utilizzare parte delle risorse del recovery fund per la ricerca in tema di meccanica quantistica, cosa ne pensi? Penso che sarebbe ora che il Governo italiano spinga sulla ricerca in questo senso. La Germania investe 8 miliardi l’anno. Devo dire che la Regione Friuli Venezia Giulia, insieme agli enti di ricerca triestini, ci stanno mettendo del loro, con risorse economiche e professionali.

Quando vedremo i computer quantistici venduti su scala industriale? Non penso prima di dieci anni. Oggi è ancora troppo presto.

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FEDRIGA, ECONOMIA DOPO COVID: ‘SERVONO DAL GOVERNO RISORSE A FONDO PERDUTO E NON UN SOSTEGNO ASSISTENZIALISTA’. L’INTERVISTA

Come valuta la sua governance sino a qui? Stiamo facendo molto per l’abbattimento fiscale, sia in modo diretto che indiretto. Sul fronte delle imprese, nel sociale, per le famiglie, e il trasporto pubblico. Abbiamo lavorato per la detassazione. Ci siamo ritrovati a fare i conti con due emergenze considerevoli: la tempesta Vaia e la pandemia.

Da un punto di vista umano, come si è sentito a dover affrontare il Covid? Diciamo che una emergenza sanitaria di questo genere è stata imprevedibile: il Friuli Venezia Giulia si è comportato molto bene. Dando prova di grande responsabilità, dimostrandolo con un numero di limitato di casi.

Ed ora come vede la situazione economia attuale, in Fvg e in Italia? Stiamo affrontando un momento piuttosto difficile. Non lo possiamo negare. Serve un intervento da parte del Governo che non sia, come è stato fino ad ora, di natura assistenzialista. Ma che faccia progredire le imprese, verso un passaggio successivo, fuori dalla linea del timore, con risorse a fondo perduto, come quelle che stiamo mettendo in campo in Regione.

Quanto è importante per lei l’internazionalizzazione? La ritengono fondamentale; per questo abbiamo creato una agenzia ad hoc. E’ necessario però che sia vera internazionalizzazione: che possa portare anche capitali ed investitori in Fvg.

Cosa state facendo per il miglioramento delle infrastrutture (porti, strade, ferrovie ed aeroporti)? Prioritaria è la velocizzazione della linea ferroviaria Trieste-Venezia.

Rfi vi ha dato dei tempi? Prima del Covid si parlava del 2022 come termine per la realizzazione dei lavori per rendere veloce la linea. Dopo di che servono scelte politiche decisive sui territori: il treno dovrà fermarsi solamente nei centri più importanti.

E per l’implementazione dello scalo aeroportuale? Abbiamo già avuto dimostrazione di interesse da parte di diverse compagnie, anche se Alitalia non collabora in questo senso, facendo da tappo.

Porti? Il Fvg ha le carte in regola per divenire sistema intermodale al centro dell’Europa, con lo sbocco a Trieste e Monfalcone (Go). Su treno, ferro, gomma e aria, dobbiamo divenire competitivi.

Nella sua agenda a che punto si trova lo sviluppo digitale? Abbiamo seri problemi al riguardo. La pandemia ha messo in evidenza che in molte aree regionali non c’è la banda larga. Dobbiamo lavorare su questo come primo passo.

Durante Esof, a Trieste, il premier Giuseppe Conte ha affermato di voler utilizzare le risorse del recovery fund per la ricerca anche sulla meccanica quantistica, lei quanto e come punta sulla ricerca? A Trieste, abbiamo enti di ricerca estremamente all’avanguardia. In primis: Area Science Park. Abbiamo destinato, come Regione, 800mila euro alla ricerca, anche in ambito quantistico.

Quale è il suo principale obiettivo da qui al 2023? Creare una regione sempre più competitiva. Abbiamo stravolto, rispetto al governo regionale precedente, le politiche sull’immigrazione, togliendo molte delle risorse che erano state messe in campo.

Si ricandiderà? Personalmente: amo fare il presidente di Regione. Sarà comunque l’elite che mi supporta a decidere per la mia ricandidatura. Io sono disponibile.

Il turismo, quanto ne ha risentito dopo il Covid? Onestamente, rispetto alle aspettative: ha tenuto. Sia al mare che in montagna.

Il Fvg quanto conta a Roma? La nostra regione conta 1 milione e 200mila abitanti. Serve farsi sentire. Lo dico per esperienza personale: per ottenere qualcosa, dobbiamo alzare la voce.

