(Ti Lancio dalla Puglia) Bari 31 ottobre 2025 – L’economia pugliese, dopo il forte rimbalzo post-pandemia, ha registrato un rallentamento nel corso del 2024 , con una crescita del PIL stimata all’incirca dello 0,5%, perdendo intensità rispetto all’anno precedente e attestandosi al di sotto della media del Mezzogiorno. Il contesto globale, in particolare le incertezze geopolitiche e il rallentamento della domanda, hanno messo sotto pressione soprattutto le esportazioni manifatturiere.
Tuttavia, uno sguardo di lungo periodo (2014-2023) mostra la resilienza della regione: il PIL pugliese è cresciuto di oltre il 10,9%, superando la media nazionale e quella del Sud. La sfida attuale è ritrovare slancio e trasformare le risorse disponibili in crescita strutturale.
Nonostante il rallentamento della produzione, il mercato del lavoro pugliese ha mantenuto una tendenza positiva. I dati recenti (primo semestre 2025) indicano un aumento del numero di occupati, che supera gli 1,3 milioni, e una disoccupazione in calo, arrivata al 9,3% . Questa tendenza è alimentata in parte dal dinamismo dei settori dei servizi e da un sistema di imprese che, sebbene cauti negli investimenti fissi, hanno continuato ad assumere. La Puglia è uno dei principali hub aerospaziali d’Italia, con Taranto-Grottaglie in prima linea. Questo polo industriale non è solo un centro per l’industria aeronautica (con grandi player come Leonardo), ma si sta affermando come “Test Bed” per i velivoli senza pilota e potenziale primo Spazioporto italiano per voli suborbitali, un asset strategico per la tecnologia nazionale. La regione è pioniera e leader in Italia per la potenza installata di energie rinnovabili (eolico e fotovoltaico). Circa la metà del consumo di energia elettrica regionale è già coperta da fonti pulite, un dato che sottolinea l’impegno della Puglia nel posizionarsi come piattaforma energetica sostenibile. Settore storico, l’agricoltura pugliese rappresenta il 40% della produzione nazionale di olive da olio e vanta eccellenze nella viticoltura (Primitivo, Negroamaro) e nel grano duro. Nonostante le sfide fitosanitarie (come la Xylella), il comparto è un traino per l’export e per il crescente turismo enogastronomico. La vera incognita per la crescita futura è la capacità di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La Puglia è destinataria di un ingente volume di risorse, ma l’avanzamento dei progetti non è uniforme. Secondo gli ultimi monitoraggi, la percentuale dei lavori finanziati dal PNRR che risultano si attesta intorno al 14%. Questa lentezza, comune a gran parte del Mezzogiorno, minaccia il pieno utilizzo dei fondi entro la scadenza del 2026. L’obiettivo primario per il Governo regionale e per gli enti locali (con il supporto di iniziative come quelle promosse da ANCI Puglia e Ragioneria Territoriale dello Stato) è superare gli ostacoli burocratici e la carenza di personale tecnico per tradurre i piani in infrastrutture (mobilità, digitale) e servizi (sanità, istruzione) moderni.
Per sostenere le imprese e le start-up innovative (la Puglia è la seconda regione del Sud per numero di start-up ), la Regione continua a utilizzare strumenti finanziari come i MiniPIA e le misure di Equity Puglia , focalizzate sulle aree di specializzazione strategica ( Smart Specialization Strategy – S3 ), quali ICT, Scienze della Vita e Blue Economy , incentivando la trasformazione digitale e la sostenibilità ambientale.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Trieste)


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