Cookie Policy ATTUALITA'. CINA-USA. TERZA GUERRA DEL GOLFO: IL DILEMMA DI PECHINO TRA SHOCK ENERGETICO E VANTAGGIO STRATEGICO - Tilancio

ATTUALITA’. CINA-USA. TERZA GUERRA DEL GOLFO: IL DILEMMA DI PECHINO TRA SHOCK ENERGETICO E VANTAGGIO STRATEGICO

ATTUALITA’. CINA-USA. TERZA GUERRA DEL GOLFO: IL DILEMMA DI PECHINO TRA SHOCK ENERGETICO E VANTAGGIO STRATEGICO

(Ti Lancio dalla Cina e dagli Stati Uniti) Pechino – Washington 9 marzo 2026 – Mentre i raid statunitensi e israeliani scuotono l’Iran, la Repubblica Popolare Cinese (RPC) si trova a gestire una crisi dai riflessi ambivalenti. Se da un lato il conflitto mina la sicurezza energetica della Cina, dall’altro l’impantanamento degli Stati Uniti nel Medio Oriente potrebbe offrire a Xi Jinping una leva negoziale inaspettata nel lungo periodo.

Secondo l’analisi di Limes, Pechino è il primo importatore di greggio iraniano (spesso scambiato attraverso circuiti informali per aggirare le sanzioni). La distruzione delle infrastrutture logistiche iraniane e il blocco dello Stretto di Hormuz colpiscono direttamente la catena di approvvigionamento cinese. Un barile sopra i 120 dollari rallenta la locomotiva manifatturiera asiatica, costringendo Pechino a pesanti esborsi per diversificare le forniture verso Russia e Asia Centrale.

Il paradosso della Terza Guerra del Golfo è che, se protratta, avvantaggia Pechino sul piano del negoziato globale con Washington. Ogni risorsa militare e finanziaria che l’amministrazione Trump spende per “chiudere la partita” con l’Iran è una risorsa sottratta al Pivot to Asia e al contenimento della Cina nel Mar Cinese Meridionale. Pechino potrebbe offrire a Washington una “mediazione benevola” con Teheran in cambio di concessioni sui dazi tecnologici o sulla questione di Taiwan. In breve: la stabilità del Golfo diventa una merce di scambio.

L’attacco frontale di Trump all’Iran mira a un cambio di regime o a una resa totale, ma la Cina scommette sulla resilienza delle reti regionali. Se il conflitto diventa una guerra d’attrito, la Cina si posizionerà come l’unica potenza in grado di fornire ossigeno economico a ciò che resterà dell’economia iraniana, cementando un’influenza che durerà decenni dopo la fine delle ostilità.

La Cina osserva il Golfo con “preoccupazione calcolata”. Pechino non ha interesse in una distruzione totale dell’Iran, che è un perno della Belt and Road Initiative, ma accoglie con favore un’America nuovamente assorbita dalle sabbie mobili mediorientali. Il rischio per Xi Jinping è che lo shock energetico inneschi una crisi sociale interna prima che i benefici geopolitici si concretizzino.

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