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TRIESTE IN PANDEMIA: LE FOTO

di Luigi Putignano

Un fine settimana uggioso a Trieste. Che di colorato ha solo l’arancione della zona nella quale, almeno per la prossima settimana ancora, l’intero Friuli Venezia Giulia si ritroverà, stando ai parametri stabiliti dal comitato tecnico scientifico e dal commissario all’emergenza sanitaria da Covid-19. E’ la pandemia vissuta nella città più a sud dell’Europa centrale e più a nord di quella meridionale. Che, dal suo esordio, ha portato “in dote” alla città giuliana e al suo territorio 12 mila 953 contagiati e 519 decessi (fonte Regione Fvg al 22 gennaio). Un calo delle attività commerciali tale da aver decretato un cambiamento epocale del variegato tessuto cittadino. Sta soffrendo il centro, anima borghese di una città cosmopolita, così come le periferie, popolari e una volta chiassose, a volte lontane anche chilometri dal “salotto” cittadino. Sta soffrendo il negozio di vicinato (anche se in misura minore) ma anche lo shopping mall ipertrofico. Poca gente in giro, i numerosi caffè, peculiarità tutta triestina, che lavorano a ritmo ridotto per l’asporto obbligato fino alle 18. Dopo neanche quello. I dehors, che a Trieste sono sempre super affollati, nonostante la latitudine del capoluogo del Fvg sia la stessa della continentale Lione in Francia, e che da sempre ricreano quell’atmosfera tutta levantina della città, in questo periodo sono sbarrati. Come la scena di un crimine. Ci sono ma non li può toccare. Neanche per girare lo zucchero nel caffè, comprato pochi metri prima e servito all’uscio sui classici tavolini zincati o in granito. C’è poca gente in giro, poche auto. Le rive, che normalmente sembrano una sorta di autostrada urbana a quattro corsie, sono semi deserte. Piazza Goldoni, centro nevralgico da cui si dipartono le principali arterie cittadine, lo è altrettanto. Solo i rider, con i loro caratteristici borsoni termici, sfrecciano numerosissimi in scooter e in bici, per pochi euro (secondo gli ultimi dati dell’osservatorio di JustEat, Trieste, nel 2019, era ai primi posti in Italia per utilizzo delle piattaforme di digital food delivery. Figuriamoci ora). In compenso sono ancora numerosi i triestini che fanno jogging o passeggiate veloci lungo i pittoreschi percorsi che il Carso mette a disposizione (Trieste è una delle città più sportive del Paese, stando alle classifiche de Il Sole 24 Ore)Anche luoghi simbolo come la piazza sul mare per antonomasia, piazza dell’Unità d’Italia, appare desolatamente semivuota, con una dei brand, lo storico “Caffè degli Specchi” che ha sua volta “brandizza” il detergente igienizzante posto all’ingresso di uno dei caffè storici della “piccola Vienna sul mare”. Da Piazza dell’Unità si vede il mare, che ha fatto la fortuna della città, e che può contribuire a rilanciarla. Le navi da crociera che lo scorso anno e questo avrebbero dovuto imbarcare e sbarcare vagonate di passeggeri in stazione marittima, di fronte a quello che fu uno dei più grandi hotel dell’impero asburgico, l’Excelsior, sono si presenti in gran numero in questi mesi a Trieste, ma desolatamente parcheggiate nei pressi dell’arsenale marittimo e dei container in porto nuovo. Porto che, in controtendenza con quanto sta accadendo in città, cresce e si sviluppa anche grazie ad accordi con compagnie straniere che ne decreteranno il rilancio, già in atto da alcuni anni, e ne rispolvereranno quell’aura di internazionalità che si era andata appannandosi negli anni scorsi.

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GOVERNO E POLITICA, A PARLARE GLI IMPRENDITORI: ‘SERVE RESPONSABILITA’, NON GIOVA ALL’ECONOMIA QUANTO STA ACCADENDO A ROMA’

Giornata campale per il Governo, alle prese con la richiesta di fiducia al Senato, e mondo economico preoccupato. La prospettiva, infatti, sembra consegnare una visione a breve termine, accrescendo un quadro di incertezza che, dicono imprenditori e manager, «non fa bene all’economia».

Paolo Fantoni, dell’omonimo colosso friulano: ‘Trovo che una crisi di Governo non sia coerente con le problematiche emergenziali  legate alla pandemia, sia in ambito salute pubblica che in ambito  economico’. Ovvero: non è proprio il momento per aprire una crisi governativa. Giovanni Tosolini, patron della nota distilleria: ‘ Servirebbero imprenditori al Governo, persone che sanno cosa voglia dire rischio di impresa, allora forse le cose andrebbero meglio’. Giovannino Bearzi, Ceo della Beng di Tolmezzo (Ud), creatrice di fari e fanali per le auto di lusso: ‘E’ inutile che ci giriamo intorno, al Governo abbiamo persone non preparate. Ero recentemente a Milano ed ho visto la fila di persone costrette a rivolgersi alla Caritas. Mi viene da pensare: coloro che ci governano, si rendono conto di quanto sta accadendo. Questa incertezza è devastante. Che prendano decisioni definitive e le mantengono, o se non sono in grado, è forse bene lasciare il posto a chi ha le competenze per farlo. C’è in gioco il nostro futuro. Non è uno scherzo’. Giuseppe Varisco, noto commercialista di Gemona (Ud), figlio del compianto Salvatore Varisco, assessore alla Ricostruzione, nel post terremoto del Friuli Venezia Giulia: ‘Non esiste più una scuola politica di formazione, che educhi e formi le persone appunto ad amministrare e prendere decisioni per il bene comune. In questo momento, mi chiedo: è meglio continuare con questa situazione che appare evidente non essere appropriata alla situazione, o cambiare le cose? Auspico serietà e non il solito gioco delle parti. Mi viene da ribadire il concetto della ‘likecrazia’ piuttosto che della democrazia. La situazione è veramente drammatica per alcuni settori: ritengo che molte attività di tipo commerciale non riusciranno a sopravvivere. Ora siamo come anestetizzati, le vere conseguenze le vedremo fra qualche mese. Sarebbe opportuno non perdere ulteriore tempo’.  Alessandro Liani, amministratore delegato di Videosystems (Udine): ‘In questo momento una crisi di governo era l’ipotesi meno augurabile, ma va detto che operare con una situazione politica come l’attuale dove ognuno guarda al proprio tornaconto dal punto di vista elettorale è un vero problema. Quindi penso sia necessario cambiare passo in un’ottica di bene comune che in Italia risulta spesso difficile, sarebbe auspicabile una visione unica per il bene del Paese e del suo tessuto sociale. Penso sia finito il tempo di parlare di emergenza: ora siamo entrati in quella che ritengo una nuova normalità che dobbiamo gestire e che avremmo dovuto, a livello politico, aver preso in mano già da mesi, ma così non è. Sono stati fatti errori e sprechi che ricadono sulla collettività tutta, sarebbe anche utile avere il coraggio di fare un’analisi su quanto fatto e rilevare i problemi per non commetterli in futuro. Sicuramente è mancata una regia unica in grado di fare sintesi, si è andati avanti per mesi con  visioni diverse ai vari livelli e questo si è trasformata in una babele di informazioni, direttive che hanno solamente creato confusione e mal gestione del problema’

Cristian Paravano, udinese, direttore generale del Gruppo Gatto di Domegge (Bl), evoca l’acronimo Vuca – Volatility, uncertainty, complexity and ambiguity – per sintetizzare il contesto in cui la crisi di Governo è piombata. «Volatilità, incertezza, complessità, ambiguità impongono nelle organizzazioni aziendali un di più di responsabilizzazione che sembra essere vanificata dal fatto che sul fronte istituzionale non vi è una capacità di governo». Una crisi che inevitabilmente «costa» all’economia. Sul breve termine, anche se la Borsa non ha reagito negativamente, «alimenta l’incertezza che sta inducendo le imprese a fare progetti a sempre più breve gittata, perché non c’è alcun punto di ancoraggio. Dai piani pluriennali si è arrivati a prospettive di un mese, se non di settimane». A più lungo termine, «c’è un danno a livello reputazionale sulle piazze internazionali e molti dei dossier strategici per il traino del Pil nei prossimi anni – dal Recovery Fund all’Ilva, ad Autostrade, solo per citarne alcuni – rischiano ritardi importanti». Preoccupato anche Fabio Massaro, tolmezzino, amministratore delegato di Italbedis (Verona), azienda con corebusiness nella lavorazione dell’acqua. «Questa crisi costa senz’altro a un mondo dell’economia che è fermo. Sto pensando, per esempio, al mondo dell’Horeca, di fatto scomparso. Questa situazione di stallo non ci voleva proprio», afferma. Soprattutto, aggiunge, perché «gli strumenti per affrontare la difficilissima situazione il Governo li ha messi in campo, ci sono, ma non sempre la filiera necessaria alla loro applicazione è sana. Una crisi come questa peggiora la possibilità di controllo». Massaro ha chiaro un esempio, ovvero «il comportamento delle banche rispetto all’accesso al credito delle aziende. A fronte di garanzie statali che, attraverso il Mediocredito centrale, possono arrivare al 100%, gli istituti di credito potrebbero fare molto di più. Invece, spesso commisurano l’erogato sulla base del fatturato aziendale in tempi di Covid, vanificando per l’utente finale il beneficio che dovrebbe derivare dalle garanzie assicurate dal governo. Occorre una vigilanza maggiore, che una crisi politica non facilita», conclude Massaro.

Si cambia settore, ma l’occhio critico resta. Michele Lanich, presidente della friulana Lavorazione Legnami (Tolmezzo, Ud), guarda all’andamento borsistico che non ha risentito della crisi politica italiana, ma ciò non è sufficiente a renderlo tranquillo. «A fronte dell’accresciuto clima di incertezza, avremmo bisogno di un governo di tecnici competenti con un obiettivo su tutti: preparare la ripartenza. L’emergenza, infatti, può essere gestita anche in forma commissariale, ma le scelte pro futuro hanno bisogno di una guida di qualità e con visione». Lanich sarebbe favorevole ad una presidenza del Consiglio affidata all’ex governatore della Bce Mario Draghi – Confindustria Udine nei mesi scorsi aveva avviato anche una petizione per questo obiettivo -, sempre che «fosse messo nelle condizioni di potersi creare un proprio team per affrontare la complessità della situazione». Roberto Siagri, ad di Eurotech (Amaro, Ud): ‘Stiamo vivendo un periodo molto delicato da un punto di vista economico. L’intero pianeta è coinvolto in questa pandemia. Ovviamente: in questo momento serve grandissima responsabilità anche politica, c’è da presentare un recovery plan all’Europa credibile e che sia in grado di rilanciare il Paese e che permetta di operare una vera  trasformazione digitale dell’economia. Siamo ancora fanalino di coda in Europa sui temi del digitale e il piano che finora si è visto indirizza in maniera blanda questi temi. Non possiamo mancare questo obiettivo, non lo possiamo né per noi ne per il futuro dei  nostri giovani. Non si tratta infatti di guidare un Paese, in una situazione contingente normale, ma assolutamente eccezionale. Detto ciò, non mi preoccupa una crisi di governo se serve a far emergere le criticità e portarci sulla retta via. Meglio una crisi di governo costruttiva che una stabilità che ci porta fuori rotta. L’etimologia della parola crisi in fin dei conti e decidere di fronte ad un pericolo. Ecco questo è il momento delle improcrastinabili decisioni’.

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ILLY: ‘PUNTIAMO FORTE SUGLI USA’. L’ITALIAN SOUNDING DIVENTA ANCHE AUTHENTIC

di Luigi Putignano

Andrea Illy, presidente di Illycaffè, presente negli Usa da oltre quarant’anni e brand globale, interviene sui fatti accaduti a Washington nei giorni scorsi, anche nell’ambito di una situazione economico-politica difficile, come quella che stiamo vivendo anche nel nostro Paese.

Il gruppo fattura 520,5 milioni di euro (2019), conta 1.405, la filiale statunitense (Illy Caffe North America) si trova a Rye Brook – New York.

L’azienda triestina punta forte all’export negli Usa, con un mercato completamente diverso da quello del Belpaese. «Noi – ha sottolineato Illy – siamo negli Usa da almeno quarant’anni, è il nostro secondo mercato, dopo quello italiano. Siamo un brand globale, presente in oltre 140 Paesi, con due terzi delle vendite fuori dall’Italia. Per poter continuare a crescere a livello globale, abbiamo bisogno di un mercato domestico più ampio di quello italiano. Abbiamo scelto gli Stati Uniti perché è il primo mercato al mondo a valore per il caffè, c’è una segmentazione che premia il caffè di alta qualità, di cui siamo stati in parte artefici, quanto meno nelle battute iniziali, e possiamo portare un offerta molto interessante, posto che il caffè gourmet rappresenta un ‘italian sounding’ gigantesco. Se ‘italian’ deve essere, allora rendiamolo ‘authentic’ oltre che ‘sounding’.»

«Negli Usa non c’è un problema occupazionale ma salariale, a causa di un’economia a bassa inflazione. E questo tipo di prospettiva porta la popolazione all’esasperazione. Questo fenomeno va letto assieme all’enorme complessità che la nostra società sta affrontando in questi anni. La nostra è una società che è sistemicamente insostenibile, dal punto di vista economico – perché la crescita economica è debito pubblico pompato con politiche monetarie aggressive –dal punto di vista sociale –con le problematiche legate all’integrazione e all’inclusività – e, infine, dal punto di vista climatico. Quanto accaduto nei giorni scorsi è una delle tante ‘fibrillazioni’ che ci dicono che siamo prossimi a un cambiamento di stato. La speranza è che questo segnale sia anche fonte di un rinnovamento della politica che non può andare avanti con la matitina alle urne. Dobbiamo diventare un po’ più smart. È certamente la fine di un’era, di un vecchio modo di fare politica.»

L’amministrazione di Joe Biden sarà in grado di governare in maniera forte? «Dipenderà – ha evidenziato Illy – dalla leadership del neopresidente e dalla sua capacità di superare la vendetta trumpiana e di quei 74 milioni di elettori che forse non si identificano negli assalitori di Capitol Hill. Tutto questo dipenderà dalla retorica dei prossimi mesi. Dal punto di vista economico, per Biden, un grosso aiuto potrà venire dalla green economy: grazie al Senato, la politica green degli Usa potrebbe diventare molto aggressiva, scatenando una sorta di ‘guerra’ competitiva tra Usa, Europa e  Cina, con investimenti davvero cospicui, nell’ordine dei trilioni di dollari, che ci permetteranno di raggiungere gli obiettivi prefissati sul clima. La Cina ha dichiarato che diventerà ‘carbon free’ nel 2060. Se manterrà o meno le promesse dipende dal grosso punto di domanda dovuto al fatto che parliamo di un Paese che non è una democrazia.»

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OVERLOG, LA PANDEMIA DIGITALIZZA I MAGAZZINI

Overlog è una di quelle aziende – core business in software tecnologicamente avanzati per la gestione dei magazzini, da 30 anni sul mercato – che non ha risentito della crisi economica dovuta alla pandemia. Anzi, le nuove necessità, emerse all’interno delle imprese, in seguito ai ripetuti lockdown: hanno creato nuovi modelli di lavoro, accelerando processi di digitalizzazione anche all’interno dei magazzini. L’esplosione del commercio on line ha determinato, nel caso specifico, un crescente ricorso ad una migliore gestione dei magazzini dove arrivano ordini, per l’individuazione e la spedizione della merce. ‘Il ripensamento del sistema logistico in prospettiva digitalizzata, automatizzata ed in sinergia con il resto dei dipartimenti aziendali: è un processo strategico ai fini dell’abbattimento dei tempi di gestione e di evasione degli ordini, per rendere il sistema integrabile con nuove unità di personale in qualsiasi momento, per puntare al “zero errori” e avere in tempo reale il controllo di tutta l’attività’, spiega Marco Crasnich, amministratore delegato di Overlog, illustrando così le molteplici finalità che sono sottese a un intervento della società nelle imprese. Un esempio di recentissima “rivoluzione” che deriva dall’operatività di Overlog, in epoca pandemica, lo offre il progetto realizzato alla BluBai, società di riferimento per la distribuzione all’ingrosso di bevande. Prima nella sede di Cesenatico (Forlì-Cesena) e poi a Ravenna: Overlog ha informatizzato tutto il lavoro del magazzino, rispondendo a tre obiettivi prioritari della committenza: gestire il lavoro con “zero errori”, semplificare le operazioni, accelerare i tempi di evasione degli ordini. ‘La situazione di partenza era quella analoga a molte aziende: utilizzo di liste manuali e tutta l’organizzazione affidata alla conoscenza ed esperienza dei singoli, con evidente difficoltà a inserire nuovi addetti nei momenti di picco lavorativo’ continua Crasnich. Sono nate soluzioni innovative: il riconoscimento vocale da parte della macchina, che ‘sente e riconosce’ il comando che deve operare. I risultati sono in un magazzino con il 50% di efficienza in più, in cui si è movimentato un +35% di colli, le operazioni sono cresciute del 35% a fronte di una riduzione del 70% degli errori e di un taglio dei tempi dell’80% nell’inserimento di nuovo personale. Overlog è un esempio di come la pandemia abbia contribuito alla nascita di nuovi modelli digitali di lavoro, all’interno dei magazzini industriali: soluzioni alternative ed innovative a cui forse si sarebbe arrivati dopo diversi anni.

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EUROTECH, L’AD SIAGRI INTERVIENE SUI FATTI DI WASHINGTON

Roberto Siagri (nella foto alle spalle della Casa Bianca), amministratore delegato di Eurotech, interviene su quanto è avvenuto in questi giorni a Washington DC; la multinazionale friulana ha infatti, una sua filiale, non lontana dalla capitale degli Stati Uniti d’America: a Columbia, nel Maryland. Eurotech ha registrato, nel 2019, un giro di affari di 53 milioni di dollari, solo negli Stati Uniti.

‘Chi detiene grandi responsabilità, come un presidente degli Stati Uniti, non può permettersi certi atteggiamenti, tenuto conto che è proprio lui il responsabile anche della macchina elettorale. E noi tutti abbiamo compreso, forse più di prima che, per preservare la democrazia serve impegno. Non dobbiamo darla per scontata. Mai. Nemmeno in un Paese, come l’America, che ha fatto di libertà e democrazia, i suoi baluardi. La democrazia ha le sue regole che, in questo caso specifico, non sono state rispettate. Ritengo anche che, la reazione pacata di Joe Biden abbia dato ancora più valore alla sua vittoria, ed ancora maggiore popolarità ad un presidente che stava per entrare in carica, giudicato per il suo fare apparentemente ‘debole’. In Italia,  ritengo poco probabili possibili fatti del genere: le rivoluzioni, lo ricordiamo dalla storia, sono avvenute  in America, in Francia; in Francia si è vist’anche durante questa pandemia come la  popolazione abbia reaginto in maniera molto decisa, cosa che qui non è successa. In Italia, nello specifico, non vedo questa spinta rivoluzionaria e non penso si possa arrivare a scatenare, pur sobillando la pancia del popolo, reazioni simili, siamo una comunità fondamentalmente pacifica’  è quanto ha affermato Siagri.

Eurotech è negli Stati Uniti dal 2004 quando ha acquisito la  Parvus inc,  con sede a Salt Lake City. Ceduta con una grande plusvalenza nel 2011. Attualmente, la multinazionale tecnologica, ha la sede principale a Columbia nel Maryland e un centro di ricerca e sviluppo a Huntsville in Alabama, oltre ad altri uffici periferici a Salt Lake City e Portland.

‘Non penso che il sogno americano sia defunto – continua Siagri – la storia conferma ancora una volta che la democrazia va difesa, perchè non è per sempre e che pur con tutti i suoi limiti, è essenziale per il progresso economico. Specialmente in un momento storico in cui gli Stati Uniti devono fare fronte, come tutti, alle conseguenze della pandemia, ed alla forza economica della Cina che si sta apprestando a superare l’America. A parità di potere di acquisto è già davanti’. 

Eurotech (ETH:IM) è una multinazionale che progetta, sviluppa e fornisce soluzioni per l’Internet of Things complete di servizi, software e hardware ai maggiori system integrator e ad aziende grandi e piccole. Adottando le soluzioni di Eurotech, i clienti hanno accesso alle pile di software (stack) open-source e standard più recenti, a gateway multiservizi flessibili e robusti e a sensori sofisticati, allo scopo di raccogliere dati dal campo e renderli fruibili per i processi aziendali. In collaborazione con numerosi partner di un ecosistema mondiale, Eurotech contribuisce a realizzare la visione dell’Internet delle Cose, fornendo soluzioni complete oppure singoli blocchi “best-in-class”, dalla gestione dei dispositivi e dei dati alla piattaforma di connettività e comunicazione, dai dispositivi periferici intelligenti agli oggetti “smart”, con modelli di business idonei al mondo dell’impresa moderna. Per maggiori informazioni su Eurotech, www.eurotech.com.

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#INFACES 1 FVG, NEW COVER – LA RIVISTA

#infaces1 FVG: la prima edizione di una rivista prodotta da Froogs editore/Ti Lancio agenzia di stampa.

Seguiranno altre edizioni, con il medesimo titolo, #infaces.

Questa pandemia ci ha insegnato ad essere più umani e guardare all’essenziale.

Lo faremo con le foto, i volti, le anime e le professioni, le aziende, gli uomini e le donne dietro ad: una attività, un sogno, una passione.

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PROSCIUTTO SAN DANIELE: PRODUZIONE IN CALO NEL 2O2O

Fissato a 2,7 milioni di prosciutti l’obiettivo per il 2021. Nel 2020 leggera flessione: prodotti 2,54 milioni di San Daniele DOP.

Con il Decreto del 22 dicembre 2020 la ministra delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Teresa Bellanova ha approvato il Piano di regolazione dell’offerta del Prosciutto di San Daniele DOP per il triennio 2021-2023. L’approvazione del Piano è volta ad equilibrare l’offerta legata alla domanda del prodotto sul mercato: si tratta dunque di uno strumento strategico messo in campo dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele per garantire la corretta valorizzazione di un’eccellenza italiana.

Per il Consorzio del Prosciutto di San Daniele, il piano ha un importante valore strategico con netto beneficio sia per lo sviluppo del distretto produttivo locale che per la cura e tutela degli interessi generali della DOP. Il piano è considerato anche un efficace strumento di programmazione utile per mantenere alti gli standard qualitativi del prodotto. Il Consorzio haadottato il sistema di regolazione dell’offerta sin dall’anno 2014 già da allora conscio dellasua potenziale portata positiva sul distretto e sulla filiera.

Il Piano di regolazione dell’offerta era già stato approvato all’unanimità dall’assemblea dei produttori del Prosciutto di San Daniele lo scorso 15 ottobre, dopo che si era conclusa la prescritta fase di consultazione e d’informazione dei suinicoltori. L’Assemblea del Consorzio nell’approvare gli obiettivi del Piano di regolazione dell’offerta per l’anno 2021 ha tenuto inconsiderazione il fatto che nel 2020 le produzioni del distretto hanno risentito negativamente di diversi fattori che hanno inciso sul risultato finale: in primis le criticità provocate dalla pandemia da Sars Cov2 che – tra febbraio e aprile, e poi anche in autunno – hanno sensibilmente rallentato le produzioni del San Daniele, inoltre, per tutto il primo semestre del 2020 è proseguito il trend negativo di produzione per due aziende in procedura concorsuale, che hanno ripreso la loro attività con regolarità solo a partire dal mese di luglio. Il secondo semestre, seppure abbia visto una certa ripresa della produzione, non è stato però sufficiente a colmare il divario provocatosi nella prima parte del 2020.

Per tali motivi l’Assemblea ha definito l’Obiettivo di Produzione per l’anno 2021 per un totale complessivo di circa 2.700.000 prosciutti, fissando altresì il Punto di Equilibrio del piano per il triennio 2021-2023 a un limite massimo di 2,8 milioni di prosciutti per ciascun anno.

Nel 2020 la produzione del Prosciutto di San Daniele DOP ha registrato una flessione del 1,2% rispetto all’anno precedente, attestando la quota di produzione a 2.540.000 prosciutti. Lafiliera comprende: 31 stabilimenti produttivi (ubicati nel solo comune di San Daniele del Friuli),3.641 allevamenti e 47 macelli (entrambi ubicati all’interno delle regioni previste dal disciplinare).page1image23800

“La regolazione dell’offerta – spiega il presidente del Consorzio Giuseppe Villani consente nel medio termine di tutelare ancora meglio i valori della filiera (quotazioni dei suini, delle cosce e dei prosciutti DOP), e di creare un volano costante e duraturo per la crescita della produzione del prosciutto di San Daniele sulla base di una solida e costante garanzia diqualità della produzione”.

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AMBASCIATORE IN VISITA ALLA SEDE GIAPPONESE DI EUROTECH

Visita dell’ambasciatore Giorgio Starace alla sede della sussidiaria giapponese di Eurotech: Advanet, che si trova ad Okayama, capoluogo dell’omonima prefettura. In Giappone, Eurotech ha uffici anche a Tokyo. Lo sviluppo di un dialogo economico e culturale tra Italia e Giappone e il proseguimento delle consultazioni con le eccellenze italiane nel Paese del Sol Levante: sono stati questi i presupposti della visita dell’ambasciatore d’Italia ad una delle pochissime aziende italiane insediate anche in Giappone. ‘Questa visita ci ha fatto molto piacere – spiega Roberto Siagri, amministratore delegato di Eurotech che ha presenziato all’incontro in video conferenza – ciò che rende Eurotech una particolarità per il Giappone è il fatto che sono pochissime le imprese italiane presenti. Ovviamente, ciò ci inorgoglisce’. Advanet conta 150 addetti nelle due sedi di Okayama e Tokyo. ‘Il Giappone ha dimostrato una grande resilienza dal punto di vista sociale ed economico, durante questa pandemia: le conseguenze sono minime. Si tratta di un Paese che da tempo si è organizzato per combattere contro virus di diverso genere, con grande rispetto verso il prossimo. Da sempre in Giappone si indossa la mascherina nella quotidianità. C’è grande responsabilità, ad ogni livello, nella popolazione giapponese, ed estrema fedeltà all’azienda per cui lavorano’ continua Siagri. Il Giappone rimane la terza potenza al mondo per prodotto interno lordo. ‘La grande evoluzione digitale del Paese lo ha reso più pronto ad affrontare la situazione pandemica: anche per questo le conseguenze sono state mitigate. Un percorso, verso l’avanzamento tecnologico che deve continuare, e che può essere preso ad esempio anche dall’Italia’. ‘Advanet rappresenta un’altra straordinaria storia di successo della collaborazione italo-giapponese nel campo dell’alta tecnologia che testimonia l’eccellente livello di integrazione tra i settori produttivi dei due Paesi. Un altro fiore all’occhiello per l’Italia in Giappone’, così si è espresso l’ambasciatore Starace incontrando la dirigenza dell’azienda.

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IN FACES, I VOLTI DI CHI HA SFIDATO IL 2020

Una rivista fotografica: ‘In Faces’, intanto in formato digitale, con i ritratti di alcuni dei personaggi che caratterizzano il tessuto sociale, economico ed imprenditoriale del Friuli Venezia Giulia. Politici, imprenditori, gente comune, medici, manager che hanno affrontato questo difficile 2020. In poche righe è stato chiesto loro di raccontare le sfide che, come uomini e con il loro ruolo professionale, si sentono di avere vinto in questo anno che sta finendo. La rivista sarà disponibile in ‘free press’, cartacea, all’inizio del 2021. L’iniziativa editoriale è della testata giornalistica Ti Lancio, www.tilancio.com, edita da Froogs Srl che, con questa strenna editoriale vuole augurare a tutti uno splendido 2021: di rinascita, speranza e fiducia. Le foto sono di Anna Tsaplina www.aironefoto.com.

La rivista è sfogliabile al link sotto.

https://www.ansa.it/pressrelease/friuliveneziagiulia/2020/12/29/in-faces-una-rivista-che-racconta-i-volti-di-questo-2020_c890033e-02db-45d7-8174-6469674e7d6f.html

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VIDEO SYSTEMS, LIANI: ‘VOGLIAMO CONQUISTARE LO SPAZIO CON L’AI’

L’intelligenza artificiale a supporto e sostegno della sostenibilità ambientale. E’ quanto si propone, nella sua mission, Video Systems, azienda tecnologica con sede a Codroipo (Ud): 21 addetti ed 1,5 milioni il fatturato, impegnata, principalmente nell’applicazione dell’AI al processi produttivi aziendali oltre che ai prodotti, nell’ambito della visione artificiale. ‘Non possiamo pensare ad un futuro senza la sostenibilità fra i nostri massimi valori interpretativi del fare impresa’ afferma Alessandro Liani (nella foto), amministratore delegato, della società fondata dal padre, e che oggi guarda al business in una visione etica. ‘Mi piacciono le cose belle, oltre che etiche e giuste’ afferma Liani. Video Systems è nota per avere creato collezioni di oggetti intelligenti in cui alta tecnologia, design ed artigianato dialogano per dar vita a prodotti unici. Le soluzioni d’intelligenza artificiale sviluppate da Video Systems per l’industria vengono interpretata da giovani designer italiani per creare oggetti multisensoriali per la vita di tutti i giorni. Prodotti innovativi dal forte impatto estetico che cambiano il punto di vista sulla realtà quotidiana. ‘Ora vogliamo entrare sempre di più nel comparto aerospaziale. Ci sono ottime opportunità di realizzazione in questo settore –  continua l’amministratore – dal primo novembre ci stiamo occupando dello sviluppo di soluzioni per il controllo qualità superficiale di componenti meccaniche proprio ed anche, per il settore aerospazio all’interno di un progetto H2020 denominato InterQ’. Le parole chiave, a questo proposito, sono: artificial intelligence (applica al manufacturing), machine vision, automatic quality control, intelligent automation. ‘Il 70% del nostro personale è dedicato ad attività di R&D in diversi ambiti tecnologici. Abbiamo sviluppato progressivamente, in 25 anni di attività, soluzioni che utilizzano applicazioni di intelligenza artificiale e le più avanzate tecnologie di visione ed elaborazione dati per migliorare in modo consistente la qualità ed il controllo della produzione industriale e ci siamo riusciti. Un lavoro che ci ha permesso negli anni di mettere a punto tecnologie brevettate e sistemi inediti, di avviare progetti sperimentali e collaborazioni con università e centri di ricerca nel mondo intero. Più in generale:  è chiamata Industria 4.0, Industry 4.0 o quarta rivoluzione industriale: è il radicale cambiamento che il settore sta affrontando in questi anni con l’integrazione delle tecnologie digitali nella filiera produttiva. Diversi governi europei stanno attivando forme di supporto per sostenere le imprese in questo cambiamento epocale. Oggi il nostro know-how e le nostre tecnologie ci consentono di trasformare le attuali linee produttive in ecosistemi Industry 4.0 con nuovi livelli di qualità ed efficienza, nuovi ed importanti vantaggi competitivi per le imprese. Il controllo qualità in tempo reale, la generazione dei dati per la successiva analisi e verifica di trend (grazie a data-mining ed intelligenza artificiale) ci permettono di offrire ai produttori industriali ed alle imprese manifatturiere soluzioni innovative’ conclude Liani.

