Durante la tavola rotonda del progetto “Radici in Movimento”, Lorenzo Semplici (NeXt) illustra la proposta di un modello inclusivo fondato sulle relazioni e su metriche ambientali, sociali e di governance condivise.
FIRENZE – Nel quadro dell’8ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, in programma a Firenze dal 1 al 4 ottobre 2026, il mondo del Terzo Settore, delle imprese e delle istituzioni si è dato appuntamento per discutere il futuro dell’economia sociale. Tra i momenti centrali del dibattito, la tavola rotonda nell’ambito del progetto “Radici in Movimento”, che ha visto protagonista l’intervento di Lorenzo Semplici, responsabile del Centro Studi e Valutazioni di NeXt – Nuova Economia per Tutti.
Al cuore della riflessione presentata da Semplici vi è l’adozione di un vero e proprio approccio sinodale inteso come cammino condiviso, ascolto reciproco e cooperazione. Un metodo applicato in nome e a favore del “Gruppo Comunità”, il cui obiettivo è superare l’individualismo di mercato per costruire un modello autenticamente inclusivo.
Il percorso delineato si snoda attraverso quattro pilastri d’azione fondamentali. Conoscere: comprendere in profondità le reali esigenze, le fragilità e le risorse endogene dei territori. Riconoscersi: scoprire un’identità e valori comuni tra enti di Terzo Settore, cittadini, pubblica amministrazione e imprese. Connettere: creare reti stabili, alleanze strategiche e ponti tra attori diversi che operano per il bene comune. Innovare: sviluppare risposte originali, sociali ed economiche capaci di rispondere alle sfide contemporanee.
L’intervento ha posto un accento decisivo sul tema della sostenibilità integrale, un concetto che va oltre la semplice conformità burocratica o la tutela ecologica superficiale per abbracciare contemporaneamente la dimensione sociale, umana ed economica.
In questa cornice si inserisce la proposta degli indicatori “Next ESG”: un framework di misurazione e valutazione d’impatto basato sui classici criteri Environmental, Social e Governance (ESG), ma riletti e integrati attraverso la lente dell’Economia Civile.
«Gli indicatori ambientali, sociali e di governance non devono essere percepiti come un mero adempimento formale, ma come strumenti di partecipazione e orientamento strategico per le comunità», è il messaggio emerso dal confronto. Attraverso le metriche elaborate da NeXt, gli Enti del Terzo Settore e le realtà del territorio possono valutare il proprio impatto reale, valorizzare il lavoro dignitoso e misurare come la transizione ecologica e digitale stia effettivamente generando benessere condiviso.
Il progetto “Radici in Movimento” si conferma così un laboratorio fondamentale all’interno del Festival di Firenze. Dimostra come la convergenza tra un approccio partecipativo e strumenti tecnici rigidi di valutazione d’impatto (i criteri ESG) rappresenti la chiave per costruire un’economia che rimette al centro le persone, l’ambiente e il capitale sociale dei territori.


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