(Ti Lancio dagli Stati Uniti e da Roma) Pasadena – Roma 22 aprile 2026 – Mentre l’esplorazione di Marte si sposta verso nuovi orizzonti, il veterano dei rover, Curiosity, continua a stupire la comunità scientifica. Un recente studio pubblicato su Nature Astronomy e ripreso dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) illustra i risultati di un esperimento senza precedenti condotto dallo strumento SAM (Sample Analysis at Mars): l’utilizzo del reagente TMAH per “sbloccare” le molecole organiche intrappolate nelle rocce marziane.
Identificare molecole organiche su Marte è una sfida monumentale. Il calore estremo utilizzato dai forni del rover per analizzare i campioni spesso finisce per distruggere le molecole più delicate (come gli acidi grassi o le basi azotate) prima che possano essere identificate.
Per ovviare a questo problema, il team della NASA ha attivato una procedura di “chimica umida”. All’interno del laboratorio in miniatura di Curiosity, un campione di polvere di roccia raccolto nel cratere Gale è stato miscelato con il TMAH (tetrametilammonio idrossido), una sostanza chimica capace di trasformare le molecole organiche complesse in forme più stabili e volatili, rendendole “leggibili” per lo spettrometro di massa.L’esperimento ha avuto successo, permettendo a Curiosity di individuare molecole che i metodi tradizionali non erano riusciti a rilevare. Tra i risultati principali. Per la prima volta sono state identificate catene di carbonio che potrebbero rappresentare i resti di antiche membrane cellulari o processi prebiotici.Le molecole sono state trovate all’interno di campioni di argilla e solfati, minerali che agiscono come una sorta di “scatola nera”, proteggendo la materia organica dalle radiazioni cosmiche per miliardi di anni.
Non siamo ancora davanti alla prova definitiva di vita passata, ma ci siamo molto vicini. La presenza di questi composti organici complessi conferma che l’antico cratere Gale possedeva gli ingredienti chimici necessari per sostenere la vita.
Questo esperimento dimostra che Marte nasconde ancora molto sotto la superficie. La chimica umida ci permette di guardare oltre i limiti della pirolisi standard, offrendoci una visione molto più chiara della complessità organica del passato marziano.


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