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EFFEDI AUTOMATION: CREA ROBOT IN GRADO DI APPENDERE LE PALLINE ALL’ALBERO DI NATALE

Esperienza, creatività e innovazione hanno consentito a Effedi Automation  di dare vita a una soluzione inedita: il robot che decora l’albero di Natale, grazie alle pinze adattive che riescono a prendere con delicatezza le palline una ad una e a posizionarle nel punto esatto voluto da chi lo ha programmato. Insomma, da quest’anno è possibile avere anche il robot che decora l’albero.

Un’applicazione nata in un’azienda dal know how storico, solido e con produzioni sofisticate per pinze adattive da impegnare in una pluralità di azioni. Effedi Automation, infatti, studia ogni necessità che viene sottoposta dal proprio interlocutore e il processo produttivo in cui il robot deve essere integrato. Analizza la forma, il peso e la fattura degli elementi che devono essere spostati. Dall’insieme di questi studi nasce la risposta tecnica più appropriata alle esigenze.

Tra le particolarità che distinguono la progettazione Effedi Automation, ci sono la versatilità e la flessibilità delle pinze adattive realizzate. «Non necessariamente se si parla di robot si deve pensare a componenti rigide per essere efficienti – spiega l’ingegner Federico Nardone (nella foto con le palline per decorare l’albero, sotto al robot), fondatore e amministratore della società -. Ora si realizzano componenti soft, utilizzando materiali morbidi e flessibili, che permettono la manipolazione di oggetti di diversa natura. Le pinze sono realizzate con tecnologia additiva in stampa 3d, la loro struttura è stata pensata e realizzata ispirandosi alla natura e in particolare al funzionamento dei tentacoli del polpo?».

Non solo. Effedi Automation è in grado anche di combinare materiali diversi, realizzando quindi pinze con materiali di durezza differenti. «Le pinze sono realizzate con materiali biocompatibili, che non hanno la necessità di parti meccaniche a incastro e sono realizzate con materiale composito: le dita che compongono la presa della pinza sono realizzate con materiali flessibili, la base e la parte rigida della pinza con materiali rigidi». In questo modo, prosegue l’ingegnere, «per il robot è possibile adattarsi ai materiali che sta manipolando e controllare in maniera ottimale sia l’apertura che la chiusura della pinza, un movimento generato utilizzando l’aria compressa».

Con queste particolarità progettuali e produttive, Effedi Automation realizza pinze adattive completamente personalizzate per manipolare ogni oggetto. Anche le palline per decorare l’albero di Natale.

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FEDERALBERGHI FVG, ALBERGHI APERTI MA NELLA REALTA’ PRATICA CHIUSI. SPERIAMO NEL DOPO FESTIVITA’

«Ormai neppure più arrabbiati, ci prendono per spossatezza. Siamo formalmente aperti, ma chi va in albergo durante le festività per restare chiuso in camera? Nei fatti, siamo perciò chiusi».

Inquadra così la situazione degli albergatori del Friuli Venezia Giulia la presidente di Federalberghi, Paola Schneider, a poche ore dal nuovo decreto legge che pone in zona rossa e arancione tutta l’Italia dal 24 dicembre al 6 gennaio. «Alcuni grandi alberghi avevano già deciso di restare chiusi, vedremo se qualche piccolo pensa di aprire per i giorni in arancione – aggiunge -. In generale, comunque, la considerazione più diffusa è: aspettiamo di vedere ciò che accadrà dal 7 gennaio in poi». L’unica nota positiva in questa situazione è l’emendamento alla Finanziaria nazionale che prevede norme atte a dare almeno un po’ di sollievo al settore: su sollecitazione di Federalberghi nazionale previsti, infatti, l’abolizione della prima rata Imu 2021, prorogato il credito d’imposta per i canoni di locazione sino al 30 aprile, contributo a fondo perduto fino per l’anno 2021. Inoltre, vi è la prosecuzione della cassa integrazione per i dipendenti.

Il decreto per le feste natalizie, però, spazza via quelle prenotazioni che si erano cominciate a segnare sul calendario delle aziende montane del Friuli Venezia Giulia, «non tanto per Natale, ma certamente per Capodanno e i giorni seguenti», spiega la presidente Schneider.  

Come d’abitudine, gli imprenditori non fermano, però, lo sguardo al presente. Così tra gli albergatori si stanno già pensando le possibili leve da attivare a gennaio e nei mesi seguenti per salvare almeno in parte la stagione invernale. «Occorre premettere che nei primi mesi dell’anno il flusso turistico nella montagna della regione era dato dalle settimane bianche delle scuole e dai turisti dall’Est Europa – puntualizza la presidente -. Quest’anno le scuole non ci saranno e, per ovvi motivi di sicurezza, saranno limitate anche le presenze da oltre confine». In questo quadro, «dovremo sperare nel turismo domestico, nei week end all’aria aperta, nella voglia di misurarsi dei nostri concittadini non solo con lo sci ma anche con tutto ciò che la montagna offre – osserva Schneider -. Non sarà facile, perché i ragazzi sono a scuola e gli alberghi non vivono solo di fine settimana, ma per ora queste sono le prospettive. E non è detto che tutte le strutture aprano».

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INFOSTAR: ECCO LA NUOVA BUSINESS UNIT ‘LEVEL UP’

Si chiama Level Up la nuova business unit formativa di Infostar, l’azienda tecnologica friulana, impegnata nella digitalizzazione sicura dei processi produttivi aziendali oltre che dello smart working. 

A capo della nuova unità operativa: Andrea Vai (nella foto), esperto di alfabetizzazione digitale, con un passato professionale in diverse aziende importanti, da Telecom ad Apple, in Irlanda. Il mondo informatico, legato alle applicazioni in azienda, sulla produzione, sulle macchine, e sul lavoro, anche e soprattutto in smart working, è in questo momento storico determinante, per diversi aspetti: senza la digitalizzazione le aziende rischiano di non rimanere competitive sul mercato, e la pandemia ha accelerato processi già in atto legati al lavoro da remoto. 

La sicurezza informatica, oltre che una profonda conoscenza di tutte le applicazioni possibili, rendono la formazione un aspetto essenziale. Ecco che, Infostar ha creato una nuova business unit deputata solo alla formazione: una academy, guidata da Vai, in grado di istruire il personale aziendale su tutti gli strumenti a disposizione per ogni esigenza. ‘Accade spesso che, su di una piattaforma informatica offerta, la percentuale di conoscenza e di uso di quel sistema sia circa del 20%: vogliamo fare arrivare i nostri utenti, ad una completa conoscenza degli strumenti a disposizione’ spiega Vai.

‘E’ una decisione che abbiamo preso vista l’enorme necessità di informare, capire, formare: la digitalizzazione è cultura e con la nostra nuova business unit crediamo di poter offrire un servizio di altissimo livello’ precisa Cristian Feregotto, amministratore delegato di Infostar. L’uso abilita la digitalizzazione anche del nostro Paese, a partire dalle imprese che, gioco forza, devono adeguarsi al nuovo trend che vede il nostro Paese, sempre agli ultimi posti per alfabetizzazione in tal senso. 

‘La sfida è partita in Infostar qualche mese fa – spiega Feregotto – abbiamo già somministrato circa 200 ore di corsi di formazione, l’anno venturo dovrà essere ancora più performante. Formare significa rendere le nostre Pmi, più competitive sul mercato e quindi, creiamo un reticolo economico preparato, in un Paese, il nostro, ancora molto indietro. Diciamo che, con la nostra business unit, noi ci mettiamo del nostro’. Infostar è guidata dal 1999, dal fondatore e amministratore delegato Cristian Feregotto, insieme a Luca Noacco. Conta 15 addetti. Struttura dinamica e agile, dotata di elevate competenze e molto pragmatismo. 

L’azienda, insieme alla fornitura della tecnologia e alla sua installazione, opera assiduamente per il terzo aspetto fondamentale alla digital transformation, ovvero la formazione adeguata del management e degli operatori in azienda. Una formazione a distanza – attraverso webinar individuali o di gruppo – o in presenza, a seconda delle necessità e possibilità. Sono in corso accordi con professionisti esperti in vari ambiti aziendali che entreranno in azione prossimamente nel progetto Level Up.

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TECNEST SCEGLIE FRIULANDO PER I REGALI DI NATALE

Tecnest, azienda friulana impegnata nei processi di digitalizzazione delle imprese, ha fatto sua la sollecitazione giunta in queste settimane da tanti produttori e artigiani del Friuli Venezia Giulia: per le feste comprate e regalate ‘Made in Fvg’. Per tutta la sua rete di contatti: clienti, fornitori, dipendenti, infatti, ha deciso di essere presente in questo scorcio di fine 2020 con i prodotti e la qualità della terra in cui vive. A valorizzare questa scelta al meglio è stata Friulando, la rete di impresa cui Tecnest si è affidata per pacchetti speciali, tutti dal profumo squisitamente friulano. Friulando, infatti, è una realtà nata nel 2015 che ha messo in rete alcune aziende molto diverse tra loro, ma legate da un filo rosso che consente di presentarsi con proposte enogastronomiche e turistiche. Ne fanno parte la Montalbano agricola di Savorgnano del Torre, il prosciuttificio Prolongo di San Daniele del Friuli, il caseificio di Montenars “Al Tulin, la Casa delle farfalle di Bordano e l’Osteria Ristorante “Villafredda” di Tarcento. «Queste settimane sono state decisamente molto interessanti per gli ordini ricevuti», afferma il responsabile commerciale di Friulando, Loris Tomasella. «Le richieste sono state le più diverse e noi siamo in grado di preparare ogni tipo di confezione personalizzata: tutti prodotti insieme o a scelta, con l’aggiunta di un buono per il Ristorante tarcentino, che realizza un menù-assaggio del meglio delle prelibatezze friulane». L’interfaccia tra Friulando e le imprese per i cadeaux natalizi è un’iniziativa che la rete di impresa ha assunto, con successo, quest’anno, mentre già da diverse annualità i componenti lavorano insieme per proposte turistiche coordinate sul territorio, al fine di far scoprire le bellezze, la cultura locali e, con esse, il meglio dell’enogastronomia. «Per il 2021 – anticipa Tomasella – il cantiere è già aperto e, tra le possibili novità, stiamo lavorando a proposte di team building, che si aggiungeranno alle iniziative che la nostra rete d’impresa ha già all’attivo». ‘In questo anno così difficile – spiega Fabio Pettarin, amministratore delegato di Tecnest – pensiamo sia fondamentale valorizzare il territorio regionale e le sue peculiarità anche di tipo enogastronomico. La scelta di Friulando va di pari passo con l’incentivazione degli acquisti a cosiddetta ‘filiera corta’, in un momento storico che ci costringe ad essere particolarmente responsabili verso tutti coloro che abbiamo accanto’.

www.tecnest.it www.friulando.it

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OVERLOG, IL MAGAZZINO ‘PARLANTE’ EFFICIENTA LO SMISTAMENTO. DIGITALIZZAZIONE ESTREMA CON LE SOLUZIONI DELL’AZIENDA DI CRASNICH

Magazzino con il 50% di efficienza in più, in cui si è movimentato il 35% di colli in più, le operazioni sono cresciute del 35% a fronte di una riduzione del 70% degli errori e di un taglio dei tempi dell’80% nell’inserimento di nuovo personale. Sono alcuni dei risultati raggiunti dalle soluzioni di efficientamento e digitalizzazione di magazzino operate da Overlog, trent’anni di specializzazione nelle soluzioni software per la gestione logistica, in azienda italiane molto importanti dedicate a diversi settori, tra cui il food&beverage. Molteplici le esigenze imprenditoriali cui dare risposta adeguata: aumento della qualità del servizio; riduzione dei tempi di prelievo ed evasione ordini; riduzione dei costi; riduzione degli errori di spedizione; puntualità nelle consegne; gestione della merce basta sulla data di scadenza. Overlog ha messo a punto una soluzione efficace e immediata utilizzando Slim2K e la tecnologia integrata Voice, con risultati tangibili nella gestione del magazzino per ottimizzazione dei flussi, consegna delle merci, riduzione di tempi, costi ed errori. Punta di diamante dell’intervento, la tecnologia Voice che, in magazzino, consente agli operatori di lavorare a “mani libere”, senza dover leggere le disposizioni sul display del palmare; ricevere i comandi vocali direttamente in cuffia anziché su un display; effettuare comandi vocali direttamente dal microfono integrato, anziché tramite bar code o tastiera. Ne conseguono maggiore velocità operativa e maggiore qualità delle operazioni. «In virtù della tecnologia Voice che permette di non dover impiegare le mani – spiega il Ceo di Overlog, Marco Crasnich -, l’operatore seleziona l’ordine di picking dal terminale che è collegato via rete wi-fi con SLIM2k. Il sistema SLIM2k, attraverso delle speciali cuffie bluetooth create appositamente per la tecnologia Voice, insonorizzate per isolare l’operatore da eventuali rumori esterni, fornisce all’operatore le coordinate del prodotto da prelevare nel magazzino». L’operatore si reca quindi nella posizione richiesta e non deve inquadrare con il terminale il codice a barre, bensì parlare al sistema indicandogli il codice della postazione a cui è giunto. Una volta verificata la postazione, il sistema gli dirà quanti articoli prelevare. Per esempio: «Prendi tre articoli». L’operatore dovrà quindi svolgere il prelievo e confermarlo vocalmente al sistema: «ok confermo». A quel punto il sistema gli indicherà subito le coordinate del successivo prodotto da prelevare. Utilizzata soprattutto nel sistema della Gdo e del Food&beverage, la tecnologia Voice si sta affermando anche in altri settori, quali manifatturiero, tessile, moda, pelletteria, logistica e distribuzione, «tutti comparti dove è fondamentale garantire precisione ed efficienza nel prelievo e dove è necessario operare a mani libere – sottolinea Crasnich –. La nostra azienda è in grado di fornire e integrare tecnologie diverse per l’ottimizzazione di ogni fase e tipologia di magazzino».

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GATTO ASTUCCI REDIGE E PRESENTA BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ

Gruppo Gatto, con sede a Domegge di Cadore (Belluno), (48,2 milioni il fatturato e 500 dipendenti), la realtà imprenditoriale da 83 anni attiva nel settore della progettazione e realizzazione di astucci per occhiali, packaging di alta gamma, espositori, soluzioni coordinate e innovative per il punto vendita, è sempre più green. Presentata, infatti, la prima edizione del bilancio sostenibile aziendale, un documento che testimonia la dedizione e le capacità con cui «l’impresa persegue obiettivi di sostenibilità in ambito ambientale, sociale ed economico», ha affermato Cristian Paravano (nella foto), direttore generale con delega alla Sostenibilità: «La nostra attenzione – sottolinea – è focalizzata principalmente sull’automatizzazione e innovazione dei processi produttivi, nell’aumento del riuso e delle risorse rinnovabili, sull’economia circolare grazie alla preziosa collaborazione con i nostri principali clienti e sul miglioramento delle condizioni di vita di collaboratori e territori».

A guidare un complesso sistema che prevede l’armonizzazione di comportamenti e obiettivi a tutti i livelli interni all’azienda e lungo le filiere relazionali, ci sono gli Sdgs, ovvero gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite varati nel 2015 e proiettati al 2030. Sono quattro quelli perseguiti: lavoro dignitoso e crescita economica (goal 8); industria, innovazione e infrastruttura (goal 9); consumo e produzione responsabili (goal 12); partnership per gli obiettivi (goal 17).

«Cerchiamo di creare le migliori condizioni di lavoro, affinché i nostri dipendenti possano esprimere al meglio le loro potenzialità. Il gruppo, inoltre, interagisce con il territorio in cui è inserito, supportando iniziative legate all’istruzione e alla salute». In riferimento all’innovazione e alle infrastrutture, negli ultimi due anni il Gruppo Gatto ha investito significativamente in tecnologia e innovazione, con l’introduzione di macchinari a basso consumo che permettono di limitare l’impatto ambientale, ottimizzando i processi di produzione.

Per quanto riguarda la produzione e il consumo responsabile, «il Gruppo Gatto si concentra sull’ambiente, sulla produzione, sul ciclo di vita dei prodotti e loro distruzione, per costruire un modello sostenibile di business. Una riprova di tale impegno sono le diverse certificazione di sostenibilità ottenute dal 1998». Non da ultimo, il Gruppo Gatto è convinto che obiettivi come quelli elencati nel Sdgs siano raggiungibili solo con uno sforzo collettivo e in un rapporto di partnership tra una molteplicità di attori e ambiti, imprenditoriali, finanziari e istituzionali. «Dalla capacità di realizzare questa partnership, secondo il Gruppo Gatto, dipenderà il successo o il fallimento della prospettiva indicata dalle Nazioni Unite», conclude il direttore.

Bilancio di sostenibilità comparato 2018-2019 – Gatto Astucci

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LO IOT AT THE EDGE: PARTNERSHIP FRA EUROTECH E ORANGE

pic by @Anna Airone @Airone Foto

Eurotech, azienda che progetta, sviluppa e implementa componenti hardware e software, servizi e soluzioni per Internet of Things (IoT), annuncia una collaborazione con Orange per consentire e semplificare l’adozione di soluzioni IoT dall’Edge al Cloud. La collaborazione ha lo scopo di unire le competenze IoT Edge di Eurotech con la piattaforma IoT di Orange Live Objects. 

Live Objects di Orange è una piattaforma SaaS sicura e resiliente, hostata in Francia. Live Objects offre un’infrastruttura agnostica di servizi IoT, fornendo connettività multi-cloud, raccolta di dati avanzata, servizi IoT per fleet management, immagazzinamento e indicizzazione dati. Live Objects è compatibile con qualsiasi servizio cloud (ad esempio Azure, AWS, Google Cloud) ed è in grado di ricevere dati da qualsiasi fonte. 

Live Objects interagisce con i componenti IoT Edge di Eurotech. Eurotech fornisce Gateway IIoT ed Edge computer arricchiti con Everyware Software Framework (ESF)– l’IoT Edge Framework di Eurotech. ESF consente di processare i dati provenienti dai dispositivi IoT filtrandoli, aggregandoli ed effettuando analitiche sul campo, e fornisce un’ampia gamma di librerie di protocolli di comunicazone per interfacciarsi con sensori e altri dispositivi, garantendo massima integrailità e flessibilità. La funzione ESF Wires permette di costruire pipeline di dati in modo visuale per sviluppare applicazioni IoT ed edge computing senza l’utilizzo di codice. 

ESF si integra con Everyware Cloud (EC), l’IoT Integration Hub di Eurotech per la gestione dei dispositivi sul campo – ad esempio fornendo funzionalità di provisioning e di configurazione remota. La piattaforma Live Objects di Orange si interfaccia con EC attraverso API e consente ulteriori analitiche, immagazzinamento e gestione di dati, e la loro integrazione con applicazioni IT. Sia Eurotech che Orange offrono un servizio complementare per il mercato industriale e degli smart building. 

“Eurotech e Orange offrono una soluzione end-to-end integrata per soddisfare le esigenze di un ampio range di use case, dall’edge al cloud” ha affermato Giuseppe Surace, CP&MO di Eurotech. “Eurotech fornisce componenti sicure – Gateway IoT ed Edge computer rugged – e un avanzato software framework per una perfetta integrazione dall’edge al cloud per la gestione di un numero scalabile di dispositivi sul campo. I punti di forza della piattaforma Live Objects di Orange, abbinati alle componenti IoT Edge di Eurotech, aiuteranno i clienti a realizzare servizi IoT cloud ed edge computing avanzati per Industria 4.0 e il settore degli smart building” ha sottolineato Roberto Siagri, Ceo di Eurotech.

EurotechEurotech (ETH:IM) è una multinazionale che progetta, sviluppa e fornisce Edge Computer e soluzioni per l’Internet of Things (IoT) complete di servizi, software e hardware a integratori di sistemi e aziende. Adottando le soluzioni di Eurotech, i clienti hanno accesso a componenti e piattaforme software per l’IoT, a Edge Gateway per abilitare il monitoraggio di asset e a Edge Computer ad alte prestazioni (HPEC) per applicazioni anche di Intelligenza Artificiale (AI). Per offrire soluzioni sempre più complete Eurotech ha attivato partnership con aziende leader nel loro ambito d’azione, creando così un ecosistema globale che le permette di realizzare soluzioni “best in class” per l’Internet of Things Industriale. 





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ITALBEDIS, NUMERI STRAORDINARI PER LA TUTELA AMBIENTALE. COSÌ SI COSTRUISCE UN FUTURO DI SUCCESSO

Sono numeri straordinari quelli legati alla sostenibilità ambientale di Italbedis, azienda con core business nella lavorazione dell’acqua. Fabio Massaro, il Ceo di Italbedis è un antesignano delle note casette dell’acqua: ovvero, le postazioni, presenti numerose sul territorio italiano dove, chiunque può approvvigionarsi di acqua per il consumo alimentare. Una invenzione che ha fatto risparmiare all’ambiente, solo nel 2020, la produzione di quasi 83 milioni di bottiglie in pet da 1,5 litri, per un quantitativo di acqua liscia erogata pari a oltre 2 milioni di litri, quasi 1 milione di litri di gassata. Per un risparmio di oltre 7,5 milioni di Co2. La sostenibilità è un entrata ormai a far parte del core business aziendale come imperativo. Alla Italbedis questo è una diretta conseguenza della strategia e visione aziendale. La competitività del fare impresa nasce da un’ottica di tutela ambientale, ma non come ‘aggiunta’ alla strategia aziendale, ma come obiettivo, anche e soprattutto per la redditività. Sostenibilità equivale ad ottimizzazione dei processi produttivi, dei prodotti e quindi delle scelte quotidiane che avvengono in azienda. Un modo di approcciarsi al fare impresa ed al mondo, anche nel vivere quotidiano. Italbedis propone con i suoi prodotti un atteggiamento consapevole, anche e soprattutto verso i suoi dipendenti. Si parte dai comportamenti quotidiani per migliorare la vita di tutti noi. «È un imperativo la tutela dell’ambiente – spiega Massaro – deve diventare insito nella cultura del fare impresa, come prassi, come atteggiamento responsabile verso se stessi e verso gli altri. Come d’altronde, questa pandemia ci ha insegnato. La libertà è condivisione: ovvero, nel rispetto reciproco e dell’ambiente possiamo guardare ad un futuro glorioso, di speranza». Fabio Massaro è noto come imprenditore veneto scampato al Covid: è stato uno dei primi ad ammalarsi, a marzo, in epoca del primo lockdown. Originario di Tolmezzo, in provincia di Udine, sugli strumenti per la lavorazione dell’acqua ha fondato un impero, con società in diversi angoli del mondo.
Italbedis produce macchine per la distribuzione dell’acqua per uso domestico e destinate agli esercizi pubblici. Genera ricavi per 20 milioni e occupa circa 100 dipendenti, ed ha sede a Legnago (Vr).

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MOLO17, ANGELI: ‘NESSUNO È PROFETA IN PATRIA’. LA TECNOLOGIA CON UNA VISIONE GLOBALE

La giovane età che alimenta il coraggio dell’intraprendere e poi la tenacia, la determinazione, la capacità di cogliere e implementare metodologie e approcci rigorosi quanto innovativi per poter crescere rapidamente, ma anche in modo solido e strutturato. Sono questi alcuni degli asset strategici che hanno consentito a Daniele Angeli di progettare e guidare, in anni dagli scenari globalmente molto complessi e fluidi, MOLO17, l’azienda che a Pordenone sviluppa app e soluzioni It dal 2012. Se questo angolo di Friuli è stato terreno favorevole per far nascere il sogno imprenditoriale di Angeli, come spesso accade è la piazza internazionale che ha dato sin da subito all’azienda il modo di misurare – e affermare – le proprie idee e soluzioni tecnologiche, consentendole di arrivare alla soglia dei 2 milioni di fatturato. Ad Angeli piacciono le profondità del mare, da qui il nome di Molo, cui ha abbinato il 17, un numero che per lui torna sempre; ha una mente aperta alla cultura e al mondo, con poche barriere e indugi: «Forse – osserva – sono stati proprio i progetti internazionali e il lavoro con professionisti stranieri a rafforzare questa dimensione». Tra le soluzioni innovative ideate e sviluppate da MOLO17 vi è Zulu Emergency, il nuovo progetto che è riuscito a trovare la soluzione tecnologica per digitalizzare il triage, ovvero l’accettazione di una chiamata in Pronto Soccorso, la presa in carico del paziente e l’affidamento di un codice di urgenza. Una procedura che attualmente è effettuata ancora su carta, addirittura su carta carbone. La soluzione Zulu Emergency si articola in una applicazione mobile e in una piattaforma web e ottimizza la comunicazione dei servizi medici di emergenza. Su un tablet, attivato e collegato al personale che presta soccorso tramite un piccolo braccialetto, sono inserite tutte le informazioni relative al paziente ed ai trattamenti che riceve durante l’emergenza. In questo modo Zulu semplifica e aumenta l’accuratezza della risposta alle emergenze, fornendo una piattaforma comune per la comunicazione sicura, la collaborazione multi-organizzazione e la gestione dei dati critici in tempo reale. Installato anche sui tablet che equipaggiano ogni veicolo di emergenza (ambulanze, automediche ed elicotteri), Zulu consente agli operatori di emergenza sul campo di registrare i dati dei pazienti, gli interventi eseguiti e i segni vitali critici, pre-allineando gli ospedali di destinazione e tenendo informati i servizi di emergenza e i dispatcher. Avere le idee chiare da giovani porta, a 29 anni, ad avere un’azienda di successo. Quale il segreto? «Mi sono circondato di validissimi collaboratori, persone con esperienza su cui posso fare affidamento», conclude Angeli, riconoscendo l’importanza del lavoro di squadra in ogni progetto complesso, compreso quello dell’avvio e della crescita di un’impresa.

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PANDEMIA, CRISI ECONOMICA, CAMBIAMENTI CLIMATICI: SERVE RESPONSABILITA’ POLITICA

Un elzeviro. Tensione. Fra le mura dei palazzi, sedi delle istituzione pubbliche, romani. Un certo scollamento fra il reale stato delle cose – costa sta accadendo in Italia – e la politica, lo si avverte di per certo. Forse non per tutti, e non di tutti: ma la sensazione è palese e palpabile. Roma: glaciale e deserta. In tuti i sensi. Che si debba discutere nell’agone politico, con cinismo, arroganza e superbia, oggi come oggi, non ha senso: con una crisi economica pronta a spalancarsi alle finestre di quasi tutti, in una situazione planetaria difficile, in cui i cambiamenti climatici conducono ad un cambiamento epocale della nostra quotidianità, oltre che del fare business. Insieme ad una pandemia in corso, ed a conseguenze economiche realistiche. Non carpisce somma intelligenza un atteggiamento di questo tipo. Non ci sono sicuramente più statisti al governo. E forse, è il caso, di iniziare a dirle le cose. Ed a manifestare, in modo pacifico e con raziocinio. Ognuno che si debba fare, nel proprio piccolo, ciò che può e bene. Dove è finito il buon senso? Quando ci sono limiti oggettivi, è bene forse affidarsi al buon senso comune che, dovrebbe essere instillato nella media cultura italiana, anche di chi ci governa. Non ci si rende conto di quanto è pericoloso muoversi nelle maglie del potere con arroganza: ‘Tanto non capiterà nulla’. E no. Capita: come la pandemia. Il ‘Cigno Nero’ è sempre alle porte. Superficialità della politica? Crisi economica, cambiamenti climatici, pestilenze: sono una dura realtà. E poi c’è la compassione. Ognun sa quando non fa bene, per sé e per gli altri. Ma il bene pubblico vien ora prima di tutto. Chiese ce ne sono tante a Roma: un luogo per riflettere. E capire. E cambiare, subito però. Questo è un invito. Firmato: una italiana, una giornalista.

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HELICA-RIEL: INTERVENTO AEREO PER RIPRISTINO ELETTRICITA’ IN VAL RACCOLANA

Intervento d’urgenza ieri su due frazioni isolate a causa della nevicata dei giorni scorsi in Val Raccolana, a: Patocco, Chiout Micheli e Pezzeit, nel Comune di Chiusaforte. 

Non appena le condizioni meteo lo hanno consentito, E-Distribuzione, società del gruppo Enel che gestisce le reti a media e bassa tensione, ha commissionato, ad Helica di Amaro (Ud), l’intervento aereo, con un elicottero, per il ripristino dei guasti alla linea elettrica che alimenta le frazioni in Val Raccolana, in collaborazione con la Protezione Civile, il Comune di Chiusaforte e Riel, società qualificata e specializzata per i lavori Enel.

