(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Austin (Texas) 25 giugno 2026 – La corsa all’oro dell’Intelligenza Artificiale e del cloud computing deve fare i conti con i limiti fisici della rete elettrica. Con una decisione storica, la Public Utility Commission of Texas (PUCT) ha approvato ufficialmente un nuovo quadro normativo, denominato “Batch Zero”, presentato dall’operatore della rete dello Stato, l’ERCOT (Electric Reliability Council of Texas).
La mossa punta a rivoluzionare e regolamentare il modo in cui i mega data center e i grandi consumatori di energia si connettono alla rete, mettendo fine all’era delle approvazioni “progetto per progetto”.
Il Texas si trova ad affrontare una pressione energetica senza precedenti. Secondo i dati forniti da ERCOT, la rete ha accumulato richieste di connessione per una capacità colossale di ben 438 Gigawatt (GW). Per dare una proporzione, l’intera capacità di generazione degli Stati Uniti si aggira intorno ai 1.300 GW.
Il dato più dirompente è che quasi il 90% (circa l’89%) di queste richieste pendenti proviene esclusivamente da data center. Di fronte a questa mole di lavoro, il vecchio sistema di valutazione individuale dei progetti era diventato, secondo le autorità, “lungo, ripetitivo e insostenibile”.
Il nuovo approccio cancella le vecchie regole e introduce una pianificazione collettiva. Valutazione a blocchi: tutti i progetti industriali con una richiesta pari o superiore a 75 Megawatt (MW) non verranno più analizzati singolarmente, ma raggruppati in un unico grande studio coordinato (“Batch Zero”). Questo permetterà a ERCOT di avere una visione d’insieme dell’impatto cumulativo sulla rete. Stato dei progetti: ERCOT prevede di notificare ai primi richiedenti la loro classificazione nell’agosto 2026, per poi pubblicare un piano di trasmissione definitivo nell’autunno del 2027. Autarchia energetica e flessibilità: il piano incentiva i data center a costruire sistemi di generazione interna (on-site) per auto-approvvigionarsi e prevede corsie preferenziali per le aziende che accetteranno di farsi tagliare l’elettricità (curtailment) da ERCOT nei momenti di picco o di congestione della rete locale.
La decisione della PUCT segue a ruota la fortissima pressione politica esercitata dal Governatore del Texas, Greg Abbott, il quale ha emesso una direttiva esplicita per blindare le tasche dei residenti.
La nuova normativa stabilisce che i data center dovranno pagare il 100% dei costi di infrastruttura e di potenziamento della rete necessari al loro allacciamento. Lo scopo politico è chiaro: impedire che i miliardi di dollari necessari a sostenere i server dell’AI vengano scaricati sulle bollette elettriche delle famiglie di Houston o Dallas.
Inoltre, il Governatore ha già annunciato che lavorerà con il Parlamento texano in vista della sessione legislativa del 2027 per eliminare le esenzioni fiscali sulle vendite destinate ai data center e per imporre l’obbligo di tecnologie di raffreddamento a circuito chiuso, riducendo così lo spaventoso consumo di acqua delle strutture.
La mossa del Texas non è isolata. Nello stesso giorno, la FERC (la Commissione federale per la regolamentazione dell’energia degli Stati Uniti) ha ordinato a tutti gli operatori di rete regionali della nazione di rivedere o giustificare le proprie regole di interconnessione per i grandi carichi, giudicandole inadeguate a gestire il boom tecnologico in atto.
Con l’approvazione del “Batch Zero”, il Texas – storicamente la terra della deregulation energetica – lancia un messaggio chiaro alla Silicon Valley: l’espansione dei server edili e dell’intelligenza artificiale non potrà avvenire a discapito della sicurezza energetica dei cittadini.


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