Cookie Policy IMPRESE. ER. STORCHI (UCID), “I GIOVANI HANNO BISOGNO DI ESEMPI. MENO PAROLE. PIÙ FATTI" - Tilancio

IMPRESE. ER. STORCHI (UCID), “I GIOVANI HANNO BISOGNO DI ESEMPI. MENO PAROLE. PIÙ FATTI”

IMPRESE. ER. STORCHI (UCID), “I GIOVANI HANNO BISOGNO DI ESEMPI. MENO PAROLE. PIÙ FATTI”

(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Reggio Emilia 17 aprile 2026 – C’è un filo rosso che lega le officine polverose del 1945 ai laboratori in fibra di carbonio di oggi. È il filo della volontà, del coraggio e di quella “fame” di futuro che permise ai nostri nonni di ricostruire l’Italia dalle macerie. In occasione del tributo a Giampaolo Dallara presso la sua Academy a Varano de’ Melegari, il presidente di UCID Reggio Emilia, Fabio Storchi, ha lanciato un appello che suona come una missione civile: l’Italia ha bisogno che i giovani ricordino cosa è stato capace di fare il mondo industriale nel dopoguerra.

L’invito rivolto da Storchi a Dallara — portarlo a Reggio Emilia per incontrare gli studenti e i giovani imprenditori — non è una semplice operazione di mentorship. È un tentativo di trasmettere il DNA di un’epoca. Giampaolo Dallara è il simbolo vivente di quella generazione di “giganti” che ha trasformato l’intuizione artigianale in leadership globale, dimostrando che l’eccellenza non nasce dal nulla, ma dal sacrificio e da una visione etica del lavoro.

«Dallara è il testimone di un’Italia che non ha avuto paura di ricominciare da zero», ha sottolineato Fabio Storchi«Oggi chiediamo a lui, e a tutti i grandi maestri, di farsi ponte. I nostri giovani devono sapere che dietro ogni grande azienda c’è la storia di uomini che hanno scommesso sul Paese quando tutto sembrava perduto. Quel modello di resilienza è la medicina di cui abbiamo bisogno oggi».

Il riferimento al dopoguerra non è nostalgico, ma strategico. In quegli anni, il “Modello Emilia” non era ancora un caso di studio accademico, ma una pratica quotidiana di solidarietà e ingegno. Fabio Storchi insiste sulla necessità di recuperare quella “cultura del fare” che metteva l’uomo al centro.

L’evento di Varano, che ha riunito oltre 140 delegati UCID sotto il segno della Dottrina Sociale della Chiesa, ha ribadito che l’impresa è prima di tutto una comunità di persone. Le parole dell’Ingegnere — «Siamo una società perché il nostro lavoro si fonda su valori condivisi» — riecheggiano lo spirito dei pionieri industriali italiani, capaci di unire profitto e bene comune.

Per Storchi, la competitività di un territorio si misura sulla sua capacità di tramandare la memoria. Portare Dallara a Reggio Emilia significa: far capire ai giovani che le sfide globali di oggi si vincono con la stessa determinazione con cui si affrontò la ricostruzione.  Ricordare che non esiste futuro senza radici. La tecnologia più avanzata è sterile se non è alimentata da quei valori di umiltà e tenacia tipici dei nonni industriali. Rafforzare il patto tra le generazioni per una rinascita economica fondata sull’etica e sulla responsabilità sociale.

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