Con l’elicottero, sono stati portati nell’area interessata, oltre al gruppo elettrogeno e ai tecnici di E-Distribuzione e Riel, anche generi di prima necessità, permettendo così il ripristino del servizio di energia elettrica, sospeso a causa dei danni provocati dall’accumulo di neve. 

Nelle frazioni isolate vivono in tutto una trentina di persone. 

L’unica via rapida per l’intervento era, ieri, quella aerea: l’elicottero di Helica si è alzato in volo da Amaro ed in pochi minuti ha raggiunto la Val Raccolana. 

Riel e Helica hanno nel loro core business proprio l’intervento in casi di estrema necessità contingente, legati a calamità naturali, condizioni meteo avverse o situazioni particolari, quando ed in special modo, per causa di forza maggiore, servizi di pubblica utilità, vengono sospesi. Sono numerosi gli interventi che compiono ogni anno in condizioni di emergenza, con: mezzi aerei o su gomma, know how e personale addestrato a far fronte a  questa tipologia di situazioni.

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IL CONSORZIO DI SAN DANIELE A SOSTEGNO DEL SETTORE HORECA

Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele DOP lancia un nuovo progetto solidale a sostegno del comparto Horeca. Nasce così Aria di San Daniele @Home, l’iniziativa volta a supportare il settore ristorazione fortemente danneggiato dall’emergenza Covid-19.

Il Prosciutto di San Daniele diventerà protagonista dell’aperitivo traghettando Aria di San Daniele, tour che quest’anno sarebbe giunto alla sua quarta edizione, in 7 città della penisola. Il nuovo servizio di food delivery, disponibile a partire dal prossimo 1 dicembre su aperitivosandaniele.it, porta l’happy hour a base di San Daniele DOP nelle case degli italiani, grazie alla sinergia nata negli ultimi tre anni con i migliori locali d’Italia che hanno preso parte alle passate edizioni del tour gastronomico.

ARIA DI SAN DANIELE @HOME: il servizio di food delivery dedicato all’aperitivo a sostegno del mondo della ristorazione italiana

Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele ha realizzato il progetto in cooperazione con il mondo della ristorazione, uno dei settori più importanti dell’economia e del turismo italiano, scegliendo di collaborare con alcuni locali selezionati su tutto il territorio nazionale.

Il progetto è pensato per dare un supporto concreto al mondo Horeca: tutti i proventi derivanti dalla vendita delle box saranno destinati ai locali che partecipano all’iniziativa. Il San Daniele DOP diventa così il protagonista del momento dell’aperitivo portando Aria di San Daniele nei salotti di tutta la penisola. Quale miglior momento per gustarsi un aperitivo di quello delle feste natalizie? Questo clima festoso e di grande convivialità è l’occasione perfetta per condividere uno sfizioso aperitivo con protagonista il Prosciutto friulano.

Il tour Aria si reinventa così in un servizio di food delivery dedicato alla consegna di box personalizzate con gustose proposte gastronomiche. Le città attualmente selezionate sono: Milano, Verona, Firenze, Roma, Bari, Lecce e Catania.

“Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele si fa promotore di un progetto dedicato al settore Horeca, purtroppo gravemente danneggiato dalla crisi sanitaria in atto. Il nostro obiettivo è quello di promuovere le realtà della ristorazione che da sempre valorizzano un prodotto di eccellenza come il San Daniele DOP” ha dichiarato Mario Cichetti, Direttore Generale del Consorzio.

ARIA DI SAN DANIELE @HOME: come funziona il servizio

Nel sito web dedicato aperitivosandaniele.it, l’utente seleziona la città di residenza e visualizza le box aperitivo proposte dai locali e ristoranti in zona. Potrà quindi scegliere le varie box e l’opzione di delivery a casa, selezionando data e ora di arrivo.

La food box include: Prosciutto di San Daniele in vaschetta monouso, pane, grissini e vari finger food prodotti dal locale, birra o vino, e tutto l’occorrente per un aperitivo conviviale da gustare comodamente a casa. La proposta di aperitivo è adatta a due persone ed è realizzata interamente con materiali eco-sostenibili. Per ricreare la giusta atmosfera basterà apparecchiare il vostro delizioso angolo di gusto, selezionare la playlist Spotify creata ad hoc e dedicarvi a un piacevole happy hour. 

L’aperitivo è il momento dedicato allo svago: a questa rilassante dimensione si aggiunge il Natale, periodo dell’anno in cui gli affetti sono al primo posto. Condividere con i propri cari, seppur virtualmente, un happy hour con il prosciutto è il modo perfetto per avvicinarsi con allegria al periodo di feste. Per questo Aria di San Daniele @Home risulta essere un’idea unica ed originale, in grado di regalare un’esperienza differente a sostegno di uno dei settori di maggiore eccellenza in Italia.

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TECNEST CHIUDE UN INIMMAGINABILE 2020. PETTARIN: ‘MOMENTO EPOCALE DI MUTAMENTI’

Tecnest, azienda tecnologica con sedi a Tavagnacco (Ud) e Milano, si avvia a chiudere un inimmaginabile 2020: con 7 nuove assunzioni, inserimenti avvenuti in periodo di piena pandemia e conseguenti al lockdown. L’impresa, guidata dal presidente, Fabio Pettarin (nella foto), non ha fatto ricorso alla cassa integrazione per i suoi oltre 60 collaboratori, adottando politiche di welfare, a livello trasversale aziendale, oltre che con azioni ad personam. Nuove commesse per quasi 1 milione di euro. «Abbiamo vissuto e stiamo continuando a vivere un periodo a dir poco eccezionale: per imprevedibilità, durata e ripercussioni della pandemia in corso. In Tecnest, sono state prese decisioni cruciali, in modo veloce ed al contempo tenendo in  considerazione le situazioni familiari dei nostri dipendenti, a causa dei vari lockdown. Quasi ogni singola persona, oltre alla necessità di adattare gli strumenti operativi per lo smart working, si è trovata nella necessità di organizzarsi con disponibilità e flessibilità di orari per l’attività da remoto, ed allo stesso tempo garantire, qualora necessario, le seppur minime presenze di azienda. È stato gestito il tutto con estrema ratio, umanità e disciplina, per uscire dall’empasse creata da questa situazione estrema e particolare. Come sempre accade, nelle difficoltà ci sono opportunità che vanno però individuate, rese evidenti e se possibile colte» ha affermato Pettarin.  Lo dimostra il fatto che l’azienda chiuderà l’anno con l’acquisizione di nuove commesse: «Il settore legato alla tecnologia, seppur rallentato in alcune filiere, non si è fermato. Anzi, si sono accelerate ed accentuate le esigenze di riorganizzazione dei processi logistici-produttivi, tematiche sulle quali la Tecnest può offrire un concreto contributo di soluzioni e competenze. Nuove necessità sono emerse anche in termini di prodotti e nella digitalizzazione dei servizi ad essi legati. Ciò a cui avremmo assistito in anni, si è concretizzato in meno di 12 mesi. In generale, non penso che le cose potranno tornare come prima: lo smart working, seppur in una modalità intelligente e quantitativamente ridotta, continuerà ad essere utilizzato; le visite presso i clienti saranno ridotte, purtroppo, forse a scapito della qualità umana dei rapporti e del vivere delle relazioni. Dobbiamo comunque adeguarci a questo nuovo trend, con perspicacia ed intelligenza. I valori intangibili legati alla persona quali il senso di responsabilità, fiducia, generosità, coraggio, diventeranno ancora più preziosi. Il desiderio di incontrarsi, non solo con i propri collaboratori ma anche con clienti e fornitori, sarà ancora più forte ed importante, anche se meno frequente.»

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AMARO TOSOLINI, UN 2021 A VELE SPIEGATE

Profumi mediterranei intensi che evocano la macchia rada tra gli scogli, le brezze marine tra qualche insenatura, il vento tra le vele, insomma un viaggio mentre si sta tra le calde mura di casa in pieno inverno, accanto al fuoco. È l’impareggiabile esperienza che si ha sorseggiando il secolare Amaro Tosolini, sempre pronto a prendere il largo fedele alla  stagionatura tra le barrique e dei suoi ingredienti mediterranei. L’Amaro Tosolini, infatti, tra i fiori all’occhiello della friulana Distilleria Bepi Tosolini di Povoletto ha stretto un solido patto con il mare e i suoi frequentanti fino a finire, lo scorso ottobre, nella sacca di ogni skipper che si era iscritto alla più partecipata delle regate al mondo, la Barcolana di Trieste. Alla fine, il tempo inclemente ha lasciato le migliaia di vele ammainate, quest’anno ma l’Amaro, quello no, non è rimasto intatto. Anzi, ha fatto buona compagnia, mandando idealmente al largo gli equipaggi proprio grazie ai suoi ineguagliabili profumi mediterranei. «Un’iniziativa apprezzata che ha aperto un percorso destinato a rafforzarsi nel corso del 2021», afferma Giuseppe Tosolini, uno dei tre fratelli che compongono la terza generazione Tosolini – insieme a Lisa e Bruno – e attuale responsabile commerciale del brand. Da Trieste a Genova il passo non è proprio breve, ma la strada è segnata per chi segue gli appassionati della marina e l’Amaro Tosolini si è così già presentato ad alcuni circoli liguri, prime tappe di una circumnavigazione della Penisola. «L’obiettivo è accompagnare le più belle e significative regate o manifestazioni veliche che si fanno in Italia, mettendo a frutto l’ottima esperienza vissuta alla Barcolana – continua Giuseppe –. Lì con l’Amaro Tosolini non solo siamo saliti sulla barca, ma siamo scesi nella sua cambusa, verificando un abbinamento vincente». Conservato nella sua sobria eppure elegantissima bottiglia, l’Amaro Tosolini si può servire nei bicchieri che lo accompagnano, realizzati nelle storiche vetrerie di Burano, e portarlo con sé al sicuro nelle speciali confezioni di latta, sicure, evocative, fascinose, cariche di storia eppure sempre attuali. Come lui.

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UNIVERSITÀ DI UDINE E BEANTECH: CREATO NUOVO LABORATORIO PER LA RICERCA SULL’AI

Fabiano Benedetti e Massimiliano Anziutti, i due fondatori di beanTech

Un nuovissimo laboratorio di Machine Learning e Data Analytics nato in via Sondrio a Udine, creato e voluto dall’Università degli studi di Udine in collaborazione con beanTech, l’azienda super tecnologica che ha messo a disposizione le attrezzature informatiche. 

Un luogo dove far convergere talenti da tutto il mondo e continuare a creare nuove sfide, con modelli ed algoritmi di intelligenza artificiale, applicabili all’industria manifatturiera, core business di beanTech: punto di riferimento per le Pmi del Nord Italia. 

La digitalizzazione del nostro Paese passa anche e soprattutto dalla ricerca in ambito di AI. Saranno sempre maggiori le applicazioni di artificial intelligence ai processi produttivi, nelle fabbriche, sempre più competitive e attente all’ottimizzazione dei processi appunto. beanTech, sempre a caccia di talenti informatici, ha messo a disposizione, per il laboratorio, il sistema NVIDIA DGX Station. Si tratta di una soluzione all’avanguardia, in grado di trasformare i dati in valore, agevolando le attività di sviluppatori, manager IT e responsabili aziendali.

«Crediamo che questo laboratorio, targato UniUd, possa divenire innanzitutto un punto di riferimento per lo studio e la ricerca sull’intelligenza artificiale – spiega Fabiano Benedetti, Ceo di beanTech – un polo attrattivo per talenti, giovani ricercatori che desiderano completare il loro cammino in un ambiente stimolante e ricco di competenza, messo a disposizione da beanTech e dall’Università di Udine. In secondo luogo, vogliamo continuare a portare intelligenza negli impianti, rendere le macchine sempre più capaci di analizzare dati e modelliIl nostro obiettivo è quello di ripopolare i nostri territori e creare grandi opportunità: la Advanced Manufacturing Valley può essere fucina di know-how e fonte di crescita per tutti.»

Il laboratorio, dove sono già attivi due dottorandi di ricerca e un assegnista di ricerca, è nato sotto l’egida del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche, guidato dal professor Gian Luca Foresti.

«Con questa iniziativa crediamo di poter venire incontro alle esigenze delle aziende che necessitano di soluzioni concretedi persone in grado di contribuire sin da subito allo sviluppo dei processi aziendali, con l’applicazione delle nuove tecnologie basate sulle più recenti tecniche di intelligenza artificiale, come il Machine e Deep LearningQuesto laboratorio è un esempio di ambiente cooperativo dove le competenze dei ricercatori e delle aziende si integrano al meglio per individuare soluzioni concrete ai problemi e ai processi applicativi più innovativi» spiega Foresti. 

«Questo laboratorio è un ulteriore passo nella realizzazione del progetto Uniud Lab Village – sottolinea Roberto Pinton, rettore dell’Università di Udine –  e conferma la centralità che attribuiamo al rapporto tra ricerca e imprese. L’Università di Udine vuole diventare sempre più punto di riferimento strategico per la crescita del territorio, formando professionalità capaci di guidare il processo di innovazione. È anche con iniziative lungimiranti come questa, nata grazie alla collaborazione con beanTech, che possiamo guardare al futuro in modo costruttivo e con fiducia.»

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SARTORETTI, CREDIFRULI: puntiamo ad un 2021 di rinascita economica per il nostro Paese

«Da alcuni mesi la nostra banca si è attivata in una intensa fase di studio per rispondere in termini positivi a quella che fin da queste prima battute appare come la più importante azione di sviluppo economico in Italia e di conseguenza in Friuli Venezia Giulia: il super-ecobonus 110%. Su iniziativa del Governo Italiano attraverso una norma contenuta nel DL Rilancio del maggio 2020, è stata introdotta la possibilità di riqualificare energeticamente la propria abitazione con le spese che sono a carico del sistema bancario o assicurativo o di imprese varie, grazie ad un sistema sofisticato di compensazione dei crediti. L’intervento di legge ha introdotto la possibilità per le banche, in particolare, di non pagare le imposte allo Stato ma di compensarle con i crediti che va a comperare a fronte delle riqualificazioni energetiche fatte. Questa operatività rappresenta una vera e propria innovazione di servizio alla clientela, in quanto salvo eccezioni, è la prima volta che la banca può comperare credito in questo modo. L’opportunità oltre a poter essere colta da tutti i proprietari di abitazioni che intendano riqualificare le stesse da un punto di vista energetico (quindi sistemazione degli involucri, sistemi di riscaldamento invernale, fissi e infissi, fotovoltaici, ecc.), ma anche da un punto di vista sismico (sisma bonus e sisma bonus acquisti), potrà essere attivata anche da condomini e gli IACP. In Friuli Venezia Giulia la maggior parte delle abitazioni hanno una attestazione di classe energetica molto bassa e pertanto tutte possono beneficiare di questa importante agevolazione “a fondo perduto”. È evidente che la portata di questo dettame di legge è incredibile al punto tale da rappresentare un vera opportunità di sviluppo e rilancio per tutte le aziende del settore edilizio, termoidraulico, dei serramenti. Le imprese hanno colto a pieno questa opportunità e paradossalmente si trovano in “overbooking” di ordinativi. Lo stesso dicasi per tutti i professionisti (ingegneri, geometri e architetti) che sono tra le figure più direttamente coinvolte. E’ importante da sottolineare che in questi settori l’impatto del Covid non si sono praticamente fatti sentire e quindi in un momento in cui economicamente diversi settori sono in difficoltà, almeno questi godono di buona salute e buoni ordinativi. Il sistema bancario in generale ma la nostra banca in particolare sono anticiclici rispetto ai momenti di crisi economica. Questo significa che la crisi per quanto possibile viene trasferita al sistema bancario stante le innumerevoli autorizzazioni alle moratorie sui mutui. Con le moratorie la banca accetta che i clienti sospendano momentaneamente il rientro del capitale di tutte le operazioni di finanziamento e così facendo la banca concede tempo. Solo la concessione di tempo permette al sistema di evitare i default. Gli effetti della pandemia sono ad ogni modo cruenti soprattutto in settori strettamente correlati all’impossibilità di spostarsi (turismo, commercio, spettacolo, ecc.), la banca ha attivato per questi clienti linee di liquidità messe a disposizione dalla stato attraverso il Fondo di Garanzia del Mediocredito Centrale per diverse decine di milioni di euro. Vogliamo essere ottimisti. Da un punto di vista economico i settori che non hanno avuto particolare impatti della pandemia manterranno un buono stato di salute, con il super-ecobonus 110% saranno anni estremamente positivi per l’edilizia, ma quello che è più importante, è che con l’arrivo dei vaccini si dovrebbe tornare progressivamente alla mobilità e con essa alla normalità. Probabilmente il 2021 sarà un anno di transizione, ma quello che si ritiene certo sarà la voglia di ripartire che tutta la popolazione avrà. Immaginiamo una importante ripresa dei consumi e un forte ritorno alla voglia di viaggiare e di fare turismo» Luciano Sartoretti, presidente di Credifriuli.

http://www.credifriuli.it/http://www.credifriuli.it/

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SOSTENIBILITÀ: UN IMPERATIVO PER GATTO ASTUCCI, ITALBEDIS, EUROTECH E LAVORAZIONE LEGNAMI

Un incontro virtuale per parlare di sostenibilità ambientale e impresa. È quello che si è tenuto fra Fabio Massaro Ceo di Italbedis, Cristian Paravano generale manager del Gruppo Gatto AstucciRoberto Siagri, Ceo Eurotech e Michele Ianich Ceo di Lavorazione Legnami.

Italbedis, con sede a Legnago (Vr) si occupa del trattamento dell’acqua: il suo Ceo, Massaro, antesignano delle casette dell’acqua in Italia. Una invenzione geniale, anche da un punto di vista ambientale, che ha fatti risparmiare dal 1 gennaio 2019 ad oggi: quasi 83 milioni di bottiglie in pet da 1,5 litri,  per un totale di acqua liscia erogata pari a oltre 2 milioni di litri, e quasi 1 milione di litri quella gassata. Per un risparmio di oltre 7,5 milioni di Co2.

Si tratta di numeri incredibili che danno il segno di quanto le scelte produttive sostenibili siano parte del processo competitivo del fare impresa.

Il Gruppo Gatto Astucci con sede a Domegge di Cadore (Bl) , con la controllata Sarno Display, si occupa della produzione di espositori, astucci, packaging per il mondo beauty e del fashion, stima che il potenziale PoP durevole in italia riciclabile sia di 53mila tonnellate ed in gran parte costituito da materiale termoplastico . La Sarno Display sta attivando numerosi progetti di economia circolare: per ridurre questo impatto di ‘end of waste’.

La tecnologica Eurotech, multinazionale con sede ad Amaro (Ud), ha inventato un supercalcolatore raffreddato ad acqua a temperatura ambiente, con potenze di calcolo a partire da 500 TeraFlops. Un calcolatore con una potenza di calcolo di 1 PetaFlops, consente di risparmiare, su base annua circa 290 tonnellate di Co2, rispetto ad un supercalcolatore raffreddato ad aria.

Infine, ma non per ultima, Lavorazione Legnami, l’azienda che con gli stabilimenti di Asti e Tolmezzo (Ud) ‘veste’ le migliori bottiglie di vino con packaging in legno su misura e brand della casa vitivinicola marchiato a fuoco. L’impresa, infatti, ha spinto ai massimi livelli la sua attenzione per la sostenibilità di tutta la filiera in cui è coinvolta, ottenendo la certificazione ambientale Pefc, che attesta la cura e l’attenzione per l’ambiente lungo tutto il sistema produttivo, a partire dalla gestione dei boschi dai quali proviene il legno utilizzato per il packaging.

«Non è più possibile prescindere il fare impresa dalla sostenibilità ambientale – spiegano i quattro imprenditori – è parte del core business il ‘risparmio’ di risorse, altrimenti si è fuori dal mercato globale. È divenuta sfida quotidiana, a partire dai semplici comportamenti da tenere in azienda, ogni giorno.»

www.italbedis.it

www.gatto.it

www.eurotech.com

www.lavorazionelegnami.com

Nella foto, da sinistra: Fabio Massaro, Roberto Siagri, Michele Ianich, Cristian Paravano. pic by @Anna Airone @Airone Foto

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EUROLLS SUBISCE ATTACCO INFORMATICO: VIOLATO COMPUTER DA SMART WORKING

Un attacco informatico in grande stile e capace di penetrare in un rodato sistema di sicurezza: è ciò che ha dovuto subire Eurolls, l’azienda di origine friulana che è tra le migliori al mondo per la produzione di rulli in acciaio e carburo di tungsteno. Mentre l’azienda si trova in un momento di grande lavoro: una commessa vinta negli Stati Uniti da 12 milioni, la decisione di un ampliamento nella filale produttiva di Villa Santina (Ud): il sistema informatico e tutta la posta elettronica aziendale sono stati paralizzati per quasi un mese, a causa di un hacker che è riuscito a violare le maglie di sicurezza attraverso il computer di un dipendente dell’azienda che stava lavorando in smart working. Un attacco dai contorni ancora da definire nelle sue origini e finalità, posto che, assicurano dall’azienda, «sin qui non è stato chiesto alcun riscatto in bitcoin, come di solito avviene in questi casi». Con 149 dipendenti e 29 milioni di fatturato, Eurolls, che ha il quartier generale ad Attimis, la sede di Villa Santina e quelle estere in Messico e Brasile, ha messo in atto subito tutte le azioni per mettere in sicurezza i beni intangibili dell’azienda, blindare la propria rete informatica e reagire nel più breve tempo possibile al danno provocato dall’intrusione. “Pur essendo una necessità e una validissima opportunità in tempo di necessario distanziamento sociale causa Covid, lo smart working rivela una certa vulnerabilità cui gli specialisti della sicurezza dovranno dare al più presto risposte sempre più stringenti ed efficaci”, considerano i vertici aziendali, Renato Railz, il presidente, e Matteo Querini, manager (nella foto).

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RIEL E CHIURLO: SINERGIA DI CUORE, DI TESTA E DI MEZZI

Il 26 ottobre 2018, la tempesta Vaia colpì il Nordest italiano, essenzialmente l’area montana delle Dolomiti e delle Prealpi Carniche, distruggendo 42.500 ettari di foreste e provocando lo schianto al suolo di oltre nove milioni di metri cubi di legname. Intere comunità restarono isolate con strade inagibili e black out totale su linee elettriche e telefoniche.

Allora, intervenne Riel, azienda friulana che, oltre ad essere un’eccellenza nazionale nella progettazione e nella manutenzione delle infrastrutture per energia elettrica e telecomunicazioni, si occupa di gestione delle crisi ambientali. 

Roberto Cella, deus ex machina di Riel; – nella foto: il volto giovane di Riel, Erika Cella – illuminato imprenditore anche in altri Paesi, ma di origini carniche, terra dove è nato e dove è voluto tornare, portando con sé una visione imprenditoriale fuori dal comune: ‘Le primissime ore dopo il passaggio di Vaia fu la nostra organizzazione a raggiungere le abitazioni rimaste isolate; abbiamo una nostra flotta di mezzi e attrezzature non solo di terra, anche “via cielo”. Si tratta degli elicotteri della nostra controllata Helica di Amaro (Ud), che ci hanno permesso di operare in qualsiasi zona, anche le più impervie, liberando strade dai detriti e portando cisterne e gruppi elettrogeni per ridare luce alla comunità. Ci siamo coordinati con la Protezione Civile, le forze dell’ordine ed il Servizio sanitario, per gestire l’emergenza sfruttando la nostra capillare conoscenza del territorio grazie all’impegno dei tanti tecnici, tutti friulani, che lavorano per noi.I telefoni satellitari ci hanno permesso di comunicare tra noi e un telerilevamento aereo con sistemi laser-scanner ci ha reso possibile comprendere le caratteristiche morfologiche delle aree in cui intervenire. Prossimità significa conoscere il luogo e sapere come intervenire. Responsabilità significa essere reperibili 24 ore su 24, 365 giorni all’anno per qualsiasi emergenza. Sensibilità significa guidare le operazioni con la testa ma anche con il cuore.

Alberto Sartori, amministratore delegato di Chiurlo: ‘Mettemmo a disposizione mezzi speciali per portare il rifornimento alle cisterne dei generatori in luoghi non raggiungibili dalle tradizionali autobotti e fornito il carburante 24 su 24 per tutti i mezzi di Riel, consentendo una rapidità di intervento che non si sarebbe potuta assicurare in altro modo. Oggi quella sinergia è divenuta autentica collaborazione, strutturata e continuativa. La flotta di Riel ha a disposizione serbatoi e carburante per poter operare ogni giorno dell’anno, a qualsiasi ora, con ogni condizione atmosferica in tutte le zone del Friuli Venezia Giulia. Un sodalizio che è anche umano oltre che professionale: siamo legati dalla reciproca volontà di creare valore in Carnia, una terra dalla quale entrambi proveniamo, molto impoverita e bisognosa di riprendersi parte di quell’importanza socio-economica che ha avuto nei secoli’.

www.rielsrl.com

www.chiurlo.it

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D’AGARO AUTOTRASPORTI SEMPRE PIÙ GREEN

La sostenibilità passa anche per scelte da antesignani che, salvaguardando l’ambiente, contribuiscono a innovare i contesti in cui sono calate. Lo conferma la storia della D’Agaro Trasporti di Amaro (Ud) che ha dotato progressivamente tutta la sua flotta dei più aggiornati e performanti sistemi di monitoraggio e ora si è appena insediata nella sua nuova sede ad altissimo valore ambientale. Nell’Industrial Park di Amaro, infatti, il nuovo quartier generale è dotato di un impianto fotovoltaico che permette all’azienda di eliminare completamente l’utilizzo del gas, rendendola autonoma al 100% dal punto di vista energetico. Tutto, quindi, è alimentato con energia verde autoprodotta: riscaldamento, aria condizionata, sistema di autolavaggio, distributore e tutto ciò che è utilizzato presso la sede. È da qui che parte un trasporto su gomma efficiente, sicuro e green. Dal 2013, infatti, i mezzi D’Agaro montano il sistema “Dynafleet”, lo strumento agevole e facilmente integrabile con i sistemi informativi aziendali che consente la comunicazione con il veicolo, il monitoraggio degli spostamenti e delle condizioni di esercizio. Consente l’accesso online ai dati del veicolo, acquisendo così informazioni su come un mezzo è guidato, sulle percorrenze, sui consumi, sullo stato dei veicoli, sulla localizzazione e sulle ore di guida. Il servizio “Fuel&Environment” suggerisce soluzioni per la riduzione dei costi per il carburante e le emissioni e, grazie ai rapporti, è possibile visualizzare risparmi potenziali e progressi previsti in pochissimi secondi. «Analizzando alcuni semplici dati – spiegano i D’Agaro (sono Angelo, Stefano e Angela D’Agaro – nella foto – a portare avanti l’azienda di famiglia) – si può capire meglio dove intervenire sullo stile di guida dell’autista per ridurre i consumi e determinare grossi risparmi in termini di costi finali per l’azienda». Per questo D’Agaro ha accompagnato l’installazione sui suoi mezzi del sistema con un “Corso di guida efficiente” per i suoi autisti. Il calo dei consumi che si è registrato nel corso degli anni «ha implicato una riduzione delle emissioni e un guadagno per l’ambiente, un tema che oggi non può essere assolutamente trascurato dall’autotrasportatore per lavorare in sintonia con le norme stringenti in materia», sottolinea D’Agaro. Per ogni autista il report che monitora la guida vigila su anticipo di frenata, motore e cambio, gestione velocità, tempo totale di percorrenza, chilometraggio e consumo. D’Agaro ha chiuso il bilancio 2019 con 5,5 milioni di fatturato. Ha all’attivo 48 dipendenti e un parco di oltre quaranta mezzi. La nuova sede direzionale nell’Industrial Park di Amaro è il risultato di un investimento di 2 milioni.

https://www.dagarotrasporti.it/

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L’AMERICA DELLA PANDEMIA: FINITO IL ‘CALIFORNIA DREAMIN’?

Cosa davvero sta accadendo oggi, negli Stati Uniti, a pochi giorni dall’esito delle elezioni presidenziali? Come, nella realtà, l’America sta affrontando la pandemia? 

Pare che la situazione sia parecchio cambiata: anche solo da un anno a questa parte. In che modo? La California ha perso ogni qualsivoglia sogno di gloria. Chissà mai se tornerà il ‘California dreamin’. A San Francisco come a Los Angeles molte persone hanno perso il lavoro, e di conseguenza la casa. I senza tetto a San Francisco stanno rendendo la città sempre più pericolosa. Nella rinomata Silicon Valley, i colossi della tecnologia: hanno abdicato le loro sedi per lo smart working massiccio. E visto che serve lavorare da casa, perché non trasferirsi dove fa caldo. L’America è grande: un posto, con temperature piacevoli lo si trova, con poche ore di volo. Ed ecco che Miami, in Florida, pullula di smart workers dai building di Ocean Drive, presi in affitto a tempi record ed a costi record (al ribasso). New York pare irriconoscibile: sporca, molto più pericolosa, con numerosi dei negozi rinomati per lo shopping sulla 5th Avenue, chiusi, sbarrati. Locali falliti. Teatri della lussureggiante Broadway ‘closed’. Molti newyorkesi si sono trasferiti negli Hamptons, un poco più a nord di New York, dove molti residenti della city hanno la seconda casa, sull’Oceano. Affitti e costi d’acquisto scesi anche del 50 per cento. Chicago: capitale delloIllinois, già pericolosa prima del Covid, per criminalità, non vive i suoi giorni migliori.  La situazione sanitaria è degenerata piuttosto rapidamente e le autorità sono corse ai ripari, per evitare un’emergenza peggiore di quella della scorsa primavera. Già da giorni: i ristoranti e i bar sono chiusi, la scorsa settimana molti altri luoghi pubblici li hanno raggiunti. Lo slogan è “if you don’t have to do it, don’t do it” – “se non devi farlo, non farlo”. Chiaramente le conseguenze delle chiusure si fanno sentire, a farne le spese sono soprattutto le fasce più vulnerabili. Le file davanti ai centri di distribuzione di cibo, si sono fatte più lunghe. Uno dei tormentoni attuali, in tutto il paese, è Thanksgiving sì – Thanksgiving no. Il riferimento è alle riunioni familiari, scoraggiate dalle autorità sanitarie, nonostante ciò praticate da milioni di famiglie, come dimostrano i dati sull’affluenza agli aeroporti. Si parla di un terzo dei passeggeri ad Atlanta, (Georgia) rispetto ad un anno normale. Intanto, ai confini fra la Florida e la Georgia, in un campo di grano campeggia su di un manifesto: ‘Trump keeps promises’, ‘Trump mantiene le sue promesse’. Non la pensano così i milioni di americani che non lo hanno votato. Far votare gli americani non è affare facile da gestire. Questo significa, nella realtà, code di giornate per lasciare il proprio voto: non come avviene in Italia. Tanto che, in questo anno di pandemia, sono state organizzate le votazioni al ‘domicilio’. Parte degli americani ha potuto esprimere la propria preferenza da casa, senza doversi recare alle urne, via posta. Quindi, senza assembramenti. Di conseguenza, hanno votato in tanti, anche coloro che, magari per problemi di mobilità o altro, per consuetudine, non andavano a votare. Ed allora Trump, per davvero, ha perso. In modo democratico, ne è uscito sconfitto, e Joe Biden ha vinto. È matematica. Le vaccinazioni pare che inizieranno già la prossima settimana. Con giugno i colossi, come General Motor, faranno ripartire il lavoro negli storici headquarter; pure Bill Gates lo conferma. Quindi, come sempre avviene, in Europa, come in Italia, le cose accadano sempre un po’ dopo che Oltreoceano. Saremo fuori dalla pandemia, nella prossima estate del 2021? Intanto sta per arrivare il Natale. Diverso sicuramente. Per tutti gli abitanti del pianeta. 

