TRENTON PERDE IL SUO PATRON GIOVETTI. LA FIGLIA, CARLOTTA, PRENDE LE REDINI DELL’AZIENDA METALMECCANICA DA 35 MILIONI DI FATTURATO

Carlotta Giovetti nel maggio 2020 insieme al lockdown ha affrontato l’improvviso passaggio generazionale alla Trenton. Determinazione e capacità di fare squadra ne hanno decretato il successo. Situata sull’appennino Modenese, l’azienda fattura 35 milioni ed esporta il 70 per cento.
Un’azienda metalmeccanica da 35 milioni di fatturato, il 70% maturato all’estero, 140 addetti e un’altissima tecnologia per la produzione di componenti (con una forte specializzazione per gli alberi di trasmissione) destinati ai trattori e macchine movimento terra improvvisamente si trova senza la sua storica e ferratissima guida. Accade il 4 maggio del 2020, ed è una complessità nella complessità, con Covid e lockdown che determinano la vita di persone e aziende.
È in questa realtà, alla Trenton di Frassinoro (Mo) che, quel giorno, Carlotta Giovetti si è trovata catapultata per assumere la veste di imprenditrice e amministratrice delegata al fine di assicurare futuro a quell’azienda tanto amata dal padre Giuseppe (nella foto) e che da sempre faceva parte anche della sua vita, pur lasciandola libera dalle responsabilità dirette.

Quarantaquattro anni e due figlie, Clelia e Adelaide, da gestire, Carlotta affronta lo shock – la morte improvvisa del padre, poco dopo la morte della madre e l’assunzione di tutte le responsabilità in uno dei momenti più difficile della storia moderna – con una determinazione e una forza che ora stupisce un po’ anche lei stessa. “Bisognava andare avanti perché, come diceva mio padre richiamando la vita degli alberi, avevo le radici piantate in un solido terreno e non c’era altro da fare che guardare in alto e crescere”.
Pragmaticamente ha fatto una scelta che, ancora oggi considera determinante: “Mi sono fidata dell’ottima squadra che compone storicamente sia Trenton che anche il nuovo consiglio di amministrazione, perché da soli non è possibile reggere un tale urto”. A lei il compito di “dare l’esempio”, una regola che considera fondamentale anche nel rapporto con tutti i dipendenti, per promuovere “onestà e lealtà”.
Se la mission e la vision dell’azienda sono state convintamente confermate, altrettanto è accaduto per le sedi aziendali, tutte situate in montagna, nell’appennino modenese: a Frassinoro, il paese alla quota altimetrica più alta dell’Emilia-Romagna, c’è il quartier generale, a Fanano (Mo) una filiale. L’azienda ha un proprio ufficio anche a Castelfranco Emilia. «Continueremo a fare azienda in montagna, un impegno complesso, non privo di difficoltà, ma sostenibile», afferma l’imprenditrice. www.trenton.it
Lo conferma, senza tema di smentita, la percentuale di export che connota l’azienda: il 70% dei componenti della Trenton raggiungono le piazze internazionali. Sono prodotti di meccanica sofisticata, con un altissimo tasso di specializzazione e di customizzazione.

OVERLOG, LA PANDEMIA DIGITALIZZA I MAGAZZINI

Overlog è una di quelle aziende – core business in software tecnologicamente avanzati per la gestione dei magazzini, da 30 anni sul mercato – che non ha risentito della crisi economica dovuta alla pandemia. Anzi, le nuove necessità, emerse all’interno delle imprese, in seguito ai ripetuti lockdown: hanno creato nuovi modelli di lavoro, accelerando processi di digitalizzazione anche all’interno dei magazzini. L’esplosione del commercio on line ha determinato, nel caso specifico, un crescente ricorso ad una migliore gestione dei magazzini dove arrivano ordini, per l’individuazione e la spedizione della merce. ‘Il ripensamento del sistema logistico in prospettiva digitalizzata, automatizzata ed in sinergia con il resto dei dipartimenti aziendali: è un processo strategico ai fini dell’abbattimento dei tempi di gestione e di evasione degli ordini, per rendere il sistema integrabile con nuove unità di personale in qualsiasi momento, per puntare al “zero errori” e avere in tempo reale il controllo di tutta l’attività’, spiega Marco Crasnich, amministratore delegato di Overlog, illustrando così le molteplici finalità che sono sottese a un intervento della società nelle imprese. Un esempio di recentissima “rivoluzione” che deriva dall’operatività di Overlog, in epoca pandemica, lo offre il progetto realizzato alla BluBai, società di riferimento per la distribuzione all’ingrosso di bevande. Prima nella sede di Cesenatico (Forlì-Cesena) e poi a Ravenna: Overlog ha informatizzato tutto il lavoro del magazzino, rispondendo a tre obiettivi prioritari della committenza: gestire il lavoro con “zero errori”, semplificare le operazioni, accelerare i tempi di evasione degli ordini. ‘La situazione di partenza era quella analoga a molte aziende: utilizzo di liste manuali e tutta l’organizzazione affidata alla conoscenza ed esperienza dei singoli, con evidente difficoltà a inserire nuovi addetti nei momenti di picco lavorativo’ continua Crasnich. Sono nate soluzioni innovative: il riconoscimento vocale da parte della macchina, che ‘sente e riconosce’ il comando che deve operare. I risultati sono in un magazzino con il 50% di efficienza in più, in cui si è movimentato un +35% di colli, le operazioni sono cresciute del 35% a fronte di una riduzione del 70% degli errori e di un taglio dei tempi dell’80% nell’inserimento di nuovo personale. Overlog è un esempio di come la pandemia abbia contribuito alla nascita di nuovi modelli digitali di lavoro, all’interno dei magazzini industriali: soluzioni alternative ed innovative a cui forse si sarebbe arrivati dopo diversi anni.

