FEDRIGA, ECONOMIA DOPO COVID: ‘SERVONO DAL GOVERNO RISORSE A FONDO PERDUTO E NON UN SOSTEGNO ASSISTENZIALISTA’. L’INTERVISTA

Come valuta la sua governance sino a qui? Stiamo facendo molto per l’abbattimento fiscale, sia in modo diretto che indiretto. Sul fronte delle imprese, nel sociale, per le famiglie, e il trasporto pubblico. Abbiamo lavorato per la detassazione. Ci siamo ritrovati a fare i conti con due emergenze considerevoli: la tempesta Vaia e la pandemia.

Da un punto di vista umano, come si è sentito a dover affrontare il Covid? Diciamo che una emergenza sanitaria di questo genere è stata imprevedibile: il Friuli Venezia Giulia si è comportato molto bene. Dando prova di grande responsabilità, dimostrandolo con un numero di limitato di casi.

Ed ora come vede la situazione economia attuale, in Fvg e in Italia? Stiamo affrontando un momento piuttosto difficile. Non lo possiamo negare. Serve un intervento da parte del Governo che non sia, come è stato fino ad ora, di natura assistenzialista. Ma che faccia progredire le imprese, verso un passaggio successivo, fuori dalla linea del timore, con risorse a fondo perduto, come quelle che stiamo mettendo in campo in Regione.

Quanto è importante per lei l’internazionalizzazione? La ritengono fondamentale; per questo abbiamo creato una agenzia ad hoc. E’ necessario però che sia vera internazionalizzazione: che possa portare anche capitali ed investitori in Fvg.

Cosa state facendo per il miglioramento delle infrastrutture (porti, strade, ferrovie ed aeroporti)? Prioritaria è la velocizzazione della linea ferroviaria Trieste-Venezia.

Rfi vi ha dato dei tempi? Prima del Covid si parlava del 2022 come termine per la realizzazione dei lavori per rendere veloce la linea. Dopo di che servono scelte politiche decisive sui territori: il treno dovrà fermarsi solamente nei centri più importanti.

E per l’implementazione dello scalo aeroportuale? Abbiamo già avuto dimostrazione di interesse da parte di diverse compagnie, anche se Alitalia non collabora in questo senso, facendo da tappo.

Porti? Il Fvg ha le carte in regola per divenire sistema intermodale al centro dell’Europa, con lo sbocco a Trieste e Monfalcone (Go). Su treno, ferro, gomma e aria, dobbiamo divenire competitivi.

Nella sua agenda a che punto si trova lo sviluppo digitale? Abbiamo seri problemi al riguardo. La pandemia ha messo in evidenza che in molte aree regionali non c’è la banda larga. Dobbiamo lavorare su questo come primo passo.

Durante Esof, a Trieste, il premier Giuseppe Conte ha affermato di voler utilizzare le risorse del recovery fund per la ricerca anche sulla meccanica quantistica, lei quanto e come punta sulla ricerca? A Trieste, abbiamo enti di ricerca estremamente all’avanguardia. In primis: Area Science Park. Abbiamo destinato, come Regione, 800mila euro alla ricerca, anche in ambito quantistico.

Quale è il suo principale obiettivo da qui al 2023? Creare una regione sempre più competitiva. Abbiamo stravolto, rispetto al governo regionale precedente, le politiche sull’immigrazione, togliendo molte delle risorse che erano state messe in campo.

Si ricandiderà? Personalmente: amo fare il presidente di Regione. Sarà comunque l’elite che mi supporta a decidere per la mia ricandidatura. Io sono disponibile.

Il turismo, quanto ne ha risentito dopo il Covid? Onestamente, rispetto alle aspettative: ha tenuto. Sia al mare che in montagna.

Il Fvg quanto conta a Roma? La nostra regione conta 1 milione e 200mila abitanti. Serve farsi sentire. Lo dico per esperienza personale: per ottenere qualcosa, dobbiamo alzare la voce.

FOTOGALLERY, EVENTO SU COVID E IL FUTURO DELL’ECONOMIA IN ITALIA E NEL MONDO

pic by @Anna Airone @Airone Foto

Fotogallery: 4 agosto 2020; Amaro (Ud), tavolo di discussione dal titolo: Covid e futuro dell’economia locale, nazionale ed internazionale.

