Ti Lancio da Taranto-Roma 3 settembre 2026 – Governo e giudici incrociano i destini dello stabilimento di Taranto. Sindacati metalmeccanici e Federmanager sono stati convocati per l’ex Ilva dal Governo a Palazzo Chigi per l’8 settembre alle 17.30 nella Sala Verde. La convocazione era stata annunciata dalla premier Giorgia Meloni alla vigilia dei Giochi del Mediterraneo, inaugurati il 21 agosto a Taranto.
L’incontro arriva in un momento cruciale. Il giorno dopo, il 9 settembre, la Corte d’Appello di Milano terrà l’udienza sull’istanza di sospensiva presentata dalle amministrazioni straordinarie di Ilva e Acciaierie d’Italia contro il decreto di fermata dell’area a caldo.
Il decreto in questione è quello emesso dalla stessa Corte il 27 luglio, che ha disposto la sospensione delle attività siderurgiche a caldo entro 90 giorni, quindi entro il 26 ottobre, se non verranno completate bonifica dall’amianto e riduzione delle emissioni. L’esito dell’udienza del 9 settembre deciderà se lo stabilimento potrà continuare a operare o dovrà spegnere gli impianti.
Sul tavolo di Palazzo Chigi ci sono tre nodi: industriale, occupazionale e finanziario. Le offerte in campo: sono quattro i soggetti in corsa. Il gruppo indiano Jindal, che ha presentato un’offerta vincolante comprensiva di area a freddo e area a caldo, aggiornata dopo il decreto di Milano. Il fondo americano Flacks Group, che però appare defilato.
La cordata italiana degli acciaieri guidati da Federacciai – tra gli altri Arvedi, Marcegaglia, Duferco e Acciaierie Venete interessata soprattutto all’area a freddo. Il gruppo ceco CE Industries.
Jindal prevederebbe oltre 2 miliardi di investimenti e la transizione verso forno elettrico, mentre il gruppo italiano chiede la presenza dello Stato e costi energetici calmierati. Il nodo occupazione: la crisi dell’indotto è già in atto. Le associazioni delle imprese d’appalto segnalano procedure di licenziamento collettivo con circa un migliaio di lavoratori a rischio, perché lo scenario di fermata riduce gli ordini. bace
L’incontro dell’8 settembre servirà quindi al Governo per fare il punto sulla situazione e sulle prospettive del gruppo, proprio alla vigilia della decisione dei giudici.


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