Cookie Policy Serbia. A Belgrado il funerale di Mladic, la memoria delle tragedie richiederebbe il silenzio - Tilancio

Serbia. A Belgrado il funerale di Mladic, la memoria delle tragedie richiederebbe il silenzio

Serbia. A Belgrado il funerale di Mladic, la memoria delle tragedie richiederebbe il silenzio

Ti Lancio dalla Serbia 7 settembre 2026 – L’esposizione della salma dell’ex generale serbo-bosniaco Ratko Mladić presso la Chiesa di San Luca a Belgrado e i successivi riti di sepoltura al cimitero di Topčider hanno riacceso i riflettori della cronaca internazionale su una delle pagine più drammatiche della storia europea recente. Le commemorazioni, che hanno visto la partecipazione di familiari, sostenitori ed esponenti politici locali anche all’interno di sedi istituzionali, hanno prontamente suscitato la ferma riprovazione dell’Unione Europea, preoccupata per i rischi legati alla glorificazione di figure condannate per crimini di guerra.

Al di là delle reazioni diplomatiche, l’episodio impone una riflessione più profonda sul ruolo dell’informazione e sulla gestione pubblica di eventi simili. Trasformare le esequie e i momenti di commiato di personaggi legati a dolorose vicende storiche in eventi mediatici di risonanza globale rischia infatti di produrre un effetto opposto a quello del doveroso rispetto per la storia: si concede un palcoscenico a dinamiche di polarizzazione e a forme di esaltazione che feriscono nuovamente le vittime e le loro famiglie.

L’ostentazione pubblica e la cassa di risonanza offerta ai raduni di nostalgici o alle passerelle politiche non fanno che alimentare tensioni geopolitiche mai del tutto sopite nel bacino balcanico. La scelta di dare risalto a manifestazioni di questo tipo offre spazio a chi cerca visibilità attraverso la provocazione, ostacolando i complessi processi di riconciliazione nazionale e internazionale.

Un approccio improntato al riserbo, alla sobrietà e al silenzio mediatico rappresenterebbe, in casi come questo, la scelta più matura e responsabile. Privare tali appuntamenti della luce dei riflettori non significa dimenticare il passato, ma al contrario proteggere la sacralità della memoria storica ed evitare che il dolore collettivo venga strumentalizzato per finalità politiche o propagandistiche.

Leave a Reply

Your email address will not be published.