(Ti Lancio dalla Sicilia) Palermo 27 febbraio 2023 – L’autonomia differenziata continua ad essere al centro del dibattito politico, non senza critiche. Nel Mezzogiorno, soprattutto, dove si pensa che il regionalismo differenziato possa creare soltanto danni al Paese e alle regioni del Sud Italia.
“Si discute di autonomia differenziata – spiega l’ex ministro per gli Affari regionali Enrico La Loggia (nella foto) che promosse il Decreto legislativo del 2005 (numero 241) sull’attuazione dell’articolo 37 dello Statuto siciliano e il trasferimento di competenze ma rimasto inattuato -, non siamo contrari alla possibilità che altre regioni possano avere devolute altre funzioni o competenze dello Stato, ma non prima che si completino le procedure relative alle norme di attuazione che riguardano Sicilia, Sardegna, Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia”.
In primis ci sono gli Statuti.
La Fondazione Sicilia e il Centro studi Giuseppe La Loggia, dove l’ex ministro è presidente onorario, distribuiranno 20mila copie dello Statuto siciliano agli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori dell’Isola per conoscere le peculiarità dell’Autonomia e poterle inserire all’interno del dibattito attuale sul regionalismo differenziato.
“Abbiamo pensato di donarlo agli studenti con l’obiettivo non solo di divulgarlo ma anche di suscitare un dibattito proprio ora che nelle altre regioni hanno chiesto di realizzare il regionalismo differenziato. Serve, dunque, conoscere le ragioni del proprio statuto autonomistico per contrastare un progetto di autonomia differenziata “che cozza anche con la Costituzione – continua La Loggia – Sino a quando un cittadino di un piccolo paese di montagna della provincia siciliana non avrà le stesse opportunità in materia di sanità, scuola, asili nido, trasporti, assistenza agli anziani e portatori di handicap della città di Milano non è possibile realizzare il regionalismo differenziato”.
In ogni caso, prima bisognerebbe prima completare su tutto il territorio nazionale i Lep, cioé le prestazione e i servizi di cui tutti i cittadini dovrebbero usufruire.
L’ex ministro degli Affari regionali fa i conti: “da un primo conteggio pare che per l’integrazione dei servizi essenziali siamo ben oltre i 140 miliardi. Li ha disponibili Calderoli per poter fare questo disegno di legge? Se non li ha, credo che ci sarà un grande problema”, conclude La Loggia.
(SALVORI)

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