Cookie Policy ATTUALITA'. PUGLIA. IL 2 GIUGNO E LA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO: L’ASSE STORCHI-BETTINI PER SALVARE IL FUTURO DELL’EX ILVA - Tilancio

ATTUALITA’. PUGLIA. IL 2 GIUGNO E LA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO: L’ASSE STORCHI-BETTINI PER SALVARE IL FUTURO DELL’EX ILVA

ATTUALITA’. PUGLIA. IL 2 GIUGNO E LA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO: L’ASSE STORCHI-BETTINI PER SALVARE IL FUTURO DELL’EX ILVA

(Ti Lancio dalla Puglia) Taranto 1 giugno 2026 – Il 2 giugno non è una semplice ricorrenza sul calendario, ma il momento in cui l’Italia si guarda allo specchio e riscopre la propria identità civile e sociale. Una Carta d’identità che si apre con dodici parole scolpite nella pietra: «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro».

Oggi, celebrare questo principio non significa soltanto onorare la memoria storica del Paese, ma declinarlo nel presente, difendendo quelle realtà industriali che della Repubblica costituiscono l’ossatura e il destino. In questo contesto, il dossier dell’ex ILVA di Taranto smette di essere una crisi circoscritta o un problema puramente locale, per configurarsi come un banco di prova etico e costituzionale per l’intero Paese.

Proprio nei giorni a ridosso della Festa della Repubblica, voci autorevoli del mondo confederale e industriale si sono levate per chiedere un’azione decisa e immediata dello Stato a tutela del polo siderurgico jonico [cite: presentata ieri nel corso di una conferenza stampa congiunta di Federmeccanica e Confindustria Taranto, svoltasi proprio all’interno dello stabilimento siderurgico di “Acciaierie d’Italia in A.S.”., Storchi ha sottolineato con forza la centralità dello stabilimento, evidenziando come una transizione ordinata e una decisa nazionalizzazione – o comunque una forte e stabile guida da parte dello Stato – siano passaggi ormai ineludibili. Fabio Storchi, intervenendo nel corso dell’Assemblea congiunta di Federmeccanica e Confindustria Taranto e nella sua veste di presidente del Comitato Tecnico Scientifico di UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), ha richiamato l’attenzione sulla dimensione etica del fare impresa [cite: presentata ieri nel corso di una conferenza stampa congiunta di Federmeccanica e Confindustria Taranto, svoltasi proprio all’interno dello stabilimento siderurgico di “Acciaierie d’Italia in A.S.”., Proprio Storchi, intervenendo anche nella sua veste di presidente del Comitato Tecnico Scientifico di UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), ha voluto porre l’accento sulla dimensione etica, sociale ed economica del polo jonico. «Non c’è dignità nell’industria se non si mette al centro la persona e la tutela del lavoro», ha ammonito Storchi. «L’ex Ilva rappresenta la nostra storia e il nostro futuro industriale: difendere questo sito significa prima di tutto garantire il lavoro ai nostri lavoratori. Parliamo di 8.000 famiglie che attendono risposte chiare».

Per Storchi, la strada maestra per assumersi questa responsabilità etica ed economica è una transizione ordinata guidata da una decisa nazionalizzazione o, comunque, da una forte e stabile presenza dello Stato, l’unica via per coniugare la tenuta sociale e occupazionale con il risanamento ambientale. Storchi ha sottolineato con forza la centralità dello stabilimento, evidenziando come una transizione ordinata e una decisa nazionalizzazione – o comunque una forte e stabile guida da parte dello Stato – siano passaggi ormai ineludibili., Per l’UCID, la dignità del lavoro e la tenuta sociale del territorio devono camminare di pari passo con la sostenibilità industriale. «Non c’è dignità nell’industria se non si mette al centro la persona e la tutela del lavoro. L’ex Ilva rappresenta la nostra storia e il nostro futuro industriale: difendere questo sito significa prima di tutto garantire il lavoro ai nostri lavoratori. Parliamo di 8.000 famiglie che attendono risposte chiare. Come UCID e come uomini d’impresa, crediamo che la nazionalizzazione e un forte intervento dello Stato siano indispensabili per assumersi una responsabilità etica oltre che economica: proteggere l’occupazione e risanare il territorio, tracciando una via italiana alla siderurgia sostenibile.» ha concluso Storchi.

A fargli eco con un monito perentorio e crudo rivolto direttamente al Governo è il presidente di Federmeccanica, Simone Bettini. Di fronte al rischio di una definitiva chiusura dello stabilimento – ipotesi avversata dall’85,7% degli italiani e dall’86,1% dei pugliesi secondo la recente ricerca del professor Daniele Marini. I numeri emersi dall’indagine – condotta su un campione di 1.200 casi con un sovracampionamento della popolazione residente in Puglia – parlano chiaro: l’85,7% della popolazione nazionale e l’86,1% dei cittadini pugliesi si dichiarano contrari all’ipotesi di una chiusura definitiva del sito, invocando invece a gran voce un piano di rilancio produttivo che veda una forte impronta di proprietà italiana., Dallo studio del professor Marini emerge come la vicenda sia profondamente radicata nell’opinione pubblica: circa l’80% degli italiani ne è a conoscenza, e il livello di informazione ritenuto “buono” tocca il 41,5% a livello nazionale, impennandosi fino al 70,9% in Puglia. Bettini ha evidenziato l’impatto sistemico della crisi.

Il presidente di Federmeccanica ha aspramente criticato i continui rinvii della politica e il rischio di un atteggiamento attendista dovuto alle scadenze elettorali: «Il tempo della politica è finito, si smetta di passarsi la palla da anni senza trovare una soluzione definitiva. Le imprese possono completare il traghettamento, ma è il Governo che deve fare il grosso del lavoro». La critica di Bettini si sposta poi sulla gestione politica della crisis. La ricetta per uscire dall’impasse, secondo la federazione, è una sola: il Governo deve agire subito. Il mondo delle imprese non può sostituirsi allo Stato nelle scelte macroeconomiche e strutturali. «Noi possiamo solo completare il traghettamento, ma è il Governo che deve fare il grosso del lavoro», incalza l’esponente di Federmeccanica. «Il vero problema di questo Paese è che si continua a passarsi la palla da anni, senza mai trovare una soluzione definitiva. Devono essere poste immediatamente le condizioni per risolvere il problema»., A preoccupare il settore industriale è anche il tempismo politico. Il timore espresso da Bettini è che la vicinanza alla fine del mandato governativo possa spingere la politica a un atteggiamento attendista, evitando di assumersi la responsabilità di decisioni storiche, impopolari o complesse.

Nel giorno in cui l’Italia celebra la sua nascita come Repubblica democratica, la vicenda dell’ex Ilva ricorda a istituzioni e cittadini che il lavoro non è una concessione, ma il cardine della cittadinanza e della sovranità nazionale. Preservare l’acciaio italiano, tutelare gli 8.000 posti di lavoro diretti e l’intero indotto significa onorare, nei fatti e non solo a parole, il primo articolo della nostra Costituzione. Storchi ha sottolineato con forza la centralità dello stabilimento, evidenziando come una transizione ordinata e una decisa nazionalizzazione – o comunque una forte e stabile guida da parte dello Stato – siano passaggi ormai ineludibili. Questo non solo per garantire l’approvvigianamento dell’acciaio italiano, ma per salvaguardare gli attuali 8.000 posti di lavoro diretti, a cui si lega il destino di migliaia di famiglie dell’indotto. Perché senza industria non c’è lavoro, e senza lavoro non può esserci Repubblica.

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