Presenti: Marco Neopensi, Ceo di Riel; Cristian Feregotto, Ceo di Infostar; Alessandra Sandrini, psicologa-psicoterapeuta; Paola Schneider, presidente di Federalberghi Fvg; Roberto Siagri, Ceo di Eurotech; Lisa Tosolini, proprietaria Tosolini Distillerie; Alessandro Englaro, Ceo di Akuis; Mattia Armando Chiavegato, albergatore a Venezia; Majra Cimenti, gruppo Fantoni; Marco Crasnich, Ceo di Overlog; Massimiliano Cecotto, direttore commerciale Credifriuli.

RESIA, DOVE VINCONO LE DONNE

Resia, piccolo Comune a Nord-Ovest del Friuli Venezia Giulia, situato nella vallata omonima dominata dal Monte Canin che segna il confine con la Slovenia, sovverte tutte le percentuali e le tendenze della presenza femminile in politica e nell’attività amministrativa: sindaco è Anna Micelli e il Consiglio comunale è composto da 9 donne su 13 componenti. Percentuali rosa quasi “bulgare” per una comunità piccola, poco meno di mille abitanti, ma ricca di idee, progettualità e fatti per mantenere curati i luoghi, vivo il paese e, soprattutto, dare prospettive di futuro. Nell’unico modo possibile oggi: creando opportunità di lavoro. Una determinazione molto femminile, dunque, che la sindaca Micelli conferma e guida con orgoglio. Quarantaseienne, nubile, ha fatto dell’impegno civile una missione – «non ho tempo per gli uomini», scherza – come le riconoscono i cittadini di Resia, che hanno eletto lei e le altre donne con nome e cognome sulla scheda. Nasce da questa forza uno dei progetti di cui Resia è capofila, coinvolgendo gli altri cinque enti locali della Valle e il Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie: «Le donne del Parco». È finanziato con 15mila euro dalla Regione Fvg, e intende favorire percorsi di crescita professionale tra le donne attingendo al ricco patrimonio di arte e mestieri che Resia conserva. Verranno attivati laboratori per stampa vegetale su tessuto con l’utilizzo di piante tintorie e piante autoctone; realizzazione di bamboline artigianali con il tradizionale costume del Gruppo Folkloristico Val Resia e con le Lipe Bile Maškire/Le belle maschere bianche, tipico costume di Carnevale della valle; realizzazione di tabacchiere di legno di abete o faggio, in resiano anche dette kufice; realizzazione di korbice/gerletti di piccole dimensioni con vimini o legno di nocciolo; realizzazione dei tipici calzettoni resiani, anche detti škufone, e indossati assieme al costume tradizionale della Val Resia. Prevista anche una formazione al marketing, affinché chi si impegna in questa progettualità sappia proporre adeguatamente sul mercato ciò che realizza con competenza e passione. «È un progetto che si inserisce in una più ampia attività di iniziative, tese a mantenere le persone in Valle e a dar loro tutte le opportunità per vivere bene qui», conclude la sindaco Micelli.

SARTORETTI: ‘DA NOI HANNO SEMPRE RITROVATO I LORO SOLDI, MAI DELUSI I RISPARMIATORI’

Luciano Sartoretti, classe 1939, una vita professionale trascorsa in banca e un lunghissimo curriculum da presidente di CrediFriuli, ragiona sui cambiamenti in atto nel mondo del credito. 

Presidente, classe 1939 e una vita a vigilare sul risparmio e gli investimenti dei cittadini. Moltissimi anni anche alla guida di una Bcc, oggi Credifriuli aderente al Gruppo Iccrea. Qual è l’elisir di così lunga vita in un mondo piuttosto complesso?

«I risparmiatori hanno sempre ritrovato i soldi che hanno messo in banca. Credo sia questo il motivo di una fiducia rinnovata a lungo. Accanto a ciò, c’è stato e c’è l’impegno costante per le imprese e per il sostegno fattivo al tessuto produttivo del Friuli Venezia Giulia». 

Nell’epoca che ha fatto della «rottamazione» un simbolo di rinnovamento, Lei è ancora ‘in sella’. 

