Ti Lancio dagli Usa e dalla Ucraina 9 settembre 2026 – Un’intensa tornata di “shuttle diplomacy” condotta dagli inviati speciali della Casa Bianca ha riaperto i canali diretti di negoziato tra le parti in causa nel conflitto ucraino. A seguito delle missioni svolte a Mosca e Kyiv da Jared Kushner e Steve Witkoff, il Cremlino ha reso noto un colloquio telefonico diretto tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, incentrato sulla ricerca di una via d’uscita dalla guerra.
Secondo quanto riferito dal consigliere per la politica estera di Mosca, Yuri Ushakov, la conversazione si è svolta in un clima “franco e costruttivo”. Durante il confronto, Trump ha sollecitato Putin a favorire una rapida conclusione delle ostilità, mentre la parte russa ha fornito la propria valutazione sulle dinamiche del fronte, ribadendo la richiesta che qualsiasi intesa rispetti le condizioni poste dal Cremlino e le realtà sul campo.
La spinta di Washington si è concretizzata attraverso le tappe dei due emissari presidenziali. I colloqui al Cremlino: Kushner e Witkoff hanno incontrato Putin a Mosca per un confronto di oltre tre ore. Oltre al dossier militare, secondo indiscrezioni emerse a margine, sono stati toccati temi di carattere economico e possibili ambiti di cooperazione futura tra Stati Uniti e Russia in caso di stabilizzazione del quadro internazionale.
La tappa in Ucraina: successivamente, la delegazione americana si è trasferita a Kyiv per incontrare il presidente Volodymyr Zelenskyy. La leadership ucraina ha confermato la propria disponibilità a riprendere un formato di negoziato trilaterale (USA, Ucraina, Russia) o allargato ai partner europei, pur sottolineando la necessità imprescindibile di garanzie di sicurezza vincolanti per il dopoguerra.
Nonostante l’attivismo della Casa Bianca e l’ipotesi di un nuovo round negoziale in autunno, le posizioni dei due belligeranti restano distanti. Se da un lato Washington mira ad accelerare i tempi per incassare un successo diplomatico, dall’altro Mosca continua a far leva sull’avanzata delle proprie truppe nell’est dell’Ucraina per imporre termini di resa o concessioni territoriali, mentre Kyiv ribadisce di non voler accettare accordi che compromettano la sovranità nazionale.
L’iniziativa statunitense segna tuttavia un cambio di passo nella gestione americana della crisi, trasformando la pressione per una tregua nel perno della strategia estera di Washington.


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