(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Marano sul Panaro Modena 27 aprile 2026 – In un’epoca in cui il settore manifatturiero globale lotta con l’invecchiamento della forza lavoro e modelli industriali rigidi, Elena Salda, CEO di Cms Spa, azienda leader nella meccanica di precisione, ha lanciato un appello internazionale per rivoluzionare l’approccio di aziende e governi verso la prossima generazione di lavoratori.
Parlando dal cuore della “Motor Valley” italiana, Salda ha rivelato che il 13% della forza lavoro di Cms Spa ha oggi meno di 35 anni. Questa cifra non è solo una statistica locale, ma un laboratorio di successo per una trasformazione che Salda definisce un “imperativo culturale” per la competitività globale.
Il messaggio di Salda punta dritto a un punto debole universale: l’ossessione per la presenza fisica rispetto ai risultati misurabili.
“La sfida dei giovani nel mondo del lavoro non è una questione anagrafica; è una sfida culturale che mette in discussione i nostri stessi modelli organizzativi”, ha dichiarato Salda. “La Generazione Z ci pone una domanda seria: siamo pronti a lavorare per obiettivi? Siamo capaci di definire priorità chiare, o siamo ancora ancorati al controllo del cartellino?”
Per l’industria manifatturiera globale, Salda sostiene che il valore del tempo per i giovani professionisti — inclusi gli immigrati di seconda generazione e gli italiani poliglotti — non coincide più con lo stare seduti alla scrivania, ma con l’efficacia del proprio contributo.
Un pilastro centrale del dispaccio internazionale di Salda è la critica agli attuali quadri normativi, in particolare al principio “Last In, First Out” (l’ultimo arrivato è il primo a uscire), prevalente in molti contratti industriali.
“È un paradosso globale”, ha avvertito Salda. “Le imprese investono massicciamente nella formazione, eppure le normative attuali spesso costringono i talenti più giovani e assunti di recente a essere i primi a rischio durante i mutamenti economici. Ciò crea uno stato di insicurezza permanente che soffoca l’innovazione.”
L’appello della CEO invoca una svolta pragmatica: le fabbriche non dovrebbero più essere luoghi in cui i giovani si adattano a schemi obsoleti del XX secolo. Al contrario, devono diventare spazi di crescita reciproca.
Secondo Salda, la “curiosità vitale” e la “mentalità globale” della Gen Z sono gli unici motori capaci di guidare la crescita tecnologica necessaria per sopravvivere all’attuale rivoluzione industriale. La sua conclusione funge da tabella di marcia per i CEO di tutto il mondo: “Dobbiamo imparare da loro come costruire le aziende di domani, trasformando la fabbrica in un luogo in cui si costruisce il futuro”.


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