Fonti: Matteo Zoin manager della Marposs, Marco Saladini, a capo dell’Ice di Chicago. A loro: grazie.

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IL FRIULI VENEZIA GIULIA CHE VOLA

Nella foto, da sx: Roberto Cella e Fausto Schneider, patron di Helica Fly; Gabriele Lualdi  della Fondazione Lualdi

Nasce un nuovo servizio di trasporto aereo privato dal Friuli Venezia Giulia, con l’alleanza strategica fra Fondazione Lualdi e Helica Fly, per rispondere a una domanda di trasporto sicuro (anche riguardo alla prevenzione anti Covid-19), veloce, puntuale e prossimo al luogo di destinazione. Sono a disposizione 3 aerei e 2  elicotteri. Helica Fly è il nuovo segmento aziendale di Helica, azienda con sede ad Amaro (Ud) e con core business nel telerilevamento aereo. Oggi impegnata anche nel trasporto passeggeri. L’aereo, soprattutto se privato, si sta rivelando il mezzo più sicuro per percorrenze a medio o breve raggio, in tempo di Covid-19, infatti, sta rispondendo alla domanda crescente di spostamenti per motivi di business ed anche sanitari. In questo contesto sono stati presentati i nuovi voli business da parte di Helica Fly e Fondazione Lualdi, con l’aereo Piper m600 da 4 passeggeri e fino a 4 ore di volo, che si aggiunge ai velivoli Airbus Helicopters As 350 Ecureuil, Robin Dr400 per 3 passeggeri e Pilatus Porter Pc-6 per 6 passeggeri, con partenza dal Friuli Venezia Giulia, per tratte a breve e medio raggio.  Cinque i mezzi a disposizione, tre aerei e due elicotteri. Le mete: Austria, Svizzera, Germania, Francia e Slovenia sono tutte raggiungibili partendo dal Friuli Venezia Giulia. Inoltre, questa tipologia di trasporto consente di arrivare abitualmente molto più vicino ai luoghi di destinazione, rispetto all’utilizzo di un aereo di linea, vincolati ai grandi aeroporti. In Europa sono 3mila i punti di atterraggio disponibili per questa tipologia di velivoli. 

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CAME SCEGLIE EUROTECH: LA DIGITALIZZAZIONE È UNA PRIORITÀ

Came: 254 milioni il fatturato registrati nel 2019. Azienda trevigiana, brand di riferimento e partner globale per soluzioni integrate pensate per l’automazione, il controllo e la sicurezza di ambienti residenziali, pubblici e urbani. Ha scelto Eurotech, la multinazionale di Amaro (Ud), per la sua digitalizzazione. 

‘Una scelta che non poteva più essere rimandata – spiega Andrea Menuzzo, presidente di Came (nella foto) – approntare oggi le sfide imposte dalla digitalizzazione significa rimanere competitivi. Il paragone che mi sento di fare, è come quando venne scoperta l’energia elettrica. Digitalizzare i processi di una impresa oggi, significa, come allora, utilizzare o meno l’energia elettrica. il distinguo lo si fa: sull’uso o il non uso delle nuove tecnologie. Questo offre la dimensione e la portata della spinta innovativa che scaturisce dall’uso della tecnologia. In Eurotech abbiamo trovato, con le sue soluzioni, un valido alleato per la gestione dei nostri dati, in totale sicurezza. La nostra realtà somiglia molto ad Eurotech, siamo ‘piccoli’, ma presenti in tutto il mondo’.

Come state vivendo questo momento storico di pandemia? ‘Ci siamo riorganizzati. Non è tutto negativo ciò che sta accadendo. Vediamo di trarre il meglio dalla situazione, anche con una nuova organizzazione del lavoro. Prima, vivevamo in una routine ormai consoldata che la pandemia ha spazzato via. Ora più che mai possiamo e dobbiamo pensare alla digitalizzazione per rimanere competitivi in un mercato che, all’uscita dalla crisi sanitaria sarà ancora più competitivo’.

‘Contribuire alla digitalizzazione del nostro Paese, consentedo ad eccellenze come Came di dotarsi delle migliori tecnologie digitali ci riempie di soddisfazione. Significa che abbiamo fatto un passo in avanti verso una maggiore competitivtà del sistema industriale italiano’ ha sottolineato Roberto Siagri, Ceo di Eurotech.

www.eurotech.com

www.came.com 

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LA PANDEMIA FA IMPENNARE L’E-COMMERCE: OVERLOG PRONTA ALLA RIORGANIZZAZIONE DEI MAGAZZINI

L’esplosione dell’e-commerce, in questo periodo storico di pandemia, ha determinato un crescente ricorso ad una migliore gestione dei magazzini: merce di cui arrivano gli ordini da smistare, pronta in magazzino per essere individuata e spedita.

Ecco che, aziende come Overlog di Buttrio (Ud), hanno dovuto fare fronte a richieste fra le più disparate. ‘Una sfida a cui cerchiamo di dare una risposta’ afferma Marco Crasnich, Ceo. 

Essere aziende pronte ad affrontare le sfide che il futuro offrirà, anche dopo la pandemia: è ciò che garantisce ai propri interlocutori Overlog, la società friulana che da oltre trent’anni è specializzata nello sviluppo di soluzioni software per la gestione logistica.

In concreto ciò significa analizzare, progettare, attuare sul campo soluzioni semplici ed efficaci per sistemi logistici complessi, con soluzioni Ict software, prodotti hardware per ogni necessità, consulenza e, non da ultimo, accompagnamento del nuovo corso.

«Il ripensamento del sistema logistico in prospettiva digitalizzata, automatizzata ed in sinergia con il resto dei dipartimenti aziendali: è un processo strategico ai fini dell’abbattimento dei tempi di gestione e di evasione degli ordini, per rendere il sistema integrabile con nuove unità di personale in qualsiasi momento, per puntare al “zero errori” e avere in tempo reale il controllo di tutta l’attività», spiega Marco Crasnich, Ceo di Overlog, illustrando così le molteplici finalità che sono sottese a un intervento della società nelle imprese. Overlog, inoltre, «studia ogni situazione per progettare la soluzione più adatta a quel preciso contesto», sottolinea il Ceo.

Un esempio della “rivoluzione” profittevole che deriva dall’operatività di Overlog lo offre il progetto realizzato alla BluBai, società di riferimento per la distribuzione  all’ingrosso di bevande. Prima nella sede di Cesenatico (Forlì-Cesena) e poi a Ravenna:  Overlog ha informatizzato tutto il lavoro del magazzino, rispondendo a tre obiettivi prioritari della committenza: gestire il lavoro con “zero errori”, semplificare le operazioni, accelerare i tempi di evasione degli ordini.

«La situazione di partenza era quella analoga a molte aziende: utilizzo di liste manuali e tutta l’organizzazione affidata alla conoscenza ed esperienza dei singoli, con evidente difficoltà a inserire nuovi addetti nei momenti di picco lavorativo». L’analisi della situazione ha condotto Overlog a scegliere la riorganizzazione del magazzino utilizzando la tecnologia vocale – gli operatori hanno così le mani libere – che permette elevata efficienza e alto controllo delle operazioni. Tra le peculiarità tecniche, «la realizzazione di un cruscotto che consente all’azienda di monitorare in tempo reale i prelievi», spiega Crasnich, mentre «la vera sfida è stata realizzare una delle prime installazioni in Italia di questo tipo su piattaforma Android».

Il miglior commento di BluBai al lavoro svolto, Overlog lo ha ricevuto con la commessa a realizzare lo stesso intervento nella piattaforma logistica di Errebi a Ravenna.

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beanTech, DATI GESTITI IN SICUREZZA SONO STIMATI IN 2 PETABYTE

Smartworking, conference call, mail e contatti online: il 2020 ha trasformato in versione digitale la vita quotidiana a tutti i livelli con la conseguenza di una mole di dati generati e in transito sulle reti mai vista sino ad ora. Cifre enormi, quasi impensabili fino a pochi mesi fa che hanno posto, tra le altre, una sfida di capitale importanza al mondo dell’Ict: continuare a garantire la sicurezza delle informazioni.

Esattamente ciò che è riuscito a fare un leader dell’Ict e dell’integrazione di soluzioni informatiche come BeanTech che stima di avere gestito flussi di dati per 2 petabyte. «Per i nostri clienti, verifichiamo quotidianamente i backup aziendali, la sicurezza nell’acceso ai dati garantendone integrità e confidenzialità ed allo stesso tempo garantendo la possibilità di utilizzare soluzioni che, all’esterno del perimetro aziendale, diano accesso ai dati in sicurezza» spiega il CTO dell’azienda friulana, Massimiliano Anziutti «Se volessimo fare una stima della somma dei dati che i nostri clienti hanno all’interno dei loro server, arriveremmo a svariati petabyte». Per petabyte si intende un’unità di misura che fa riferimento a una quantità di dati davvero consistente, nella media della quotidianità.

Per BeanTech un risultato di straordinario valore, poiché «ha messo alla prova la capacità del nostro team di garantire la sicurezza di questo flusso di informazioni. Un aspetto questo – prosegue Anziutti – di vitale importanza per i nostri abituali interlocutori, ovvero le maggiori aziende manifatturiere del Nordest Italia. Se già in condizioni di normalità la ricerca di preservare la sicurezza del dato è di basilare importanza in un’ottica di competitività – aggiunge –, in questi mesi la sicurezza delle informazioni veicolate sulla rete à diventata ancora più importante, per la necessità che hanno avuto molte imprese di attivare terminali nelle case dei collaboratori per poter proseguire l’attività. In questo periodo, inoltre, è aumentato notevolmente il numero di reati ed attacchi informatici verso privati e soprattutto verso le aziende. La sicurezza informatica riveste quindi un ruolo ancora più determinante.»

beanTech, attingendo alle solide conoscenze e alla strutturata esperienza nel settore, ha saputo garantire a tutti l’integrità, disponibilità e riservatezza dei dati, rendendoli sempre informazioni utili al business e garantendo l’accesso ai soli aventi diritto. Ciò palesa il tasso di evoluzione che ha raggiunto l’azienda: in grado di reggere e governare situazioni mai viste.

«BeanTech può analizzare lo stato della sicurezza aziendale e implementare le migliori soluzioni di data protection, scalabili e facili da gestire e installare – conclude Anziutti – , potendo disporre dei migliori strumenti sul mercato»

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NOMINE: PARAVANO NOMINATO Sustainability manager DEL GRUPPO GATTO

Dirigente da oltre 20 anni e attuale direttore generale e consigliere delegato della Capogruppo Gatto Astucci e della Sarno Display, Cristian Paravano è stato nominato Sustainability manager dell’intero Gruppo Gatto. Nome indiscusso a livello mondiale nel Luxury Packaging, Visual e Shop Fitting, il Gruppo da anni ha intrapreso un percorso ragionato e scadenzato per poter diventare un’azienda in cui la sostenibilità si declina in tutti gli aspetti produttivi e del business. Paravano è stato uno degli artefici di questo percorso, unendo la filosofia aziendale a una personale inclinazione, consolidata tra l’altro da un Executive Master in Sustainability and Business Innovation alla Business School dell’Università di Bologna. 

Informatico di formazione, Paravano esporterà all’intero Gruppo Gatto un’esperienza green consolidata in Sarno Display, dove la sostenibilità è al centro del business plan 2020-2022. «Imprenditorialmente è impossibile pensare al futuro senza declinarlo all’insegna della sostenibilità – afferma Paravano –. Trovare una performance economica  che bilanci benessere della persona, salvaguardia dell’ambiente e delle risorse è l’interpretazione della “sostenibilità” che più può connotare il modo di stare di un’impresa nel contesto storico attuale». 

Laureatosi in Scienze dell’Informazione a Udine, Paravano si è ulteriormente specializzato con diversi master su management, sustainability e digital retail innovation. Danieli, Ixtant Spa (attualmente Gruppo Finmek), Arthur Andersen Mba, Deloitte Consulting, Pacorini Group, Lp&P sono nomi che contraddistinguono altrettante tappe professionali di Paravano, prima dell’approdo nel 2009 al Gruppo Gatto quale direttore generale e nel 2020 al vertice di Sarno Display, un incarico cui ora aggiunge quello di Sustainability manager per tutto il Gruppo. 

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INTERLOGICA: AZIENDA SEMPRE PIÙ SMART. FOSSATO: ‘IL COVID CI HA PERMESSO DI LIBERARCI DAL VINCOLO DI TEMPO E SPAZIO AL LAVORO’

Il Covid ha eliminato il vincolo dello spazio e anche del tempo. Anche in azienda. Accade presso Interlogica, azienda di Mestre (Ve), 4,7 milioni il fatturato, 80 addetti. Core business: servizi informatici. Da febbraio sono stati assunti 20 nuovi addetti, 9 dei quali, in pieno lockdown. ‘Ci sono persone, neoassunte, che non ho mai incontrato personalmente – spiega Alessandro Fossato, amministratore delegato di Interlogica – le abbiamo scelte facendo colloqui con video call. Una di loro vive in Portogallo e lavora da lì: si tratta di una dipendente storica, aveva preso alcuni mesi di aspettativa per girare il mondo e verso la fine del lockdown, quando avrebbe dovuto riprendere la sua attività in Interlogica, si trovava in Portogallo. Le abbiamo detto “se vuoi resta lì, ti spediamo un portatile”. Esistono competenze, e durante la pandemia lo abbiamo imparato, che non necessitano della presenza fisica in ufficio. L’importante sono gli obiettivi, e il loro raggiungimento. L’organizzazione del lavoro in Interlogica è molto agile, e smart, oltre che lineare: la gerarchia è appiattita, su di un unico livello, tutti ci si muove verso la medesima direzione. Quasi in un modello ad hoc. ‘Uno dei nostri dipendenti lavora in Austria. Gli uffici della nostra sede, a Mestre, sono praticamente vuoti: è un processo ormai avviato, non saremo più quelli di prima. L’organizzazione potrebbe addirittura trarre vantaggi da tutto questo: non è necessario lavorare otto ore, se il risultato lo possiamo ottenere con la metà delle ore, ed il resto della giornata trascorrerlo a fare quello che ci piace’ continua Fossato. Un concetto nuovo di lavoro e di gestione del personale: da remoto o in smart working, sta venendo avanti. La pandemia ha dato una spinta ad un fenomeno che si era già innescato. Il risultato è una forte accelerazione verso un modus operandi, in azienda, più sostenibile, nell’accezione anche della salvaguardia della persona e delle sue caratteristiche, relative a dove, quando e come lavorare. Stiamo diventando forse più civili? Più sostenibili? Persone migliori? ‘Direi proprio di sì e la digitalizzazione mette in rete tutte queste nuove pratiche che, alla fine, migliorano la qualità della vita di tutti noi. Un concetto che amiamo definire: umanesimo digitale. Interlogica collabora con l’Ernesto Sirolli Institute. La compagine societaria vede anche la presenza di Fabio Panizzutti ‘Che vive e lavora in montagna. È rimasto lì, dove sta meglio, piuttosto che rientrare in ufficio’ conclude Fossato.

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EFFEDI, ROBOT COLLABORATIVI AL POSTO DELL’UOMO; UTILI ANCHE PER IL MANTENIMENTO DELLA DISTANZA SOCIALE

Una soluzione in grado di rispondere al meglio alla necessità di distanziamento che oggi il Covid-19 ha imposto nei reparti delle aziende e di conseguenza anche alla flessibilità produttiva che il mercato sta chiedendo. È così che contribuisce all’emergenza economica attuale Federico Nardone, Ceo dell’azienda udinese Effedi Automation, che fornisce alle imprese robot collaborativi capaci di lavorare fianco a fianco con l’operatore, senza necessità di barriere protettive. “Si tratta di macchine che, oltre ad essere agili e facilmente spostabili, sono anche di facile utilizzo, poiché «dotate di un interfaccia software friendly (Pally), tale da poter essere adoperata in linea da ogni operatore, in autonomia” sottolinea Nardone. «Queste soluzioni – aggiunge l’imprenditore, – si prestano per sistemi di pallettizzazione collaborativa estremamente interessanti poiché l’introduzione di questa tipologia di robot collaborativi alleggerisce la risorsa umana di tutto il lavoro ripetitivo e usurante, lasciando al personale dell’azienda la possibilità di impiegarsi nella parte dell’occupazione che costituisce il valore aggiunto, come per esempio il controllo qualità e la supervisione del robot». Questo tipo di soluzione risponde a tutte le esigenze di automazione e aumento della produzione in azienda, ma con un’importante aggiunta: ha tempi di realizzazione decisamente competitivi rispetto alla tradizionale automazione robotizzata e i costi sono ammortizzabili nell’arco di un anno, un anno e mezzo al massimo. Tra le applicazioni che hanno dimostrato sul campo l’efficacia di una pallettizzazione con i nuovi robot collaborativi, c’è quella in un’azienda del settore Food che produce birra artigianale. L’introduzione dell’automazione non ha ridotto il personale, ma ha consentito di valorizzare al meglio le risorse presenti in azienda con reciproca soddisfazione. Risultati analoghi dalle applicazioni avvenute e in corso di realizzazione nei settori farmaceutico-cosmetico, elettromeccanico e meccanico. Effedi Automation si serve dei migliori bracci robotizzati offerti dal mercato internazionale, sui quali applica i software di propria elaborazione e ogni sorta di personalizzazione necessaria (anche la creazione di utensili con la stampa 3D), per poi occuparsi dell’installazione.

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HOME FITNESS: SINTESI, LA MACCHINA ROBOTICA MADE IN FVG

Minimal style living room and bedroom 3d rendering image. There are concrete floor, white and gray wall. Finished with white bed and gray fabric lounge chair.

Le palestre chiudono, l’attività sportiva è soggetta a limitazione ma, il corpo deve mantenersi in salute. Anzi, questo è uno degli obiettivi fondamentali per affrontare al meglio una condizione difficile come l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. La salute, insomma, deve restare al primo posto. Akuis, la giovane e intraprendente impresa friulana, sin da subito ha pensato a una soluzione ‘home’ version, della sua palestra robotica Sintesi, per continuare ad avere la propria digital-gym in stato di sicurezza, a casa. Sintesi è la più minimale e completa macchina multifunzione robotica per un nuovo modo di allenarsi, concepita con un design elegante, minimale, per essere agevolmente integrata in qualsiasi soluzione d’arredo. Essa permette un allenamento armonico e motivante, programmando solo ciò che serve. L’unico pensiero che deve avere chi la utilizza è avere cura di sé, perché al resto ci pensa la tecnologia, monitorando ogni singolo movimento. La conseguente elaborazione dei dati, si traduce in programmi personalizzati da condividere a distanza anche con un personal training. Sintesi ha due posizioni intercambiabili: verticale o orizzontale. L’allenamento è impostabile grazie a una semplice interfaccia sul tablet. Tempi, forza, posizione, velocità, potenza, simmetria, postura, tutto è monitorato e rendicontato, per avere un controllo delle proprie performance. Il dynamic vectoring, cioè la tecnologia brevettata da Akuis che costituisce la spina dorsale di Sintesi, è nata per consentire una configurazione automatica dell’esercizio o simulare la gravità per una libertà di movimento come con i pesi liberi. Sintesi sta riscontrando particolare successo sul mercato perché rappresenta una soluzione ottimale per prendersi cura di sé, ed elemento altrettanto attrattivo, offre un valore aggiunto all’estetica della propria casa, anche in virtù delle personalizzazioni che la struttura di Sintesi consente. A concepirla ed inventarla: Alessandro Englaro e Mattia Armando Chiavegato, due giovani friulani; il primo un ingegnere aerospaziale, il secondo un architetto.

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PER UN NATALE SPECIALE, I PANETTONI DI DALL’AVA, ANCHE DA 20 KG

In arrivo per il Natale 2020, i nuovi gusti dei panettoni ‘Maria Vittoria’ di Carlo Dall’Ava: con il segmento Bakery dell’azienda che, da anni, non si occupa solo di prosciutti. Panettoni anche da 20 kg: per un Natale di un anno molto particolare. Classico o con zenzero candito e cannella; con lampone e gocce di cioccolato, all’amarena o con cioccolato valrhona e arancia o, addirittura, con caramello zalato: sono le versioni in cui si propone nel 2020. A impreziosire un contenuto di per sé di altissima qualità, come già nel 2017 ha certificato la Guida del Gambero Rosso, c’è il packaging raffinato, originale, anche istrionico e sempre attento alla filosofia del momento, ovvero la completa sostenibilità. Dai 100 grammi fino ai 20 chili. Per il panettone classico “Maria Vittoria” vengono usati gli ingredienti migliori disponibili sul mercato: farine di frumento Petra del Molino Quaglia, canditi di arancio e cedro del Maestro Morandin, uvetta, burro Belga, miele delle Valli del Natisone, tuorlo d’uovo e Vaniglia Bourbon del Madagascar. Zenzero candito e cannella caratterizzano un panettone dal gusto orientaleggiante che conquisterà per la nota fresca e piccante dello zenzero candito, utilizzato nella sua versione freschissima e accuratamente selezionato. Decisamente innovativo, pur con prodotti della tradizione, il panettone al Lampone e gocce di cioccolato, perché Dall’Ava per questo prodotto ha scelto di utilizzare il Framboise Valrhona, cioè cioccolato bianco e estratto di lampone, una soluzione decisamente innovativa. Amarene rigorosamente italiane sono quelle che impreziosiscono un altro panettone, che si piace per il suo gusto dolce e intenso e per la piacevolezza al palato delle amarene candite. Il panettone Cioccolato Valrhona e arancia si presenta ricoperto dalla glassa lucente al cioccolato con decorazione di Pepite Valrhona, una “cupola” sotto la quale si cela un impasto morbido con solo arancio candito del maestro Morandi e pèrles di Cioccolato Valrhona. E per chi non sa decidersi tra il dolce e il salato? “Maria Vittoria” ha trovato la soluzione con il panettone “caramello salato”, un’idea dolce contrastata da un’anima salata che sa stuzzicare i migliori palati. I panettoni possono viaggiare verso la loro destinazione con imballi di carta trasparente con texture personalizzata ed elegante fiocco azzurro; in scatole green di cartoncino serigrafato, coperto bianco e nastro di raso; in affascinanti secchi latta per vernice, un contenitore non “usa e getta” che incontra il mondo della street art tanto cara a “Maria Vittoria”. ‘Viviamo tutti un anno difficile – spiega Carlo Dall’Ava – con questi prodotti vogliamo regalare qualità a tavola, per festeggiare le prossime feste con serenità’.
I panettoni possono essere acquistati online, accedendo al sito www.prosciuttocompany.com

Carlo Dall’Ava pic by @AnnaAirone @AironeFoto
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REVID19, NEW INSTRUMENT DEVELOPED BY EUROTECH; FIND COVID IN HUMAN BREATH

Ti Lancio, press release, a news for the world.

It is called Revid 19, a brand new instrument developed by Eurotech that is currently being used for the experimental research of the presence of Covid 19 in the human breath. The experimentation is already in progress. Eurotech is a high-tech multinational company listed on the Milan stock exchange (ticker ETH.IM), with branches in Columbia (Md), Salt Lake City (Utah). It is an instrument equipped with IoT and AI technologies plus a specific number of sensors that create a digital twin of the breath. The digital twins of the breaths are then analyzed by a neural networks that will classify the ‘digital breaths’ aiming to recognize the anomalies of the exhaled air. At the moment Revid 19 is in use by Alpi a non-profit organization in Udine (Italy) and the research is directed by Mario Canciani, internationally renowned pulmonologist and who has developed the idea of this test methodology. The experimentation is just in the beginning and there is a need to collect a lot of samples. We need the support of the community: many samples of the breath are required to validate the assumptions. To collect a sample is very simple: just inflate for 20 seconds in th instrument. The is done by the instrument itself. There is no risk of contagion, nor for the health of patients’ explains Canciani. ‘We liked Canciani’s idea – says Ugo Padulosi, head of Research at Eurotech – we have the technologies available in the lab to build the instrument and we are proud to have used the Eurotech’s technologies for this health-protection’s project, in such a complicated pandemic moment. We are excited to test the results of the AI algorithms as soon as we will collect a reasonable amount of data’. Mario Canciani has always dealt with respiratory diseases, first at the Burlo Garofolo Hospital in Trieste and then at the pediatric clinic of the University of Udine. For 12 years on the steering committee of the largest European medical association, the European Respiratory Society, he was the founder of Alpi, the association of asthmatic, allergic and children with respiratory problems, and of Grap: Regional group of allergy-pneumology. He is currently president of the Fvg of Isde (Doctors for the Environment) and coordinator for the Fvg of Siaip (Italian Society of Paediatric Allergies and Immunopathologies) and deals in particular with the effects of pollution on children’s health and on allergic and pneumological diseases of children and adults. He is the author of over 200 scientific publications and about thirty books. Eurotech (ETH:IM) is a multinational company that designs, develops and supplies Edge Computers and Internet of Things (IoT) solutions – complete with services, software and hardware – to system integrators and enterprises. By adopting Eurotech solutions, customers have access to IoT building blocks and software platforms, to Edge Gateway to enable asset monitoring and to High Performance Edge Computers (HPEC) conceived also for Artificial Intelligence (AI) applications. To offer increasingly complete solutions, Eurotech has activated partnerships with leading companies in their field of action, thus creating a global ecosystem that allows it to create “best in class” solutions for the Industrial Internet of Things. Learn more at www.eurotech.com.

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INFOSTAR METTE IN SICUREZZA LO SMART WORKING

La sicurezza del dato, in special modo a ‘casa’, è oggi una priorità. Nell’epoca che stiamo vivendo in cui lo smart working è divenuto misura e consuetudine di contrasto al Covid19: è esigenza delle aziende poter garantire la sicurezza informatica, estesa a tutti i lavoratori che prestano la loro attività, anche da remoto, in una situazione di smart working. Infostar ha messo in sicurezza e fornito quasi mille device per il lavoro da casa. In epoca di pandemia il fatturato di Infostar è cresciuto proprio per venire incontro alle esigenze legate alla digitalizzazione e messa in sicurezza dei device per coloro che operano in smart working. ‘Stiamo lavorando a fianco di circa 30 aziende in questo 2020, tra grandi imprese friulane e Pmi, grazie ai nostri servizi e ai dispositivi forniti, stiamo permettendo lo smart working a più di 1000 persone. La sicurezza al primo posto, anche dal punto di vista IT, visto che gli attacchi informatici sono in costante crescita. Le tecnologie che stiamo usando sono molto legate al cloud, con Microsoft 365 che svolge un ruolo importante, nel lavoro in team, nella condivisione e organizzazione di contenuti digitali e nella videocomunicazione. Il nostro staff composto da 15 persone si occupa anche della formazione del personale, con corsi in presenza e da remoto, per imprenditori, manager e collaboratori. Watchguard è un altro partner importante per la sicurezza delle reti IT, soprattutto per il collegamento remoto ai server aziendali, con le Vpn (Virtual private network) e le autenticazioni a doppio fattore. Con Watchguard stiamo svolgendo un lavoro eccellente, abbiamo anche conseguito il riconoscimento di Partner Gold e siamo leader in regione Friuli Venezia Giulia’ afferma Cristian Feregotto. Molto spesso, imprenditori, dirigenti e manager, conoscono e usano una piccola percentuale di queste tecnologie e loro malgrado non sfruttano tutte le potenzialità per lavorare al meglio a distanza’ continua Feregotto. Un punto di riferimento certo, professionalmente solido e sempre aggiornato rispetto alla rapida evoluzione tecnologica a livello mondiale. È il sintetico profilo di Infostar, l’azienda Hi-Tech di Tarcento che interagisce con il tessuto produttivo a ogni livello, per supportarlo nell’affrontare appropriatamente la sfida attuale: una corretta e rapida digital transformation. Infostar, guidata dal 1999, dal fondatore e amministratore delegato Cristian Feregotto, insieme a Luca Noacco. L’azienda, insieme alla fornitura della tecnologia e alla sua installazione, opera assiduamente per il terzo aspetto fondamentale alla digital transformation, ovvero la formazione adeguata del management e degli operatori in azienda. Una formazione a distanza – attraverso webinar individuali o di gruppo – o in presenza, a seconda delle necessità e possibilità.

