Cookie Policy Attualità.Italia. Fine vita, Porrino (UCID Nazionale): «Servono garanzie certe e tutela della fragilità: l’impugnativa del Governo apra una grande alleanza per le cure palliative» - Tilancio

Attualità.Italia. Fine vita, Porrino (UCID Nazionale): «Servono garanzie certe e tutela della fragilità: l’impugnativa del Governo apra una grande alleanza per le cure palliative»

Attualità.Italia. Fine vita, Porrino (UCID Nazionale): «Servono garanzie certe e tutela della fragilità: l’impugnativa del Governo apra una grande alleanza per le cure palliative»

Il presidente nazionale dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti guida la posizione dell’associazione dopo la decisione dell’Esecutivo sulla legge dell’Emilia-Romagna: «No alla frammentazione normativa e alla rincorsa verso la morte, la priorità del Paese sia accompagnare la vita sofferente». A supporto, le analisi di Delle Site (Giovani UCID) e Storchi (CTS UCID).

Ti Lancio da Roma, 05  ottobre 2026 – L’impugnativa da parte del Governo della legge della Regione Emilia-Romagna sul suicidio medicalmente assistito riapre con forza il dibattito sul bilanciamento tra competenze territoriali, tutela della vita ed efficacia del Servizio Sanitario Nazionale.

Sulla vicenda interviene con nettezza il presidente nazionale dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), Paolo Porrino, che traccia la rotta politica e valoriale dell’organizzazione, richiamando le istituzioni a una responsabilità corale e a una visione d’insieme che metta al centro la dignità umana.

«La presa di posizione del Governo – dichiara Paolo Porrino – solleva un nodo politico e sociale ineludibile: di fronte alla fragilità, alla malattia e alla fase terminale della vita, l’Italia non può muoversi in ordine sparso, né rassegnarsi a risposte procedurali che rischiano di nascondere la mancanza di assistenza. Come dirigenti e imprenditori che si ispirano alla Dottrina Sociale della Chiesa, riteniamo che la vera emergenza nazionale non sia organizzare percorsi per accelerare la fine della vita, ma costruire una rete capillare, efficiente ed equa di sostegno al malato e alla sua famiglia. L’impugnativa rappresenta un’occasione preziosa affinché il Paese riaffermi un principio di civiltà: una società solidale si prende cura di chi soffre e non offre scorciatoie a chi si sente solo».

L’intervento di Porrino coordina e dà indirizzo al quadro normativo e sociale sviluppato dai vertici dell’associazione, a partire dalla riflessione di Benedetto Delle Site, presidente nazionale del Movimento Giovani UCID, focalizzata sulla certezza del diritto e sull’unitarietà delle garanzie.

Sulla necessità di evitare disparità territoriali, Delle Site sottolinea infatti che «quando sono in gioco la vita, la salute e la dignità della persona, occorrono garanzie certe e un quadro nazionale coerente. Il fine vita non può diventare il terreno di una frammentazione normativa tra Regioni né di contrapposizioni ideologiche. È necessario un confronto serio, nel quale la tutela della persona fragile e il dovere della comunità di non abbandonarla rimangano il vero pilastro».

Sotto la regia istituzionale del Presidente Porrino si inserisce anche il richiamo operativo sul fronte sanitario formulato da Fabio Storchi, presidente nazionale del Comitato Tecnico Scientifico UCID e presidente della Sezione UCID di Reggio Emilia, già intervenuto nei mesi scorsi sul tema.

Storchi evidenzia come il fulcro della questione risieda nell’effettivo accesso alle cure: «Il rischio concreto è quello di costruire procedure per il suicidio assistito senza aver prima garantito a ogni malato un accesso reale, tempestivo e uniforme alle cure palliative. Se il paziente non ha avuto un percorso adeguato di controllo del dolore, assistenza domiciliare, sostegno psicologico e accompagnamento, la sua libertà di scelta viene profondamente condizionata. La vera priorità è colmare le diseguaglianze nell’accesso alle terapie del dolore e rafforzare gli hospice e il sostegno ai caregiver».

A chiusura del comunicato, il presidente Paolo Porrino ribadisce la linea unitaria dell’UCID, auspicando che dal contenzioso odierno nasca una stagione di rinnovato impegno sociale e sanitario: «L’UCID auspica che questo passaggio istituzionale non scada in uno scontro ideologico o giudiziario, ma si trasformi in una spinta propositiva per potenziare il Servizio Sanitario Nazionale. Prima di codificare la resa di fronte alla sofferenza, le istituzioni hanno il dovere morale e civile di moltiplicare le possibilità di cura, vicinanza e accompagnamento per non lasciare mai nessuno indietro”.

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