GATTO ASTUCCI REDIGE E PRESENTA BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ

Gruppo Gatto, con sede a Domegge di Cadore (Belluno), (48,2 milioni il fatturato e 500 dipendenti), la realtà imprenditoriale da 83 anni attiva nel settore della progettazione e realizzazione di astucci per occhiali, packaging di alta gamma, espositori, soluzioni coordinate e innovative per il punto vendita, è sempre più green. Presentata, infatti, la prima edizione del bilancio sostenibile aziendale, un documento che testimonia la dedizione e le capacità con cui «l’impresa persegue obiettivi di sostenibilità in ambito ambientale, sociale ed economico», ha affermato Cristian Paravano (nella foto), direttore generale con delega alla Sostenibilità: «La nostra attenzione – sottolinea – è focalizzata principalmente sull’automatizzazione e innovazione dei processi produttivi, nell’aumento del riuso e delle risorse rinnovabili, sull’economia circolare grazie alla preziosa collaborazione con i nostri principali clienti e sul miglioramento delle condizioni di vita di collaboratori e territori».

A guidare un complesso sistema che prevede l’armonizzazione di comportamenti e obiettivi a tutti i livelli interni all’azienda e lungo le filiere relazionali, ci sono gli Sdgs, ovvero gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite varati nel 2015 e proiettati al 2030. Sono quattro quelli perseguiti: lavoro dignitoso e crescita economica (goal 8); industria, innovazione e infrastruttura (goal 9); consumo e produzione responsabili (goal 12); partnership per gli obiettivi (goal 17).

«Cerchiamo di creare le migliori condizioni di lavoro, affinché i nostri dipendenti possano esprimere al meglio le loro potenzialità. Il gruppo, inoltre, interagisce con il territorio in cui è inserito, supportando iniziative legate all’istruzione e alla salute». In riferimento all’innovazione e alle infrastrutture, negli ultimi due anni il Gruppo Gatto ha investito significativamente in tecnologia e innovazione, con l’introduzione di macchinari a basso consumo che permettono di limitare l’impatto ambientale, ottimizzando i processi di produzione.

Per quanto riguarda la produzione e il consumo responsabile, «il Gruppo Gatto si concentra sull’ambiente, sulla produzione, sul ciclo di vita dei prodotti e loro distruzione, per costruire un modello sostenibile di business. Una riprova di tale impegno sono le diverse certificazione di sostenibilità ottenute dal 1998». Non da ultimo, il Gruppo Gatto è convinto che obiettivi come quelli elencati nel Sdgs siano raggiungibili solo con uno sforzo collettivo e in un rapporto di partnership tra una molteplicità di attori e ambiti, imprenditoriali, finanziari e istituzionali. «Dalla capacità di realizzare questa partnership, secondo il Gruppo Gatto, dipenderà il successo o il fallimento della prospettiva indicata dalle Nazioni Unite», conclude il direttore.

Bilancio di sostenibilità comparato 2018-2019 – Gatto Astucci

SOSTENIBILITÀ: UN IMPERATIVO PER GATTO ASTUCCI, ITALBEDIS, EUROTECH E LAVORAZIONE LEGNAMI

Un incontro virtuale per parlare di sostenibilità ambientale e impresa. È quello che si è tenuto fra Fabio Massaro Ceo di Italbedis, Cristian Paravano generale manager del Gruppo Gatto AstucciRoberto Siagri, Ceo Eurotech e Michele Ianich Ceo di Lavorazione Legnami.

