(Ti Lancio dagli Stati Uniti e dal Brasile) New York – Goiàs 20 aprile 2026 – Il mercato globale delle terre rare segna una svolta storica. USA Rare Earth ha annunciato lunedì il raggiungimento di un accordo definitivo per l’acquisizione del 100% del gruppo brasiliano Serra Verde. L’operazione, valutata circa 2,8 miliardi di dollari, rappresenta una mossa strategica fondamentale per spezzare il quasi-monopolio della Cina su minerali critici per il futuro dell’industria occidentale.
La transazione prevede un pagamento di 300 milioni di dollari in contanti e l’emissione di circa 126,8 milioni di azioni di USA Rare Earth. L’acquisizione, che dovrebbe concludersi nel terzo trimestre del 2026, non è solo una mossa di espansione, ma un’accelerazione industriale senza precedenti: Serra Verde dovrebbe generare un EBITDA annuale fino a 650 milioni di dollari entro il 2027, con l’obiettivo ambizioso di raggiungere 1,8 miliardi di dollari di EBITDA entro il 2030.
Il cuore dell’accordo è la miniera situata nello stato di Goiás, in Brasile. Si tratta di un deposito di argilla ionica di eccezionale valore, l’unico produttore su larga scala al di fuori dell’Asia in grado di fornire tutte e quattro le terre rare magnetiche, oltre all’ittrio.
USA Rare Earth, che già controlla un giacimento in Texas, punta a diventare il primo player occidentale verticalmente integrato. L’obiettivo dichiarato dalla CEO Barbara Humpton è coprire l’intera filiera: dall’estrazione mineraria alla separazione chimica, fino alla metallizzazione e alla produzione finale dei magneti.
«L’acquisizione di Serra Verde trasforma USA Rare Earth in una piattaforma unica nel suo genere», ha dichiarato Humpton. «Siamo pronti a fornire una catena di approvvigionamento sicura e alternativa per le tecnologie che definiranno i prossimi decenni».
L’operazione arriva in un momento di altissima tensione geopolitica, con l’amministrazione statunitense e i suoi alleati impegnati in una corsa contro il tempo per assicurarsi forniture indipendenti. Per anni, la Cina ha dominato il mercato, utilizzando spesso il controllo delle terre rare come leva diplomatica. La creazione di questo asse USA-Brasile garantisce all’Occidente una nuova “cassaforte” mineraria, riducendo la dipendenza dalle importazioni asiatiche e rafforzando la sovranità tecnologica dei partner atlantici.
Con questa mossa, USA Rare Earth non solo consolida la sua posizione di leader, ma traccia la rotta per una nuova era di indipendenza industriale, dove la sicurezza nazionale e la transizione energetica passano inevitabilmente per il controllo delle materie prime critiche.


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