Cookie Policy ATTUALITA'. TOSCANA. TOSCANA SOTTO SHOCK CLIMATICO: +100% DI EVENTI ESTREMI NEL 2025. LA SFIDA ORA SI SPOSTA SULLE "CITTA'-SPUGNA" - Tilancio

ATTUALITA’. TOSCANA. TOSCANA SOTTO SHOCK CLIMATICO: +100% DI EVENTI ESTREMI NEL 2025. LA SFIDA ORA SI SPOSTA SULLE “CITTA’-SPUGNA”

ATTUALITA’. TOSCANA. TOSCANA SOTTO SHOCK CLIMATICO: +100% DI EVENTI ESTREMI NEL 2025. LA SFIDA ORA SI SPOSTA SULLE “CITTA’-SPUGNA”

(Ti Lancio dalla Toscana) Firenze 17 aprile 2026 – Il bilancio di fine anno non lascia spazio a interpretazioni: il 2025 rimarrà nella storia della Toscana come l’anno in cui la crisi climatica ha accelerato il suo passo, colpendo duramente città e infrastrutture. Secondo i dati dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, la Toscana è salita sul triste podio delle regioni italiane più colpite da eventi meteo estremi, registrando un drammatico +100% rispetto al 2024.

Con 41 eventi estremi censiti nel 2025 (contro i 21 dell’anno precedente), la Toscana si piazza al terzo posto nazionale, preceduta solo da Lombardia e Sicilia. A preoccupare è soprattutto l’intensità e la frequenza di fenomeni come allagamenti da piogge torrenziali, danni da vento ed esondazioni. Nella classifica delle province più colpite a livello nazionale, la nostra regione schiera due tristi primati, Firenze: 11 eventi estremi. Massa e Carrara: 9 eventi estremi.

Davanti a questa fotografia, la risposta non può più essere solo emergenziale. Lo studio “La Toscana è centrale. Dalle città alle città-spugna”, curato da Erasmo D’Angelis e Mauro Grassi (Fondazione Earth and Water Agenda), analizza i 65 comuni della Toscana centrale proponendo un cambio di paradigma totale.

Il concetto di “Città-Spugna” (Sponge City) mira a trasformare il tessuto urbano affinché sia in grado di assorbire, trattenere e gestire l’acqua piovana, invece di limitarsi a incanalarla (spesso con esiti disastrosi) verso un sistema fognario ormai insufficiente.Il territorio della Toscana centrale emerge come uno dei più esposti d’Italia. L’instabilità idrogeologica e l’aumento delle temperature record stanno modificando gli equilibri territoriali. La gestione delle acque non è più solo una questione tecnica, ma una necessità vitale per la sicurezza dei cittadini. Lo studio evidenzia come le aree urbane, sature di cemento, debbano aprirsi a soluzioni di ingegneria naturalistica: parchi inondabili, pavimentazioni drenanti e tetti verdi non sono più vezzi estetici, ma barriere difensive contro alluvioni e siccità.

La fotografia scattata in collaborazione con il Gruppo Unipol mette in fila non solo i danni materiali, ma anche il rischio per la sopravvivenza delle infrastrutture. La crisi climatica nel 2025 ha dimostrato che il costo dell’inerzia è infinitamente superiore a quello della prevenzione.

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