Italbedis, con sede a Legnago (Vr) si occupa del trattamento dell’acqua: il suo Ceo, Massaro, antesignano delle casette dell’acqua in Italia. Una invenzione geniale, anche da un punto di vista ambientale, che ha fatti risparmiare dal 1 gennaio 2019 ad oggi: quasi 83 milioni di bottiglie in pet da 1,5 litri,  per un totale di acqua liscia erogata pari a oltre 2 milioni di litri, e quasi 1 milione di litri quella gassata. Per un risparmio di oltre 7,5 milioni di Co2.

Si tratta di numeri incredibili che danno il segno di quanto le scelte produttive sostenibili siano parte del processo competitivo del fare impresa.

Il Gruppo Gatto Astucci con sede a Domegge di Cadore (Bl) , con la controllata Sarno Display, si occupa della produzione di espositori, astucci, packaging per il mondo beauty e del fashion, stima che il potenziale PoP durevole in italia riciclabile sia di 53mila tonnellate ed in gran parte costituito da materiale termoplastico . La Sarno Display sta attivando numerosi progetti di economia circolare: per ridurre questo impatto di ‘end of waste’.

La tecnologica Eurotech, multinazionale con sede ad Amaro (Ud), ha inventato un supercalcolatore raffreddato ad acqua a temperatura ambiente, con potenze di calcolo a partire da 500 TeraFlops. Un calcolatore con una potenza di calcolo di 1 PetaFlops, consente di risparmiare, su base annua circa 290 tonnellate di Co2, rispetto ad un supercalcolatore raffreddato ad aria.

Infine, ma non per ultima, Lavorazione Legnami, l’azienda che con gli stabilimenti di Asti e Tolmezzo (Ud) ‘veste’ le migliori bottiglie di vino con packaging in legno su misura e brand della casa vitivinicola marchiato a fuoco. L’impresa, infatti, ha spinto ai massimi livelli la sua attenzione per la sostenibilità di tutta la filiera in cui è coinvolta, ottenendo la certificazione ambientale Pefc, che attesta la cura e l’attenzione per l’ambiente lungo tutto il sistema produttivo, a partire dalla gestione dei boschi dai quali proviene il legno utilizzato per il packaging.

«Non è più possibile prescindere il fare impresa dalla sostenibilità ambientale – spiegano i quattro imprenditori – è parte del core business il ‘risparmio’ di risorse, altrimenti si è fuori dal mercato globale. È divenuta sfida quotidiana, a partire dai semplici comportamenti da tenere in azienda, ogni giorno.»

www.italbedis.it

www.gatto.it

www.eurotech.com

www.lavorazionelegnami.com

Nella foto, da sinistra: Fabio Massaro, Roberto Siagri, Michele Ianich, Cristian Paravano. pic by @Anna Airone @Airone Foto

EUROLLS SUBISCE ATTACCO INFORMATICO: VIOLATO COMPUTER DA SMART WORKING

Un attacco informatico in grande stile e capace di penetrare in un rodato sistema di sicurezza: è ciò che ha dovuto subire Eurolls, l’azienda di origine friulana che è tra le migliori al mondo per la produzione di rulli in acciaio e carburo di tungsteno. Mentre l’azienda si trova in un momento di grande lavoro: una commessa vinta negli Stati Uniti da 12 milioni, la decisione di un ampliamento nella filale produttiva di Villa Santina (Ud): il sistema informatico e tutta la posta elettronica aziendale sono stati paralizzati per quasi un mese, a causa di un hacker che è riuscito a violare le maglie di sicurezza attraverso il computer di un dipendente dell’azienda che stava lavorando in smart working. Un attacco dai contorni ancora da definire nelle sue origini e finalità, posto che, assicurano dall’azienda, «sin qui non è stato chiesto alcun riscatto in bitcoin, come di solito avviene in questi casi». Con 149 dipendenti e 29 milioni di fatturato, Eurolls, che ha il quartier generale ad Attimis, la sede di Villa Santina e quelle estere in Messico e Brasile, ha messo in atto subito tutte le azioni per mettere in sicurezza i beni intangibili dell’azienda, blindare la propria rete informatica e reagire nel più breve tempo possibile al danno provocato dall’intrusione. “Pur essendo una necessità e una validissima opportunità in tempo di necessario distanziamento sociale causa Covid, lo smart working rivela una certa vulnerabilità cui gli specialisti della sicurezza dovranno dare al più presto risposte sempre più stringenti ed efficaci”, considerano i vertici aziendali, Renato Railz, il presidente, e Matteo Querini, manager (nella foto).