Il centrodestra di Les Républicains e i centristi mantengono il controllo del Palazzo del Lussemburgo. Il Rassemblement National ottiene uno storico gruppo parlamentare, mentre la sinistra radicale conquista il suo primo seggio.
Ti Lancio da PARIGI Francia 28 settembre 2026 – Le consultazioni parziali per il rinnovo di metà dei seggi del Senato francese si sono concluse confermando la solida tenuta degli equilibri tradizionali, pur registrando scossoni politici di portata storica. La camera alta di Palazzo del Lussemburgo si attesta nuovamente a maggioranza di centrodestra e destra tradizionale, garantendo continuità alla presidenza. Tuttavia, l’esito delle urne lascia un segno profondo nella mappa politica della Francia.
La tenuta della maggioranza e l’arretramento dei macroniani.
I Républicains (LR), affiancati dagli alleati dell’Union Centriste, mantengono la leadership e la maggioranza relativa dell’emiciclo, assicurando la riconferma del presidente uscente Gérard Larcher. Tengono sostanzialmente anche i Socialisti, che conservano la posizione di seconda forza parlamentare. Di contro, prosegue la contrazione del gruppo di maggioranza presidenziale legato a Emmanuel Macron (RDPI), che registra una perdita di consensi legata all’indebolimento del blocco centrista sui territori locali.
Il balzo del Rassemblement National.
La vera svolta d’impatto mediatico e politico riguarda l’estrema destra. Il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella rompe uno storico tabù: grazie all’elezione di una forte pattuglia di senatori – favorita dall’aumento dei propri consiglieri locali nelle ultime tornate amministrative – il partito supera la soglia minima di 10 membri e per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica forma un proprio gruppo parlamentare autonomo al Senato. Marine Le Pen ha definito il risultato una “vittoria storica” che spalanca le porte delle istituzioni più conservative della nazione.
La prima volta di La France Insoumise.
Sul fronte opposto, il voto segna un’ulteriore svolta simbolica per la sinistra radicale. La France Insoumise (LFI) di Jean-Luc Mélenchon riesce a conquistare il suo primo seggio in assoluto al Palazzo del Lussemburgo, abbattendo la storica resistenza di un’assemblea tradizionalmente ostica per il movimento.
Sebbene il sistema a elezione indiretta – basato sul voto di circa 75.000 “grandi elettori” (amministratori locali, sindaci e consiglieri) – tenda a favorire i partiti ben radicati sul territorio, i risultati dimostrano come le nuove forze politiche stiano progressivamente penetrando anche nei gangli dell’amministrazione locale, proiettando la politica transalpina verso i prossimi appuntamenti elettorali


Leave a Reply