Cookie Policy ENERGIA. CINA. LA DIPENDENZA GLOBALE: CINA E CONGO DOMINANO LE MATERIE PRIME CRITICHE - Tilancio

ENERGIA. CINA. LA DIPENDENZA GLOBALE: CINA E CONGO DOMINANO LE MATERIE PRIME CRITICHE

ENERGIA. CINA. LA DIPENDENZA GLOBALE: CINA E CONGO DOMINANO LE MATERIE PRIME CRITICHE

(Ti Lancio dalla Cina) Pechino 3 dicembre 2025 – L’attuale competizione geopolitica e tecnologica è indissolubilmente legata alla disponibilità e al controllo delle materie prime critiche. Un recente rapporto dell’US Geological Survey (USGS) ha messo in luce una realtà scomoda per le economie occidentali: la lavorazione e l’estrazione di elementi vitali per la transizione energetica e la digitalizzazione sono concentrati in pochissimi, e spesso instabili, Paesi.

La Cina e la Repubblica Democratica del Congo (RDC) emergono come gli attori chiave in questo scacchiere, detenendo un potere di fornitura che si traduce in una profonda debolezza strategica per Stati Uniti ed Europa.

Le Terre Rare (REE) non sono rari in natura, ma la loro estrazione e, soprattutto, la loro complessa lavorazione e separazione, sono diventate un monopolio di fatto cinese.

Secondo i dati USGS, la Cina controlla oltre il 70% della capacità globale di lavorazione delle Terre Rare.

La Cina ha deliberatamente investito per anni in questo settore ambientale, accettando inizialmente i costi, e ora utilizza questo leva come strumento di politica estera, con la potenziale capacità di limitare le esportazioni e includere le catene di fornitura globale. La dipendenza occidentale dalla Cina nella fase di raffinazione è un punto di strozzatura critico, anche quando le materie prime vengono estratte altrove.

Il panorama del cobalto presenta una concentrazione geografica ancora più estrema. La Repubblica Democratica del Congo (RDC) è responsabile dell’estrazione di circa il 60% del cobalto mondiale.

Il cobalto è un componente fondamentale per le batterie agli ioni di litio, essenziali per l’industria automobilistica elettrica e per l’elettronica portatile. La RDC è afflitta da instabilità politica, conflitti regionali e sfide logistiche. Qualsiasi interruzione nella catena di fornitura in questo Paese può avere ripercussioni immediate e drammatiche sui prezzi globali e sulla produzione di veicoli elettrici. L’estrazione del cobalto in Congo è spesso legata a gravi questioni di sfruttamento del lavoro minorile e condizioni di lavoro pericolose nelle miniere artigianali. Le aziende occidentali sono costrette a bilanciare la necessità di approvvigionamento con le pressanti esigenze di due diligence e sostenibilità etica.

Questa concentrazione di lavorazione ed estrazione esposizione dell’Occidente rappresenta un significativo rischio di filiera. Stati Uniti, Australia e Unione Europea stanno reagendo con politiche aggressive, per la creazione di nuove rotte di approvvigionamento in Paesi “amici” (ad esempio, Australia e Canada per le Terre Rare). Investimenti in nuove tecnologie di raffinamento e riciclo per ridurre la dipendenza dai processi cinesi. Stipula di accordi diretti con Paesi africani (oltre la RDC) per lo sviluppo di nuove miniere.

La battaglia per il controllo delle materie prime critiche è oggi tanto importante quanto la superiorità militare. La debolezza nelle catene di fornitura non è solo una questione economica, ma una seria minaccia alla sicurezza nazionale e alla capacità di guidare la transizione ecologica a livello globale.

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