Cookie Policy ATTUALITA'. USA-IRAN. SVOLTA STORICA: STATI UNITI E IRAN ANNUNCIANO UN ACCORDO PER PORRE FINE ALLA GUERRA - Tilancio

ATTUALITA’. USA-IRAN. SVOLTA STORICA: STATI UNITI E IRAN ANNUNCIANO UN ACCORDO PER PORRE FINE ALLA GUERRA

ATTUALITA’. USA-IRAN. SVOLTA STORICA: STATI UNITI E IRAN ANNUNCIANO UN ACCORDO PER PORRE FINE ALLA GUERRA

(Ti Lancio dagli Stati Uniti e dall’Iran) New York – Teheran 15 giugno 2026 – Una svolta diplomatica improvvisa e clamorosa scuote gli equilibri globali. Nella serata di domenica 14 giugno 2026, gli Stati Uniti e l’Iran hanno annunciato il raggiungimento di un accordo preliminare per porre fine a oltre tre mesi di un devastante conflitto militare che ha provocato migliaia di vittime e messo in ginocchio l’economia mondiale.

Il Memorandum d’Intesa (MoU), mediato congiuntamente da Pakistan e Qatar dopo estenuanti sessioni di negoziati, prevede un cessate il fuoco immediato, la riapertura delle rotte commerciali e lo stop ai blocchi navali.

A dare il via alle conferme ufficiali è stato il presidente statunitense Donald Trump, che ha scelto la sua piattaforma Truth Social per celebrare il risultato, arrivato ironicamente in coincidenza con il suo 80° compleanno. “L’accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran è concluso. Congratulazioni a tutti! Autorizzo la riapertura senza pedaggi dello Stretto di Hormuz e, simultaneamente, la rimozione immediata del blocco navale statunitense. Navi del mondo, accendete i motori. Lasciate scorrere il petrolio!”

Poco dopo, il viceministro degli Esteri iraniano e capo negoziatore Kazem Gharibabadi ha confermato l’intesa alla televisione di Stato di Tehran, precisando che il testo finale è stato approvato dal Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dopo un’ultima maratona negoziale di 15 ore con i mediatori qatarioti. La firma ufficiale del trattato avverrà venerdì 19 giugno a Ginevra, in Svizzera.

Sebbene i dettagli tecnici più spinosi (come il futuro del programma nucleare iraniano) siano stati rimandati a una successiva fase di negoziati da svolgersi nei prossimi 60 giorni, i punti cardine per l’interruzione delle ostilità sono già operativi. Cessate il fuoco bilaterale: stop immediato e permanente alle operazioni militari su tutti i fronti. Sblocco delle rotte marittime: l’Iran si impegna a smilitarizzare e riaprire completamente alla navigazione internazionale lo Stretto di Hormuz, rimettendo in sicurezza il transito del 20% del petrolio mondiale. Fine dell’assedio USA: gli Stati Uniti revocheranno immediatamente il blocco navale punitivo imposto sui porti iraniani e allenteranno le sanzioni per consentire a Tehran di riprendere le esportazioni di greggio. Coinvolgimento del Libano: secondo le autorità di Tehran, la tregua copre anche il territorio libanese, duramente colpito dai raid e dalle incursioni terrestri degli ultimi mesi.

Il raggiungimento dell’accordo ha rischiato di saltare a pochissime ore dall’annuncio. Nella mattinata di domenica, un violento attacco aereo israeliano nella periferia sud di Beirut (Dahieh) contro postazioni di Hezbollah aveva spinto i vertici iraniani a minacciare la sospensione dei colloqui e il lancio di un massiccio attacco di ritorsione con missili balistici.

La crisi è rientrata solo grazie a un pressante intervento diplomatico di Washington. Trump ha espresso una rara e pubblica critica all’alleato israeliano, dichiarando che il raid “non sarebbe dovuto accadere, specialmente in un giorno speciale in cui eravamo così vicini a un accordo di pace”. Fonti dell’intelligence confermano che Tehran ha accettato di trattenere la risposta militare dopo aver ricevuto garanzie dirette dagli emissari americani.

Tuttavia, la posizione di Israele resta la principale incognita per la tenuta dell’accordo. Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha già fatto sapere che Tel Aviv non si considera vincolata ai patti siglati tra Washington e Tehran e che le forze israeliane non si ritireranno dal Libano meridionale, lasciando aperta la possibilità di nuovi focolai di guerra.

La notizia del cessate il fuoco ha provocato un’immediata ondata di sollievo sui mercati finanziari di tutto il mondo. Nelle prime ore di contrattazione, i prezzi del petrolio e delle materie prime agricole hanno registrato un forte ribasso, mentre le borse globali hanno aperto in netto rialzo.

Regno Unito, Francia, Germania e Italia si sono dette pronte a revocare progressivamente le sanzioni economiche non appena l’accordo diventerà esecutivo venerdì. Dopo mesi di aperta ostilità, il mondo guarda a Ginevra con la speranza che questo Memorandum sia il primo passo verso una stabilità duratura in Medio Oriente.

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