Cookie Policy ATTUALITA'. COLOMBIA. TERREMOTO POLITICO IN COLOMBIA: L’OUTSIDER DI ESTREMA DESTRA DE LA ESPRIELLA SORPASSA CEPEDA. PETRO DENUNCIA BROGLI - Tilancio

ATTUALITA’. COLOMBIA. TERREMOTO POLITICO IN COLOMBIA: L’OUTSIDER DI ESTREMA DESTRA DE LA ESPRIELLA SORPASSA CEPEDA. PETRO DENUNCIA BROGLI

ATTUALITA’. COLOMBIA. TERREMOTO POLITICO IN COLOMBIA: L’OUTSIDER DI ESTREMA DESTRA DE LA ESPRIELLA SORPASSA CEPEDA. PETRO DENUNCIA BROGLI

Il progressismo del Pacto Histórico manca la vittoria al primo turno e si fa scavalcare dal candidato ultraconservatore ispirato a Bukele e Milei. Sarà ballottaggio il 21 giugno, ma sul voto pesa lo scontro istituzionale.

(Ti Lancio dalla Colombia) Bogotà 3 giugno 2026 – Il verdetto delle urne congela le speranze del progressismo colombiano e proietta il Paese verso lo scenario più incerto della sua storia recente. Con lo scrutinio giunto al 99% delle sezioni elettorali, il Pacto Histórico ha dovuto incassare una doccia gelata: non solo Iván Cepeda non è riuscito a conquistare la Presidenza della Repubblica al primo turno – come i sondaggi della vigilia, che lo davano vicino al 50%, lasciavano presagire – ma è stato clamorosamente sorpassato.

La vera sorpresa si chiama Abelardo de la Espriella. L’outsider dell’estrema destra, un avvocato che non ha mai ricoperto alcun ruolo istituzionale e che si ispira apertamente ai modelli politici di Nayib Bukele, Javier Milei e Donald Trump, ha conquistato il primo posto con 10.361.499 voti (43,74%), staccando Cepeda, fermo a 9.688.361 preferenze (40,90%). Distanze abissali per gli altri sfidanti: Paloma Valencia si è fermata al 6,92% (1.639.685 voti) e il centrista Sergio Fajardo al 4,26% (1.009.073 voti).

A premiare de la Espriella è stata una strategia comunicativa aggressiva, polarizzante e marcatamente machista, spinta fino a dichiarazioni shock come la volontà di «fare tutto il possibile per sbudellare le persone di sinistra». Questa retorica radicale ha intercettato e riunito l’intero elettorato conservatore, cannibalizzando la rivale d’area Paloma Valencia. La decisione di quest’ultima di virare verso posizioni più moderate e di centro ha finito per penalizzarla, spingendo la sua base elettorale a dirottare in massa i voti verso Abelardo.

Appena diffusi i dati, sia Paloma Valencia sia lo storico leader della destra ed ex presidente Álvaro Uribe hanno immediatamente blindato la candidatura di de la Espriella in vista del secondo turno. Dal fronte internazionale sono giunti subito i messaggi di congratulazioni di Javier Milei e di Santiago Abascal (leader degli spagnoli di Vox), che hanno elogiato la sua battaglia “contro il socialismo”.

A pochi minuti dai dati diffusi dalla Registraduría Nacional, il Presidente della Repubblica uscente, Gustavo Petro, ha aperto un duro scontro istituzionale denunciando gravi irregolarità. «Come presidente non accetto i risultati del pre-conteggio realizzato dalla società privata dei fratelli Bautista», ha tuonato Petro, parlando di circa 800mila documenti di identità fittizi aggiunti al censimento. Il Capo dello Stato ha chiarito che riconoscerà solo i dati certificati dai giudici della Repubblica.

Accuse cavalcate dallo stesso Iván Cepeda in un discorso dai toni inediti e durissimi. Il candidato progressista ha denunciato “votazioni atipiche” supportate da video e immagini di presunte manipolazioni di schede e verbali. Ad infiammare il clima geopolitico si aggiunge la denuncia di Cepeda su presunte interferenze straniere (chiamando in causa il presidente ecuadoriano Daniel Noboa) e una nota della Fiscalía General, secondo cui almeno 77 persone ufficialmente registrate come desaparecidas risulterebbero nei registri come votanti.

Con una durezza mai registrata prima, Cepeda ha attaccato frontalmente lo sfidante definendolo «un fascista e un mafioso, misogino, omofobo, parapolitico e narcotrafficante», lanciando un appello nazionale contro “la minaccia fascista”.

Nonostante la sconfitta politica e simbolica del sorpasso, in termini puramente numerici il risultato di Cepeda non è un fallimento: ha raccolto un milione di voti in più rispetto a quanti ne prese Petro al primo turno del 2022, segnando un record storico per la sinistra colombiana. Tuttavia, la vittoria nei sondaggi si è tradotta in una rincorsa psicologica.

Al ballottaggio del 21 giugno la Colombia si troverà di fronte a un bivio radicale: da un lato la prosecuzione del modello del Pacto Histórico (riforme sociali, politiche di pace e diritti civili); dall’altro l’ascesa di un leader della galassia MAGA, fautore di politiche securitarie, economia estrattiva a scapito dell’ambiente e ostile alle minoranze.

La partita si giocherà tutta sulla capacità della sinistra di mobilitare gli astenuti e convincere i moderati che la democrazia è a rischio. Quattro anni fa l’operazione riuscì: anche allora la destra unita partiva in vantaggio aritmetico. Mancano venti giorni per scoprire se la storia è pronta a ripetersi o a cambiare binario.

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