«Ma non ci sono per nulla attaccato! Resto perché me lo chiedono, dandomi fiducia». 

Quanto assomiglia la banca che ha conosciuto quando ha varcato per la prima volta un istituto di credito e quella che vede oggi, dopo tanti decenni?

«Sorprenderò, ma oso dire che è cambiata moltissimo e allo stesso tempo per nulla. È evidente che la tecnologia ha fatto irruzione, che oggi tutto è online, smart e l’organizzazione è molto diversa, come lo sono le norme cui il sistema bancario deve attenersi. Tuttavia, vi sono dei cardini che sono rimasti inalterati e che fanno la differenza. Su tutti, uno: l’affidabilità. È ciò che serve per costruire tutto il resto». 

CrediFriuliha 130 anni di vita, è una banca di credito cooperativo aderente al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea con 32 filiali, 9700 mila soci, 170 collaboratori.

ZILLI: ‘AL FVG SERVONO SGRAVI FISCALI E SEMPLIFICAZIONI’. PRESSING PER RIAVERE LA TRATTA AEREA RONCHI-ROMA’

di Antonella Lanfrit

«Quella del Friuli Venezia Giulia è una comunità che ha voglia e capacità di riprendersi. Conta aziende strutturate, che stanno agendo con fiducia nei confronti del futuro, sebbene scontino la crisi dell’export, per noi da sempre linfa vitale. Sono elementi che rappresentano una fortuna, soprattutto se in paragone alle condizioni di altri territori». 

L’assessore regionale alle Finanze del Friuli Barbara Zilli, all’indomani dell’approvazione della legge d’assestamento di bilancio di metà anno, guarda così alla regione che contribuisce ad amministrare anche in questa congiuntura post-Covid. 

Assessore Zilli, fronte di questa realtà, cosa serve ora, più che mai, al Friuli Venezia Giulia?

«Semplificazioni burocratiche e sgravi fiscali. L’amministrazione regionale ha cercato di fare la sua parte, sono di queste ore gli ulteriori incentivi messi a disposizione degli imprenditori per assunzioni entro fine anno, oltre alle azioni di sostegno e di snellimento delle procedure che abbiamo attuato con gli interventi duranti l’emergenza. Hanno interessato anche l’accesso ai fondi anticrisi dei Confidi, poiché è evidente che ora alle aziende serve un accesso veloce e poco costoso alla liquidità al fine di poter investire». 

Nel provvedimento appena varato avete previsto fondi per attrarre le aziende sul territorio. La mancata attivazione dei voli da Trieste Airport su Roma e Milano da parte di Alitalia rischia di rendere la Regione sempre più isolata e difficile da raggiungere. 

«È inaccettabile che Alitalia faccia discriminazioni territoriali, specialmente in questo momento non facile, quando almeno gli spostamenti per lavoro dovrebbero essere favoriti. La Regione, con il presidente Massimiliano Fedriga, sta continuando a fare pressing perché la situazione si sblocchi in termini positivi. Chiederei anche al corregionale Stefano Patuanelli, che siede al Governo quale ministro, un intervento risolutivo». 

Economia regionale e nazionale al tempo di Covid-19: che ne pensa?

«Abbiamo subito tutti un pesantissimo contraccolpo. Per uscirne credo sia determinante investire sul made in Italy, sulla nostra capacità artigianale, sul tessuto agricolo, anche sulla grande industria, un tempo traino di buona parte dell’economia italiana e ora sotto scacco di brand e logiche mondiale. Innovazione e ricerca devono essere trasversali”. 

Il Friuli Venezia Giulia ha fatto germogliare nel periodo del lockdown il marchio «Io sono Fvg», anche con il supporto della Regione. 

«Un modo concreto per valorizzare le imprese e le produzioni del territorio – in una logica di filiera e non solo di prodotto – e di informare il consumatore in modo trasparente sull’origine di ciò che acquistano e sulla sua qualità. Una delle strade con cui qui stiamo disegnando la ripartenza». 

L’Economist questa settimana ha evidenziato la crescente distanza tra economica reale e quella connessa ai sistemi borsistici internazionali. Teme speculazioni anche nei confronti dell’Italia?