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LA SOSTENIBILITÀ SEMPRE PIÙ AL CENTRO DELLE SCELTE STRATEGICHE ANCHE DEI GRANDI GRUPPI AZIENDALI

Un espositore cosmetico può essere bello e sostenibile. A dimostrarlo è il Gruppo Hera, con la controllata Aliplast, in collaborazione con Sarno Display, azienda di display del Gruppo Gatto Astucci, e Rougj, importante brand di cosmetica. In https://www.gruppohera.it/occasione di Ecomondo 2020, è stato presentato in anteprima il progetto che vede coinvolte le aziende, nell’ambito dei master in Sustainability and Innovation e Business Innovation Design della Bologna Business School di Unibo: obiettivo la realizzazione di un prototipo che sarà presto avviato alla fase pilota nelle farmacie bolognesi. Un nuovo modo di concepire l’espositore dei cosmetici minimizzare i materiali e standardizzare le componenti, senza rinunciare alla customer experience e all’estetica del prodotto: questi i punti di forza del progetto. Aliplast, già leader nel suo settore, è stata la prima azienda in Italia ad aver realizzato il “closed loop”, ovvero la gestione dell’intero ciclo di vita della plastica, dalla raccolta al riciclo fino alla sua rigenerazione in materiale dalle caratteristiche analoghe a quello vergine. È la stessa logica, insieme a quella dell’eco-design, che ha guidato l’ideazione dei nuovi espositori per cosmetici POP (Point of Purchase) sostenibili, permettendo a Sarno e Rougj di creare a loro volta e con la collaborazione del Gruppo Hera il primo “closed loop” nel mondo del POP. Un’idea che dimostra come, oltre al recupero di ciò che prima era considerato uno scarto, per l’economia circolare sia fondamentale la progettazione stessa degli oggetti affinché possano rimanere in vita il più possibile. È già prevista una seconda fase del progetto: al centro il coinvolgimento Non è finita qui: dopo la realizzazione dei nuovi espositori sostenibili, i partner hanno previsto una seconda fase che vedrà il coinvolgimento attivo dei clienti nella fase di recupero dei materiali. Da sempre la multiutility, infatti, fa della partecipazione uno dei punti chiave per lo sviluppo di progetti e temi di economia circolare sul territorio. Questo obiettivo si sposa perfettamente con quello di Sarno e Rougj di coniugare alla qualità dei propri prodotti la sostenibilità.

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AI NEL MANIFATTURIERO: LA SFIDA DEL COMET FVG CON ‘AI REGIO’

Comet, Cluster della metalmeccanica FVG è uno dei 3 cluster italiani che partecipano al progetto europeo ‘AI REGIO – Regions and DIHs alliance for AI-driven digital transformation of European Manufacturing SMEs’, finanziato nell’ambito di Horizon 2020, il Programma della Commissione Europea per la Ricerca e l’Innovazione. Coordinato dal Politecnico di Milano, ha durata di 3 anni ed è finanziato dall’UE per 7.900.000 di euro, 36 i partner europei coinvolti e solo 3 le regioni italiane. Comet – Cluster della metalmeccanica del FVG – partner attivo del macro progetto IP4FVG (www.ip4fvg.it), la rete dei digital innovation hub della Regione FVG, è il vettore che trasferirà alle Pmi friulane la conoscenza sul tema dell’intelligenza artificiale e si occuperà dell’identificazione ed implementazione di un progetto sperimentale in grado di sviluppare un approccio di apprendimento intelligente per la pianificazione ed ottimizzazione della produzione. Ecco quindi che, grazie alla partecipazione di Comet ad ‘AI REGIO’, la metalmeccanica regionale potrà godere di un dialogo diretto con i principali poli europei dell’innovazione digitale per ottenere un supporto attivo nella trasformazione digitale. Il progetto ‘AI REGIO’, infatti, si pone l’obiettivo di abbattere le barriere che ostacolano i poli dell’innovazione digitale (DIH) incentrati sull’intelligenza artificiale, impedendo loro di adottare la nuova realtà digitale in modo completo. Sergio Barel, presidente di Comet: ‘L’applicazione delle tecnologie abilitanti per l’industria 4.0 sono fondamentali per il supporto e la crescita del nostro tessuto imprenditoriale, composto soprattutto da Pmi. L’intelligenza artificiale implementata nel manifatturiero locale rappresenta la nuova sfida che Comet intende affrontare, anche grazie ad AI REGIO e IP4FVG’.

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CHI SALVERÀ L’ECONOMIA? ‘LA SUBSCRIPTION ECONOMY, E L’INTELLIGENZA’

La servitizzazione, ovvero, la ‘subscription economy’: è la tendenza generale delle aziende a passare ad un modello di business in abbonamento, in cambio dell’accesso a un prodotto o servizio. Una opportunità che vale 8 trilioni. È quanto ha affermato, Roberto Siagri, ad di Eurotech, nel libro ‘Intelligence Economica. La nuova guerra commerciale’ (Rubbettino editore, a cura dell’Istituto di Alti studi strategici e politici); estremamente attuale in questo periodo storico di pandemia. ‘Grazie infatti alle tecnologie digitali nella declinazione IoT, Bigdata e Intelligenza artificiale, le imprese possono agevolmente ed economicamente digitalizzare fabbriche, processi, asset e prodotti così da poter creare nuovi modelli di business. Con la digitalizzazione i dati diventino una nuova materia prima e pertanto la capacità di sviluppare e usare i software diventa imprescindibile. Tutte le imprese devono pertanto pensare che, indipendentemente dal loro mercato di sbocco, come dice Marc Andreessen, sono aziende di software; prima ne prendono coscienza meglio performeranno nel mercato. Clayton Christensen con The Innovator’s Dilemma codifica schemi e principi intorno a cui si trasforma la società e l’economia, dimostrando quanto le aziende di successo possano fare tutto “bene” e perdere la loro leadership di mercato, o addirittura fallire, quando nuovi concorrenti inaspettati, grazie all’uso di nuove tecnologie che sembrano, alle aziende dominanti, poco rilevanti nel loro settore, conquistano il mercato. Questo è l’effetto della crescita esponenziale intrinseco in ogni nuova tecnologia: nelle fasi di avvio, la crescita esponenziale è sfuggente. Lo sviluppo esponenziale inoltre sfugge alla natura umana che è per sua natura, lineare. Per capire un po’ meglio come le tecnologie influenzano le industrie e di conseguenza i modelli economici è interessante analizzare le quattro fasi che hanno permesso di passare dall’industria 1.0 all’industria 4.0. Tutto ha inizio alla fine del 1700 con la meccanizzazione, la macchina e vapore e i telai e dove la tecnologia sottostante è quella della costruzione e standardizzazione delle parti meccaniche. Verso la fine del 1800 si passa alla produzione di massa, con linea di assemblaggio ad energia elettrica e dove la tecnologia sottostante è data dai componenti elettromeccanici e la loro standardizzazione. Attorno agli anni ’70 delle scorso secolo arriva, grazie ai calcolatori, l’automazione e si assiste alla terza rivoluzione industriale. In questo caso la tecnologia sottostante è quella del calcolo e della standardizzazione dei modo di costruire calcolatori. Oggi si parla di Industria 4.0 e di sistemi ciberfisici, di reti di calcolatori (Internet of things) e della prevalenza dei dati sulla materia. In questo caso la tecnologia abilitante è quella del software e della standardizzazione delle sue componenti. Se andiamo ad analizzare il passaggio dalla 3 alla 4 rivoluzione industriale possiamo notare che siamo passati da una economia basata sui calcolo ad una economia basata sui dati senza trascurare il fatto che e stiamo entrando in un’era dominata dall’Intelligenza artificiale che è la tecnologia che ci permette di analizzare la grandissima mole di dati prodotti dall’adozione su grande scala dell’IoT. Gli oggetti interconnessi (fabbriche macchinari e prodotti) e i dati da questi generati in tempo reale dovranno portare alla creazione di nuovi modelli di business che daranno così origine a nuovi modelli economici molto più sostenibili che in passato. L’Outcome Economy è il modello economico emergente e che trasforma radicalmente i modelli tradizionali di business, permettendo il cambio di paradigma da prodotto a servizio, modificando le strategie, gli investimenti e, cosa importante, la mentalità. La quarta rivoluzione industriale, trainata dalla digitalizzazione massiva di asset e prodotti, permetterà alle attività economiche di approdare all’ economia del risultato (Outcome Economy), un’economia basata sulle prestazioni dei prodotti e sul risultato che questi producono. Un’economia sul risultato del prodotto e non sul prodotto è un’economia che non ha più bisogno del passaggio di proprietà del bene e pertanto porta in automatico le imprese ad operare in economia circolare. L’evoluzione ulteriore porterà anche ad una maggiore automazione delle fabbriche grazie al diffondersi di robot collaborativi e ad una maggiore previsione della domanda grazie alla mole di dati disponibili cosa che non potrà che potenziare ulteriormente il modello economico dell’Outcome Economy. Oltre agli impatti industriali ci sono impatti geopolitici prodotti dalle tecnologie del calcolo (siano esse hardware o software), che oltre ad essere in costante evoluzione stanno non solo cambiando i paradigmi industriali ma contribuiscono al mantenimento della sovranità degli Stati. Dai primi tradizionali computer siamo arrivati alle moderne tecnologie di high performance computing (HPC), l’elaborazione dati ad alte prestazioni. Vista la mole di dati che si andranno a produrre il calcolo ad alte prestazioni abbinato all’intelligenza artificiale permetterà di mantenere la competitività delle imprese, alimentare il progresso sociale e garantire la sovranità degli Stati. In un mondo sempre più connesso e digitale, chi più sarà in grado, tramite il calcolo ad alte prestazioni, di estrarre informazioni e conoscenza, dalla grande mole di dati prodotti, più competerà’.

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LED LUKS, NUOVO SITO PRODUTTIVO DA 1.300 METRI QUADRATI

LED Luks, l’azienda che dal 2013 vive sul confine fra Slovenia e Italia coniugando il meglio della cultura d’impresa di entrambe le culture industriali con la produzione di apparecchi di illuminazione a LED esteticamente raffinati e tailor-made, cresce e taglia il nastro di una nuova sede produttiva da 1.300 metri quadri. Sorge a Šempeter in territorio sloveno, nell’immediata periferia Est di Gorizia, da cui dista poche centinaia di metri. 

Il nuovo stabilimento è stato realizzato in prossimità del quartier generale della società, che continua a raggiungere nuovi obiettivi, «con la prospettiva di chiudere il 2020 a 3,5 milioni di fatturato», afferma l’imprenditore Dino Feragotto, tra i soci fondatori insieme al direttore Matija Klinkon. Traguardi raggiunti in virtù del concentrato di professionalità e flessibilità che caratterizza LED Luks, in grado di offrire qualsiasi soluzione di illuminazione a LED per il settore commerciale, industriale, per uffici, edifici scolastici, strutture pubbliche, sportive, dedicate ad eventi. Ulteriore valore aggiunto, la capacità di sviluppare soluzioni su misura, sviluppate in stretta sinergia con i propri interlocutori. 

«Sin dall’avvio dell’attività abbiamo puntato a offrire qualità della luce con apparecchi dal design originale, sempre attenti a dare un valore aggiunto all’ambiente in cui viene posizionato il nostro prodotto – affermano Feragotto e Klinkon -. È un’intuizione che ha dimostrato di funzionare, di ottenere sempre maggior riconoscimento a livello globale, tanto da rendere necessaria la realizzazione di un nuovo stabilimento produttivo». 

Come il quartier generale, anche la nuova struttura ha al proprio interno un’organizzazione all’avanguardia e una dotazione tecnologica in linea con la punta avanzata dell’Industry 4.0. In questi spazi LED Luks disegna, progetta, prototipa e produce apparecchi di illuminazione a LED utilizzando solo i migliori componenti e le soluzioni più innovative. 

A sostenere lo sviluppo dell’impresa, un team di piu di trenta addetti, con un’età media al di sotto dei 40 anni. Il mercato di sbocco è quello internazionale, con particolare riferimento ad Europa, Middle East e Australia.

Nella foto: Dino Feragotto, uno dei soci fondatori LED Luks, insieme a Matija Klinkon.

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PROSCIUTTO SAN DANIELE: VOLANO GLI ACQUISTI ON LINE IN EPOCA COVID

In epoca di pandemia si prediligono i prodotti locali o a indicazione geografica. Il consumatore sceglie il Made in Italy, tra cui la Dop, Prosciutto di San Daniele, che ha mantenuto i volumi di consumo nonostante il periodo, registrando una lieve flessione della produzione – del 2% – rispetto allo scorso anno. Prodotte 16,5 milioni di confezioni certificate di San Daniele Dop affettato. Forte crescita degli shop on line delle aziende consorziate.

A confermarlo Mario Cichetti (nella foto), direttore generale del Consorzio del Prosciutto di San Daniele: ‘Le aziende produttrici del San Daniele Dop non si sono mai fermate, sempre nel rispetto delle normative vigenti, per poter rifornire la grande distribuzione, le piccole gastronomie, rispondendo così alla richiesta di prodotto da parte dei consumatori. Rileviamo inoltre una forte crescita degli shop on line, infatti, giungono ottime performance dagli e-commerce delle aziende consorziate che si sono dimostrati una risposta capace di mantenere legami importanti con i consumatori e, allo stesso tempo, di ampliare il mercato di riferimento in particolar modo nel periodo della quarantena.  Nella grande distribuzione -durante il lockdown di primavera – il San Daniele ha avuto una leggera flessione delle vendite al banco taglio, favorendo però la vaschetta di prodotto preaffettatato che ha fatto registrare un trend positivo vista la preferenza dei consumatori nel prediligere prodotti ‘ready to eat’ soprattutto durante il lockdown. Confermano questa tendenza i numeri relativi al San Daniele Dop affettato in vaschetta: le confezioni certificate prodotte ad oggi sono state circa 16,5 milioni. L’acquisto di tranci o prosciutti interi disossati, invece, avviene principalmente negli spacci delle aziende produttrici o nelle gastronomie di dettaglio. In un anno anomalo come quello che stiamo vivendo è difficile fare delle previsioni sul risultato annuale dei consumi, sarà necessario concludere l’anno e attendere le performance del periodo natalizio. Il canale Horeca, in particolare, ha avuto grandi difficoltà causate dalle restrizioni primaverili e tutt’ora con le recenti limitazioni. Nei mesi di giugno, luglio e agosto, tuttavia, si è registrata una discreta ripresa dei consumi del settore, anche legata anche al turismo estivo interno. Questa ripresa coincide con quella del Prosciutto di San Daniele, proprio a partire dai mesi estivi, confermando l’apprezzamento del settore nei confronti del nostro prodotto. Sulla produzione generale di Prosciutto di San Daniele le esportazioni incidono per il 20%. Anche per l’anno in corso i numeri confermano questa quota di vendita all’estero e sono equamente suddivisi tra mercato europeo e resto del mondo. I Paesi che detengono la quota più rilevante per l’esportazione del Prosciutto di San Daniele Dop si confermano, in ordine: la Francia con il 27%, gli Stati Uniti con il 19% (ricordiamo che qui il Prosciutto di San Daniele non è stato colpito dai recenti dazi in ambito alimentare), la Germania con il 13% e, ultimo paese in doppia cifra, l’Australia con il 10%. Seguono Austria, Regno Unito, Giappone, Canada e Messico, dove il marchio è presente e contribuisce ad ampliare sempre di più il bacino delle esportazioni. L’attività produttiva è stata condizionata dalla pandemia di Sars-Cov2 nel primo semestre, ma nel secondo sta mostrando i segnali di una leggera inversione di marcia, inversione che porterà a un 2021 di riequilibrio. Il comparto dovrà, compatibilmente con la situazione generale, riuscire a confermare i volumi di vendite fatti registrare ante pandemia e conseguente lockdown. Tra gli obiettivi del nuovo anno si punterà allo svolgimento dei progetti e delle iniziative che sono state annullate o sospese nel corso del 2020, con la speranza di poterle realizzare al meglio. Infine, rimane prioritario per il Consorzio proseguire nel racconto delle peculiarità e nella tutela di un prodotto di eccellenza italiana conosciuto in tutto il mondo’.

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L’ARTE ENTRA IN AZIENDA, E GLI SCARTI DIVENTANO QUADRI. SUCCEDE ALLA GATTO ASTUCCI

L’arte materica entra a pieno titolo nel puzzle dell’economia circolare. Chi l’ha detto, infatti, il cerchio non si possa chiudere nobilitando lo scarto fino a farlo divenire opera d’arte? Ci ha pensato Sarno Display, al 100% parte del Gruppo Gatto Astucci, con 90 addetti e un fatturato di 14 milioni, attiva a Carnate (MB) su un’area produttiva da 10mila metri quadrati, dedicata alla realizzazione di visuals/displays per i settori della cosmesi, occhialeria e gioielleria, che ha affidato alla creatività delle artiste Elisabetta Orsenigo e Anna Bellù gli scarti da trasformare in opere belle e intriganti. Per un’azienda che ha fatto dell’innovazione sostenibile a tutto tondo il proprio faro, la social innovation rappresenta un aspetto fondamentale. Il duo artistico BettyBellù di Seregno (MB), ha così creato quadri sorprendenti, utilizzando gli scarti di lavorazione della Sarno Display, ovvero il Pet riciclato che è divenuto arte. Le due artiste si rifanno, per impronta artistica, al mondo femminile, ridando vita a oggetti e utensili, come chiodi, aghi, ferro, impressi sulle tele.

‘L’arte vista nell’ottica della ‘social innovation’ è questo a cui abbiamo puntato – afferma Cristian Paravano, amministratore delegato di Sarno Display – ridiamo vita, attraverso queste due artiste e le loro opere, a materiale che sarebbe invece, morto. Anche questa iniziativa getta le basi alla sostenibilità, nell’ottica dell’economia circolare. Con le opere d’arte si chiude il cerchio sostenibile: dalla materia prima, che nasce già riciclata, nascono i nostri prodotti, e dagli scarti esce arte da offrire a tutti. Nel significato del fare impresa si innesta quella del riuso, e quindi della sostenibilità, ed infine quello artistico. Si tratta di un’economia circolare dal significato alto: ritengo che l’arte, in tutte le sue forme, alzi la visione anche del puro business’. ‘Per noi si tratta di una sfida vinta – affermano Orsenigo e Bellù – ci è stato affidato un compito che abbiamo portato a termine, riteniamo, con risultato. Nella nostra filosofia, non esiste materiale con cui non sia possibile fare arte. E’ possibile ridare dignità e vita, a qualsiasi scarto di lavorazione o materiale che, altrimenti, andrebbe gettato, o sarebbe inutilizzato. La nostra concezione del fare arte si basa sul riuso, con una predilezione nel dare lustro al mondo femminile. Molte delle nostre opere rappresentano archetipi di donne, di femminile. Riteniamo la scelta di Sarno Display molto innovativa e sostenibile, nell’accezione più creativa del termine’. Nella foto: Cristian Paravano, Elisabetta Orsenigo e Anna Bellù

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MARCHI STORICI ITALIANI FANNO GOLA AI FONDI. TOSOLINI RESISTE

Ha ricevuto proposte di acquisto da fondi di investimento, la nota Distilleria Tosolini, ma la famiglia, in capo all’impresa da tre generazioni, rimane salda. ‘Non molliamo, anche se il periodo è difficile’. Una peculiarità delle Distillerie Tosolini: al vertice dell’azienda, da tre generazioni, i componenti della famiglia omonima e con successo. Una rarità nelle piccole medie imprese italiane: tutti e tre i figli del noto Giovanni Tosolini, sono con lui, oggi, alla guida dell’azienda. Una grappa di stile e di qualità in ogni senso, anche nella capacità di creare continuità aziendale centrando non uno ma ben due passaggi generazionali. È questo uno dei segreti del continuo successo della friulana Grappa Tosolini, sul mercato dal 1943. I natali si debbono a Bepi Tosolini, classe 1918 che con passione e grande forza di volontà ha realizzato il suo sogno creando una distilleria i cui principi sono sempre stati qualità e tradizione. Il primo passaggio di consegne è avvenuto negli anni 90 con il figlio Giovanni che gestisce l’azienda con i tre figli: Giuseppe, Bruno e Lisa. Un secondo passaggio che, sulla carta, poteva apparire ancora più complesso da realizzare: sulla scena tre eredi anziché uno e sempre più tempo a dividere le giovani leve dal «patriarca dell’alambicco». E invece la grappa, prodotto oggi nobilitato da una sempre maggiore attenzione alla freschezza dell’uva da distillare e dalle ormai riconosciute capacità di distillazione di Tosolini, ha decretato ancora un successo: tutti i tre i nipoti del fondatore hanno da sempre deciso di lavorare in azienda, costruendo così una storia non comune Giuseppe Tosolini, classe 1969, è il responsabile della parte commerciale in Italia; Bruno Tosolini, classe 1972, si occupa della parte commerciale legata alla divisione pasticceria; Lisa Tosolini, nata nel 1975, è concentrata sul marketing nelle piazze estere. Se la ricetta della grappa Tosolini resta segreta, non lo è quella che rende i tre fratelli uniti, propositivi e vincenti nell’affrontare le nuove sfide del fare impresa oggi: «Ciascuno di noi ha un ruolo diverso, distinto e chiaro. Ci vogliamo bene e ci rispettiamo», afferma il primo dei fratelli, Giuseppe. «Il nostro è un brand attrattivo e perciò abbiamo avuto anche proposte di acquisto da parte di fondi di investimento, ma noi non molliamo la presa». Ne è convinto anche Bruno: «L’Italia è famosa nel mondo per il food&beverage. Di questo comparto Tosolini rappresenta un valore, contraddistinto dalla sua assoluta qualità. Abbiamo lavorato duramente per ottenere un posto di rilievo: ovvero, essere riconosciuti come precursori di eccellenza. Andiamo fieri di questo, è il nostro faro da sempre». Lisa Tosolini: «Il nostro penso sia un patrimonio, materiale ed immateriale, da conservare e mantenere nel tempo. Per questo ho dedicato la mia vita professionale all’azienda di famiglia’. Di grande importanza, per il mantenimento dei vertici aziendale in famiglia, gli asset cosiddetti intangibili: sapienza, rispetto, buona volontà e onestà. Come del resto conferma il patron Giovanni Tosolini: ‘Considero la famiglia un valore determinate, io e mia moglie ci siamo impegnati affinché i nostri figli rimanessero coesi e questo ha pagato’.

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FRA GLI EFFETTI DEL COVID: SMART WORKING MONTANO; I GIOVANI PREFERISCONO VIVERE IN MONTAGNA

Dalla Sicilia alla Carnia. La storia di due giovani: Antonio Carabillò (31 anni) e Loredana La Fauci (39 anni) – nella foto – . Oggi, e da diverso tempo, vivono a Villa Santina (Ud). 

Il recente lockdown ha imposto nuovi modelli di pensiero, anche e soprattutto in riferimento al luogo dove abitare. Se prima, i grandi centri urbani erano preferibili alle periferie, ora le dinamiche sociali, derivanti da quelle di emergenza sanitaria, hanno stravolto i paradigmi fino ad ora attuali. Oggi si pensa di più alla qualità del vivere che tanto dipende dal luogo in cui questo avviene. Il contatto con la natura è un presupposto oggi più importante di ieri. Ed anche i valori in cui si crede sono importanti. 

Perché? Quando, normalmente accade che dalla montagna ci si sposti, in direzione dei grandi centri urbani. A loro succede il contrario. Perché, per questi due giovani, la migliore possibilità di lavoro nasce proprio fra le montagne del Friuli Venezia Giulia. E non solo per una semplice attività impiegatizia, ma per uno stimolante ed appassionante lavoro di ricerca. Antonio è laureato in ingegneria energetica e nucleare, ed attualmente dottorando presso l’Università di Udine in Scienze dell’ingegneria energetica e ambientale. Loredana ha una laurea in chimica industriale: entrambi ricoprono un ruolo determinante all’interno de segmento R&D della Eurolls, che ha la sede del suo reparto ricerca e sviluppo, proprio a Villa Santina (Ud), nelle valli della Carnia. 

Cosa li ha mossi a fare questa scelta? ‘Qui in Carnia mi è stata offerto lavoro e la possibilità di fare ricerca, coltivare le mie passioni e vivere un nuovo amore: quello per la montagna’ afferma Carabillò. ‘L’azienda mi ha accolto mettendomi a disposizione un’opportunità professionale e di crescita, ma anche favorendo il mio inserimento nel territorio con la possibilità di usufruire di un alloggio, prima di poter decidere, guardandomi intorno, di sceglierne uno più rispondente alle mie necessità. L’ambiente lavorativo sin da subito mi è apparso stimolante, mi è stata data molta fiducia. La mia crescita professionale va di pari passo con ciò che ogni giorno faccio all’interno della Eurolls che è una azienda aperta mentalmente e lungimirante. Ha nel suo dna l’interesse per la ricerca ed è fortemente proiettata verso il futuro. Continuo a tenere vivo il legame con la mia terra, vado quando posso, ma sono contento di vivere in Friuli, dove oltre ad una scelta di lavoro, coniugo la volontà di vivere in un luogo piacevole, sano ed a contatto con la natura. Ho passato un periodo in cui vivevo e lavoravo a Milano – spiega Carabillò – preferisco Villa Santina’.

Come accade a Loredana La Fauci: ‘Per realizzarmi anche professionalmente, ciò che faccio deve essere in linea con i miei valori. Credo nell’economia circolare e nei suoi paradigmi. Pertanto, mi muovo in questa direzione. Provengo da Messina e sono alla Eurolls, a Villa Santina, da 7 anni. Come Antonio ho avuto la possibilità di inserirmi gradualmente nel territorio, sfruttando l’opportunità abitativa che la Eurolls mi ha dato. Mi trovo bene nella comunità locale ed ho cercato di integrarmi, imparando anche un pò di Friulano. Ho sempre contemplato la possibilità di andarmene dalla mia terra per fare esperienze diverse lavorative e conoscere nuovi posti. La Carnia ed il Friuli rispecchiano i miei canoni di qualità della vita: la zona è molto tranquilla, si vive bene, non si fanno code, non c’è traffico. La Eurolls mi ha dato la possibilità di esprimere le mie qualità. Al suo interno c’è una mentalità molto aperta all’innovazione ed al rinnovamento. Non posso che ringraziare l’azienda per ver creduto in me in questi anni, sostenendo sempre le mie aspirazioni di crescita professionale’.

Eurolls, con sede ad Attimis (Ud) e filiale produttiva a Villa Santina, produce rulli per la formazione del tubo saldato strutturale più grande al mondo, 28 pollici di diametro e 1 pollice di spessore. Registra un fatturato di 29 milioni  e conta 149 addetti.

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WELFARE IN AZIENDA, TECNEST: DOVE LE DONNE SI SENTONO APPREZZATE E TUTELATE

Una grandissima flessibilità nei confronti del mondo femminile. È ciò che contraddistingue Tecnest, l’azienda tecnologica che occupa, fra le sue sedi di Udine e Milano, 15 donne su circa 60 collaboratori totali. “Sin dalla sua fondazione – racconta Fabio Pettarin, presidente di Tecnest  (nella foto sotto)- abbiamo posto l’attenzione ed attuato politiche di gestione delle risorse umane in ottica di genere; tra queste la conciliazione dei tempi, l’equilibrio di genere nell’assetto organizzativo e di crescita professionale, l’attenzione e la rimozione di eventuali disparità nei livelli retributivi. Tra le soluzioni di welfare aziendale, ai primi posti si collocano azioni e percorsi per agevolare il rientro delle neo-madri, l’accoglienza dei figli in azienda, la flessibilità di orario e da diversi anni, ma soprattutto in questo ultimo periodo legato al Covid-19, la possibilità di lavorare in smart working”. Un’azienda caratterizzata da un bassissimo turn-over della presenza femminile: in Tecnest le donne stanno bene ed hanno l’opportunità di assumere ruoli di responsabilità, riuscendo a dimostrare la loro professionalità, in un settore, quello tecnologico, di solito a prevalenza maschile. Questo anche grazie ad un ambiente e ad un welfare aziendale che ha saputo negli anni comprendere le loro esigenze diventando sempre più smart. Le donne infatti dimostrano un maggior attaccamento all’azienda dove vengono accolte e dove possono dimostrare la loro professionalità, ripagandola con impegno e dedizione. La flessibilità aziendale nei confronti delle esigenze familiari femminili, ha rappresentato qui, per le donne, un importante punto di forza favorendone produttività e crescita personale. Laddove lo Stato non interviene con politiche sue proprie per agevolare la famiglia, sono le aziende a doversi sobbarcare l’onere del carico sociale che, spesso, è in capo alle donne. Molte delle quali, anche e soprattutto, lavoratrici. Lo dimostrano alcune testimonianze’.

Barbara Pittini, 44 anni, responsabile di business unit, ingegnere gestionale: ‘Amo il mio lavoro e la sua dinamicità. Mi consente di portare avanti progetti in completa autonomia. Mi sono sempre sentita apprezzata per le mie capacità e le mie competenze. Ho respirato fin dal primo momento fiducia nei miei confronti: questo è fondamentale. Appena entrata in azienda ero l’unica donna della mia area; adesso la business unit è “rosa” per metà. Ho avuto la fortuna di poter vivere la sfida di un percorso di crescita articolato, ancora in divenire: dai progetti, ai clienti, alle persone, in uno sforzo comune affinché si possa lavorare nel migliore dei modi. Fondamentale è stato da sempre il supporto ricevuto da mio marito e dai miei familiari. L’ambiente e l’imprinting della direzione hanno contribuito a creare un clima di collaborazione e non di rivalità. Penso che uno dei fattori di successo interni a Tecnest sia uno spiccato welfare aziendale. Come donna ho apprezzato la flessibilità concessa e l’attenzione verso le esigenze femminili. Concludo con uno slogan che appare attualissimo, ma che per noi è realtà già da anni… Tecnest è smart da molto prima del Covid’.

