(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Rhode Island 7 giugno 2024 – Dai dati del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), un veicolo che sta studiando la Luna, la Nasa ha elaborato le nuove mappe della superficie del nostro satellite naturale. L’obiettivo è fornire un modello del suolo lunare per pianificare le prossime missioni con astronauti.
Dopo 15 anni di osservazioni e raccolta di immagini, dunque, LRO ha mappato quei territori, grazie a un algoritmo elaborato dalla stessa Nasa e dai ricercatori della Brown University del Rhode Island. La tecnica utilizzata è la fotoclinometria: così si evidenziano sulla carta della Luna i crateri, le montagne, i pendii, con forme tridimensionali e immagini composite.
“Ciò consentirà al software di atterraggio autonomo di navigare ed evitare pericoli, come grandi rocce e massi, che potrebbero mettere a repentaglio una missione”, ha spiegato Benjamin Boatwright, ricercatore della Brown.

Il Lunar Reconnaissance Orbiter aveva già fotografato e mappato tutti i siti degli allunaggi delle sei missioni Apollo (dal 1969 al 1972), lavorando a una distanza fra i 50 e i 200 metri di altitudine. Il suo obiettivo fotografico adesso è focalizzato sull’area del Polo Sud lunare, dove dovrebbe arrivare la prima missione umana del programma Artemis.
(MARIFRE)
Ph credit: Nasa


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