Ti Lancio dalla Inghilterra West Sussex 16 luglio 2026 – L’edizione 2026 del Goodwood Festival of Speed non ha fatto eccezione, confermando ancora una volta perché questo evento sia diventato un punto di riferimento assoluto per l’intero mondo automotive. Per quattro giorni, la splendida cornice della storica tenuta di Goodwood House, nel West Sussex (Inghilterra), si è trasformata in una vetrina totale del motorsport e dell’industria.
Dalle hypercar urlanti da oltre mille cavalli ai prototipi a emissioni zero che sfidano le leggi della fisica, l’asfalto della celebre Hillclimb (la cronoscalata di 1,86 km) ha raccontato dove sta andando l’automobile, senza mai dimenticare da dove è partita. Eppure, dietro i fumi degli pneumatici e i record di velocità, quest’anno si è respirata un’atmosfera di profonda riflessione sul futuro del settore.Salone Events
Se un tempo il Festival era il regno indiscusso dei motori V8, V10 e V12, l’edizione 2026 ha sancito una definitiva maturità tecnologica per l’elettrico ad altissime prestazioni. I prototipi elettrici di nuova generazione e le “instant classic” a zero emissioni hanno dominato la scena, non solo nel paddock dedicato all’innovazione (Electric Avenue), ma anche stampando tempi da capogiro lungo la salita.
Tuttavia, c’è un elefante nella stanza. Sebbene l’elettrico sia ormai il traino tecnologico e d’immagine per quasi tutti i costruttori presenti a Goodwood, la realtà fuori dai cancelli della tenuta del West Sussex è ben diversa. Case automobilistiche sotto pressione: i produttori investono miliardi per non farsi trovare impreparati dalle normative, ma si scontrano con costi di produzione elevati e la necessità di ripensare intere catene di montaggio.
Consumatori scettici: il grande pubblico ammira le prestazioni record sulla collina, ma nella vita reale fatica a fare il grande passo a causa di infrastrutture di ricarica ancora non ottimali e prezzi d’acquisto ancora proibitivi per la classe media.
Il festival ha reso evidente questo paradosso: la tecnologia elettrica è straordinariamente pronta a correre e a vincere, ma la società e il mercato di massa non sono ancora pronti a reggerne l’impatto economico e infrastrutturale.
Le case automobilistiche non considerano più Goodwood come un semplice “show statico”, ma come il palcoscenico dinamico ideale per svelare le proprie creature. Quest’anno, il pubblico ha potuto toccare con mano anteprime assolute che vedremo su strada nei prossimi mesi. Le Hypercar del futuro: i marchi più prestigiosi hanno scelto la kermesse inglese per lanciare edizioni limitatissime e mostri da pista, pronte a sfidarsi a colpi di record sul decimo di secondo. La nuova era delle Supercar “quotidiane”: non solo sogni proibiti, ma anche l’unveiling di sportive ad alte prestazioni destinate a ridefinire i rispettivi segmenti, con un focus massiccio sull’aerodinamica attiva e sulla tecnologia derivata dalla Formula 1.
Il vero segreto di Goodwood rimane la sua capacità di far convivere il domani con la nostalgia più pura. Il 2026 ha celebrato anniversari storici che hanno fatto battere il cuore dei puristi:HunterMoss. Le leggende della Formula 1 e del Rally: monoposto storiche sono tornate a ruggire, guidate spesso dai campioni dell’epoca o da piloti odierni felici di svestire i panni istituzionali per puro divertimento. La Forest Rally Stage: il fango e la terra battuta della prova speciale in cima alla collina hanno ospitato le regine del Gruppo B e le moderne protagoniste del WRC, regalando traversi spettacolari a pochi centimetri dal pubblico.
Il Festival of Speed 2026 si chiude lasciando una certezza: l’amore per l’automobile, in qualsiasi forma si presenti (ibrida, elettrica, termica o alimentata da e-fuel), è più vivo che mai. Goodwood non è solo una festa della velocità; è una dichiarazione d’amore collettiva a quattro ruote che ci ricorda come, pur tra mille incertezze di mercato e transizioni difficili, la passione per le prestazioni e lo stile continui a rimanere il vero motore del mondo dell’auto.


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