Ljiljana Banovic, 55 anni, ingegnere elettronico: ‘Sono in Tecnest fin quasi dalla sua nascita. E devo dire che non ho mai pensato di andarmene da un’azienda che ha sempre creduto in me, e per la quale ho cercato di dare il massimo. Ho avuto due figli, quindi, una famiglia da gestire: e abbiamo sempre trovato una soluzione per la compatibilità di ogni esigenza. In Tecnest, Sin dal mio arrivo, ho trovato una seconda famiglia e qui sono cresciuta a livello personale e professionale’.

Sara Mion, 26 anni, ingegnere informatico gestionale: ‘Mi sto affacciando al mondo della delivery dopo un anno formativo, specifico sul mondo APS, all’interno del Competence Center. Ho scritto una tesi sulla ottimizzazione del piano aggregato di produzione, con l’obiettivo di trasformarlo un algoritmo in azienda. Sono orgogliosa dei ritorni positivi che i clienti mi danno. Diciamo che, ci tengo che il cliente sia soddisfatto. Cerco di andare oltre la semplice richiesta guardando al contesto generale in un’ottica di miglioramento continuo. Non ho ancora una famiglia, ma vorrei costruirmela, con il tempo. Lo stipendio non è una priorità. Diciamo che l’equilibrio è, a mio avviso, un connubio fra le diverse variabili della vita: lavoro, affetti, e tutto il resto’.

Alessia Parussini, 46 anni, laureata in scienze informatiche, nel gruppo degli sviluppatori software in Tecnest: ‘In azienda ho ottenuto un bel compromesso. Negli anni mi sono sposata ed ho avuto tre figli, c’è stata sempre una profonda attenzione per le mie esigenze familiari e questo ha comportato il fatto che sia rimasta fedele a Tecnest, capace di farmi conciliare lavoro e famiglia. Per me questo è stato indispensabile. Ho potuto lavorare da casa ancor prima del Covid, con un ottimo grado di autonomia concessomi’.

Erika Zanon, 29 anni, laurea in comunicazione, marketing manager: ‘Tutte noi, me compresa, viviamo un contesto lavorativo con un altissimo grado di indipendenza. Vengono dati obiettivi da raggiungere e su quelli ci si impegna. Fra colleghe il rapporto è ottimo. Non ci sono rivalità: vige il buon senso e la pragmaticità. Si parla di soluzioni anche grazie ad un modello organizzativo basato sull’autonomia e sui risultati. Le differenze di genere? Non le conosco. In Tecnest si lavora sodo per far andare bene le cose a prescindere. Donne e tecnologia sono un binomio vincente, soprattutto per le donne “Millennials” come me che con la tecnologia ci sono cresciute cominciando, negli anni Novanta, con i vecchi Commodore 64. Un binomio che in passato o per lo meno, fino a poco tempo fa, non si era visto così di frequente’.

Stefania Della Savia, 46 anni, laureata in matematica, analista programmatore: ‘Faccio ‘smart working’ per Tecnest, ormai da anni. Ho avuto problemi familiari legati alla salute dei miei cari e non è stato facile. La vita è anche questo e l’azienda mi è venuta incontro quanto e come poteva, sempre. In Italia, purtroppo non c’è una politica per le famiglie. Spesso e volentieri le aziende devono sostituirsi alla rete che i nostri servizi statali, quelli per cui paghiamo le tasse, dovrebbero creare. Per una donna, come me, senza una famiglia di origine che la supporta, poter lavorare in modo flessibile è l’unica soluzione. Le istituzioni mancano da questo punto di vista. E noi donne siamo obbligate a seguire la famiglia, lavorare, senza permetterci altro. Suono il basso elettrico, è una mia passione, ma posso farlo perchè tutto il resto me lo consente. Vale sempre la pena fare qualcosa che ci consenta di essere felici’.

Milena Conchione, 22 anni, ragioniera: ‘Ho deciso di lavorare subito dopo il diploma. In Tecnest ho trovato il luogo adatto a realizzarmi. Vorrei conciliare il lavoro e i miei interessi con la prospettiva, un domani di una famiglia: questo è un ambiente ideale, perché coniuga la possibilità di realizzarsi professionalmente con le esigenze personali, senza dimenticarsi del benessere sul posto di lavoro. Sono molto riconoscente a Tecnest, per la fiducia che mi ha dato’.

Pamela Zorzutti, 31 anni, impegnata nella fatturazione elettronica: ‘Il lavoro, in molte occasioni di vita, ha rappresentato il mio rifugio. Ho dovuto affrontare periodi difficili, e Tecnest, con flessibilità, mi ha consentito di farvi fronte. Qui si ha un’opportunità concreta di crescita sia dal punto personale, sia dal punto di vista delle skills professionali. E’ una buona occasione per dimostrare chi si è, quanto si vale, professionalmente parlando. Un ambiente in cui crescere, molto coeso. Si lavora tutti per lo stesso obiettivo, con gli occhi puntati sul risultato finale’.

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ODONTOIATRIA: ADVAN, ‘EXPORT AL PALO A CAUSA DEL COVID’, -25% del fatturato

Occorre fare di necessità virtù e, dati i tempi che corrono, pensare di chiudere il bilancio aziendale 2020 agli stessi livelli del 2019, pur dovendo così rinunciare a ogni margine di crescita preventivato, può essere considerato un aspetto positivo. La pensano così i vertici di Advan, l’azienda di Amaro che produce i sistemi implantari più innovativi per l’odontoiatria di avanguardia. «La domanda interna è ripresa con un andamento migliore rispetto al previsto – illustra il presidente e amministratore delegato, Mario Zearo. Ciò che è rimasto invece al palo sono i nostri progetti di espansione verso l’estero, poiché l’andamento del Covid 19 ha pesantemente influenzato gli spostamenti nostri e dei nostri possibili nuovi clienti». Nel 2020, inoltre, i nuovi prodotti che l’azienda ha immesso sul mercato proprio poco prima del lockdown non hanno potuto godere appieno del piano di diffusione predisposto. «Ciononostante – sintetizza Zearo – le prime stime ci dicono che manterremo il fatturato entro un -25% rispetto a quello di previsione, azzerando di fatto tutta la crescita che pensavamo di poter realizzare nel corso dell’anno. In definitiva, i numeri saranno quelli del 2019». Il nuovo scenario ad Advan è stato affrontato attraverso «una rimodulazione dei costi» resa sufficientemente agevole dal fatto che «non abbiamo dovuto mettere in conto le uscite per la partecipazione e fiere e congressi, per noi una voce significativa e pesante». Il ricorso alla cassa integrazione è stato minimo, «contenuto ad aprile e maggio». Confermati quindi tutti i dipendenti, Advan ha agito solo su due contratti a termine, non rinnovandoli. Nonostante le nuove e più restrittive disposizioni governative anti Covid – l’uso della mascherina anche all’aperto –, Zearo guarda con una certa fiducia e determinazione al 2021, perché ci sono segnali considerati interessanti. Il bilancio 2020 è confermata a 1,950 milioni, con una progressione stimata fino a 5,5 milioni nel 2024. Il mercato è diviso tra il 43,6% in Italia e la restante quota, 56,4% all’estero. Percentuali sostanzialmente destinate a restare tali nel prossimo quadriennio. L’azienda, inoltre, continuerà ad investire, con cifre variabili di anno in anno e con una punta di 3 milioni nel 2021.

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SCAMPATO AL COVID, IL RE DELLE CASETTE D’ACQUA, FABIO MASSARO: ‘VOGLIO DEDICARE IL RESTO DELLA MIA VITA A FARE DEL BENE’. INVENTA SISTEMA CHE PRODUCE ACQUA POTABILE DALL’UMIDITÀ DELL’ARIA

pic by Anna Tsaplina, @aironefoto

Fabio Massaro ha 60 anni ed è uno degli scampati al Covid. Titolare della Italbedis (e di altre aziende in Italia e nel mondo), impresa di Legnago (Vr), impegnata nel trattamento dell’acqua e nella produzione di dispositivi che utilizzano appunto, l’acqua. Una idea, in apparenza semplice, viene a Massaro e ad un suo partner, Gianantonio Ronda, del Gruppo Ronda, di Zanè (Vi): perché non utilizzare l’umidità naturalmente presente nell’aria? 

Ecco che nasce un sistema (nella foto sotto) in grado di catturare l’umidità dell’aria, e attraverso un concentratore solare, tutto green, che sfrutta i raggi del sole e porta all’ottenimento finale di un’eccellente acqua pura. 

Una volta raccolta l’umidità dentro ad un serbatoio, dopo il processo di vaporizzazione, si ottiene acqua demineralizzata pronta all’uso. Se aggiunta dei sali minerali necessari, può essere bevuta, quindi, può venire destinata ad un uso alimentare. 

Massaro, che è uno dei primi inventori e player nazionali delle ‘casette per l’acqua’ note in tutta Italia, è entusiasta del suo progetto che potrebbe avere anche scopi umanitari. Ovvero: portare acqua potabile nei Paesi dove questa non è, purtroppo ed ancora, una normale consuetudine di vita quotidiana. ‘Possiamo fare del bene all’umanità intera, con questa invenzione – spiega Massaro – la produzione inizierà in dicembre. Voglio indirizzare la mia vita da imprenditore a fare del bene: con uno sguardo attento alla sostenibilità ambientale e ad un fare impresa etico’. Eticità e sostenibilità ambientale vanno spesso a braccetto. Soprattutto in questo momento storico, di pandemia: quando è diventato normale per tutti noi, arrivare subito all’essenziale. In ogni senso. 

Massaro è nato a Tolmezzo (Ud): ‘Amo la mia terra di origine’. Quanto e come l’ha cambiata il Covid? ‘Ero un entusiasta della vita prima, e lo sono ancora oggi. Forse di più. Sono un sopravvissuto. Con una possibilità in più di agire con etica e devozione alla vita’. 

Italbedis produce macchine per la distribuzione dell’acqua per uso domestico e destinate agli esercizi pubblici. Genera ricavi per 20 milioni e occupa circa 100 dipendenti. 

‘Sono profondamente soddisfatto di avere creato questo nuovo macchinario con una tecnologia brevettata, innovativa e green. In questa mia ‘seconda’ vita, voglio far sì che possa rendere la vita migliore agli altri, a chi non può ancora permettersi l’acqua potabile o dove l’acqua, per le condizioni climatiche è scarsamente presente’. 

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REVID19: TEST RAPIDO SUL RESPIRO SCOVA IL COVID19, CONTINUA LA SPERIMENTAZIONE

Mario Canciani e il soggetto pronto a respirare nel Revid19

Continua l’attività sperimentale dell’associazione Alpi: Allergie e pneumopatie infantile di Udine, su Revid19, il nuovo device messo a punto da Eurotech, in corso di utilizzo per il riconoscimento e l’individuazione, della presenza del Covid19, nel respiro. Presso il Municipio di Remanzacco (Udine) , l’associazione Alpi ha eseguito i test sul respiro su di un gruppo di ex pazienti del “focolaio Remanzacco”, che hanno contratto l’ infezione nei mesi scorsi. Si tratta di una metodica nuova, sembra unica al mondo, che si basa sul principio delle “reti neurali”. Il computer viene istruito a riconoscere le alterazioni del respiro: i risultati vengono poi correlati allo stato clinico del paziente, agli esiti dei test sierologici ed a quelli sui tamponi. La prova è stata eseguita fino ad ora su di una cinquantina di soggetti. ‘Qualora risultasse attendibile su di un maggior numero di pazienti, potrà essere usato per riconoscere in poche decine di secondi il virus’ afferma Mario Canciani, pneumologo di fama internazionale e presidente dell’Alpi Odv. Revid19 è uno strumento dotato di intelligenza artificiale e tecnologia Iot (Internet of things): una serie di sensori raccoglie le informazioni provenienti dal respiro. Ovvero, riconosce le anomalie dell’aria eliminata dai bronchi, il cosiddetto esalato.

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TILANCIO È AGENZIA DI STAMPA QUOTIDIANA

Ti Lancio è, ufficialmente, dal 21 ottobre 2020, agenzia di stampa quotidiana: testata giornalistica, con autorizzazione del Tribunale di Udine numero 2660/2020.

Il piano editoriale si riassume nel dar voce alle Pmi italiane, anche alle piccole e piccolissime imprese, in Italia e nel mondo, a partire dal Nordest, dove si trova la nostra sede.

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EUROTECH INVENTA MASKLIP, IL DEVICE CHE RENDE LA MASCHERINA INTELLIGENTE

Si chiama MaskLip il nuovo dispositivo realizzato dal Centro ricerche di Eurotech; oggi giunto al termine della sua fase progettuale: si tratta di un piccolo device, simile, per dimensioni e fattura ad un fermacravatta. Ricchissimo di sensori, dotato di intelligenza artificiale ed in grado di capire come viene utilizzata la mascherina, principale mezzo di contrasto alla trasmissione del Covid19.
Il sistema applicato sulla mascherina riesce a fornire numerose informazioni relative al suo utilizzo: ma soprattutto, indica, se la mascherina viene indossata in modo corretto oppure no. Si assiste infatti, di frequente, al fatto che la mascherina non venga posizionata su naso e bocca, ma tenuta abbassata o addirittura portata al braccio o al polso. Inoltre, fornisce indicazioni su quando sia necessario cambiare la mascherina. MaskLip monitora l’utilizzo della mascherina. Una notevole quantità di raffinati sensori è presente sul device.
Sono altri i prodotti creati da Eurotech in epoca di pandemia. Non ultimo: il portale munito di contapersone, controllo della temperatura e di un dispositivo che riconosce se il soggetto indossa o meno la mascherina. Un prodotto che può essere posizionato in qualsiasi luogo d’ingresso ad alta frequenza di passaggio, dove è necessario misurare questi parametri. Uno di questi portali è già stato installato a Trieste: al PalaTrieste, Allianz Dome. Mentre, Revid19 il nuovissimo device, sempre messo a punto da Eurotech, in corso di utilizzo per la ricerca in via sperimentale, della presenza del Covid19, nel respiro, è stato arricchito di 8 nuovi sensori, che “moltiplicano” i dati necessari per l’addestramento delle reti neurali. Si tratta di uno strumento dotato di intelligenza artificiale e tecnologia Iot (Internet of things): una serie di sensori raccoglie le informazioni provenienti dal respiro. Ovvero, riconosce le anomalie dell’aria eliminata dai bronchi, il cosiddetto esalato. Al momento e da qualche tempo, Revid 19 è in uso dall’associazione Allergie e Pneumopatie infantile Alpi Odv di Udine, e da Mario Canciani, pneumologo di fama internazionale e presidente dell’Alpi Odv.
‘Ci siamo messi a disposizione della collettività – spiega Roberto Siagri, amministratore delegato di Eurotech – in un momento di grande necessità di tipo sanitario e sociale. Il nostro segmento dedicato alla Ricerca, si è dato da fare per sviluppare dispositivi utili alla comunità globale. Fra i nostri scopi vi è l’uso della tecnologia applicata anche al settore medicale. È parte della nostra mission il miglioramento della qualità di vita, in special modo in epoca di pandemia, dove appunto la qualità del nostro vivere quotidiano è messa a dura prova’.

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LAVORAZIONE LEGNAMI OTTIENE CERTIFICAZIONI PEFC E FSC, SVOLTA GREEN PER L’AZIENDA CHE CREA PACKAGING DI LUSSO

Legno, vetro, vino: tre materiali che racchiudono l’essenza di un’economia sostenibile. Naturali, rispettosi dell’ambiente, parte strategica dell’economia circolare che comincia a segnare il presente e caratterizzerà il futuro. Lavorazione Legnami crea la filiera della sostenibilità, ottenendo le certificazioni ambientali: Pefc e Fsc, sulla provenienza della materia prima utilizzata, il legno. Sono 2 milioni e 500mila le confezioni di legno per vini di pregio prodotte in un anno da Lavorazione Legnami.
Una storia che sta già scrivendo Lavorazione Legnami, l’azienda che con gli stabilimenti di Asti e Tolmezzo (Ud) “veste” le migliori bottiglie di vino con packaging in legno su misura e brand della casa vitivinicola marchiato a fuoco. L’impresa, infatti, ha spinto ai massimi livelli la sua attenzione per la sostenibilità di tutta la filiera in cui è coinvolta, ottenendo le certificazioni ambientali Pefc ed Fsc, che attestano la cura e l’attenzione per l’ambiente lungo tutto il sistema produttivo, a partire dalla gestione dei boschi dai quali proviene il legno utilizzato per il packaging.
È a cominciare da un corretto utilizzo del bosco, infatti, che si costruisce una storia di rispetto, qualità, bellezza e armonia adatta a sposarsi perfettamente con bottiglie di vino di gran classe e cantine vitivinicole votate all’eccellenza.
La certificazione Pefc è un sistema mondiale di certificazione della gestione delle foreste del legno: la coltivazione degli alberi si svolge in modo corretto dal punto di vista ecologico, economico e sociale.
Oggi Lavorazione Legnami utilizza solo materia prima certificata Pefc e Fsc. Con essa realizza confezioni di legno personalizzate a seconda delle necessità e anche lo standard qui è customizzato. Il processo termina con la marchiatura a fuoco del brand appartenente alla casa vitivinicola. ‘Da sempre, proprio per la materia prima che utilizziamo per le nostre confezioni, ovvero: il legno, siamo vocati alla sostenibilità – afferma Michele Ianich, amministratore delegato di Lavorazione Legnami – con le due certificazioni ottenute, mettiamo un sigillo ad un valore già imprescindibile per la nostra impresa’.
L’azienda, nata a Tolmezzo e recentemente ampliatasi anche in Bulgaria con l’acquisizione di una locale concorrente, sviluppa la sua sede friulana su 16mila metri quadri, di cui 8mila di stabilimento. Occupa 70 dipendenti, con 12 milioni di fatturato.

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BENG, FARI A FANALI PER L’AUTO A IDROGENO

L’auto super elettrica, la green senza compromessi, quella che sfonda la porta più avanzata verso il futuro, parla friulano. L’automobile ad idrogeno, realizzata in prototipo, con due esemplari, a Torino: “indossa” i fanali realizzati dalla Beng di Tolmezzo, un’autorità internazionale in fatto di fanaleria d’avanguardia. L’auto è già stata presentata a Detroit, la culla americana dell’automotive; poi, complice la mancanza di fondi ed in seguito la crisi generata dal Covid, il progetto si è arenato.
Beng accende le luci sull’innovazione green, che punta ad una alimentazione dei veicoli a tutela dell’ambiente e per la sostenibilità. Ora si è andati oltre, pensando anche ad auto alimentate a fuel cell a metanolo – il metanolo alimenta cioè le celle che producono energia elettrica per far funzionare l’auto – e Beng non si è sottratta a un’ulteriore sfida, che sta portando avanti in Germania, un Paese estremamente attento ad innovazione anche nel settore automotive. «Siamo molto attenti al mondo dell’innovazione in ambito automotive – afferma il fondatore e presidente di Beng, Giovannino Bearzi –. Le cose stanno cambiando e il Covid-19 ha impresso un’accelerazione».
Il momento è davvero epocale: sono stati cancellati gli eventi fieristici più importanti al mondo in cui si presentavano nuovi modelli e tecnologie, eppure il mondo non si ferma, va avanti. «Ora conta più l’innovazione che la ‘vetrina’ – analizza infatti l’imprenditore –, tanto che i pezzi unici, cui forniamo fari e fanali, continuano a essere prodotti. Si tratta di un mercato di nicchia, che non conosce crisi. Sta solo cambiando pelle e l’innovazione nell’automotive oggi significa innanzitutto innovative modalità di alimentazione». Prosegue a gonfie vele, dunque, l’attività della società carnica anche e soprattutto nel settore delle luxury car. «Siamo felici che, ancora una volta, la scelta per la realizzazione di fanali per queste importanti tipologie di auto sia caduta su di noi – afferma Matteo Bearzi, uno dei tre soci assieme al padre Giovannino e al fratello Elvis -. La qualità dei nostri fari e fanali, il know-how consolidato e la ricerca costante del nostro reparto sviluppo stanno facendo la differenza su scala internazionale».
B.Eng (acronimo di Bearzi Engineering) è nata nel 2004, forte dell’esperienza nel settore automotive, che si è snodata per diversi decenni, del capostipite Giovannino Bearzi. Oggi, conta 15 addetti, vanta un portafoglio clienti di una quindicina di aziende, che comprende, tra gli altri, nomi di prestigio quali Ferrari, Apollo IE, Italdesign Zerouno, Pagani Huayra BC e Lamborghini Sesto Elemento. Genera un fatturato di 2 milioni e mezzo di euro.

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OVERLOG, PER IL MONDO VEG: UN MAGAZZINO DIGITALE

Overlog, azienda specializzata nella realizzazione di soluzioni Ict (software, hardware e servizi) per la gestione della logistica, ha ottenuto una commessa dalla storica The Bridge, impresa con sede a San Pietro Mussolino (Vi), produttrice di alimenti vegani, per la creazione di un software in grado di garantire la corretta gestione dei flussi di magazzino: dall’ingresso delle materie prime, alle movimentazioni in area di produzione, alla gestione del prodotto finito anche tramite dispositivi mobili con lettori di codice a barre.
Sono sempre maggiori le esigenze di stoccaggio della merce per le aziende produttrici di alimenti vegetariani e vegani. L’8,9% degli italiani mangia “verde”. Di questi il 6,7% è vegetariano mentre il 2,2% vegano. Secondo il 32esimo rapporto Eurispes, vegetariani e vegani sono in aumento rispetto agli scorsi due anni quando la percentuale era rispettivamente del 7,1% e del 7,3%. Tra le motivazioni alla base della scelta soprattutto la salute, il benessere (23,2%) e l’amore e il rispetto nei confronti del mondo animale (22,2%). ‘Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto – spiega Marco Crasnich, amministratore delegato di Overlog (nella foto) – la sostenibilità è un nostro fiore all’occhiello, ovvero, garantire, con i nostri prodotti una filiera di gestione del magazzino che ottimizzi i processi, in un globale sistema virtuoso di digitalizzazione’. Esistono ad oggi, due scelte strategiche che possono assicurare futuro alle proprie attività: la digitalizzazione spinta e una produzione ambientalmente sostenibile. S’innesta esattamente in questi valori, la vocazione storica di The Bridge, dedita all’alimentazione vegana, e la sua scelta di affidarsi a Overlog di Buttrio in provincia di Udine, per ottimizzare secondo le più evolute strategie 4.0 i sistemi per la gestione dei flussi logistici interni delle materie prime in produzione e dei prodotti finiti. Scelte di automazione e tracciabilità strettamente connesse ad una ricerca di assoluta qualità nella gestione di ogni settore aziendale, in linea con l’eccellenza di una produzione di bevande al 100% biologiche e vegetali, con dessert e creme per cucinare realizzate con ingredienti selezionati e certificati. Una digitalizzazione, in sostanza, che accresce la sostenibilità dei processi, alimentando un percorso virtuoso. Nel moderno stabilimento logistico a San Pietro Mussolino (Vi) è stato implementato un sistema software in grado di garantire la corretta gestione dei flussi di magazzino, garantendo le logiche Fifo (first-in, first-out), metodo di gestione dei flussi delle merci secondo cui gli articoli che entrano per primi in magazzino sono i primi ad uscire, dall’ingresso delle materie prime, alle movimentazioni in area di produzione, alla gestione del prodotto finito anche tramite dispositivi mobili con lettori di codice a barre. La soluzione sviluppata da Overlog consente di migliorare l’accettazione della merce sia nel controllo fisico che qualitativo, di eliminare errori durante il trasferimento di materie prime a lotto in zona di produzione (WIP) e ottenere dati certi di disponibilità della merce. Diversi i benefici ottenuti: giacenze dei magazzini in tempo reale con lotto e scadenza associate, gestione in Slim2k delle regole commerciali per la spedizione ai clienti, avanzamento puntuale dei documenti di carico e delle liste di spedizione sulle dashboard messe a disposizione della logistica. ‘Il percorso fatto con Overlog per l’inserimento di Slim2K è stato fondamentale per tracciare completamente la merce presente nei nostri tre magazzini e avere una visione reale di quanto effettivamente presente – sottolinea Marco Negro Marcigaglia, amministratore delegato di The Bridge –. Riteniamo di aver centrato gli obiettivi che ci eravamo prefissati, così da consolidarci e prepararci per i prossimi progetti’.

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MEP: PRESIDIO DI SICUREZZA E BENESSERE SOCIALE

https://youtu.be/ZOi-pLVmpHw

L’azienda può diventare un importante presidio per la sicurezza sanitaria e il benessere dei lavoratori, delle loro famiglie e di una porzione della comunità. Ne è un esempio MEP, Macchine Elettroniche Piegatrici di Reana del Rojale, Udine, la società che ha posto la formazione ben oltre le necessità di legge quale impegno etico, attraverso la sua MEP Business School, convinta del pensiero: «ogni lavoratore è un cittadino e la sua consapevolezza e le sue responsabilità sono cruciali per la società e per l’impresa stessa».

Due gli esempi dell’impegno aziendale per la prevenzione e la salvaguardia della salute. Il primo riguarda il contrasto alla diffusione del Covid-19 in generale nella popolazione. «L’impennata di casi di questi giorni non mi meraviglia, perché nelle ultime settimane caratterizzate dalle ferie, complice l’allentarsi delle misure, abbiamo abbassato un po’ la guardia – afferma il medico competente di MEP, Vincenzo Allegra – al contempo, però, l’aumento del numero dei casi non mi spaventa se ci impegniamo a mantenere un alto livello di attenzione e a rispettare con scrupolo protocolli e regole. Non possiamo vivere per lungo tempo con la paura di essere colpiti, dobbiamo invece assumere tutti i comportamenti atti a mantenere la sua diffusione bassissima, finché non saremo usciti dall’emergenza». Per questo MEP, spiega il suo HSE Manager Claudio Miconi, ha programmato per la continuazione delle attività in autunno, così come per la trascorsa estate, un’azione costante di sensibilizzazione perché siano mantenuti alti l’attenzione e il senso di responsabilità nel rispetto di tutti, comportamenti e procedure sistematizzate nei mesi precedenti. Un’operazione che MEP ha condotto nella convinzione che «le regole di prevenzione e cura di sé apprese in azienda divengano parte della vita dei nostri Lavoratori che, come xittadini, continueranno a comportarsi correttamente anche fuori da qui». Un altro fronte, di soddisfazione culturale per MEP è stato il «Progetto Ippocrate», nato a seguito della prescrizione di legge che richiede l’accertamento nelle mansioni pericolose della salute dei lavoratori. «Non ci siamo limitati ad applicare la norma ma, dopo alcuni esami di verifica, abbiamo avviato percorsi formativi – di concerto con l’HSE e i rappresentanti dei lavoratori – riguardo al concetto fondamentale e a come si può prevenire tale stato di benessere – spiega Allegra -. I risultati degli ultimi tre anni sono molto positivi, perché siamo riusciti a ottenere in tutti i soggetti rilevati un netto miglioramento». Con i suoi percorsi e la disponibilità dimostrata dagli esperti coinvolti, MEP è riuscita dunque a «incidere su una dimensione culturale, facendo prendere coscienza del proprio benessere.

https://www.mepgroup.com/it/

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TOSOLINI, IN ARRIVO L’AMARO PER OGNI SKIPPER DELLA BARCOLANA A TRIESTE

La notissima Distilleria Bepi Tosolini di Povoletto (Ud), in Friuli Venezia Giulia, da oltre un secolo continua a tenere in produzione questa «pietra miliare del nostro brand», afferma il presidente Giovanni Tosolini, e quest’anno sarà sponsor della Barcolana, la regata velica più grande del mondo che l’11 ottobre porterà nel Golfo di Trieste migliaia e migliaia di vele per la sua 52esima edizione. Tosolini ha già solcato questo mare per diversi anni con il brand abbinato a una barca, ma quest’anno ha voluto fare di più, legando il proprio nome a quello della manifestazione nel suo complesso e arrivando nella sacca di ogni skipper iscritto all’evento. 

www.bepitosolini.it

Un autunno ricco, per dare valore al territorio: per ricordarne storia e caratteristiche ai consumatori anche con una campagna informativa sulle reti televisive Mediaset, con uno spot che onora il Fvg. «In ogni sacca ci sarà una bottiglia del nostro Amaro Tosolini – conferma il presidente della Distilleria -, per una degustazione condivisa con tutto l’equipaggio». In barca o sulle rive, l’Amaro troverà così uno dei luoghi più appropriati per la sua degustazione. «È un amaro fatto con erbe mediterranee – sottolinea il presidente – e la sua stagionatura avviene in botti di una barriqueria che si trova nella Laguna di Marano. L’aria marina gli conferisce caratteristiche uniche che ben si sposano con una manifestazione regina del mare». 

Nella foto: Lisa Tosolini

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VENICA&VENICA, VENDEMMIA SUPERLATIVA

Condizioni climatiche ottimali hanno contribuito a una vendemmia 2020 di ottima qualità (nelle foto), premessa per un vino di altrettanto pregio: le piogge regolari hanno impedito alle viti di subire stress idrico, la buona escursione termica ha calibrato perfettamente carica aromatica e acidità, rendendo le uve di quest’anno molto simili a quelle degli anni Novanta, quando la gradazione era leggermente inferiore a quella delle ultime stagioni, accentuata dall’innalzamento delle temperature. Venica&Venica, la storica Cantina di Dolegna del Collio, racconta così la sua 90esima vendemmia, praticata in un anno in cui il Covid-19 ha messo in crisi molti aspetti della vita socio-economica ma non è riuscito a piegare la natura, che sta “regalando” raccolti da mettere in memoria.