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EUROLLS: MEGA COMMESSA DA 12 MILIONI DAGLI USA

Una ventata di positività. Attenzione alle novità. Flessibilità ed apertura al mondo. E’ quanto si respira in Eurolls, azienda con quartier generale ad Attimis (Ud), ma con due baluardi produttivi a Villa Santina (Ud) ed una filiale nei pressi di Milano. Con uffici e produzione in Messico e Brasile e clienti sull’intero pianeta. A capo del gruppo: con un fatturato di 27 milioni (solo per il segmento definito ‘attrezzature’) e 180 addetti, è il poliedrico friulano Renato Railz: un 71enne che ha creduto, 30 anni fa, di poter fare l’imprenditore. Tanto che Eurolls ad oggi è, per molti versi, unica nel suo settore, con prodotti come i rulli per la formazione del tubo saldato strutturale più grande al mondo (28 pollici di diametro e spessore 1 pollice), indispensabili per le costruzioni di ultima generazione. ‘L’idea della laminazione dell’acciaio è stata vincente – afferma Railz – da lì siamo partiti. Ed oggi stiamo portando avanti investimenti per nuovi impianti produttivi da 6 milioni. Abbiamo una dinamica produttiva integrata: la sola materia prima che acquistiamo è l’acciaio. Per il resto del materiale, come il metallo duro, lo produciamo dalle polveri’ attraverso il nostro processo di sinterizzazione’. L’azienda ha appena ricevuto una commessa da 12 milioni di euro dagli Stati Uniti. Per molti anni ha servito il settore oil&gas con attrezzature di grosse dimensioni, mentre oggi questo prodotto si sta evolvendo anche verso il settore delle costruzioni. ‘E’ la prima volta che accade di avere un ordine di queste proporzioni dall’America – spiega Railz – diciamo che la pandemia, nel nostro settore, non ha per ora provocato un calo di ordini. Anzi, sta accadendo il contrario’. Energia e dinamismo vengono anche dal braccio destro di Railz, Matteo Querini, ingegnere meccanico, ‘nato’ e cresciuto in azienda. ‘Dobbiamo rimanere competitivi – spiega Querini – per questo, per noi sono fondamentali la ricerca e sviluppo: godiamo di collaborazioni con diverse Università, con l’INFN di Padova, il CFR di Ferrara, Università di Udine, e PMI di Minsk. Studiamo il comportamento dei metalli. Ricerchiamo. Per non fermarci mai: innovare e crescere in un mercato globale estremamente competitivo anche per il nostro settore di riferimento’. Sono 6 le persone impegnate nell’R&D di Eurolls. ‘Ho creduto nelle mie idee e ora sono qui: dalla vergella d’acciaio, titanio e acciai alto resistenziali di ultima generazione, siamo passati dalla trafilatura alla laminazione per la creazione di fili sottili. Pur con limitato numero di brevetti, per determinate lavorazioni dell’acciaio, siamo leader incontrastati, ovvero le facciamo solo noi nel mondo con garanzie qualitative e di risultato sul processo’ conclude Railz, non senza una nota di amarezza nei confronti di una buona parte di imprenditori locali e italiani che: ‘Non amano far squadra, pensano al loro orticello. Diventa difficile raggiungerli e interloquire, anche solo per uno scambio di pareri. Cosa che non accade invece Oltreoceano dove, è possibile parlare facilmente con i Ceo di aziende enormi. Peccato. E’ sinonimo di provincialismo questo atteggiamento, tutto italiano, purtroppo’.

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FOTOGALLERY, EVENTO SU COVID E IL FUTURO DELL’ECONOMIA IN ITALIA E NEL MONDO

pic by @Anna Airone @Airone Foto

Fotogallery: 4 agosto 2020; Amaro (Ud), tavolo di discussione dal titolo: Covid e futuro dell’economia locale, nazionale ed internazionale.

Presenti: Marco Neopensi, Ceo di Riel; Cristian Feregotto, Ceo di Infostar; Alessandra Sandrini, psicologa-psicoterapeuta; Paola Schneider, presidente di Federalberghi Fvg; Roberto Siagri, Ceo di Eurotech; Lisa Tosolini, proprietaria Tosolini Distillerie; Alessandro Englaro, Ceo di Akuis; Mattia Armando Chiavegato, albergatore a Venezia; Majra Cimenti, gruppo Fantoni; Marco Crasnich, Ceo di Overlog; Massimiliano Cecotto, direttore commerciale Credifriuli.

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SLOVENIAN AT THE TOP OF AI RESEARCH

In Lubiana, Slovenia, the Jozef Stefan Institute (IJS) (in the pic) – the country’s largest applied research institute – is developing the future of Ai. And one of the predominant fields of application is aerospace industry. Slovenia is very attentive to Ai’s applications, with the director Saso Dzeroski (in the pic), whom we met.

