Cookie Policy ENERGIA. USA. PETROLIO IN PICCHIATA: L'ACCORDO USA-IRAN PER IL CESSATE IL FUOCO A GAZA SPINGE IL GREGGIO AI MINIMI DA MARZO - Tilancio

ENERGIA. USA. PETROLIO IN PICCHIATA: L’ACCORDO USA-IRAN PER IL CESSATE IL FUOCO A GAZA SPINGE IL GREGGIO AI MINIMI DA MARZO

ENERGIA. USA. PETROLIO IN PICCHIATA: L’ACCORDO USA-IRAN PER IL CESSATE IL FUOCO A GAZA SPINGE IL GREGGIO AI MINIMI DA MARZO

(Ti Lancio dagli Stati Uniti) New York 19 giugno 2026 – I prezzi del petrolio registrano una netta flessione sui mercati internazionali in scia alle indiscrezioni su un imminente accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. La notizia, rimbalzata sui principali media statunitensi dopo un’iniziale anticipazione dell’agenzia Reuters, ha parzialmente allentato il premio al rischio geopolitico che aveva infiammato i listini nelle ultime settimane.

I benchmark globali si avviano così a chiudere la settimana con perdite pesanti:

 Il Brent arretra dell’1%, scendendo a 79,02 dollari al barile.

 Il WTI americano cede lo 0,8%, attestandosi a 75,96 dollari.

Entrambi i contratti sono diretti verso una perdita settimanale stimata tra l’8% e il 9%, toccando i livelli più bassi dall’inizio di marzo.

La diplomazia dietro le quinte e il ruolo dello Stretto di Hormuz.

Secondo quanto riferito da un funzionario statunitense, l’intesa preliminare sarebbe il frutto di una complessa mediazione condotta dai negoziatori di Stati Uniti e Qatar, con il canale di supporto diplomatico dell’Iran.

I punti chiave dell’accordo preliminare USA-Iran includono. La cessazione immediata delle ostilità tra le parti. Il ripristino della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale dove transita circa un quinto del petrolio globale. La revoca del blocco navale americano che gravava sui porti iraniani.

I segnali di distensione arrivano direttamente dalle rotte marittime. Il Vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha confermato il regolare transito di oltre 12 milioni di barili durante la notte:

“Gli iraniani, per la seconda notte consecutiva, non hanno sparato contro alcuna nave nello Stretto di Hormuz. Finora stanno onorando la loro parte dell’impegno”.

Nonostante l’ottimismo dei mercati, il percorso verso una stabilità duratura resta in salita. Nelle stesse ore è arrivato il fulmine a ciel sereno dell’annullamento improvviso dei colloqui di follow-up tra Washington e Teheran, che si sarebbero dovuti tenere a Bürgenstock, in Svizzera.

Il Dipartimento federale degli affari esteri svizzero ha confermato lo stop ai negoziati. La Casa Bianca ha minimizzato l’accaduto parlando di “questioni logistiche irrisolte” che hanno impedito il viaggio del Vicepresidente Vance, ma l’imprevisto alimenta i dubbi degli analisti sulla reale possibilità di trasformare questa tregua provvisoria in una pace strutturale.

Lo scontro sulle previsioni: OPEC contro AIE.

A fare da sfondo alla flessione dei prezzi c’è anche il dibattito sui fondamentali di mercato a lungo termine. Il Segretario Generale dell’OPEC, Haitham Al Ghais, è intervenuto duramente per respingere i recenti report dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), che ipotizzavano un forte eccesso di offerta di greggio entro il 2027.

“Ci concentriamo sui fondamentali e non su troppi ‘se’ e ‘ma’ nelle nostre previsioni, ma piuttosto sui numeri reali”, ha tagliato corto Al Ghais, ribadendo la linea del cartellone dei paesi esportatori volta a difendere la stabilità dei prezzi e a contestare le narrative su un rapido declino della domanda globale di idrocarburi.

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