È iniziata in questi giorni la vendemmia dell’uva a bacca rossa. Un periodo in cui la famiglia Venica&Venica e i suoi collaboratori sono entrati ogni giorno in vigna per cogliere il momento migliore in cui tagliare il frutto della vite rigorosamente a mano, perché ciò consente un controllo puntuale e immediato dello stato di salute dell’uva. «Se le condizioni climatiche sono importanti, è altrettanto determinante saper individuare la giusta curva di maturazione dell’uva», racconta infatti Ornella Venica, elencando le azioni fondamentali che portano a un vino d’eccellenza. Sono 40 gli ettari che l’azienda coltiva da 90 anni nella zona più a Nord del Collio, dove quest’anno la produzione della famiglia dei Pinot è stata leggermente inferiore alle precedenti annate, come è successo per altro nel resto d’Italia. «C’è stata una produzione inferiore di circa l’8-10% – conferma la vignaiola – il che è un vantaggio per la qualità dell’uva raccolta». Dalla vendemmia in vigna a quella glamour nel centro di una city come Milano, per Venica&Venica il passo è breve, poiché sarà protagonista fino al10 ottobre della “Vendemmia in via Montenapoleone”, l’ormai tradizionale appuntamento promosso da MonteNapoleone District, in collaborazione con il Comitato Grandi Cru d’Italia, per unire la produzione d’eccellenza italiana, contraddistinta dai brand del lusso e dalle più prestigiose cantine del made in Italy. Domani, venerdì 9 ottobre, la Cantina di Dolegna parteciperà al testing che coinvolge tutte le aziende presenti alla “Vendemmia in Via Montenapoleone”, in programma al salone delle feste dell’hotel Four Season di Milano.

www.venica.it

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OVERLOG AL SERVIZIO DEL MONDO VEG – sviluppata una soluzione software per rendere completamente tracciabile la merce presente in 3 magazzini di The Bridge, produttore di alimenti vegani

Per gli imprenditori più avveduti ci sono due scelte strategiche che possono assicurare futuro alle proprie attività: la digitalizzazione spinta e una produzione ambientalmente sostenibile. S’innesta esattamente in questo solco la vocazione storica di The Bridge, dedita all’alimentazione vegana, e la sua scelta di affidarsi a un big del settore, Overlog di Buttrio in provincia di Udine – nella foto Marco Crasnich, Ceo di Overlog, per ottimizzare secondo le più evolute strategie 4.0 i sistemi per la gestione dei flussi logistici interni delle materie prime in produzione e dei prodotti finiti ai clienti finali. Scelte di automazione e tracciabilità strettamente connesse ad una ricerca di assoluta qualità nella gestione di ogni settore aziendale, in linea con l’eccellenza di una produzione di bevande al 100% biologiche e vegetali, con dessert e creme per cucinare realizzate con ingredienti selezionati e certificati. Una digitalizzazione, in sostanza, che accresce al sostenibilità dei processi, alimentando un percorso virtuoso. Nel moderno stabilimento logistico a San Pietro Mussolino (Vi) è stato implementato un sistema software in grado di garantire la corretta gestione dei flussi di magazzino, garantendo le logiche FIFO, dall’ingresso delle materie prime, alle movimentazioni in area di produzione, alla gestione del prodotto finito anche tramite dispositivi mobili con lettori di codice a barre. La soluzione sviluppata da Overlog consente di migliorare l’accettazione della merce sia nel controllo fisico che qualitativo, di eliminare errori durante il trasferimento di materie prime a lotto in zona di produzione (WIP) e ottenere dati certi di disponibilità della merce. Diversi i benefici ottenuti: giacenze dei magazzini in tempo reale con lotto e scadenza associate, gestione in Slim2k delle regole commerciali per la spedizione ai clienti, avanzamento puntuale dei documenti di carico e delle liste di spedizione sulle dashboard messe a disposizione della logistica. “Il percorso fatto con Overlog per l’inserimento di Slim2K è stato fondamentale per tracciare completamente la merce presente nei nostri tre magazzini e avere una visione reale di quanto effettivamente presente – sottolinea il Ceo e Co-owner di The Bridge, Marco Negro Marcigaglia -. Riteniamo di aver centrato gli obiettivi che ci eravamo prefissati, così da consolidarci e prepararci per i prossimi progetti”.

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GRUPPO GATTO: LA SOSTENIBILITÀ GENERA UN NUOVO MODELLO DI BUSINESS

L’amministratore delegato Cristian Paravano racconta un processo in tre fasi avviato nel 2013 «Sostenibilità», un termine tanto evocato quanto complesso. Essenziale per poter essere competitivi oggi, ancor di più dopo Covid-19, eppure capace di esplicare la sua forza innovativa attraverso una programmazione di lungo periodo. È ciò che ha compreso, da pioniera, Sarno Display – Gruppo Gatto, l’azienda presente a livello internazionale primariamente nel visual display per occhialeria, cosmesi e gioielleria, che ha cominciato nel 2013 a organizzarsi in un’ottica sostenibile e ora sta gestendo la seconda di tre fasi. Cristian Paravano è entrato recentemente nel consiglio di amministratore della società stessa, mantenendo anche i precedenti ruoli a livello di capogruppo ed ha avviato i processi, sta guidando il presente e ha già chiare le prossime tappe.

Paravano, se qualcuno non conoscesse il significato di «sostenibilità», come la racconterebbe abbinando all’attività di un’impresa? «La spiegherei come l’ha interpretata il nostro Gruppo. Nell’accezione, cioè, che comprende una performance economica in grado di bilanciare benessere delle persone, salvaguardia dell’ambiente e delle risorse».

Possibile tutto e subito? «Noi siamo partiti nel 2013 e abbiamo una progettualità al riguardo che prevede il 2022 e oltre. Nel 2013 il Gruppo usciva da un periodo complesso e doveva trovare una nuova strada. Capimmo che tutto ciò che ruotava attorno alla sostenibilità sarebbe stato il futuro e abbiamo avviato un processo perché il tema diventasse sistemico in azienda, non occasionale».

Quale fu, in concreto il primo passo? «L’ottenimento delle certificazioni che oggettivavano i nostri traguardi: abbiamo così ottenuto la 9001 la qualità e l’efficienza di processo; la Sa 8000 per la responsabilità sociale d’impresa, la 14000 che riguarda la sicurezza sul lavoro e la 18000 che attiene al rapporto con l’ambiente. È stato un lavoro che ha interessato tutti gli stabilimenti del Gruppo nel mondo. Stiamo completando gli accreditamenti anche in Cina. Nel 2019 siamo arrivati al Bilancio di sostenibilità. Sono stati anni in cui, in parallelo, abbiamo molto investito nel rinnovamento dei macchinari, per automatizzare diversi processi e liberare risorse umane e da impiegare in lavori meno ripetitivi».

La fase 2 quando è scattata? «È quella in corso, possiamo dire che si sviluppa tra il 2020 e il 2021, per attuare una trasformazione organizzativa e di filiera. Abbiamo cambiato le abitudini delle persone per fare in modo che la sostenibilità diventi una forma mentis, un modo di essere, il modo con cui approcciare ogni aspetto della vita. Per esemplificare: chi progetta non può che partire dall’idea di impiegare materiali da riciclo e di disassemblare gli oggetti. Inoltre, è necessario ‘fertilizzare’ la filiera, perché in tema di sostenibilità non ha senso un anello senza la catena. In questa fase 2, inoltre, dovremo affinare e arricchire gli indicatori per misurare i progressi aziendali. Il concetto di economia circolare è uno degli indicatori da recepire, sarà dirimente nei prossimi anni».

E dal 2022, la sostenibilità come sarà vissuta dalla Divisione Display e, soprattutto, che cosa avranno generato 8 anni d’attività in questa direzione? «Sarà il periodo della maturità, in cui il connubio di sostenibilità e innovazione porterà al cambio del modello di business al fine di avere una progettualità competitiva sul lungo periodo. Le tantissime tecnologie mature e disponibili a valori economici “normali” coniugati ad una crescente sensibilità in materia Green dovrebbe poter modificare il mercato del PoP/Visual in modo disruptive dove servitization e circolarità saranno protagonisti.»

Possibile tanto cambiamento in un momento di così grande incertezza generata da Covid-19 e dalle sue conseguenze? «Non solo possibile, ma necessario. Se ci sono idee, ora bisogna metterle in campo. È il momento in cui il sistema ha meno resistenze e l’immobilità crea maggiori paure».

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TURISMO, CHIAVEGATO: ‘SERVONO INTERVENTI FORTI PER FAR TORNARE TURISTI IN ITALIA’

«Il comparto turistico ha bisogno che si adottino politiche statali e regionali estremamente aggressive per riportare gli ospiti stranieri in Italia. Continuare a puntare solo sul turismo interno e locale, infatti, significa passarci la palla all’interno di un sistema chiuso e lasciare ad altri affari per 44,3 miliardi. Appena sarà possibile viaggiare con maggiore libertà dobbiamo essere pronti con politiche forti ad hoc». È la proposta-appello che mette in campo Mattiarmando Chiavegato, attivo nel settore dell’ospitalità in Fvg ed a Venezia (Hotel Messner ****), preoccupato che, per effetto delle conseguenze Covid-19, l’Italia sia tagliata fuori dalle mete del turismo internazionale, una voce cruciale per i bilanci delle attività dedicate all’ospitalità e a tutti i servizi connessi. Secondo dati di Bankitalia, nel 2019 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è stata di 44,3 miliardi e secondo i numeri di Unioncamere la spesa turistica complessiva è arrivata a 84 miliardi, con il 45,3% generato dal turismo straniero. «Si tratta dei turisti che hanno una maggiore propensione alla spesa – prosegue Chiavegato -: a seconda della nazionalità, la spesa media giornaliera varia dai 102 ai 149 euro, con una permanenza media di 4 giorni, esclusi i costi aerei». Sono cifre che indicano come «questi turisti lascino nei nostri hotel, ristoranti, negozi e servizi un importo simmetrico a quello del bonus vacanze da 500 euro ideato dallo Stato quest’anno per incentivare il turismo interno. La sostanziale differenza – evidenza l’imprenditore – sta nel fatto che per il bonus le risorse sono messe dallo Stato, quindi sono sempre soldi nostri e l’iniziativa è a debito». In sostanza, se il “bonus vacanza” 2020 «è stato meglio di niente, ma ha prodotto effetti positivi limitati perché i beneficiari sono soggetti con poca o scarsa capacità di spesa», per Chiavegato urge ritornare ad essere molto attrattivi sul fronte estero. «È da lì che arriverà l’ossigeno per una ripartenza vera ovunque e in particolare nelle città d’arte, motore trainante di una lunga filiera», aggiunge, indicando anche una misura attrattiva possibile. «Dobbiamo catalizzare il turismo straniero con iniziative dirompenti – ribadisce -. Penso a incentivi simili a quello della “continuità territoriale” Ue, cioè lo strumento legislativo che garantisce i servizi di trasporto nelle regioni più disagiate all’interno di una nazione. In questo momento è l’Italia a essere una delle regioni più disagiate in Europa e merita un supporto dedicato – continua Chiavegato -. In deroga al principio di libero mercato – pensa -, ci potrebbero essere incentivi statali che abbassino drasticamente il costo dei biglietti aerei per tutto il traffico inbound. Una formula applicabile innanzitutto attraverso le compagnie aeree nazionali, senza limitarsi a esse».

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COVID, CAMBIO ANCHE SUI CONSUMI DI VINI PREGIATI. IANICH: ‘SI SPENDE PER LA QUALITÀ’

‘Il consumo di vini pregiati italiani, in special modo rossi, ha tenuto: nel periodo di lockdown ed anche successivamente. Il bere consapevole fra le mura domestiche ha reso il consumatore più attento alla qualità di ciò che sceglie per la sua tavola, facendolo propendere per vini eccellenti italiani. In calo, i consumi, in generale nel settore Horeca, nelle grandi città o città d’arte. Mentre, in ripresa nel medesimo ambito, nelle località meno centrali. Anche l’export di vini eccellenti italiani nel mondo, ha tenuto’. A confermare questi trend, Michele Ianich, presidente di Lavorazione Legnami, con core business nella creazione di confezioni di legno per vini pregiati, in particolar modo rossi, italiani, con sede in Carnia. ‘Diversa la situazione in Francia dove, si è registrato un calo dell’export di vini d’Oltralpe solo negli Stati Uniti, del 30 per cento. Inevitabilmente, il settore Horeca italiano ha risentito della situazione legata alla pandemia, e noi con loro. Molte delle nostre confezioni, finiscono, in hotel, ristoranti o bar, a racchiudere vini importanti. Il calo fisiologico dei consumi nei locali pubblici, ha subito però una compensazione, su due fronti: il consumatore ha aumentato gli acquisti nella Gdo, ed ha continuato a bere a casa, con una maggiore attenzione alla qualità. Questo potrebbe diventare un vero e proprio trend anche per il futuro. Assistiamo ad una maggiore consapevolezza negli acquisti: si spende meno e meglio, nell’ottica soggettiva di ognuno – afferma Ianich che continua – I vini italiani pregiati tengono ed hanno tenuto sui consumi pre-pandemia: con uno spiraglio anche nel settore Horeca. Tranne che nelle grandi città, il settore è in ripresa’. ‘Sì questo mese di settembre, che ancora deve chiudersi, registra un aumento dei consumi di vini nei locali pubblici, anche rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si registra una ripresa. Il cammino è ancora lungo. Sicuramente un settore di nicchia, come quello dei vini di pregio, non subisce flessioni, tendenzialmente. Stante, l’accelerazione di un fenomeno già in essere: la maggiore attenzione alla qualità ed ai consumi. Il consumatore ha deciso di spendere meglio i suoi denari. Anche a tavola – conferma Ianich, che prosegue – ci attendiamo un calo del fatturato di circa il 15%, da qui alla fine dell’anno. Una diminuzione fisiologica che, confidiamo, possa essere neutralizzata da un incremento a partire dal 2021’.

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MECCANICA QUANTISTICA: ‘IL FUTURO È LÌ, ANCHE IN CAMPO INDUSTRIALE’

‘Questo è il secolo della meccanica quantistica, anche in campo industriale’ è quanto afferma Roberto Siagri (nella foto), amministratore delegato di Eurotech che non esclude un coinvolgimento aziendale sul tema: ‘Ci impegneremo sul computer quantistico quando questo raggiungerà uno stadio di industrializzazione che lo renderà commerciabile, a temperatura ambiente e dunque basato su tecnologia fotonica’. ‘È una opportunità per tutti e sicuramente Trieste è ben posizionata per quanto riguarda la parte di teoria dello sviluppo della meccanica quantistica: ora si tratta di far partire iniziative che coinvolgano anche le imprese. Questa nuova frontiera richiede investimenti importanti e soprattutto uno stretto collegamento con le imprese. Suggerisco di guardare a cosa sta facendo la qui vicina Austria e magari provare ad adottare un modello di collaborazione simile a quello adottato da ‘Silicon Austria’, con dotazioni finanziare simili. Richard Feynman aveva tracciato la strada già 60 anni fa durante il discorso all’accademia delle scienze americana, si Mr. Feynman rimane sempre vero che c’è tanto spazio nel molto piccolo. La combinazione delle tecnologie digitali e di dispositivi che possano sfruttare in maniera prevalente la meccanica quantistica possono portare allo sviluppo di una economia intrinsecamente sostenibile. Confermando quello che scriveva Orio Giarini commentando le conclusioni del libro del Club di Roma “i Limiti alla crescita”, che non dimostravano la fine della crescita economica in quanto tale, ma i limiti di un certo tipo di crescita. I cambi dei modelli di business introdotti dal digitale e l’ulteriore riduzione degli sprechi e dei consumi che le tecnologie quantistiche porteranno dentro il mondo industriale potranno garantirci una crescita economica senza praticamente fine. La produzione digitale abbinata alla produzione quantistica porterà un’enormità di benefici confermando che si potrà fare sempre di più con sempre meno materia, energia, spazio e tempo. Non c’è settore che non ne possa beneficiare, dai calcolatori quantistici, a nuovi materiali, nuovi sensori e nuovi metodi di produzione. Nel mondo dell’informazione e della comunicazione si stanno già ottenendo i primi risultati per quanto riguarda il trasporto sicuro dei dati e mi aspetto che entro 5 anni si incominci a diffondere l’uso di computer quantistici. Mi aspetto anche il drastico miglioramento dei computer attuali grazie a dispositivi che pur essendo costruiti sfruttando la meccanica quantistica operino in modalità di calcolo classica. Non solo, dunque, il settore dell’ICT potrà trarre grandi benefici ma anche altri settori come la robotica e la produzione grazie a nuovi sensori e alle nano macchine potranno trarre grandi benefici.Servono importanti investimenti per poter rendere fruibile a livello industriale i sorprendenti paradigmi , per non dire paradossi, che derivano dall’uso delle leggi quantistiche. Serve però crederci e servono importanti investimenti, l’Europa infatti ha messo a disposizione un miliardo di euro per le iniziative collegate alle tecnologie quantistiche. Se questo è l’importo messo a disposizione dell’Europa si fa presto a capire che non si entra in questo nuovo mondo con ticket da qualche milione di Euro’. Eurotech (ETH:IM) è una multinazionale che progetta, sviluppa e fornisce soluzioni per l’Internet of Things complete di servizi, software e hardware ai maggiori system integrator e ad aziende grandi e piccole. Adottando le soluzioni di Eurotech, i clienti hanno accesso alle pile di software (stack) open-source e standard più recenti, a gateway multiservizi flessibili e robusti e a sensori sofisticati, allo scopo di raccogliere dati dal campo e renderli fruibili per i processi aziendali. In collaborazione con numerosi partner di un ecosistema mondiale, Eurotech contribuisce a realizzare la visione dell’Internet delle Cose, fornendo soluzioni complete oppure singoli blocchi “best-in-class”, dalla gestione dei dispositivi e dei dati alla piattaforma di connettività e comunicazione, dai dispositivi periferici intelligenti agli oggetti “smart”, con modelli di business idonei al mondo dell’impresa moderna. Per maggiori informazioni su Eurotech, www.eurotech.com.

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beanTech inarrestabile, nuovo PREMIO

Fabiano Benedetti, CEO e presidente di BeanTech

Nuovo prestigioso riconoscimento per beanTech: l’azienda tecnologica friulana si è aggiudicata il Global Most Outstanding National Winner e potrà competere a livello globale per il titolo di “Global MIKE”. Innovative Knowledge Enterprise (MIKE) Award nasce nel 1998 a Londra con l’obiettivo di unire accademia e mondo manageriale in uno sforzo volto ad identificare le migliori pratiche manageriali utilizzate per coltivare e convertire la conoscenza aziendale in innovazione. Nel corso degli anni, hanno partecipato e vinto il prestigioso riconoscimento aziende riconosciute leader dell’innovazione a livello mondiale, come Google e Microsoft. Il riconoscimento viene assegnato prima a livello nazionale, poi beanTech sarà invitata alla cerimonia di premiazione a livello globale. Il premio viene assegnato previo un processo di valutazione condotto da un comitato scientifico che analizza le imprese che intendono sottoporsi all’audit ed è composto da professori provenienti da 14 Paesi diversi. Per l’Italia, il premio è coordinato da Maurizio Massaro dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e gestito dallo spin-off Universitario Strategy Innovation sotto la direzione di Carlo Bagnoli. beanTech si è distinta per la propria capacità di convertire la conoscenza in innovazione. La cerimonia di consegna si è tenuta sulla piattaforma webex ed in rappresentanza di beanTech ha ritirato virtualmente il premio Fabiano Benedetti, CEO & President. “Intelligenza collettiva d’impianto, questa è la nostra sfida quotidiana – afferma Benedetti durante il suo intervento legato al tema “produzione” – vogliamo continuare a portare intelligenza negli impianti, rendere le macchine sempre più capaci di analizzare dati e parametri dai noi forniti per arrivare a risultati analoghi a quelli previsti in ambito automotive: macchine intelligenti capaci di apprendere e perfezionare le proprie decisioni. Non si parla più di mero Internet of Things, ma di Intelligence of Things, un mix di dati, IoT, Analytics ed Intelligenza Artificiale, che riassume nel modo più chiaro possibile cosa facciamo per supportare le aziende manifatturiere lungo il percorso di Digital Transformation. Il dato rimane al centro del successo: un’azienda in grado di interpretare le informazioni è sempre un passo in avanti rispetto alla concorrenza. Siamo convinti che il “success factor” di un’azienda siano i talenti desiderosi di continuare a formarsi e crescere. beanTech ne è sempre alla ricerca, con l’obiettivo di ripopolare i nostri territori e creare grandi opportunità: la Manufacturing Valley può essere fucina di know how e fonte di crescita per tutti.”

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TURISMO ESTATE 2020 IN FVG: HA TENUTO NONOSTANTE IL COVID

«Non si è certo colmato tutto ciò che si è perso, ma da metà luglio a settembre inoltrato la stagione estiva in montagna e al mare in Friuli Venezia Giulia è stata decisamente meglio di ciò che ci si aspettasse. Per il 90% i clienti sono stati italiani, austriaci e tedeschi sono arrivati solo a settembre. A soffrire maggiormente sono state le città d’arte e i capoluoghi: lì le strutture ricettive non sono ancora riuscite a recuperare l’assenza degli stranieri e la riduzione del turismo business». La presidente di Federalberghi Paola Schneider tratteggia così la stagione estiva delle strutture ricettive nell’anno in cui il Covid-19 ha stravolto ogni piano e annullato gli affari della primavera e d’inizio stagione, lasciando tutti gli operatori in un grande stato di incertezza riguardo all’evoluzione del periodo estivo. Tuttavia, il virus non ha annullato né la determinazione degli imprenditori a reagire – trovando soluzioni a molti dei problemi generati dalla necessità di rispettare le regole anti pandemia – né la voglia di vacanza, in particolare degli italiani e dei locali, che hanno animato lidi e cime. «In montagna è andata bene, ad agosto i numeri ci sono stati e la stagione si è prolungata a settembre, soprattutto nei weekend, grazie a un tempo atmosferico favorevole – spiega la presidente -. Gli italiani si sono mossi e sono stati loro a connotare gli ospiti quest’estate. Gli stranieri, austriaci e tedeschi, si sono visti solo a settembre. Certo, non tutto il perduto si è recuperato ma, rispetto alle premesse di questa stagione, possiamo permetterci anche di vedere il bicchiere mezzo pieno». Per gli alberghi, la stessa dinamica si è registrata al mare, «con una stagione partita attorno al 10 luglio, buon agosto e una prosecuzione a settembre». Il Friuli Venezia Giulia è fatto però anche di città d’arte e dai capoluoghi in cui la ricettività alberghiera è un importante aspetto dell’economia. In questo contesto i risvolti della pandemia sono più accentuati. «Sono i centri che hanno subito di più le conseguenze del lockdown e delle limitazioni negli spostamenti – spiega Schneider -. Hanno risentito molto dell’assenza degli stranieri, potendo recuperare poco con gli italiani. Il calo dei pernottamenti per business ha fatto il resto. Certo, un po’ si è lavorato, ma si è lontani dai numeri pre Covid». Tuttavia, per ora «non abbiamo evidenza di chiusure definitive – sottolinea la presidente -. Ci sono realtà che hanno deciso di riaprire nel 2021 e dovremo verificare se ciò accadrà realmente. Gli investimenti attorno a un albergo, comunque, sono notevoli e credo che per ora permanga la volontà di resistere». Quanto alla stagione invernale, Scheneider non si sbilancia in previsioni. «Per ora navighiamo a vista, credo che chi terrà aperto a ottobre potrà avere qualche soddisfazione, ma proiettarsi oltre è difficile. Si respira un certo attendismo – rileva -, soprattutto in riferimento all’andamento del Covid-19».

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TOSOLINI: UNA GRANDE FAMIGLIA DI DISTILLATORI. LO SPOT SU MEDIASET: UN REGALO AL FVG

https://assodistil.it/amaro-tosolini-lamaro-che-viene-dal-mare-tradizione-e-territorio-nel-backstage-del-nuovo-spot-tv/

«L’inizio della stagione fredda è la premessa per gustare appieno l’Amaro Tosolini, prodotto ininterrottamente dal 1918 con una ricetta che prevede erbe mediterranee e un invecchiamento nell’aria marina della Laguna di Marano», afferma il presidente della storica Distilleria friulana Bepi Tosolini, Giovanni Tosolini Temperature più basse, giornate più corte e voglia di un elisir che porti con sé quella miscela di erbe segrete che continua a convincere da 102 anni, richiamando il profumo marino dell’ambiente in cui invecchia.

Insomma, voglia di Amaro Tosolini. La notissima Distilleria Bepi Tosolini di Povoletto (Ud), in Friuli Venezia Giulia, da oltre un secolo continua a tenere in produzione questa «pietra miliare del nostro brand», afferma il presidente Giovanni Tosolini, e si appresta a ricordarne storia e caratteristiche ai consumatori con una campagna informativa che viene trasmessa da ieri, sulle reti televisive Mediaset, con uno spot che onora il Fvg. Non solo. Quest’anno la Distilleria sarà sponsor della Barcolana, la regata velica più grande del mondo che l’11 ottobre porterà nel Golfo di Trieste migliaia e migliaia di vele per la sua 52esima edizione. Tosolini ha già solcato questo mare per diversi anni con il brand abbinato a una barca, ma quest’anno ha voluto fare di più, legando il proprio nome a quello della manifestazione nel suo complesso e arrivando nella sacca di ogni skipper iscritto all’evento. «In ogni sacca ci sarà una bottiglia del nostro Amaro Tosolini – conferma il presidente della Distilleria -, per una degustazione condivisa con tutto l’equipaggio». In barca o sulle Rive, l’Amaro troverà così uno dei luoghi più appropriati per la sua degustazione. «È un amaro fatto con erbe mediterranee – sottolinea il presidente – e la sua stagionatura avviene in botti di una barriqueria che si trova nella Laguna di Marano. L’aria marina gli conferisce caratteristiche uniche che ben si sposano con una manifestazione regina del mare».

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SICUREZZA SUL LAVORO: Alla MEP il cambio di passo sostenibile determinato dall’emergenza Covid: i vademecum della MEP Business School preziosi per ogni cittadino

https://youtu.be/G2S7kVPXkoc

La sicurezza sul Lavoro in azienda ha fatto un ulteriore salto di qualità a seguito della pandemia, perché la responsabilità per i comportamenti corretti è stata consapevolmente compresa come trasversale da ciascun operatore. Le aziende, inoltre, sono diventate luogo “di istruzione” a tutto tondo, oltre che di formazione obbligatoria. Non da ultimo, i principi basilari di contrasto del virus hanno permesso anche una nuova organizzazione strutturale all’interno dei locali, con il recupero di spazi tanto essenziali quanto funzionali.

Sono tutti aspetti che, sperimentati direttamente in MEP, Macchine Elettroniche Piegatrici di Reana del Rojale, Udine, sono sostenibili, per la sicurezza in Azienda, a giudizio del Perito Industriale Paolo Querini, alla guida da un trentennio della società, puntualmente (…è il caso di dirlo) Punto Sicurezza. Tra le ultime novità riguardo alle certificazioni in tema proprio di sicurezza, «la ISO 45001 – spiega Querini – ha definito come “rischio” il risultato dell’incertezza. Ne consegue che le aziende debbano rimuovere tale incertezza in tutte le sue forme. I principi, i precetti e le procedure sono perciò fondamentali, tanto quanto la comunità d’intenti per l’intera Organizzazione, perché si vince o si perde insieme». L’azienda diventa, quindi, luogo di grandissima responsabilità personale, e ad essa compete un compito che ha sempre più ripercussioni importanti al di fuori dei locali aziendali. «Stiamo assistendo a un profondo cambiamento di mentalità riguardo alla Sicurezza – prosegue l’esperto -: poiché è il singolo lavoratore chiamato a prendersi cura della propria salute e l’impresa per questo svolge un ruolo d’istruzione, oltre a quello obbligatorio di informazione e formazione». L’atteggiamento acquisito in questo contesto, in sostanza, diventa un «modus operandi» che il soggetto mette in pratica nella propria quotidianità. Lo ha sperimentato in questi mesi la stessa MEP. «Può sembrare un paradosso, ma non lo è: l’emergenza Covid ha avuto anche un effetto positivo, perché ha permesso all’azienda di riorganizzarsi, di operare al meglio sotto ogni aspetto e di estendere forte consapevolezza a tutti i Lavoratori», spiega Claudio Miconi, RSPP di MEP. Insieme alle regole fondamentali di comportamento, l’igienizzazione meticolosa che è stata effettuata negli ambienti ha consentito il recupero di spazi da tempo sottoutilizzati, ha inoltre attivato anche la creatività editoriale della MEP Business School, che ha pubblicato diversi volumi. Tra questi non ultimo il “Manuale COVID-19 per il Viaggiatore”, rivolto non unicamente a chi viaggia bensì «ai cittadini che lavorano in azienda (e in trasferta appena consentito), svolgendo così contemporaneamente una formazione aziendale e sociale», conclude Claudio Miconi.

