Cookie Policy Società. Emilia Romagna. Legge regionale sul fine vita, Ucid (Storchi): 'La risposta alla sofferenza non è l'interruzione della vita, ma il supporto' - Tilancio

Società. Emilia Romagna. Legge regionale sul fine vita, Ucid (Storchi): ‘La risposta alla sofferenza non è l’interruzione della vita, ma il supporto’

Società. Emilia Romagna. Legge regionale sul fine vita, Ucid (Storchi): ‘La risposta alla sofferenza non è l’interruzione della vita, ma il supporto’

Ti Lancio dalla Emilia Romagna – Reggio Emilia 16 agosto 2026 – Ucid Reggio Emilia interviene sulla legge regionale del 23 luglio scorso, in materia di suicidio medicalmente assistito. 

In un dibattito complesso come quello sul fine vita, anche l’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) unisce la propria voce a quella di altre aggregazioni laicali per esprimere una chiara contrarietà alla legge approvata in Emilia-Romagna  sul suicidio assistito.

A delineare la posizione dell’associazione è Fabio Storchi, presidente Ucid – Reggio Emilia. Con il garbo istituzionale e la misura che da sempre contraddistinguono la sua figura, Storchi ha affrontato il tema preferendo porre l’accento sul valore essenziale della dignità umana, dell’accompagnamento e della centralità della persona in ogni fase della vita.

Partendo dal presupposto che il dono della vita sia intangibile e non si possa rifiutare, l’UCID riconosce tuttavia come, in taluni casi, l’esistenza possa diventare motivo di grandissima sofferenza, a volte persino estrema. Proprio per questo l’associazione comprende e affronta questo tema nella sua accezione più vasta, complessa e sensibile, facendosi carico del dolore umano senza mai ridurlo a mere posizioni astratte. 

“La questione del fine vita tocca le corde più intime del cuore umano e della nostra società. Non si tratta di uno scontro ideologico, ma di comprendere quale valore fondamentale vogliamo attribuire alla vita umana, specie nei momenti di maggiore fragilità.” afferma Storchi.

Secondo la visione promossa da UCID e richiamata da Storchi, ‘la risposta alle sofferenze delle persone e dei loro familiari non può risiedere nell’interruzione anticipata dell’esistenza, bensì in una rete di supporto socio-sanitario e umano sempre più solida, efficace ed empatica’.

I punti cardine sollevati dalla riflessione di UCID si articolano in alcuni aspetti fondamentali. Centralità dell’assistenza e delle cure palliative: rafforzare le strutture sul territorio per non lasciare mai soli i malati e le loro famiglie di fronte al dolore. Valore sociale della fragilità: ricordare che la misura di una civiltà si calcola su come sa prendersi cura dei suoi membri più deboli e vulnerabili. Cultura della cura contro la cultura dello scarto: promuovere interventi legislativi che tutelino e valorizzino la vita, anzichè regolamentarne la fine.

La presa di posizione di Ucid si inserisce in un solco condiviso con altre realtà del mondo cattolico e civile. Se da un lato i giuristi analizzano i profili costituzionali ed etico-legali della norma e l’Azione Cattolica ne evidenzia le ricadute educative e sociali, l’Ucid porta nel dibattito l’esperienza concreta di chi quotidianamente opera nel tessuto sociale ed economico del Paese, promuovendo un’etica della responsabilità.

La delicatezza del messaggio trasmesso da Fabio Storchi riflette la volontà di dialogare con tutta la società civile, offrendo una testimonianza accogliente ma irremovibile sui principi della tutela della vita.

Leave a Reply

Your email address will not be published.