«Il rischio è alto, dato il nostro debito pubblico. Anche per questo l’auspicio è che il sistema produttivo sia impegnato a investire innanzitutto nelle proprie imprese, nell’economia che si tocca, si vede e genera ricchezza per quanto possibile solida».

Dalle crisi nascono opportunità straordinarie, si dice. Ci crede?

«Assolutamente, perché è nella natura umana superare le fratture con il cambiamento. Spero perciò che tutti colgano in quest’occasione che ci è data di vivere motivo di svolta in termini di energia, di valori, di prospettive». 

Riforme: quali considera essenziali?

«Ne metto in elenco tre: la prima riguarda la giustizia, una delle più lente del mondo. Non è un servizio adeguato a chi ha bisogno di risposte rapide e certe, in ogni ambito, non ultimo quello economico. Poi la riforma della pubblica amministrazione, che tutti perseguono e nessuno attua: l’accelerazione nel processo di digitalizzazione che ha imposto il lockdown mi auguro sia la via per semplificare e abbattere i costi. Non da ultima c’è la riforma della Costituzione nel senso di una maggiore autonomia dei territori. Operazione che significa innanzitutto dare responsabilità e conseguente autonomia fiscale e tributaria. Alcune Regione hanno sancito anche con referendum popolare questa richiesta, credo che da questo Governo non arriverà mai una risposta positiva». 

Roberto Siagri, l’amministratore delegato di Eurotech, multinazionale con sede in Fvg, ha affermato che lo Stato non può fischiare il calcio di rigore e allo stesso tempo tirare in porta, serve meno Stato nelle imprese?

«Lasciamo che gli imprenditori trovino le strade, le modalità e anche le diverse risorse necessarie a fare impresa oggi, continuando a fare un mestiere che hanno scelto e che sanno fare. Il pubblico deve essere al loro fianco, accompagnandoli con misure riguardanti occupazione, fisco, procedure e quanto possa facilitare questa mission. Tra le misure, anche quelle che rendano possibile una sempre maggior conciliazione fra lavoro e famiglia. Se non facciamo , non abbiamo domani e tutti gli investimenti dell’oggi rischiano di essere vani». 

In Fvg tornano i migranti per le strade: è stato opportuno smantellare il sistema di accoglienza diffusa e lasciare fondi solo per l’accoglienza dei minori non accompagnati?

«Sì, è stato opportuno. Se non l’avessimo fatto, oggi ne avremmo molti di più per le strade. Quel sistema serviva solo a oliare la macchina di realtà che hanno fatto business sui modelli di integrazione forzosa. L’immigrazione irregolare va governata e su questo lo Stato è assente. La Regione è costretta, per quel che può, a supplire, fino a stanziare fondi perché i Comuni, con il loro vigili, sorveglino i confini e a mettere a disposizione 40 dipendenti propri per la Corte d’appello di Trieste e la sezione in materia di immigrazione».

Avete appena approvato l’assestamento di bilancio e, in particolare il Pd, ha stigmatizzato in non utilizzo dei 98 milioni disponibili nell’avanzo di bilancio. Prudenza ed efficacia, come avete sostenuto voi, o mancanza di visione e di coraggio, come ha sostenuto tutta l’opposizione?

«Governare significa agire con responsabilità. L’avanzo di bilancio 2019 era di 98 milioni. A fronte dei 68 milioni di spese aggiuntive in sanità a causa del Covid di cui abbiamo chiesto il rimborso allo Stato senza per ora avere certezza sulla risposta. Inoltre, pesano le incertezze rispetto alle iniziative che i Governo ha promesso per contrastare la crisi generata da Covid-19, ma ancora non si sono concretizzate. A malincuore, perciò, abbiamo ritenuto di dover agire con prudenza, lasciando in cassa una parte dell’avanzo. Abbiamo messo a disposizione della comunità regionale 40 milioni, con l’auspicio di effettuare un ulteriore assestamento nel primo autunno». 

Alle prossime elezioni regionali del 2023 per la sua maggioranza sarà pensabile il bis? Sarebbe la prima volta dall’elezione diretta del presidente della Regione.

«Per la vita politica queste sono scadenze lontane. Noi lavoriamo per tener fede al mandato elettorale e per operare a favore di tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia. Nel 2023 saranno i cittadini a dare il responso».