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LA VENDEMMIA? SI FA ANCHE IN VIA MONTENAPOLEONE

Condizioni climatiche ottimali hanno contribuito a una vendemmia 2020 di ottima qualità, premessa per un vino di altrettanto pregio: le piogge regolari hanno impedito alle viti di subire stress idrico, la buona escursione termica ha calibrato perfettamente carica aromatica e acidità, rendendo le uve di quest’anno molto simili a quelle degli anni Novanta, quando la gradazione era leggermente inferiore a quella delle ultime stagioni, accentuata dall’innalzamento delle temperature. Venica&Venica www.venica.it la storica Cantina di Dolegna del Collio, racconta così la sua 90esima vendemmia, praticata in un anno in cui il Covid-19 ha messo in crisi molti aspetti della vita socio-economica ma non è riuscito a piegare la natura, che sta “regalando” raccolti da mettere in memoria. In attesa di staccare i grappoli a bacca rossa, tra gli ultimi giorni di settembre e inizi ottobre. La vendemmia dell’uva bianca quest’anno è iniziata il 25 agosto per concludersi il 18 settembre. Un periodo in cui la famiglia Venica&Venica e i suoi collaboratori sono entrati ogni giorno in vigna per cogliere il momento migliore in cui tagliare il frutto della vite rigorosamente a mano, perché ciò consente un controllo puntuale e immediato dello stato di salute dell’uva. «Se le condizioni climatiche sono importanti, è altrettanto determinante saper individuare la giusta curva di maturazione dell’uva», racconta infatti Ornella Venica, elencando le azioni fondamentali che portano a un vino d’eccellenza. Sono 40 gli ettari che l’azienda coltiva da 90 anni nella zona più a Nord del Collio, dove quest’anno la produzione della famiglia dei Pinot è stata leggermente inferiore alle precedenti annate, come è successo per altro nel resto d’Italia. «C’è stata una produzione inferiore di circa l’8-10% – conferma la vignaiola – il che è un vantaggio per la qualità dell’uva raccolta». Dalla vendemmia in vigna a quella glamour nel centro di una city come Milano, per Venica&Venica il passo è breve, poiché sarà protagonista dall’8 al 10 ottobre della “Vendemmia in via Montenapoleone”, l’ormai tradizionale appuntamento promosso da MonteNapoleone District, in collaborazione con il Comitato Grandi Cru d’Italia, per unire la produzione d’eccellenza italiana, contraddistinta dai brand del lusso e dalle più prestigiose cantine del made in Italy. Venica&Venica l’8 ottobre, dalle 19.30, e fino alle 22, sarà protagonista del “Cocktail in boutique” nello spazio Pinko. «Tre le nostre proposte per la ‘vendemmia’ in città – illustra Ornella Venica -: ”Talis”Pinot Bianco, simbolo dell’eleganza produttiva del Collio e delle aree alpine della Mitteleuropa; il “Ronco delle Cime” Friulano, l’autoctono che racconta al meglio il legame della famiglia Venica con la propria terra; “Ronco delle Mele” Sauvignon, il vitigno internazionale che nel Collio si impreziosisce dello spirito del luogo. E per gli amanti del ‘nero’, ci sarà il Merlot Doc Collio 2017, dove la percezione della freschezza della frutta rossa di sottobosco inebria l’olfatto. Nei giorni precedenti, il 6 ottobre, Venica&Venica parteciperà all’asta benefica, organizzata in questa occasione, con il Magnum Ronco delle Cime Friulano che celebra i 90 anni della Cantina. Infine, venerdì 9 ottobre, la Cantina di Dolegna parteciperà al testing che coinvolge tutte le aziende presenti alla “Vendemmia in Via Montenapoleone”, in programma al salone delle feste dell’hotel Four Season di Milano.

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ARRIVA REVID19, SCOPRE IL COVID DAL RESPIRO IN TEMPO REALE, AVVIATA LA SPERIMENTAZIONE DA UN LUMINARE UDINESE

Si chiama Revid 19 il nuovissimo device messo a punto da Eurotech in corso di utilizzo per la ricerca in via sperimentale, della presenza del Covid-19, nel respiro. La sperimentazione è già in corso. Si tratta di uno strumento dotato di intelligenza artificiale e tecnologia Iot (Internet of things): una serie di sensori raccoglie le informazioni provenienti dal respiro. Ovvero, riconosce le anomalie dell’aria eliminata dai bronchi, il cosiddetto esalato. Al momento e da qualche tempo, Revid 19 è in uso dall’associazione Allergie e Pneumopatie infantile Alpi Odv di Udine, e da Mario Canciani, pneumologo di fama internazionale e presidente dell’Alpi Odv. E’ stato analizzato, in via sperimentale, dalla macchina il respiro di 30 persone fino ad ora. ‘Siamo a disposizione della comunità: la campionatura dei risultati è per noi fondamentale. Per questo, ci rivolgiamo ai nosocomi della regione perché possano utilizzare lo strumento in pazienti sia ambulatoriali che ospedalizzati. La manovra necessaria è molto semplice: si basa sull’espirazione per 20 secondi in uno strumento che invia i dati successivamente processati da un algoritmo di intelligenza artificiale, e poi letti da un medico competente in materia. Non vi sono rischi di contagio, né per la salute dei pazienti’ spiega Canciani. ‘Ci è piaciuta l’idea di Canciani, partendo dal nostro know-how sull’analisi dell’aria e sul calcolo ad alte prestazioni – afferma Ugo Padulosi, a capo della R&D di Eurotech – siamo fieri di aver messo a disposizione la tecnologia di Eurotech, per questo progetto di tutela della salute pubblica, in un momento così complicato di pandemia. Sono necessari però, ai fini della sperimentazione, più pazienti da sottoporre al test del respiro, per far apprendere alla rete neurale con un maggior numero di dati ’. Mario Canciani si occupa da sempre di patologie dell’apparato respiratorio, dapprima all’Ospedale Burlo Garofolo di Trieste e poi alla clinica pediatrica dell’Università di Udine. Per 12 anni nel comitato direttivo della maggiore associazione medica europea, l’European Respiratory Society, è stato il fondatore dell’ Alpi, l’associazione dei bambini asmatici, allergici e con problemi respiratori, e del Grap: Gruppo regionale di allergo-pneumologia. Attualmente è presidente del Fvg di Isde (Medici per l’ambiente) e coordinatore per il Fvg della Siaip (Società italiana allergie e immunopatologie pediatriche) e si occupa in particolare degli effetti dell’inquinamento sulla salute dei bambini e sulle patologie allergiche e pneumologiche di bambini e adulti. È autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche e di una trentina di libri.

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ARTENI SI ALLEA CON INFOSTAR E L’E COMMERCE VOLA

Tecnologia e prodotti di qualità: un binomio vincente, in grado di attraversare da protagonisti una pandemia che ha pesato significativamente anche sul settore del commercio. È quanto conferma l’esperienza di questi mesi di un baluardo della moda come il Gruppo Arteni di Tavagnacco (Ud) che, nei mesi di lockdown, ha quadruplicato le vendite online, grazie a un servizio estremamente curato nei contenuti e un’infrastruttura tecnologica efficiente e appositamente studiata da un’altra azienda friulana, la Infostar di Tarcento, capace di garantire sistemi informatici-business continuity, salvaguardando dati e reti. «Da tempo Arteni è attento a coniugare le tecnologie digitale con il proprio core business – afferma Matteo Arteni uno degli amministratori di Arteni-. Siamo sempre stati all’avanguardia su questo fronte e il momento storico ci ha dato ragione». In questi mesi particolari del 2020 «il nostro fatturato da vendita online è quadruplicato», prosegue l’imprenditore, ai vertici di un Gruppo che conta 10 punti vendita, impiega 150 persone e ha un fatturato di 32 milioni l’anno. «Infostar ci ha aiutato ad implementare le nostre dotazioni informatiche, anche e soprattutto per un obiettivo importante: la sicurezza dei dati, a salvaguardia del consumatore. Guardiamo avanti consapevoli che le scelte sui consumi sono cambiate: anche per ciò che riguarda il metodo di acquisto. Il lockdown ha incrementato, come ovvio, l’e-commerce, e questo nuovo trend ci ha trovati pronti e competitivi’. «Lavorare con aziende come Arteni è un piacere – sottolinea l’amministratore delegato di Infostar, Cristian Feregotto -, poiché si rende evidente che, quando i sistemi informativi aziendali sono progettati con professionalità, mantenuti efficienti e aggiornati nel tempo, le aziende beneficiano di un miglioramento dell’operatività, che si traduce in efficienza e competitività. Oltre che in efficacia: il consumatore si trova sicuro nell’affrontare gli acquisti on line e per noi questo, è un vantaggio competitivo enorme. Veniamo incontro al cliente in due modi: fornendo al nostro partner, in questo caso Arteni, le dotazioni informatiche per accontentare il consumatore finale, ovvero tutti noi. Ritengo che in questo momento storico la qualità dei servizi sia essenziale a parole e nei fatti».

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I BRILLANTI COLORI DELLA FRIULANA MEP. GABRIEL AUBRY SUI CIRCUITI DELL’INTERNATIONAL MOTOR SPORT ASSOCIATION CON MEP!

Una partnership coinvolgente che si fonda su una visione del lavoro condiviso – all’insegna della preparazione, della disciplina, dell’entusiasmo, della passione, della determinazione – e sulla volontà di essere sempre un passo avanti, in virtù di un efficace gioco di squadra. È quella che MEP ha costruito con il pilota Gabriel Aubry, protagonista della classe Daytona Prototype nella serie International Motor Sport Association. Al volante di una splendida Cadillac, Aubry sta portando i colori di MEP Group sui circuiti internazionali, in una stagione che, già iniziata, si prefigura come stimolante ed impegnativa.

L’intervista video al link sopra –

«MEP Group è fiera di poter condividere con Aubry i suoi grandi risultati sportivi: proprio come in MEP, le ottime performance sono il frutto di impegno, valori e strategie nell’affrontare quotidianamente il proprio lavoro: preparazione, determinazione, attenzione ai dettagli ed emozioni opportunamente gestite. Anche il contesto è fondamentale» – aggiunge – «e come in un team che prepara una gara, anche nella nostra Azienda cooperazione e coesione fanno la differenza». Aubry, ventiduenne con determinazione da vendere, è convinto che per raggiungere alte prestazioni e mantenerle nel tempo, «la preparazione sia importantissima, anche rispetto al talento naturale. Il talento ci deve essere, ma a noi piace dire che» – sottolinea – «la preparazione vince sempre sul talento». Per gareggiare ai più alti livelli, «devi lavorare ogni giorno», confida, e «nella mia preparazione cerco di prendere in considerazione tutti gli scenari possibili». Nella vita di un pilota del suo calibro, insieme a tanto esercizio fisico e preparazione al volante, c’è molto allenamento a livello psicologico. «Ho lavorato un paio d’anni con gli psicologi dello sport e ciò ha contribuito a cambiare molto il mio approccio e la mia preparazione, come persona e come sportivo», spiega. Questo rapporto ha fatto la differenza anche nel gestire le emozioni e lo stress da prestazione, inevitabile quando gli spettatori si attendono risultati una gara dopo l’altra. «Se non sai come reagire e come lavorare con le tue emozioni, tutto può diventare molto difficile – osserva il pilota -. Era un mio problema, ma lavorando con gli psicologi dello sport è diventato chiaro che le emozioni possono essere una grande debolezza o una grande forza. Se le sai controllare, non ti porteranno al fallimento». Nel suo percorso umano e professionale, Aubry ha maturato inoltre la convinzione che «entusiasmo, positività ed ottimismo» sono «importantissimi» e ancora di più «credere in sé stessi» ed «essere determinati». Le vittorie, inoltre, sono il risultato di un lavoro d’insieme che spesso non traspare nell’immediato, ma che si costruisce giorno per giorno. «Negli sport come il mio, attorno a un pilota c’è una squadra composta da 16-17 persone, con le quali non si lavora direttamente ogni giorno, ma delle quali ci si deve interessare, trovando il tempo per rivolgere loro anche solo un saluto» – racconta Gabriel Aubry -. «Sono piccoli gesti che non si notano dall’esterno, ma che contribuiscono a creare un buon ambiente in cui ciascuno darà il meglio di sé, riuscendo a far fare a tutti quello sforzo in più che fa la differenza». I piloti, conclude il campione, «non vincono da soli».

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‘NEBRODOK’ QUANDO LA SICILIA INCONTRA IL FVG, IN UN PROSCIUTTO UNICO

Sono pronti per il consumatore gli 8mila prosciutti siciliani stagionati nel cuore del Friuli dall’imprenditore Carlo Dall’Ava. Un’iniziativa che intende esaltare le prelibatezze italiane, mettendo insieme l’alta qualità dei suini neri dei Nebrodi siciliani e l’aria unica delle colline di San Daniele. Il microclima di San Daniele del Friuli, straordinario per la stagionatura, si allea con l’arte siciliana di allevare maiali, per offrire al consumatore “Nebrodok”: il prosciutto nato dal suino nero dei Nebrodi, i monti tra le province di Messina, Enna e Catania. Qui, sono allevati allo stato semibrado questi suini dal manto scuro, di taglia piccola, caratteristica delle razze suine autoctone italiane. La carne è di altissima qualità. Esprime un’intensità aromatica importante ed è adatta alla lunga stagionatura. A dimostrare questa particolarità oro sono gli 8mila “Nebrodok” che hanno appena terminato la stagionatura a San Daniele, su iniziativa dell’imprenditore Carlo Dall’Ava, e che sono pronti a incontrare il palato dei consumatori garantendo «una sapore incredibile per un prosciutto che si soglie in bocca», afferma l’imprenditore con una lunga esperienza nella produzione e stagionatura di prosciutti. I suini che si trasformano in Nebrodok sono allevati nella zona di Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina, dove, la tipicità dell’aria contribuisce a fissare nella carne «il gusto peculiare ispirato dal mare di Sicilia e tipico della terra sicula», continua Dall’Ava, che non esita a definire la degustazione di Nebrodok «una vera e propria esperienza».

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NEL NOSTRO FUTURO I RISULTATI DELLA RICERCA SULLA MECCANICA QUANTISTICA. LO SCIENZIATO CALARCO: ‘CIÒ CHE NON SERVE A NULLA HA TANTISSIMO VALORE’

‘Tutto ciò che non serve a niente: ha un valore altissimo’. Sono le parole di Tommaso Calarco, professore di fisica teorica all’Università di Colonia – dove lo abbiamo incontrato – direttore dell’istituto di Controllo Quantistico presso il laboratorio nazionale Julich, in Germania, oltre che presidente del Community network, organo governativo della Quantum Flagship europea.

‘Decisi di occuparmi di fisica quantistica in seguito ad un incontro con Claudio Magris, per puro caso quindi’ spiega Calarco. Il caso: tanto caro alla meccanica quantistica. Secondo la concezione soggettivistica quello che noi chiamiamo caso è in realtà il frutto della lacunosità della conoscenza umana. Se noi avessimo una conoscenza più elevata, nulla ci sembrerebbe casuale, ma tutto sarebbe riconducibile a un quadro deterministico in cui ogni evento ha una sua causa. Secondo la concezione oggettivistica invece il caso sarebbe intrinseco alla realtà. Esisterebbero cioè eventi privi di causa o che, dipendendo dall’intrecciarsi di differenti serie di cause, seguono un’evoluzione assolutamente imprevedibile non solo all’intelletto umano, ma anche a qualsiasi eventuale intelligenza superiore. Il dibattito sull’interpretazione della meccanica quantistica è tuttora abbastanza aperto. Tuttavia, allo stato attuale: la maggior parte dei fisici accetta una concezione sostanzialmente oggettivistica del caso. Quindi, imprevedibile. ‘Scrissi una tesi – continua Calarco, che è laureato in fisica a Padova – con l’obiettivo di dimostrare se la fisica è in grado di spiegare la realtà. Arrivai alla conclusione: le leggi della fisica non sono in grado di spiegare la realtà’. Ovvero. Venne spiegato un qualcosa che solo apparentemente non serve a nulla. ‘Perché proprio da lì, e dall’incontro con Magris decisi di proseguire sulla scia della quantistica’.

Su cosa avete lavorato in questi anni? Abbiamo riproposto il paradosso del gatto di Schrödinger a 20 stati quantistici. ‘ll lavoro recentemente pubblicato dimostra come sia possibile preparare e caratterizzare uno stato altamente intrecciato con ben 20 qubit in una piattaforma di atomi intrappolati tramite dei fasci laser detti optical tweezers’.

Il paradosso del gatto di Schrödinger è un esperimento mentaleideato nel 1935 da Erwin Schrödinger, con lo scopo di illustrare come la meccanica quantistica fornisca risultati paradossali se applicata ad un sistema fisico macroscopico. Andando decisamente contro il senso comune: presenta un gatto che, in uno stato noto come sovrapposizione quantistica, può essere contemporaneamente sia vivo che morto, come conseguenza dell’essere collegato a un evento subatomico casuale che può verificarsi o meno.

Quali saranno, a tuo avviso, le applicazioni nella vita quotidiana di tutti i giorni, delle ricerche che state conducendo? Serve essere piuttosto realistici e come uno dei primi impieghi utili vedo l’applicazione nella crittografia. ‘La crittografia quantistica consiste in un approccio alla crittografia che utilizza proprietà della meccanica quantistica nella fase dello scambio della chiave per evitare che questa possa essere intercettata da un attaccante senza che le due parti in gioco se ne accorgano’. Si utilizza questo principio per realizzare un cifrario perfetto.

Quindi per la sicurezza informatica? Direi proprio di sì.

Eri uno degli ospiti presenti ad Esof 2020, a Trieste. Nel suo intervento, il premier Giuseppe Conte ha affermato di voler utilizzare parte delle risorse del recovery fund per la ricerca in tema di meccanica quantistica, cosa ne pensi? Penso che sarebbe ora che il Governo italiano spinga sulla ricerca in questo senso. La Germania investe 8 miliardi l’anno. Devo dire che la Regione Friuli Venezia Giulia, insieme agli enti di ricerca triestini, ci stanno mettendo del loro, con risorse economiche e professionali.

Quando vedremo i computer quantistici venduti su scala industriale? Non penso prima di dieci anni. Oggi è ancora troppo presto.

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FEDRIGA, ECONOMIA DOPO COVID: ‘SERVONO DAL GOVERNO RISORSE A FONDO PERDUTO E NON UN SOSTEGNO ASSISTENZIALISTA’. L’INTERVISTA

Come valuta la sua governance sino a qui? Stiamo facendo molto per l’abbattimento fiscale, sia in modo diretto che indiretto. Sul fronte delle imprese, nel sociale, per le famiglie, e il trasporto pubblico. Abbiamo lavorato per la detassazione. Ci siamo ritrovati a fare i conti con due emergenze considerevoli: la tempesta Vaia e la pandemia.

Da un punto di vista umano, come si è sentito a dover affrontare il Covid? Diciamo che una emergenza sanitaria di questo genere è stata imprevedibile: il Friuli Venezia Giulia si è comportato molto bene. Dando prova di grande responsabilità, dimostrandolo con un numero di limitato di casi.

Ed ora come vede la situazione economia attuale, in Fvg e in Italia? Stiamo affrontando un momento piuttosto difficile. Non lo possiamo negare. Serve un intervento da parte del Governo che non sia, come è stato fino ad ora, di natura assistenzialista. Ma che faccia progredire le imprese, verso un passaggio successivo, fuori dalla linea del timore, con risorse a fondo perduto, come quelle che stiamo mettendo in campo in Regione.

Quanto è importante per lei l’internazionalizzazione? La ritengono fondamentale; per questo abbiamo creato una agenzia ad hoc. E’ necessario però che sia vera internazionalizzazione: che possa portare anche capitali ed investitori in Fvg.

Cosa state facendo per il miglioramento delle infrastrutture (porti, strade, ferrovie ed aeroporti)? Prioritaria è la velocizzazione della linea ferroviaria Trieste-Venezia.

Rfi vi ha dato dei tempi? Prima del Covid si parlava del 2022 come termine per la realizzazione dei lavori per rendere veloce la linea. Dopo di che servono scelte politiche decisive sui territori: il treno dovrà fermarsi solamente nei centri più importanti.

E per l’implementazione dello scalo aeroportuale? Abbiamo già avuto dimostrazione di interesse da parte di diverse compagnie, anche se Alitalia non collabora in questo senso, facendo da tappo.

Porti? Il Fvg ha le carte in regola per divenire sistema intermodale al centro dell’Europa, con lo sbocco a Trieste e Monfalcone (Go). Su treno, ferro, gomma e aria, dobbiamo divenire competitivi.

Nella sua agenda a che punto si trova lo sviluppo digitale? Abbiamo seri problemi al riguardo. La pandemia ha messo in evidenza che in molte aree regionali non c’è la banda larga. Dobbiamo lavorare su questo come primo passo.

Durante Esof, a Trieste, il premier Giuseppe Conte ha affermato di voler utilizzare le risorse del recovery fund per la ricerca anche sulla meccanica quantistica, lei quanto e come punta sulla ricerca? A Trieste, abbiamo enti di ricerca estremamente all’avanguardia. In primis: Area Science Park. Abbiamo destinato, come Regione, 800mila euro alla ricerca, anche in ambito quantistico.

Quale è il suo principale obiettivo da qui al 2023? Creare una regione sempre più competitiva. Abbiamo stravolto, rispetto al governo regionale precedente, le politiche sull’immigrazione, togliendo molte delle risorse che erano state messe in campo.

Si ricandiderà? Personalmente: amo fare il presidente di Regione. Sarà comunque l’elite che mi supporta a decidere per la mia ricandidatura. Io sono disponibile.

Il turismo, quanto ne ha risentito dopo il Covid? Onestamente, rispetto alle aspettative: ha tenuto. Sia al mare che in montagna.

Il Fvg quanto conta a Roma? La nostra regione conta 1 milione e 200mila abitanti. Serve farsi sentire. Lo dico per esperienza personale: per ottenere qualcosa, dobbiamo alzare la voce.

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EUROLLS: MEGA COMMESSA DA 12 MILIONI DAGLI USA

Una ventata di positività. Attenzione alle novità. Flessibilità ed apertura al mondo. E’ quanto si respira in Eurolls, azienda con quartier generale ad Attimis (Ud), ma con due baluardi produttivi a Villa Santina (Ud) ed una filiale nei pressi di Milano. Con uffici e produzione in Messico e Brasile e clienti sull’intero pianeta. A capo del gruppo: con un fatturato di 27 milioni (solo per il segmento definito ‘attrezzature’) e 180 addetti, è il poliedrico friulano Renato Railz: un 71enne che ha creduto, 30 anni fa, di poter fare l’imprenditore. Tanto che Eurolls ad oggi è, per molti versi, unica nel suo settore, con prodotti come i rulli per la formazione del tubo saldato strutturale più grande al mondo (28 pollici di diametro e spessore 1 pollice), indispensabili per le costruzioni di ultima generazione. ‘L’idea della laminazione dell’acciaio è stata vincente – afferma Railz – da lì siamo partiti. Ed oggi stiamo portando avanti investimenti per nuovi impianti produttivi da 6 milioni. Abbiamo una dinamica produttiva integrata: la sola materia prima che acquistiamo è l’acciaio. Per il resto del materiale, come il metallo duro, lo produciamo dalle polveri’ attraverso il nostro processo di sinterizzazione’. L’azienda ha appena ricevuto una commessa da 12 milioni di euro dagli Stati Uniti. Per molti anni ha servito il settore oil&gas con attrezzature di grosse dimensioni, mentre oggi questo prodotto si sta evolvendo anche verso il settore delle costruzioni. ‘E’ la prima volta che accade di avere un ordine di queste proporzioni dall’America – spiega Railz – diciamo che la pandemia, nel nostro settore, non ha per ora provocato un calo di ordini. Anzi, sta accadendo il contrario’. Energia e dinamismo vengono anche dal braccio destro di Railz, Matteo Querini, ingegnere meccanico, ‘nato’ e cresciuto in azienda. ‘Dobbiamo rimanere competitivi – spiega Querini – per questo, per noi sono fondamentali la ricerca e sviluppo: godiamo di collaborazioni con diverse Università, con l’INFN di Padova, il CFR di Ferrara, Università di Udine, e PMI di Minsk. Studiamo il comportamento dei metalli. Ricerchiamo. Per non fermarci mai: innovare e crescere in un mercato globale estremamente competitivo anche per il nostro settore di riferimento’. Sono 6 le persone impegnate nell’R&D di Eurolls. ‘Ho creduto nelle mie idee e ora sono qui: dalla vergella d’acciaio, titanio e acciai alto resistenziali di ultima generazione, siamo passati dalla trafilatura alla laminazione per la creazione di fili sottili. Pur con limitato numero di brevetti, per determinate lavorazioni dell’acciaio, siamo leader incontrastati, ovvero le facciamo solo noi nel mondo con garanzie qualitative e di risultato sul processo’ conclude Railz, non senza una nota di amarezza nei confronti di una buona parte di imprenditori locali e italiani che: ‘Non amano far squadra, pensano al loro orticello. Diventa difficile raggiungerli e interloquire, anche solo per uno scambio di pareri. Cosa che non accade invece Oltreoceano dove, è possibile parlare facilmente con i Ceo di aziende enormi. Peccato. E’ sinonimo di provincialismo questo atteggiamento, tutto italiano, purtroppo’.

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FOTOGALLERY, EVENTO SU COVID E IL FUTURO DELL’ECONOMIA IN ITALIA E NEL MONDO

pic by @Anna Airone @Airone Foto

Fotogallery: 4 agosto 2020; Amaro (Ud), tavolo di discussione dal titolo: Covid e futuro dell’economia locale, nazionale ed internazionale.

Presenti: Marco Neopensi, Ceo di Riel; Cristian Feregotto, Ceo di Infostar; Alessandra Sandrini, psicologa-psicoterapeuta; Paola Schneider, presidente di Federalberghi Fvg; Roberto Siagri, Ceo di Eurotech; Lisa Tosolini, proprietaria Tosolini Distillerie; Alessandro Englaro, Ceo di Akuis; Mattia Armando Chiavegato, albergatore a Venezia; Majra Cimenti, gruppo Fantoni; Marco Crasnich, Ceo di Overlog; Massimiliano Cecotto, direttore commerciale Credifriuli.

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SLOVENIAN AT THE TOP OF AI RESEARCH

In Lubiana, Slovenia, the Jozef Stefan Institute (IJS) (in the pic) – the country’s largest applied research institute – is developing the future of Ai. And one of the predominant fields of application is aerospace industry. Slovenia is very attentive to Ai’s applications, with the director Saso Dzeroski (in the pic), whom we met.

The “ESA-CLAIRE AI Special Interest Group on Space” (http://claire-ai.org/sig-space/) is organizing its first online conference on space-realted use of artificial intelligence (AI) in space. Collocated with the 24th European Conference on Artificial Intelligence ECAI (http://digital.ecai2020.eu/), the conference is a full-day open access event and is taking place recently, September 4 (a tutorial and workshop day for ECAI). You can join the event online at 

https://zoom.us/j/91268494373?pwd=ZzVEV1EvQmhraDh6anFDVWx3Q2p0UT09

The event had a rich and varied program, which includes 5 keynote talks, 17 contributed presentations and a panel discussion with 6 distinguished panelists. We brought together speakers from different realms, and our keynote speakers come from space agencies (NASA, ESA), world-renowned research institutions (TU Munich, as well as industrial and private partnerships (SIRIUS Chair, and Frontier Development Lab). Keynote talk topics include the use of machine learning in space and planetary exploration, as well as in earth observation, the use of AI and data and improved planetary stewardship, as well as legal issues related to space and AI. The 17 contributed presentations cover cutting-edge topics concerning different AI methods and different areas of space technology: imagery and EO, space exploration, astronomy and space events, among others. The event will conclude with a presentation of the ESA vision and strategy on applications and AI and a panel discussion reflecting upon the “Present, Lessons Learned, and the Future of AI in Space”,  involving panelists from the EU Commission, United Nations Office for Outer Space Affairs, Euroconsult, Pioneer Astronautics, among others, creating a unique synergy of themes within AI in Space, such as space law, space policy and space exploration. 

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MEP, L’AZIENDA GLOCAL CHE COSTRUISCE IL PROPRIO FUTURO CON I GIOVANI

https://youtu.be/r4lHH_V1TtY

«Un’Azienda glocal (Global-Local), che crede nei giovani per costruire il proprio futuro e li inserisce in un contesto armonico, precondizione per poter crescere e lavorare bene con i Colleghi». Lorenzo Tam, si è laureato a marzo 2020, in piena emergenza Covid-19 in International Management con la tesi sulla Governance il cui titolo è un programma del futuro presente: Change management as thriving force in the creation of Sustainable Value in the Italian SMEs: the case of MEP S.p.A. Il dottor Tam, che dunque conosce bene l’Azienda in cui è già occupato a tempo pieno, racconta così il profilo di MEP, Macchine Elettroniche Piegatrici SpA di Reana del Rojale-Udine: Azienda fortemente radicata nel proprio territorio “locale” e al contempo aperta al mondo, “globale”, ben sostenibile in 128 Paesi. «Qui – sottolinea il giovane Governance Specialist Tam – ho trovato un ambiente stimolante, in cui sono inserito ormai da un anno. È una realtà positiva, che mi ha accolto nel migliore dei modi, dapprima in seno alla Scuola di Formazione del Gruppo, successivamente inserendomi nel mio ruolo attuale nel quale posso mettere in pratica tutte le conoscenze acquisite nel mio percorso formativo, entrando così appieno nel mondo pragmatico dell’impresa». Ritenendosi fortunato per aver trovato sin dall’inizio della propria carriera professionale una realtà che investe sui giovani, sia offrendo un ambiente lavorativo positivo, sia dando opportunità di formazione continua attraverso la MEP Business School, Tam analizza il fenomeno della «fuga dei cervelli» e, a sorpresa, chiama in causa anche la responsabilità dei coetanei. «È un fenomeno in parte dettato da contingenze sfavorevoli, ma in parte chiama in causa la responsabilizzazione di se stessi. I giovani, e mi ci metto in mezzo, devono lavorare per sviluppare alcune soft skills molto importanti, l’impegno costante e lo spirito di sacrificio, al fine di migliorare la situazione e non fuggire da essa». Ciò non significa restare necessariamente nei propri confini, anche emotivi, e non avere uno sguardo aperto sul mondo. «Io stesso sono stato per un periodo all’estero nel corso dei miei studi e ho appreso tutto quanto di positivo era possibile, con l’intenzione però di portarlo nel mio Paese – aggiunge Tam -. Il percorso di studi mi ha proiettato in un contesto globale ed è esattamente ciò che ho trovato in MEP, un’azienda dinamica che dà ai giovani la possibilità di far crescere se stessa e il proprio Paese». Nonostante il Covid-19 gli abbia fatto vivere la discussione della tesi di laurea davanti al video del computer, togliendo un po’ del pathos che caratterizza l’evento, Tam evidenzia il lato positivo dell’esperienza: «Quel periodo ha fatto emergere in me un sano spirito di resilienza ed esattamento».