Cookie Policy ENERGIA. PAESI BASSI. GAS EUROPA: +70% IN POCHI GIORNI. L’OMBRA DELLA CRISI 2022 TORNA A SPAVENTARE I MERCATI - Tilancio

ENERGIA. PAESI BASSI. GAS EUROPA: +70% IN POCHI GIORNI. L’OMBRA DELLA CRISI 2022 TORNA A SPAVENTARE I MERCATI

ENERGIA. PAESI BASSI. GAS EUROPA: +70% IN POCHI GIORNI. L’OMBRA DELLA CRISI 2022 TORNA A SPAVENTARE I MERCATI

(Ti Lancio dai Paesi Bassi) Amsterdam 30 marzo 2026 – L’Europa si sta risvegliando in un incubo che sperava di aver rimosso. In meno di una settimana, i prezzi del gas naturale sul mercato TTF di Amsterdam sono schizzati del 70%, alimentando il timore che il continente stia “camminando nel sonno” verso una crisi energetica persino peggiore di quella del 2022.

Secondo quanto riportato da Euronews, la combinazione tra scorte in rapido esaurimento e l’instabilità cronica delle rotte di approvvigionamento sta mettendo a nudo la fragilità della sicurezza energetica europea nel 2026. Questa fiammata dei prezzi non è un evento isolato. Si inserisce perfettamente nello scenario dei “due estremi” descritto da Larry Fink, CEO di BlackRock: da un lato, la speranza di un’abbondanza legata alla distensione globale. Dall’altro, il rischio di una recessione ripida causata da prezzi energetici fuori controllo.

Il blocco parziale dello Stretto di Hormuz e le manutenzioni prolungate nei giacimenti norvegesi hanno creato una “tempesta perfetta”. Se il petrolio punta ai 150 dollari, il gas sta seguendo una traiettoria altrettanto esplosiva, agendo come una “tassa regressiva” che colpisce duramente le famiglie e le imprese manifatturiere, proprio mentre cercavano di consolidare la ripresa.

La crisi attuale denuncia un limite strutturale: siamo rimasti schiavi della “dopamina del breve termine”, cercando soluzioni tampone anziché riforme sistemiche.

Siamo di fronte a un test di leadership. L’Europa deve decidere se subire passivamente le oscillazioni dei mercati globali o se investire nel “miracolo civico” di un’infrastruttura energetica realmente integrata e decarbonizzata.

La vera potenza non risiede nel gas accumulato, ma nella capacità di innovare per non averne più bisogno. Il 2026 non deve essere l’anno del ritorno al passato, ma quello della rottura definitiva con la vulnerabilità energetica.

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