Aperto il nuovo tratto tra Firenze Sud e Incisa dopo un tour de force di 100 operai h24. Una notizia che fa sorridere i viaggiatori, abituati alla “corsa a ostacoli” infinita tra Milano e Napoli
(Ti Lancio dalla Toscana) Firenze 3 marzo 2026 – In un lunedì mattina segnato dalle consuete code, arriva una notizia che ha del clamoroso, quasi dell’esotico per chi frequenta la A1: un cantiere è terminato in anticipo. Autostrade per l’Italia ha infatti annunciato che domenica 1° marzo è stato riaperto al traffico il viadotto Ribuio, nel tratto tra Firenze Sud e Incisa, bruciando le tappe del cronoprogramma originale.
Da ieri, il traffico in direzione Firenze scorre sulla nuova struttura, e dal prossimo weekend (8 marzo) il viadotto ospiterà entrambi i flussi veicolari su due corsie per senso di marcia.
Se da un lato l’efficienza dimostrata in questo specifico chilometro di autostrada è lodevole, la notizia fa sorridere — e forse anche un po’ ammutolire — le migliaia di utenti che ogni giorno percorrono la Milano-Napoli. Celebrare un anticipo sui tempi per un singolo viadotto appare quasi un paradosso grottesco di fronte all’enormità dei cantieri che costellano l’intera dorsale appenninica.
Per chi viaggia tra Bologna e Firenze, o nel tratto laziale, l’A1 non è percepita come un’autostrada, ma come una gimkana infinita tra barriere di plastica, restringimenti di carreggiata e deviazioni che sembrano ormai parte integrante del paesaggio naturale. Vedere un traguardo tagliato in anticipo al viadotto Ribuio è un po’ come vedere un maratoneta che scatta per dieci metri in una gara che dura da anni: un segnale positivo, certo, ma che non cancella la fatica di tutto il resto del percorso.
La speranza, ovviamente, è che l’effetto “Ribuio” sia contagioso e che la stessa solerzia venga applicata alle decine di altri punti critici che rendono l’Autostrada del Sole una delle sfide psicofisiche più impegnative per chi guida in Italia.


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