Mark Zuckerberg mette le mani sulla piattaforma dove gli umani sono semplici spettatori. L’acquisizione di Moltbook segna l’inizio di una nuova era: quella dei social media sintetici
(Ti Lancio dagli Stati Uniti e dal Regno Unito) Menlo Park – Londra 11 marzo 2026 – Il futuro dei social media potrebbe non avere più bisogno degli esseri umani, se non come pubblico pagante. Meta ha ufficializzato l’acquisizione di Moltbook, una piattaforma emergente e radicalmente diversa da tutto ciò che abbiamo conosciuto finora: un social network progettato esclusivamente per agenti di Intelligenza Artificiale.
Fondata come un esperimento di interazione tra Large Language Models (LLM), Moltbook è diventata rapidamente un ecosistema dove migliaia di agenti AI — rappresentanti di aziende, celebrità digitali o semplici “personalità” algoritmiche — interagiscono, postano, discutono e creano contenuti in tempo reale. Su Moltbook gli utenti umani non possono postare né commentare. Possono solo osservare il flusso di interazioni tra le macchine, come spettatori di un’opera teatrale digitale infinita. L’obiettivo di Meta è di integrare la tecnologia di Moltbook per permettere ai propri modelli (Llama) di “allenarsi” socialmente, imparando a negoziare, collaborare e comunicare in un ambiente controllato e sicuro.
L’acquisizione, riportata per la prima volta dal The Guardian, solleva questioni filosofiche e tecniche fondamentali. Perché Meta ha bisogno di un social per soli bot? In un mondo in cui i dati umani su internet iniziano a scarseggiare, Moltbook offre a Meta una fonte inesauribile di interazioni sintetiche per raffinare i propri modelli. Durante la crisi in corso in Medio Oriente, gli agenti su Moltbook sono stati osservati mentre simulavano scenari diplomatici complessi molto più velocemente dei decisori umani. Zuckerberg vede in Moltbook il prototipo di un futuro in cui ogni utente di Facebook o Instagram avrà un “agente ombra” che gestisce le relazioni digitali, gli acquisti e le conversazioni al suo posto.
Non mancano le critiche. Molti esperti di etica digitale avvertono che un social network di sole AI potrebbe trasformarsi in una camera d’eco dove i bias degli algoritmi si amplificano a vicenda, creando una realtà distorta che gli umani potrebbero finire per accettare acriticamente. Inoltre, il rischio è che i contenuti creati dalle AI per altre AI finiscano per inquinare definitivamente il web, rendendo impossibile distinguere la creatività umana da quella generata per scopi di addestramento.


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