The “ESA-CLAIRE AI Special Interest Group on Space” (http://claire-ai.org/sig-space/) is organizing its first online conference on space-realted use of artificial intelligence (AI) in space. Collocated with the 24th European Conference on Artificial Intelligence ECAI (http://digital.ecai2020.eu/), the conference is a full-day open access event and is taking place recently, September 4 (a tutorial and workshop day for ECAI). You can join the event online at 

https://zoom.us/j/91268494373?pwd=ZzVEV1EvQmhraDh6anFDVWx3Q2p0UT09

The event had a rich and varied program, which includes 5 keynote talks, 17 contributed presentations and a panel discussion with 6 distinguished panelists. We brought together speakers from different realms, and our keynote speakers come from space agencies (NASA, ESA), world-renowned research institutions (TU Munich, as well as industrial and private partnerships (SIRIUS Chair, and Frontier Development Lab). Keynote talk topics include the use of machine learning in space and planetary exploration, as well as in earth observation, the use of AI and data and improved planetary stewardship, as well as legal issues related to space and AI. The 17 contributed presentations cover cutting-edge topics concerning different AI methods and different areas of space technology: imagery and EO, space exploration, astronomy and space events, among others. The event will conclude with a presentation of the ESA vision and strategy on applications and AI and a panel discussion reflecting upon the “Present, Lessons Learned, and the Future of AI in Space”,  involving panelists from the EU Commission, United Nations Office for Outer Space Affairs, Euroconsult, Pioneer Astronautics, among others, creating a unique synergy of themes within AI in Space, such as space law, space policy and space exploration. 

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MEP, L’AZIENDA GLOCAL CHE COSTRUISCE IL PROPRIO FUTURO CON I GIOVANI

https://youtu.be/r4lHH_V1TtY

«Un’Azienda glocal (Global-Local), che crede nei giovani per costruire il proprio futuro e li inserisce in un contesto armonico, precondizione per poter crescere e lavorare bene con i Colleghi». Lorenzo Tam, si è laureato a marzo 2020, in piena emergenza Covid-19 in International Management con la tesi sulla Governance il cui titolo è un programma del futuro presente: Change management as thriving force in the creation of Sustainable Value in the Italian SMEs: the case of MEP S.p.A. Il dottor Tam, che dunque conosce bene l’Azienda in cui è già occupato a tempo pieno, racconta così il profilo di MEP, Macchine Elettroniche Piegatrici SpA di Reana del Rojale-Udine: Azienda fortemente radicata nel proprio territorio “locale” e al contempo aperta al mondo, “globale”, ben sostenibile in 128 Paesi. «Qui – sottolinea il giovane Governance Specialist Tam – ho trovato un ambiente stimolante, in cui sono inserito ormai da un anno. È una realtà positiva, che mi ha accolto nel migliore dei modi, dapprima in seno alla Scuola di Formazione del Gruppo, successivamente inserendomi nel mio ruolo attuale nel quale posso mettere in pratica tutte le conoscenze acquisite nel mio percorso formativo, entrando così appieno nel mondo pragmatico dell’impresa». Ritenendosi fortunato per aver trovato sin dall’inizio della propria carriera professionale una realtà che investe sui giovani, sia offrendo un ambiente lavorativo positivo, sia dando opportunità di formazione continua attraverso la MEP Business School, Tam analizza il fenomeno della «fuga dei cervelli» e, a sorpresa, chiama in causa anche la responsabilità dei coetanei. «È un fenomeno in parte dettato da contingenze sfavorevoli, ma in parte chiama in causa la responsabilizzazione di se stessi. I giovani, e mi ci metto in mezzo, devono lavorare per sviluppare alcune soft skills molto importanti, l’impegno costante e lo spirito di sacrificio, al fine di migliorare la situazione e non fuggire da essa». Ciò non significa restare necessariamente nei propri confini, anche emotivi, e non avere uno sguardo aperto sul mondo. «Io stesso sono stato per un periodo all’estero nel corso dei miei studi e ho appreso tutto quanto di positivo era possibile, con l’intenzione però di portarlo nel mio Paese – aggiunge Tam -. Il percorso di studi mi ha proiettato in un contesto globale ed è esattamente ciò che ho trovato in MEP, un’azienda dinamica che dà ai giovani la possibilità di far crescere se stessa e il proprio Paese». Nonostante il Covid-19 gli abbia fatto vivere la discussione della tesi di laurea davanti al video del computer, togliendo un po’ del pathos che caratterizza l’evento, Tam evidenzia il lato positivo dell’esperienza: «Quel periodo ha fatto emergere in me un sano spirito di resilienza ed esattamento».