(Ti Lancio dall’India) New Delhi 16 febbraio 2026 – Mentre l’India si prepara a diventare il baricentro dell’intelligenza artificiale globale, i riflettori di Nuova Delhi si accendono sull’AI Impact Summit 2026. L’evento, che inizierà ufficialmente mercoledì, vedrà la partecipazione dei nomi più pesanti della Silicon Valley.
La capitale indiana ospiterà una concentrazione di potere tecnologico senza precedenti. Sono attesi leader del calibro di: Sundar Pichai (CEO di Google), Sam Altman (CEO di OpenAI); Dario Amodei (CEO di Anthropic); Demis Hassabis (Google DeepMind)
L’obiettivo è chiaro: definire come l’IA possa essere scalata per servire miliardi di persone, non solo nel settore del software, ma in quelli vitali della sanità, dell’agricoltura e delle infrastrutture.
La notizia dell’ultima ora riguarda Jensen Huang. Il CEO di Nvidia, l’uomo che guida l’azienda da oltre 5 trilioni di dollari che produce l’“hardware dell’intelligenza”, ha annullato il suo viaggio a Delhi citando “circostanze impreviste”.
Sebbene Nvidia invierà una delegazione di alto livello guidata dall’Executive VP Jay Puri, l’assenza fisica di Huang è un segnale che molti analisti stanno cercando di interpretare, specialmente dopo le recenti turbolenze di mercato legate all’emergere di nuovi modelli (come DeepSeek) che mettono in discussione il dominio assoluto dell’hardware Nvidia.
Nonostante l’assenza di Huang, il summit segna un momento storico. È il primo grande vertice sull’IA ospitato nel Global South. Con la seconda forza lavoro mondiale nel campo dell’IA e una produzione massiccia di dati, l’India non vuole più essere solo l’ufficio servizi del mondo, ma il luogo dove l’IA viene governata e messa a terra.
Come abbiamo osservato analizzando il Festival di Cannes, la tecnologia da sola non basta. L’assenza del leader dell’hardware (Nvidia) a un tavolo pieno di leader del software (OpenAI, Google, Anthropic) ci ricorda una verità fondamentale: i chip sono il motore, ma è l’intelligenza umana a dover tenere le mani sul volante.
Il summit di Delhi non servirà a stabilire chi produce il processore più veloce, ma a decidere come useremo questa potenza. Se la Colombia sperimenta candidati virtuali e l’Antartide ci ricorda la precisione delle leggi naturali, l’India ci dice che l’IA è ormai una questione di diplomazia, etica e visione umana.


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