(Ti Lancio dalla Francia) Parigi 28 aprile 2026 – Con lo Stretto di Hormuz ancora parzialmente bloccato, il Presidente francese Emmanuel Macron ha riaffermato con forza l’impegno della Francia e dei suoi alleati per ristabilire la libera navigazione in una delle arterie commerciali più vitali del pianeta. Tuttavia, l’ottimismo diplomatico dell’Eliseo si scontra con il pragmatismo del settore industriale: il gigante energetico TotalEnergies avverte che, senza una riapertura immediata, l’Europa rischia una crisi di approvvigionamento senza precedenti.
Durante l’ultimo vertice a Parigi, Macron ha sottolineato come la chiusura dello stretto non sia solo un problema regionale, ma una minaccia diretta alla stabilità economica globale. Il Presidente ha confermato il coordinamento con le potenze regionali e i partner NATO per “garantire la sicurezza dei convogli mercantili”. L’obiettivo dichiarato è una soluzione negoziata che eviti un conflitto aperto, pur mantenendo una presenza militare deterrente nell’area. “La libertà di navigazione è un principio non negoziabile del diritto internazionale. La Francia non resterà a guardare mentre il mercato globale dell’energia viene preso in ostaggio.” — Emmanuel Macron.
Mentre la politica cerca una via d’uscita, Patrick Pouyanné, CEO di TotalEnergies, ha tracciato un quadro decisamente più cupo. La preoccupazione principale non riguarda solo l’impennata dei prezzi, ma la disponibilità fisica delle risorse.
Una parte significativa del GNL destinato all’Europa transita per Hormuz. Il blocco prolungato sta già causando ritardi nelle consegne. Il greggio proveniente dal Golfo è fondamentale per il mix di raffinazione europeo; sostituirlo in tempi brevi con altre qualità è tecnicamente complesso e costoso. Se lo stallo dovesse superare le prossime settimane, la compagnia non esclude la necessità di misure di emergenza per gestire le scorte industriali.


Leave a Reply