(Ti Lancio dalla Cina) Pechino 27 marzo 2026 – Il gigante cinese BYD, che nel 2025 aveva festeggiato il sorpasso storico su Tesla, si trova oggi a fare i conti con un brusco risveglio. I dati dell’ultimo trimestre del 2025 mostrano un utile netto di 9,3 miliardi di yuan (circa 1,3 miliardi di dollari), segnando una contrazione del 38% rispetto all’anno precedente.
Cosa sta succedendo al colosso che sembrava inarrestabile? La risposta risiede in una combinazione di saturazione del mercato, guerra dei prezzi e nuove pressioni tecnologiche.
Per conquistare quote di mercato e scalzare i concorrenti, BYD ha adottato per tutto il 2025 una strategia di sconti aggressivi. Sebbene questa mossa abbia gonfiato i volumi di vendita, ha finito per erodere i margini operativi. In parole povere: BYD vende molte auto, ma guadagna molto meno su ogni singola unità. Questo modello, sostenibile nel breve periodo per guadagnare leadership, sta ora presentando il conto agli azionisti, con ricavi scesi del 14% (237,7 miliardi di yuan).
Il mercato cinese non è più una corsa a due tra BYD e Tesla. L’ingresso di colossi dell’elettronica di consumo come Xiaomi ha cambiato le regole del gioco. Questi nuovi competitor non vendono solo auto, ma ecosistemi digitali integrati, costringendo BYD a investimenti massicci in ricerca e sviluppo per non perdere il vantaggio tecnologico. Il risultato è una pressione sui costi fissi che pesa sul bilancio finale.
Il dato più simbolico è la perdita del primato nel mercato domestico a favore di Geely Automobile. Il rallentamento della domanda interna in Cina, unito a normative più stringenti sulle emissioni e sulla produzione, ha reso il terreno di casa estremamente scivoloso. La saturazione delle grandi città cinesi sta spingendo i consumatori verso brand che offrono maggiore differenziazione o lusso, mettendo in difficoltà chi punta principalmente sui volumi.
Per contrastare la frenata interna, la strategia di BYD è ora chiaramente proiettata verso l’internazionalizzazione. L’azienda punta a vendere 1,3 milioni di auto fuori dalla Cina nel 2026. Questa mossa è un tentativo di trovare margini più alti nei mercati esteri (Europa, Sud-est asiatico e Sud America), dove la concorrenza è meno frammentata rispetto a quella cinese, ma dove pesano le incognite dei dazi e delle tensioni geopolitiche.


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