Cookie Policy CLIMA. USA-MONDO. BENVENUTI NEL 2035: IL "SUPER EL NIÑO" DEL 2027 È L'ANTEPRIMA DEL CAOS CLIMATICO PROSSIMO VENTURO - Tilancio

CLIMA. USA-MONDO. BENVENUTI NEL 2035: IL “SUPER EL NIÑO” DEL 2027 È L’ANTEPRIMA DEL CAOS CLIMATICO PROSSIMO VENTURO

CLIMA. USA-MONDO. BENVENUTI NEL 2035: IL “SUPER EL NIÑO” DEL 2027 È L’ANTEPRIMA DEL CAOS CLIMATICO PROSSIMO VENTURO

Mentre il Pacifico si scalda a ritmi mai visti, gli scienziati avvertono: quello che sta arrivando non è solo un fenomeno meteorologico, ma un test brutale per la nostra economia, la nostra politica e la nostra capacità di adattamento. Il 2027 potrebbe essere l’anno più caldo della storia, portandoci in un futuro che non credevamo di vedere prima di un decennio.

(Ti Lancio dagli Stati Uniti e dal Mondo) New York – Mondo 11 maggio 2026 – Non è più una proiezione teorica: un “mostro climatico” sta crescendo nell’Oceano Pacifico. I modelli meteorologici sono ormai concordi nel prevedere un El Niño di intensità stupenda, potenzialmente superiore al “Super El Niño” del 2015-16 e forse paragonabile a quello epocale del 1877.

L’editorialista del New York Times, David Wallace-Wells, avverte che l’umanità sta per ricevere un'”anteprima” di quella che sarà la vita nel 2035. La domanda non è più se il pianeta si scalderà, ma quanto saremo in grado di gestire la distruzione che ne conseguirà.

Per comprendere la portata di ciò che ci aspetta, gli storici guardano al 1877. All’epoca, El Niño scatenò carestie bibliche in India, Cina e Brasile, causando decine di milioni di morti. Lo storico Mike Davis definì quegli eventi “Olocausti Tardo-Vittoriani”, sottolineando come il disastro climatico punisca sempre chi è già reso vulnerabile dall’economia politica.

Oggi, sebbene la nostra capacità tecnologica sia superiore, il contesto è aggravato dal riscaldamento globale antropico. Se il fenomeno del 1877 fu un disastro naturale, quello del 2026-2027 arriva sopra una base termica già alterata.

Il climatologo James Hansen ha suggerito che, a causa di questo picco, le temperature medie globali potrebbero balzare a 1,7 gradi sopra la media preindustriale già il prossimo anno. Sebbene le soglie climatiche si misurino su medie a lungo termine, un singolo anno a +1,7°C rappresenta un salto nel buio. Previsto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.  Siccità devastanti in Africa e Australia, inondazioni record in Brasile e California, e un’alterazione dei monsoni che minaccia la sicurezza alimentare globale.  Tra il 2022 e il 2024, la mortalità legata alle temperature estreme è già aumentata di 20 volte rispetto al decennio precedente. El Niño rischia di far impennare questi dati. Negli ultimi anni, l’ansia climatica sembrava essere stata sostituita da altre preoccupazioni: l’Intelligenza Artificiale, l’inflazione, le guerre. Ma un “Godzilla El Niño” potrebbe rompere questo silenzio. David Wallace-Wells suggerisce che non sarà solo la meteorologia a cambiare, ma la political economy.

Se le infrastrutture energetiche vacilleranno e i prezzi del cibo saliranno alle stelle a causa dei mancati raccolti, la “compiacenza” occidentale potrebbe sgretolarsi. Il 2027 non sarà solo l’anno più caldo; sarà l’anno in cui capiremo quanto del nostro mondo attuale è destinato a sopravvivere e quanto dovrà essere radicalmente ricostruito.

Prepararsi alla “bedlam” (il caos), come suggerisce l’ambientalista Bill McKibben, significa riconoscere che il tempo delle simulazioni è finito. Il Pacifico sta per presentarci il conto, e il risultato sarà la prima vera prova generale di un pianeta a +1,5°C.

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