Cookie Policy ATTUALITA'. BELGIO-MONTENEGRO. IL MONTENEGRO IN POLE POSITION PER L’UE: L’OBIETTIVO DI PODGORICA È L’ADESIONE FORMALE ENTRO IL 2028 - Tilancio

ATTUALITA’. BELGIO-MONTENEGRO. IL MONTENEGRO IN POLE POSITION PER L’UE: L’OBIETTIVO DI PODGORICA È L’ADESIONE FORMALE ENTRO IL 2028

ATTUALITA’. BELGIO-MONTENEGRO. IL MONTENEGRO IN POLE POSITION PER L’UE: L’OBIETTIVO DI PODGORICA È L’ADESIONE FORMALE ENTRO IL 2028

Svolta nei negoziati grazie al superamento dei criteri provvisori IBAR. Il governo intensifica la lotta a corruzione e criminalità e punta a chiudere tutti i capitoli entro l’anno.

(Ti Lancio dal Belgio e dal Montenegro) Podgorica – Bruxelles 11 giugno 2026 – Nella complessa e spesso rallentata marcia dei Balcani Occidentali verso l’integrazione europea, c’è un Paese che sta correndo più veloce degli altri, staccando nettamente il resto del gruppo. Il Montenegro si conferma, oggi più che mai, la nazione in assoluta pole position per diventare il ventottesimo Stato membro dell’Unione Europea.

La determinazione del piccolo Stato adriatico non si ferma alle dichiarazioni d’intenti: l’obiettivo programmatico dichiarato con forza dalle autorità montenegrine è quello di chiudere tutti i capitoli negoziali rimanenti entro la fine dell’anno, ponendo le basi per un’adesione formale e definitiva entro il 2028.

A dare una spinta decisiva al percorso europeo di Podgorica è stato il recente e positivo superamento dell’IBAR(Interim Benchmark Assessment Report), l’indicatore che valuta il soddisfacimento dei criteri provvisori legati allo Stato di diritto.

Il governo montenegrino ha impresso un’accelerazione senza precedenti ai capitoli più caldi e monitorati da Bruxelles, in particolare il Capitolo 23 (Giustizia e diritti fondamentali) e il Capitolo 24 (Giustizia, libertà e sicurezza). Per ottenere il via libera dei partner europei, l’esecutivo ha dovuto varare riforme strutturali profonde e dimostrare risultati tangibili sul campo, un passo che la Commissione Europea ha definito cruciale per sbloccare la fase finale dei negoziati.

Il vero banco di prova che ha convinto Bruxelles della serietà del progetto montenegrino è stata la decisa intensificazione della lotta alla corruzione sistemica e alla criminalità organizzata. Per anni considerata il tallone d’Achille del Paese – a causa dell’influenza dei potenti clan del narcotraffico e del contrabbando nei Balcani – la magistratura di Podgorica, supportata da una rinnovata volontà politica, ha avviato una serie di inchieste ad alto livello che hanno coinvolto anche figure di spicco delle istituzioni e dell’apparato giudiziario precedente.

Questi sforzi di pulizia interna hanno ripulito l’immagine internazionale del Paese, trasformando il Montenegro da “osservato speciale” a modello virtuoso per l’intera regione balcanica.

Se per il Montenegro il 2028 rappresenterebbe il coronamento di un lungo percorso iniziato con l’indipendenza del 2006, per l’Unione Europea l’ingresso di Podgorica assumerebbe un valore geopolitico immenso. Incoronare il successo del Montenegro significa lanciare un messaggio chiaro agli altri candidati (dall’Albania alla Moldavia, fino all’Ucraina): le porte dell’Unione sono aperte per chi compie le riforme necessarie.

Inoltre, l’integrazione del Montenegro – Paese già membro della NATO – permetterebbe a Bruxelles di blindare definitivamente un’area costiera strategica sul Mediterraneo, sottraendola alle mire di investimenti e influenze da parte di attori terzi come Russia e Cina. La strada per il 2028 è tracciata, e Podgorica non ha intenzione di rallentare.

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